CONSTANCE HEAVEN.
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L'ORA DELLA VERIT. IL POSTO DELLE PIETRE.
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Titolo originale: The Place of Stones.
1976. Mondadori Editore, MILANO.
Collezione: I romanzi d'amore di Grazia.
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Trascrizione elettronica rivista e resa disponibile dalla
          Fondazione Ezio Galiano onlus
             http:\\www.galiano.it
      ad esclusivo uso dei privi della vista.
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Presentazione.
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Emma Tremayne, che accompagna il padre a Parigi si innamora di Lucien de Fontenay, conosciuto a un ballo alle Tuileries. Ma sotto la gaiezza del bel mondo parigino, i picnic a Versailles, le cavalcate al Bois de Boulogne, i fuochi d'artificio al Palais Royal, cova l'ombra della guerra. Siamo nel 1803 e il trattato di pace fra l'Inghilterra e Napoleone si sta sempre pi logorando. La felicit di Emma s'incrina. In pensiero per la sorte del padre in missione segreta, dubbiosa della lealt di Lucien, verr coinvolta in una serie di drammatiche avventure in cui dominano tensione, mistero e passioni.
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L'autrice.
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Constance Heaven, nata Constance Fecher (Londra, 6 agosto 1911  1995),  stata una scrittrice inglese di romanzi rosa con il suo nome da ragazza, con il nome da sposata e con lo pseudonimo di Christina Merlin. Si laurea in letteratura inglese nel 1931 e nello stesso anno si diploma anche presso il London College of Music. 
Il 5 novembre 1939, Constance Fecher sposa William Heaven. In quegli anni Constance si dedica alla carriera di attrice teatrale. Anche dopo la morte del marito, avvenuta nel 1958, Constance continua per alcuni anni a lavorare nel mondo dello spettacolo, arrivando anche ad interpretare piccoli ruoli cinematografici e in televisione. Continua a scrivere romanzi anche di ambientazione storica e due biografie fino alla sua morte, avvenuta nel 1995.
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Capitolo primo.
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L'ingarbugliata vicenda ebbe inizio il giorno in cui
vidi Lucien per la prima volta, bench allora non
sapessi il suo nome, n da dove veniva, n assolutamente
niente di lui. Quella mattina ero uscita di buonora per fare
una cavalcata in brughiera. Il cavallo Rufus era stranamente
nervoso e a un certo momento si blocc di colpo
davanti a una siepe che di solito superava agevolmente.
Fui proiettata in avanti e dopo un volo ricaddi a terra,
sull'erba molle e fangosa. Mi rialzai illesa, ma dovetti
rincorrere Rufus e mi ci vollero alcuni minuti per riafferrarlo.
Cos, ancora un po' indolenzita, uscii dal bosco
tenendolo per la briglia. Fu allora che vidi il giovane.
Stava in piedi, immobile, gli occhi fissi sulla casa,
mentre il vento marino gli scompigliava la folta chioma
castana. Incuriosita, mi fermai a osservarlo da dietro il
riparo degli alberi. Dio sa che Trevira House non era poi
cos eccezionale. Era stata costruita nel diciassettesimo
secolo, e sebbene le finestre a colonnine e i vecchi muri di
pietra ricoperti di edera avessero in effetti un certo fascino,
risultava assai malandata.
Avevo sempre considerato quel tratto di scogliera e
l'insenatura rocciosa sottostante, battuta dalle onde dell'Atlantico,
come nostra propriet privata. Neanche gli
abitanti del villaggio si spingevano fin quass. Trovarci
uno sconosciuto era, a dir poco, insolito. Uscii da dietro
gli alberi con fare deciso.
Sta cercando qualcuno?
Il giovane si volt di scatto, squadrandomi da capo a
piedi. Mi hanno detto che seguendo la scogliera, avrei
trovato un sentiero che porta in riva al mare. La sua
voce era roca ma gradevole, con uno spiccato accento
straniero.
Mi accigliai. Nessuno si serviva mai dell'insenatura
senza il permesso di mio padre. Lo sconosciuto indossava
grossi scarponi e una giacca di ruvida tela tipica dei
marinai, ma la lunga mano bruna che reggeva il berretto
da pescatore non era certo quella di un uomo di mare.
C'era un che di raffinato nei suoi lineamenti aristocratici,
nel naso aquilino e nella liscia pelle olivastra. La sua aria
disinvolta mi irrit.
Chi gliel'ha detto? sbottai indignata. Questa 
propriet privata.
Davvero? Un sorriso divertito gli aleggi sulle
labbra. Non hai di che preoccuparti ragazzo. Non ho
rubato neanche un filo d'erba al tuo padrone.
Arrossii, sotto il suo sguardo fermo. Indossavo un
vecchio paio di calzoni; la mia camicetta era tutt'altro
che pulita e il mio farsetto di cuoio marrone aveva conosciuto
tempi migliori. Non c'era da stupirsi, se mi aveva
preso per un giovane stalliere. Dissi lentamente: C' un
sentiero, ma  molto scosceso... e sar scivoloso dopo la
pioggia. Se non  un provetto scalatore, potrebbe rompersi
il collo.
Tantpis. Si strinse nelle spalle con un piccolo gesto
straniero. Tanto peggio per me. Temo di dover correre
ugualmente questo rischio. To', ragazzo e si cacci una
mano in tasca prendi questo per il disturbo. Mi butt
una moneta prima di girare sui tacchi e di allontanarsi
svelto lungo la scogliera.
Lo guardai scomparire oltre il ciglio prima di abbassare
gli occhi, contrariata, alla mia persona. Avevo gli
stivali incrostati di fango e i capelli corti arruffati dal
vento.
Mi chinai a raccogliere la moneta. Non era uno scellino
come mi ero aspettata. La rigirai incuriosita. Su un
lato recava chiaramente impresso il volto pesante e ottuso
di Luigi XVI, che era morto ghigliottinato dieci anni
prima. Che strano, incontrare un francese su Capo Trevira
alle otto di un mattino d'aprile, anche se l'Inghilterra
era in pace con la nuova repubblica francese da quasi un
anno. Nei villaggi della Cornovaglia si guardavano ancora
con sospetto i forestieri sebbene, con quell'orrenda
ghigliottina che tagliava teste a tutto spiano, un fiume di
profughi in fuga dal Terrore di Parigi cercasse scampo in
Inghilterra. Forse lo straniero era semplicemente un
ennesimo rifugiato arrivato fin qui a bordo di un peschereccio
come a volte capitava ancora.
M'infilai la moneta in tasca e scacciai il mistero dalla
mente con un'alzata di spalle. Il vento era freddo, aveva
ricominciato a piovere e il pensiero di un caff caldo era
molto allettante. Attraversai il prato, condussi Rufus
nella stalla ed entrai in casa dalla porta di cucina.
Deborah stava impastando il pane e mi fece un cenno
con una mano bianca di farina. Il padrone  gi sceso,
signorina. Ha chiesto di lei.
Grazie, Deb. Lo raggiungo subito.
Mi fermai un istante sulla soglia della sala da pranzo.
Mio padre stava gi mangiando le sue uova e rognoni.
Jack Tiemayne, a quarantatr anni, era ancora un bell'uomo.
I ricciuti capelli castano rossicci non avevano un
solo filo bianco, e la giacca blu di ottimo taglio gli tornava
alla perfezione sulle larghe spalle. Guardai il mio simpatico,
elegante, scapestrato padre con profondo affetto
prima di andargli vicino e depositargli un bacio in fronte.
Buongiorno, pap. Scusa il ritardo.
Si appoggi allo schienale della sedia e mi scrut
dalla testa ai piedi con aria di profonda disapprovazione.
Mia cara Emma,  proprio necessario che tu vada in
giro con quell'aria da stracciona? Lo credo che i nostri
schizzinosi vicini ci guardano dall'alto in basso.
I vestiti eleganti costano un occhio della testa, e a te
non  mai importato niente di quello che pensano gli
altri, perci non far finta che te ne importi. Per di pi,
Rufus mi ha disarcionata stamattina.
Dio mio! Ti sei fatta male?
No, certo. So cadere da cavallo. Me l'hai insegnato
tu.
Comincio a rendermi conto di averti insegnato tutte
le cose sbagliate brontol mio padre, guardandomi
mentre prendevo una mela e la sbucciavo. Per l'amor
del cielo, figliola, mangia qualcosa di sostanzioso. Mangi
come un uccellino. Come far a trovarti marito, se vai in
giro con quell'aria da gatta affamata?
Non  vero esclamai indignata, e poi incontrai i
suoi occhi attraverso il tavolo. E comunque non ti vuoi
liberare di me, vero, tesoro?
Devo ammettere che la prospettiva sarebbe allettante
sospir mio padre riprendendo a mangiare. A
volte mi domando cosa ne sarebbe di te, se un giorno o
l'altro qualcuno dovesse farmi fuori. Cosa pu avere in
serbo l'avvenire per una giovane donna di ventidue anni
con pochi pregi mondani se non quello di dire ci che
pensa e di sapere cavalcare come un fantino, e la cui sola
eredit molto probabilmente consister di una casa cadente,
pochi ettari di terreno paludoso in Cornovaglia,
poche azioni di una miniera di stagno abbandonata, e che
per di pi  magra come uno spaventapasseri? Agli
uomini piacciono le donne rotondette.
Davvero? gli feci un sorriso malizioso. Se lo dici
tu, sar cos.
Inarc le sopracciglia. Non sta bene che una figlia
parli cos al suo riverito padre.
Noi non siamo per bene, e comunque nessuno ti
far fuori, vero? Per di pi  di moda essere magri. Si
racconta che a Parigi, Madame Bonaparte faccia inumidire
i suoi abiti di mussola prima di indossarli, per mettere
in mostra il suo bel personale. Pensa come sarebbe
tremendo se avesse dei rotoli di grasso.
Orrendo convenne mio padre, spingendo il suo
piatto in disparte. Ciononostante mi sembra spaventosamente
malsano. Comunque, se vuoi davvero buscarti
la polmonite in questa seducente maniera, avrai ampia
occasione di farlo fra un giorno o due.
Davvero?
Cosa ne diresti di venire a Parigi con me?
Parigi! Questa volta rimasi davvero a bocca aperta.
Sarebbe meraviglioso, solo... esitai solo... ce lo
possiamo permettere?
Fece un gesto frivolo. Si possono sempre trovare i
mezzi per fare quello che si vuole veramente fare.
S, lo so, ma... Allungai una mano e toccai la sua.
Pap, di che si tratta questa volta? Affari o piacere?
Tacque per un momento. C'erano sempre stati fra
noi un amore e una comprensione molto pi profondi di
quanto normalmente non ci siano fra padre e figlia.
Sentii la sua mano chiudersi attorno alla mia. Entrambi,
mia cara, ma non ti preoccupare per questo. Ho molti
amici all'ambasciata laggi. Non sarai sola, te lo prometto.
Ritir la mano. E comunque Victor verr con noi.
Si occuper lui di te.
Oh, no, non Victor Jarrett. Stai scherzando. Rovinerebbe
tutto quanto.
Perch? chiese scherzosamente mio padre. Perch
ti vuole sposare? Non  una compagnia molto brillante,
questo te lo concedo, ma forse non faresti male ad
accettare la sua offerta, Emma. Ha soldi ed  una bravissima
persona.
Non m'importa se  pi ricco di... del re d'Inghilterra.
 ugualmente l'essere pi noioso del mondo. Preferirei
morire dissi con veemenza. Non puoi davvero
volere che io lo sposi. Pensa soltanto a come sarebbe
averlo qui... sempre!
L'idea  un po' deprimente, lo ammetto, ma Victor
ha una bellissima casa sua, sai. Sii gentile con lui, piccola,
se non altro per fare piacere a me disse mio padre con
leggerezza. Si alz: era alto, asciutto e vigoroso. E ora ti
devo lasciare. Vado a Penzance a cavallo. Potresti far
portar gi i bauli dal solaio e chiedere a Deb di aiutarti a
fare i bagagli.
Quando partiamo? gli gridai dietro mentre usciva
dalla stanza.
Domani. Ho gi preso i biglietti per la traversata.
Dalla finestra lo guardai prendere le redini del cavallo dalle mani di Silas e saltare leggermente in sella. Si
volt a salutarmi con la mano prima di allontanarsi. Era
sciocco, lo sapevo, ma ogni volta che mi lasciava provavo
una stretta al cuore. Tornava; tornava sempre, ma se un
giorno non fosse tornato... Scacciai in fretta dalla mente
un pensiero cos angoscioso, ma nonostante tutti i miei
sforzi non fu facile allontanarlo; intangibile, indefinibile
era sempre l, un senso di pericolo che faceva parte
dell'aria che egli respirava.
Deb entr per sparecchiare e la interpellai. Ricordi
dove sono stati messi i nostri bauli, Deb? Sono nel
solaio?
S, signorina Emma, e sapesse lo sporco che c'
lass. Mi riprometto sempre di darci una bella ripulita,
ma non trovo mai il tempo. Cosa vuole farsene di quei
vecchiumi?
Il signor Tremayne e io andiamo a Parigi, Deb...
domani stesso.
A Parigi, mai pi! Deb alz le mani inorridita alla
sola idea. Con tutti quei francesi! Peggio che entrare
nella gabbia dei leoni. Vi mozzeranno la testa in men che
non si dica, se non fate attenzione.
Non dire sciocchezze, Deb. Queste cose succedevano
anni fa. Non c' nessun pericolo adesso. Io vado a
cambiarmi. Di' a Silas di portar gi i bauli pi tardi.
Va bene, glielo dir.
A Deb piaceva brontolare. Seguit a sparecchiare e a
borbottare fra s e s mentre io salivo di sopra. Mio
padre si era sempre divertito a farmi le sorprese, e io
oramai avevo imparato a fronteggiarle. Dopo essermi
tolta i calzoni infangati e lavata il viso, mi ricordai quello
che Deb aveva detto sulla polvere e la sporcizia che
c'erano in solaio, e mi misi a frugare nell'armadio per
trovare il mio vestito pi vecchio.
Sorrisi, tirando fuori l'abito di lana azzurra guarnito
di spighetta nera. Avevo sedici anni quando me l'ero
fatto, e come ne ero orgogliosa: il mio primo vestito da
ragazza grande. L'avevo indosso quel giorno indimenticabile
in cui mio padre era venuto a prendermi a scuola e
avevo lasciato per sempre quel grande, tetro edificio. La
cosa incredibile era che mi stava ancora. Si agganciava
facilmente in vita, anche se il corpetto mi stringeva un
po'. Mi spazzolai i capelli aggrovigliati e mi guardai con
occhio critico allo specchio. Forse pap aveva ragione.
Forse ero davvero troppo magra. Ventidue anni, e
ancora nessun fidanzato! Come avrebbero riso di me, le
mie compagne di scuola.
Poi il mio senso dell'umorismo mi venne in soccorso
e risi di me stessa. Un pallido raggio di sole accese dei
riflessi d'oro rossiccio nei miei capelli. Ricordai il giovane
sulla scogliera, e a un tratto Parigi mi sembr una
prospettiva incantevole. Non avevo nessuna voglia di scambiare
la mia vita con quella di un'altra. Solo di tanto in
tanto avrei voluto che mio padre e io non fossimo tanto
soli. Non avevo zie o zii, n cugine con cui scambiare
confidenze. Mia madre era stata figlia unica, ed era
fuggita da questa stessa casa per sposare l'aitante tenente
Tremayne, appena ventenne, reduce dall'aver combattuto
con Cornwallis nella Guerra d'indipendenza americana.
Era morta l'anno seguente, pochi giorni dopo
avermi messa al mondo.
Fino a undici anni, avevo vissuto una strana vita di
alti e bassi con una serie di bambinaie e governanti, di
case e camere d'affitto, dove mio padre, simile a un dio,
compariva inaspettatamente portando montagne di regali
costosissimi.
Poi c'era stata la scuola, cinque anni detestabili durante
i quali non lo avevo mai visto una sola volta; il mio
unico legame con lui erano le sue rare lettere. Le leggevo
estatica e le conservavo in una cassetta chiusa a chiave
accanto al mio letto, nel lungo dormitorio. I mesi mi
erano parsi eterni fino al mattino in cui ero stata convocata
nel parlatorio e vi avevo trovato mio padre, pi alto,
pi bello e ancora pi meraviglioso di quanto lo ricordassi;
mi aveva passato un braccio attorno alle spalle, rivolgendo
un sorriso irresistibile alla direttrice scandalizzata.
Mia cara signora, mi riprendo mia figlia. Ho bisogno
di lei. Spero che lei le abbia insegnato le cose giuste.
Quelle sbagliate le impareremo insieme e cos era stato.
Mi annodai in testa un fazzoletto di seta e salii le scale
scricchiolanti fino al solaio. Deb aveva ragione. Il pavimento
era coperto da uno strato di polvere grigia, e sotto
il soffitto a travi, la stanza era ingombra di mobili scartati,
vecchi letti, porcellane rotte, giocattoli, i detriti di una
vita, di molte vite forse.
Trovai con facilit i bauli, quello grosso che mi ero
portata con me a scuola, e una cassetta militare tutta
ammaccata, con profili d'ottone e la scritta James E.
Tremayne dipinta sul coperchio. Dietro, cacciata sotto
un cavallo a dondolo, intrawidi una strana borsa di
grossa canapa marrone rifinita in cuoio, una specie di
zaino come potrebbe portarsi dietro un gitante o un
alpinista, l'ultima cosa che avrei associato al mio elegante,
ricercato padre. Doveva essere finita l, quando ci
eravamo trasferiti da Londra alla Cornovaglia. La tirai
verso di me e slacciai le fibbie di cuoio, indurite dal
tempo. Aprendone una, mi ruppi un'unghia. Dapprima
credetti che la borsa fosse vuota, poi, nel frugarci dentro,
le mie dita sentirono qualcosa di morbido e lo tirai fuori.
Un raggio di sole che filtrava attraverso la finestra impolverata
illumin una fascia di seta tricolore. Era sporca
e macchiata, ma recava inconfondibilmente i colori della
repubblica, i colori che dovevano essere balenati agli
occhi dell'infelice re di Francia mentre lo portavano alla
ghigliottina.
Non avevo mai saputo cos'avesse fatto mio padre
durante quei cinque anni di lontananza, se non che era
stato via dall'Inghilterra. Aveva sempre eluso le mie
domande, mettendomi a tacere con un sorriso e una
battuta. A volte me l'ero romanticamente immaginato
che rischiava cavallerescamente la vita per salvare le
disgraziate vittime chiuse nelle carceri di Parigi; ma forse
era stato anche qualcos'altro, una spia, alle dipendenze
di Sua Maest britannica, bisognoso di occultarsi.
Non avevo mai saputo con precisione da dove venissero
i nostri soldi. Fino a tre anni prima, quando un
lontano cugino di mia madre era morto e Trevira
House era andata a mio padre, avevamo vissuto alla
giornata ai margini della societ, a volte ricchi, a volte
cos poveri da non potere pagare il conto del macellaio.
Ma non me n'ero mai lamentata. Eravamo stati
troppo felici.
Le mie dita toccarono qualcos'altro in fondo alla
borsa, un oggetto duro, impigliato nella fodera. Con un
energico strattone lo tirai fuori: era un libriccino rilegato
in pelle, con uno stemma inciso in oro sulla copertina, ma
cos sbiadito che non riuscii a decifrarlo. Il piccolo libro si
apr a una pagina, e vidi un rametto di spigo nascosto
nella piega, talmente secco e fragile da sbriciolarsi al mio
tocco, sebbene emanasse ancora una tenue fragranza.
Qualcuno aveva segnato la pagina. Avevo studiato quei
versi a scuola. Il cocente dolore dell'addio degli amanti
traspariva dal francese classico di Racine.
J'ai cru que votre amour aliati finir son cours...
Ho creduto che il vostro amore avesse terminato il
suo corso. Ora so di essermi sbagliata e che mi amerete
sempre...
Rimasi seduta col libro in grembo, ricordando chiaramente
quei primi mesi dopo che avevo lasciato la
scuola, vedendoli adesso con altri occhi, comprendendo
ci che allora ero troppo giovane per capire. Mio padre,
nonostante la sua apparente allegria, era stato come un
convalescente di una grave malattia; teso, nervoso, mi
portava sempre con s come se avesse un disperato
bisogno di me, come se non avesse avuto il coraggio di
star solo, tanto che la gente aveva sorriso dell'aitante
Jack Tremayne che recitava la parte del padre devoto.
Ma non era stata tutta una finzione, era stato vero, ne ero
sicura adesso. Richiusi il libro in fretta con l'imbarazzante
sensazione di aver frugato in un dolore segreto che
non mi apparteneva.
Ricacciai la borsa e la fascia tricolore fra gli altri
oggetti ammucchiati gli uni sugli altri, e stavo per fare
altrettanto col libro quando sentii Deborah chiamare e
andai alla porta per sentire cosa volesse. La domestica
stava salendo di corsa la scala traballante.
Il signor Jarrett  qui signorina disse ansimando.
Ha chiesto di lei, con molta insistenza.
Oh no, non Victor, coi suoi noiosi discorsi su Parigi.
Era troppo. Non potevo sopportarlo. Digli che sono
uscita, Deb, digli che sono andata a Penzance con mio
padre. Di' quello che vuoi, ma mandalo via.
Non dovrebbe comportarsi cos signorina Emma. 
un brav'uomo il signor Jarrett, e anche suo padre. Sono
tanti anni che vivono da queste parti.
Non m'importa se vivono qui dai tempi di Adamo,
non voglio vederlo e basta.
Deb torn gi, brontolando sotto voce e io la seguii,
sbirciando fuori da dietro la tenda della finestra del
pianerottolo. L'uomo tarchiato gi in cortile, in piedi
accanto al suo cavallo, era chiaramente restio ad andarsene.
Lo vidi alzare gli occhi verso la casa. Poi finalmente
rimont in sella e se ne and.
Victor Jarrett era stato il primo dei nostri vicini a
venirci a trovare quando ci eravamo stabiliti a Tre vira
nella primavera del 1800. Non poteva aver passato di
molto la trentina, ma era uno di quegli uomini che fin da
giovani sembrano di mezza et. Non avrebbe potuto
essere pi diverso da mio padre, eppure i due avevano
finito per diventare amici; una strana amicizia, forse
dovuta pi che altro al fatto che Victor possedeva una
barca che era sempre disposto a prestare, cosa di cui mio
padre approfittava sempre.
Il sole aveva fatto capolino attraverso le nubi e a un
tratto fui stufa di polvere e ragnatele; ebbi voglia d'aria
fresca e del profumo salmastro del mare. Avevo ancora il
libro in mano. Lo posai sul com, mi lavai le mani,
afferrai uno scialle, scesi dabbasso e uscii di casa. Uno dei
cocker spaniel addormentati nell'ingresso si alz e mi
segu trotterellando attraverso il prato.
In cima alla scogliera mi fermai. Il piccolo sentiero
scendeva gi a picco fra ciuffi di ginestre erica e saggina.
Era una veduta che non mi stancava mai: il mare verde
smeraldo che s'infrangeva contro gli scogli sollevando
spruzzi altissimi, i gabbiani col loro grido aspro che
piombavano gi in cerca di cibo, risollevandosi poi con
un battito delle grandi ali. L'avevo vista per la prima
volta tre anni prima, e mi sembrava di averla avuta
dentro da sempre. Al riparo della baia era ancorato un
piccolo veliero, dalla sagoma snella ed elegante, e mi
domandai se era l che era diretto il giovane francese. Ero
troppo lontana per distinguerne il nome, ma potevo
scorgere alcune figure che si muovevano sul ponte, e la
marea stava per cambiare.
Ogni tanto Victor portava la sua Sea Witch nell'insenatura,
ma non vi avevo mai visto nessun'altra barca.
Curiosa di sapere cosa stessero combinando, cominciai a
scendere cautamente. Il cocker mi aveva seguita fin l e lo
afferrai per il collare, temendo che potesse cadere. Poi
una pietra smossa dalla pioggia mi rotol via da sotto al
piede. Persi l'equilibrio e, mollando il collare mi aggrappai
a un ramo. Con mio orrore, il cane scatt in avanti e,
incapace di arrestarsi, rotol gi per la scogliera rimbalzando
di roccia in roccia. Lo chiamai terrorizzata e, dai
cespugli di ginestra e saggina, una voce mi rispose. Ripresi
a scendere precipitosamente e incontrai un uomo
che saliva: fra le braccia stringeva il cane spaventato.
L per l credetti che fosse lo straniero che avevo gi
incontrato quella mattina; ma quando si avvicin, mi
accorsi che, sebbene indossasse gli stessi rozzi panni da
marinaio, era pi vecchio, pi vicino all'et di mio padre,
coi capelli scuri striati di grigio e un naso aquilino nel
volto abbronzato. Con un fazzoletto rosso legato in testa,
lo si sarebbe potuto prendere per un pirata, pensai, o per
il capo di una banda di briganti.
Voil, Mademoiselle. Il suo cane, credo.
Grazie. L'avevo gi visto morto.
Lo sconosciuto rise, mostrando i denti bianchi sotto i
baffi scuri. Mi  caduto addosso. Per fortuna sono forte,
altrimenti saremmo finiti tutti e due in mare, n'est-ce
pas!
 sua quella barca?
Non  mia, ma ci navigo. Vede, il mio amico mi
aspetta con la scialuppa. I suoi occhi audaci mi squadrarono
in maniera tale da farmi arrossire. Vorrei poterle
dire au revoir, Mademoiselle, ma purtroppo devo lasciarla.
Ero quasi sicura che l'uomo in attesa sulla spiaggia
fosse il giovane di quella mattina e, seduta su una roccia
col cane tremante fra le braccia, pensai com'era strano
che proprio il giorno in cui mio padre mi aveva annunciato
che saremmo andati a Parigi, avessi incontrato due
francesi praticamente sulla porta di casa, in procinto di
salpare dalla nostra baia privata. Poteva esserci un legame
fra le due cose, naturalmente. A volte capitavano
degli ospiti molto insoliti, a Trevira. Una volta o due mi
era passato per la mente che mio padre potesse dedicarsi
al contrabbando che, secondo Deb, si svolgeva lungo la
costa della Cornovaglia nonostante le guerre, l'esercito e
i funzionari della dogana. Ma in realt non lo credevo.
Non era da lui. Mio padre aveva un aristocratico disprezzo
per il danaro. Scommetteva al gioco o ai cavalli,
talvolta perdendo, pi spesso vincendo, ma non si sarebbe
mai sporcato le mani comprando o vendendo.
Pi tardi quella sera, seduti accanto al caminetto
acceso dopo una piacevole cena a due, uno strano impulso
mi spinse a posargli in grembo il libro che avevo
trovato nel solaio.
 tuo questo, pap?
Mio padre guard senza muoversi, ma lo vidi serrare
le labbra. Dopo una lunga pausa, e con un'espressione
guardinga negli occhi, disse: Cos'?
 la Brnice di Racine. L'ho trovato nel solaio in
una vecchia borsa di tela. Pensavo che fosse tuo.
No, non  mio. Racine non  mai stato uno dei miei
autori preferiti, troppo retorico. Gli uomini sono morti di
quando in quando e i vermi li hanno mangiati, ma non
per amore, sono parole di Shakespeare e lui sapeva il
fatto suo. Doveva appartenere a qualcuno della famiglia
di tua madre, cara. Tienilo se vuoi. Pos il bicchiere del
brandy e si alz.  tardi, Emma,  ora di andare a letto.
Domani ci aspetta una giornata faticosa.
Mi alzai ubbidiente, prendendo una delle candele.
Buonanotte, pap.
Buonanotte, piccola. Controllo che sia tutto chiuso
prima di venire su.
Lo baciai e salii di sopra. Fu solo quando mi fui
spogliata e stavo per coricarmi, che mi ricordai il libro, e
tornai gi in vestaglia a prenderlo per paura che Deb lo
riponesse da qualche parte come al solito. Mio padre non
c'era pi e il fuoco era ridotto a un cumulo di brace, ma
sebbene cercassi dappertutto, con la candela in mano, il
libro era scomparso.


Capitolo secondo.

Era quasi mezzanotte e il ballo alle Tuileries era in
pieno svolgimento. Guardandomi attorno, nelle sale
dalle pareti rivestite di broccato, dai divani e le seggioline
dorate ricoperti di raso, stentavo a credere che appena
pochi anni prima una folla urlante, armata di picche e
scuri e assetata di sangue, avesse invaso il palazzo commettendo
indicibili scempi in quelle stesse stanze.
Il calore delle centinaia di candele di cera, l'aria greve
di profumo, la folla di ballerini accaldati, i tavoli carichi di
cibi e bevande sopraffini, erano quasi opprimenti. Avevo
visto il disprezzo sul volto di mio padre alla vista degli
abiti sgargianti, i seni nudi, le piume e i gioielli, le divise
sfarzose. Il ricevimento di Bonaparte non aveva niente
dell'atmosfera di sobria eleganza caratteristica della migliore
societ londinese, per quel poco che la conoscevo.
Eravamo arrivati a Parigi la sera prima dopo un
viaggio estenuante. L'attraversamento della Manica era
stato burrascoso. Per un orribile momento avevo temuto
che il mio stomaco mi tradisse, ma per fortuna la nausea
mi era passata quasi subito. Era stato Victor a soccombere,
a diventare giallo come un limone e a battere una
frettolosa ritirata. Non che temessi l'ironia di mio padre
se mi fosse toccata la stessa sorte, non era mai duro con
me, ma avrei avuto l'impressione di tradirlo se mi fossi
comportata come le altre passeggere, pigiate nella minuscola
cabina soffocante, fra gemiti e lamenti, che agitavano
fazzoletti profumati e invocavano a gran voce la
morte. A volte mi chiedevo se si rendeva conto di quanto
fosse esigente nei miei confronti.
Come la prima volta che eravamo andati a caccia
insieme. Mi ero imposta di saltare tutte le siepi accanto a
lui e quando, inevitabilmente, il cavallo mi aveva disarcionata,
avevo riso delle mie sbucciature, stretto i denti e
lasciato che mio padre mi rimettesse in sella, riprendendo
a correre come se niente fosse. Mi aveva insegnato a
tirare di scherma e a sparare come se fossi stata un
maschio, forse il figlio che non aveva; e pi d'una volta
mi aveva costretta ad esibirmi davanti ai suoi amici.  in
gamba, la tua ragazzina! esclamavano ammirati, battendomi
la mano sulla spalla. Ero felice in quei momenti,
sicura del suo amore e della sua approvazione. Ma allo
stesso tempo era faticoso. A volte mi chiedevo cosa si
provasse a essere viziate e vezzeggiate, circondate da
attenzioni e premure, come Dorothy. Dorothy era la
figlia di uno dei funzionari dell'ambasciata, e proprio
quella mattina mi aveva allegramente confessato di odiare
i cavalli e di non sapere far niente, se non cantare un
po' accompagnandosi con l'arpa.
In quel momento, Dorothy era circondata da un
gruppo ridente di giovani ufficiali. Aveva ballato per
tutta la sera, mentre invece il mio carnet era penosamente
vuoto a eccezione del nome scarabocchiato di Victor
Jarrett. Seduta eretta sullo scomodo divano, mi sforzavo
di non sentirmi invidiosa. Mio padre mi aveva lasciata coi
suoi amici, che io conoscevo a malapena, per correre
felice al tavolo da giuoco, senza rendersi conto di quanto
mi sentissi sola. Be', non l'avrei fatto vedere. Alzai la
testa in gesto di sfida e vidi Victor dirigersi verso di
me, risoluto, tarchiato, inglese in ogni sua fibra, col
viso che esprimeva aperta disapprovazione sulla volgarit
che lo circondava. Non potevo sopportare di ballare
di nuovo con lui. Non potevo proprio. Mi guardai
disperatamente attorno in cerca di scampo, e fu allora
che notai il giovane appoggiato alla parete, a braccia
conserte, altrettanto solo e isolato come me. Lo riconobbi
immediatamente, bench non indossasse pi i
rozzi panni da marinaio.
Un gentiluomo non dovrebbe mai spiccare per il
taglio dei suoi abiti! diceva sempre mio padre, ma fra
quella gente vistosamente vestita, il giovane, nel suo
elegante abito da sera nero spiccava con un'aria di rara
distinzione. Victor era stato fermato da un conoscente,
ma chiaramente intendeva ancora raggiungermi. Cedetti
a un impulso avventato. Mi avvicinai svelta allo sconosciuto
e gli posai una mano sul braccio.
Mi perdoni, Monsieur dissi in francese posso
chiederle un grande favore?
Si volt verso di me e lo vidi inarcare le sopracciglia
con aria stupita. Un favore, Mademoiselle? Di che si
tratta?
Vorrebbe parlare con me, per piacere?
Ci conosciamo, io e lei?
S... be', no, in realt. Per un attimo fui sopraffatta
dall'imbarazzo, poi mi chinai verso di lui sussurrando in
fretta: Vede quel signore che sta attraversando la sala?
Mi vuole sposare. Mi ha appena chiesto la mano e io l'ho
rifiutato. Non  la prima volta, e non sopporto di ricominciare
tutto quanto da capo. Davvero non posso. Perci
lei dovrebbe comportarsi come se fossimo vecchi
amici.
Ah, capisco. Sorrise e gli occhi scuri gli brillarono.
 difficile, vero, dire di no e poi ancora di no... per al
tempo stesso non posso fare a meno di compatirlo.
Sentii che arrossivo e mi detestai. Non  il caso.
Sarebbe molto peggio per lui se dicessi di s.
Davvero? Questo non lo credo. La testa bruna si
chin in atteggiamento intimo verso di me. Quando
finalmente Victor ci raggiunse, stavamo chiacchierando
fitto fitto in quel rapido francese che, come ben sapevo,
egli stentava a seguire.
Ci interruppe in tono esasperato: Se non sbaglio, mi
avevi promesso questo ballo.
Oh, no, Victor, ti sbagli. Sono impegnata con...
M'interruppi, cercando invano un nome, e il giovane mi
venne in aiuto.
Non credo di avere il piacere di conoscerla, Monsieur.
Lucien de Fontenay, per servirla.
Victor gli rispose con un piccolo inchino formale.
Non sapevo che conoscesse la signorina Tremayne.
Neanch'io fino a... fino a poco fa. Ora mi sembra di
averla conosciuta da sempre. Mi scusi, Monsieur e mi
porse il braccio. Vi appoggiai la punta delle dita e mi
lasciai condurre al centro della sala.
Non  facile portare avanti una conversazione mentre
si balla un cotillon. Mentre c'inchinavamo, ci allontanavamo
e ci ricongiungevamo, Lucien disse: Le ho
detto il mio nome, e dal momento che siamo vecchi
amici, posso sapere il suo?
Emma... Emma Tremayne.v
Emma ripet lentamente.  un nome incantevole.
Era il nome di mia nonna dissi. Tutti lo trovano
molto grazioso e gentile, ma non mi corrisponde affatto.
Forse  proprio per questo. Le cose inaspettate
sono sempre deliziose.
Dice sempre delle cose cos gentili?
Quasi mai.
Quando ci ritrovammo di fronte, mi porse la mano.
Non l'avevo vista a nessun altro ricevimento.  a Parigi
da qualche tempo?
Da due giorni appena.
Si ferma molto?
Dipende da mio padre. Ha degli... interessi qui.
 in Francia per affari, forse?
Per la prima volta quella sera mi sentii felice del mio
vestito. L'avevamo scelto insieme, mio padre ed io, in
uno dei negozi pi eleganti di Parigi, e la sarta, conquistata
dal fascino di mio padre, aveva promesso di fare le
modifiche in tempo per il ballo. Era di raso ricoperto di
mussola color avorio e tutto ricamato di stelle d'oro.
Niente gioielli aveva decretato mio padre, guardandomi
con occhio critico, non sono nel tuo stile. Solo
qualche fiore fresco fra i capelli.
Ero rimasta male l per l, ma ora, vedendo l'ammirazione
negli occhi del giovane, capii che aveva avuto
ragione.
Il ballo era terminato. Lucien mi stava riaccompagnando
al divano. Sa, stavo quasi per non venire stasera.
Come mai?
Si guard attorno. Per molte ragioni. Non conosco
quasi nessuno, e sono a Parigi solo per pochi giorni.
Com' che ha cambiato idea?
Sono stato costretto. Ero molto seccato, ma ora ne
sono felice. Mi guard sorridendo. Non avrei fatto la
sua conoscenza. Posso venire a trovarla in albergo?
Risposi francamente: Mi farebbe molto piacere, ma
prima deve fare la conoscenza di pap.
Certamente. Ne sarei onorato.  qui?
S.
Fui tentata di raccontargli del nostro primo incontro
sulla scogliera a Trevira, ma un fremito d'impazienza si
era propagato per il salone da ballo e mio padre ci stava
venendo incontro dalla sala da giuoco. Mi salut con un
cenno della mano, e Lucien parve sorpreso. Per un
attimo vidi Jack Tremayne come lo vedevano gli altri: un
gentiluomo, indubbiamente, ma anche un avventuriero,
un uomo che persino in un salone da ballo camminava
col passo felpato di un animale della giungla, che avverte
il pericolo a ogni passo. Impaziente, gli corsi incontro.
Pap, vorrei farti conoscere Monsieur de Fontenay.
 stato cos gentile con me.
Si accigli come se fosse irritato, ma torn subito a
sorridere, stringendo la mano a Lucien secondo l'usanza
inglese e scambiando convenevoli con lui.
Grazie di essersi occupato della mia bambina disse
cortesemente. Si capisce che saremo lieti di vederla se
avr un momento di tempo, Monsieur de Fontenay, ma
questa  la prima visita di mia figlia a Parigi e saremo
quasi sempre fuori. Ci sono tante cose che voglio farle
vedere.
Lo sta scoraggiando, gentilmente ma con fermezza,
pensai delusa, e questo  il primo giovanotto che mi sia
mai veramente piaciuto; ma Lucien non si lasciava dissuadere
tanto facilmente.
Forse posso esservi utile in questo. Conosco bene la
citt, e mi sorrise, tanto che il cuore assurdamente,
prese a battermi dalla gioia.
Fummo interrotti dalla musica. L'orchestra aveva
attaccato un vigoroso motivo marziale, le porte all'altro
capo del salone si spalancarono e una piccola processione
fece il suo ingresso.
Bonaparte scimmiotta il re: peccato che non abbia
un fisico un po' pi regale mi bisbigli malignamente
mio padre; e io contemplai affascinata lo straordinario
uomo che in pochi anni, era assurto alla suprema carica
sulle rovine della Rivoluzione, fino a tenere in mano il
destino della Francia.
Era giovane, poco pi che trentenne, e non era affatto
come me l'ero immaginato. Era piccolo e magro, e
non pi alto di me. I capelli scuri e Usci gli scendevano
sulle spalle. Indossava una semplice divisa blu scuro dai
risvolti bianchi, in vivo contrasto con le uniformi scarlatte
e oro degli ufficiali del suo seguito. Attravers rapidamente
la sala lasciandoseli dietro, fermandosi brevemente
a dire qualche parola a questo o a quello lungo il
suo passaggio. Poi, con mio stupore, si ferm davanti al
giovane che mi stava accanto. I neri occhi spiritati nel
volto giallastro lo squadrarono.
E cos... dopo tutto ha deciso di venire, cittadino
Fontenay.
S, generale.
Sono lieto che abbia avuto tanto buon senso. Scrut
di sotto in su il volto del giovane che lo sovrastava di
una testa, poi gli diede un colpetto sul petto. Quand'
che la vedremo in divisa, eh? seguit con voce stridula.
Ho bisogno di giovanotti come lei nella mia guardia.
Abbiamo dovuto fucilare suo padre come traditore della
repubblica. Attento a non seguire le sue orme. Non ci
possiamo permettere di sprecare pallottole. Fece una
breve risata stridula e si allontan.
Vidi il rossore salire lentamente al volto di Lucien
per il grossolano scherzo, e detestai sull'istante l'uomo
che l'aveva esposto al pubblico ludibrio. Il giovane rimase
immobile, come paralizzato dall'ira, poi borbott
qualcosa e si allontan bruscamente. Feci per seguirlo
ma mio padre mi trattenne.
Lascialo andare. Un insulto del genere  peggio di
uno schiaffo.
Come ha potuto dire una cosa cos orrenda! esclamai
indignata.
Be', s, un soldato di genio non deve necessariamente
essere un gentiluomo, suppongo, ma un po' di educazione
non gli nuocerebbe. Comunque, per il momento
non dobbiamo preoccuparci di Napoleone Bonaparte.
Ti sei divertita, piccola?
Oh, s, pap, moltissimo.
Bene. Anch'io fece con un sorriso malizioso, battendosi
la tasca. E per di pi ho vinto. Domani ti potrai
comprare tutte le cianfrusaglie che vuoi.
Mio padre mantenne la parola. Facemmo il giro dei
negozi pi eleganti del Palais Royal, e le commesse che ci
servivano si facevano in quattro per il bell'inglese che era
cos galante con loro e cos prodigo col suo danaro. Mi
compr un cappello, all'ultima moda dalla cupola alta,
guarnito di rose gialle, e legato sotto il mento con un
grande fiocco di raso; e per accompagnarlo un vestito
d'estate di organza gialla con uno scialle verde pistacchio.
Non vidi Lucien per diversi giorni, ma mi lasci dei
messaggi. Mi venne fatto di pensare che mio padre lo
evitasse di proposito, ma le nostre giornate erano tanto
piene da lasciarmi poco tempo per i rimpianti.
Un pomeriggio, egli mi port alla fiera nel Boulevard
du Temple dove vedemmo i mangiatori di fuoco e di
spade, l'uomo che inghiottiva rane e il cane che ci predisse
l'avvenire con le carte. Victor era disgustato, ma mio
padre rise di lui.
Fa parte della vita, mio caro disse e io voglio che
la mia Emma veda e sappia tutto e ci spingemmo fino al
circo, dove guardammo a bocca aperta i Franconi che
compivano incredibili acrobazie a cavallo e i Foriosi che
sfidavano la morte dall'alto dei loro trapezi.
Anche la Francia  in equilibrio su una corda tesa
disse mio padre torvo. Sar interessante vedere se Bonaparte
riesce a mantenersi in bilico su quell'incerto
piedistallo.
Cominciavo ad accorgermi che conosceva Parigi alla
perfezione. Si divertiva a mostrarmi dei posti di cui gli
altri turisti ignoravano l'esistenza.
 qui che Danton grid la sua sfida a Robespierre
mentre veniva portato alla ghigliottina mi disse una
mattina, fermandosi sull'angolo della Rue St. Honor, e
indicando la porta verde scuro della Maison Duplay
dietro la quale Robespierre covava le sue crudeli trame.
Ma Danton era un rivoluzionario, un assassino
obiettai.
Era anche un uomo coraggioso. E amava la Francia.
Sai cosa disse quando i suoi amici lo incitavano a
scappare da Parigi prima che lo arrestassero? Pu un
uomo portarsi dietro il proprio paese sotto le piante dei
piedi?
Come fai a saperlo? Eri a Parigi allora? chiesi
incuriosita.
Dovevo andare dove mi portava il mio lavoro
replic in tono leggero.
Pap, cosa facesti veramente durante tutti quegli
anni in cui eri via?
Non fare troppe domande, piccola.  meglio non
sapere troppo. Ricordati soltanto una cosa. Non giudicare
mai troppo avventatamente. Ci sono sempre uomini
di valore da tutt'e due le parti di una causa.
Un pomeriggio, avevamo assistito a una parata militare
nel Champs de Mars. Insieme a una comitiva dell'ambasciata,
guardammo sfilare le truppe precedute dagli
ufficiali in alta uniforme. Un'improvvisa salva di cannone
annunci l'arrivo del Primo Console in sella a un
cavallo bianco, circondato dalla sua guardia e seguito da
un corteo di carrozze di dame sfarzosamente abbigliate.
Poi andammo a vedere lo spettacolo pirotecnico nei
giardini di Palais Royal. Razzi salivano in cielo con le
loro lunghe code di stelle scintillanti, girandole dorate si
accendevano fra gli alberi e finte battaglie divampavano
fra giganteschi scenari. La folla era immensa e, in qualche
modo, nella calca, persi di vista gli altri.
I vialetti erano tutti uguali. Ne percorsi uno, e poi un
altro, in cerca di mio padre o di Victor, o anche di un
qualsiasi membro della nostra comitiva; e dopo pochi
minuti capii di essermi persa. Le lanterne appese fra gli
alberi rischiaravano appena l'oscurit, dopo la luce accecante
dei fuochi d'artificio. Poi, con mio sollievo, mi
trovai sotto quegli stessi portici dove solo poche mattine
prima mio padre ed io avevamo fatto acquisti; ma non
IL POSTO DELLE PIETRE
25
tardai ad accorgermi che, di notte, l'atmosfera era diversa.
I negozi erano sprangati, ma c'era gente dappertutto:
donne d'ogni genere, esotiche, belle, gli abiti velati che
nascondevano a malapena i corpi nudi. C'erano anche
uomini: in divisa, in abito da sera, persino in stracci.
Capii, spaventata, che questo era il luogo di cui parlavano
a bassa voce gli uomini in albergo, conversazioni che
s'interrompevano di colpo non appena m'avvicinavo.
Non ero una stupida. Sapevo cosa cercavano e cosa
succedeva nelle camere illuminate in cima alle scale di
legno. Camminai spavalda, a testa alta.
Fu in quel momento che un uomo attravers la strada
a poca distanza davanti a me. Non potei esserne certa,
ma mi sembr che fosse mio padre. Riconobbi la giacca
blu, il passo lungo e agile. Lo rincorsi, chiamandolo per
nome, ma egli non volt la testa e scomparve in un
portone buio. Mi fermai, sconcertata e sgomenta, e poi
sentii dei passi dietro di me. Ripresi a camminare in
fretta, ma una mano mi afferr la spalla, una voce ubriaca
mi borbottava all'orecchio, un fiato gravido di vino mi
alitava sulla guancia.
Non ti avevo mai vista qui prima d'ora, ma petite,
dove possiamo andare, eh? Cercai di correre, ma l'uomo
mi teneva stretta. Non essere timida. Pago bene una
merce intatta.
In un'agonia di terrore mi divincolai dalla sua stretta,
lasciandogli lo scialle fra le mani e correndo ciecamente
su per il viale, inseguita da invettive oscene e dal suono
stridulo e beffardo di una risata di donna. A testa bassa
mi scontrai con qualcuno che veniva verso di me. Mi
sentii afferrare. Lottai selvaggiamente ma non riuscii a
liberarmi. Due forti mani mi immobilizzarono i polsi e,
alzando gli occhi, mi trovai di fronte Lucien de Fontenay.
Mi scusi balbettai confusa. Non sapevo... credevo...
Di essere caduta dalla padella nella brace... non 
cos che dite in Inghilterra? C'era un lampo divertito
negli occhi scuri che mi guardavano. Ciononostante,
questo non  un posto adatto a lei, Mademoiselle Tremayne.
Non sar mica qui da sola?
Stavamo guardando i fuochi d'artificio. Ho perso
mio padre nella calca, e poi non riuscivo pi a trovare la
strada.
Capisco. La gente ci fissava ed egli si accigli.
Sar meglio che la riaccompagni in albergo.
La prego... non  necessario. Se mi indica la strada,
posso benissimo andare da sola.
No, non  il caso decise il giovane. Prenderemo
una carrozza. I miei amici possono aspettare.
Ma non avevamo fatto che pochi passi quando c'imbattemmo
in Victor, rosso in faccia, sudato e di pessimo
umore.
Dove diavolo ti eri cacciata, Emma?  da pi di
un'ora che ti cerco. Poi vide Lucien e la sua collera
aument. Scusami. Non sapevo che mi stavo preoccupando
inutilmente.
Stavo giusto riaccompagnando Mademoiselle
Emma in albergo spieg Lucien senza scomporsi.
Grazie ribatt Victor, gelido. Non occorre che si
disturbi, Monsieur. Porter io Miss Tremayne a casa.
Il suo atteggiamento mi irrit a tal punto che mi
voltai a bella posta verso Lucien, porgendogli la mano.
La ringrazio della sua gentilezza.
 stato un piacere. Si tolse il cappello con un gesto
pieno di grazia e mi baci la punta delle dita. Au revoir,
Mademoiselle.
Maledetti forestieri! brontol Victor guardandolo
allontanarsi. Che ci faceva qui? Vorrei proprio saperlo.
Mi prese sottobraccio e mi trascin via. Dovresti
fare pi attenzione, Emma. Non gli avevi dato un appuntamento,
spero.
No ribattei esasperata. Ma se anche gliel'avessi
dato, non credo che la cosa ti riguardi.
Tutto di te mi riguarda, Emma. Ormai dovresti
saperlo. Questi non sono posti per gente per bene. L'ho
detto prima anche a tuo padre. Non ti ci avrebbe mai
dovuto portare. Non sa proprio comportarsi.
Oh, per l'amor del cielo, Victor, ho chiesto io di
venire sbottai, insofferente delle sue critiche.  stata
colpa mia se mi sono persa nella folla. Dov' pap?
Lo sa Iddio. Ho perso anche lui disse Victor acido.
Se solo tu mi permettessi di avere cura di te, Emma,
queste cose non succederebbero.
Mi accompagn in albergo e molto pi tardi quella
sera mio padre rientr, con un'aria insolitamente tesa e
irata. Una volta tanto mi apostrof bruscamente.
Cosa diavolo ti era successo? Ho setacciato ogni
centimetro di quei maledetti giardini.
Fui sul punto di ribattere che l'avevo visto e che non
dava affatto l'impressione di star cercando qualcuno, ma
mi trattenni. Qualsiasi cosa stesse facendo, non avrebbe
voluto che Victor lo sapesse. In un certo senso la sua
collera mi fece piacere. Era una prova del suo affetto.
Fu solo pi tardi che ripensai alle parole di Victor.
Avevo incontrato Lucien solo pochi minuti dopo aver
visto mio padre. Era l per lo stesso scopo? Non volevo
crederci. Respinsi immediatamente il pensiero, ma il
piccolo tormentoso dubbio mi rimase in fondo alla mente.


Capitolo terzo.

La mattina dopo mi svegliai molto pi tardi del solito.
Quando la cameriera buss col vassoio della prima
colazione, presi l'orologio sul comodino e vidi che erano
gi le undici. La donna apr le persiane lasciando entrare
un fiotto di sole. Poi torn verso di me, il volto schietto
illuminato da un bel sorriso.
Da parte di Monsieur votrepre, Mademoiselle mi
disse, porgendomi un biglietto ripiegato.
Lo lessi sorseggiando il caff. Era molto breve. Ti
lascio questo messaggio perch stai ancora dormendo, e
io sono stato chiamato fuori Parigi per qualche ora.
Victor sar felice di accompagnarti a colazione con Dorothy.
Divertiti, piccola, e stasera pranzeremo insieme.
L'aveva firmato con le iniziali JT, che usava sempre nello
scrivermi.
Era una mattinata incantevole, e il sole era talmente
caldo che indossai il mio vestito nuovo; annodandomi il
nastro del cappello sotto al mento, decisi che era un
peccato indossarlo solo per fare colazione con Victor e
Dorothy. Mi sentivo eccitata e irrequieta.
Il nostro albergo era vecchio e la mia stanza si trovava
al primo piarlo, sul retro dell'edificio. In fondo al
corridoio c'era una porta che dava su una scala di ferro
da cui si scendeva direttamente sul lungofiume. Se fossi
uscita da quella parte, avrei potuto evitare Victor. Presi
una fulminea decisione. Per fortuna la porta non era
chiusa a chiave e sgusciai gi per le scale. Attraversai la
strada e andai ad affacciarmi sul fiume. Una vecchia con
un cesto di fiori ai piedi mi porse un mazzo di mughetti
profumati. Stavo frugando nella borsa in cerca di qualche
spicciolo quando una voce alle mie spalle disse: Mi
permetta, Mademoiselle. Mi trovai i fiori fra le mani e
soltanto allora alzai gli occhi e vidi che era Lucien. Fui
talmente stupita e felice di vederlo che non riuscii a
spiccicare parola, ma solo a sorridere con sciocco piacere,
mentre il volto scuro e rugoso della vecchia ci contemplava
con un sorriso raggiante.
Stavo venendo a chiederle se si era rimessa dalla sua
avventura di ieri sera stava dicendo Lucien.
Sentii appena le sue parole, ero solo consapevole
della sua presenza. Gli porsi la mano. L'ho gi dimenticata.
Oggi mio padre  stato chiamato fuori Parigi... e...
E cosa?
Niente. Decisi di lasciar perdere Victor e Dorothy.
Stavo pensando a quello che avrei fatto.
Mi permette un suggerimento? Se non ha ancora
visitato Versailles, potremmo andarci in carrozza. Se a
lei facesse piacere, io sarei felice di mostrargliela.
Mi sembra una magnifica idea. Non ero affatto
sicura che mio padre l'avrebbe approvata, ma io avrei
accettato di andare ovunque, in quell'incantevole mattinata,
pur di stare con Lucien.
Non ebbe difficolt a trovare una carrozza, e in men
che non si dica stavamo uscendo da Parigi sotto gli
ippocastani in fiore.
Arrivati a Versailles, eravamo entrambi cos affamati
che decidemmo di mangiare prima e di esplorare
poi. Facemmo colazione all'aperto davanti al Cheval
Blanc. Mangiammo un'omelette aux fines herbes, seguita
da un formaggio fresco servito su una stuoia di paglia,
e bevemmo un vino frizzante. Mi sembrava strano che
io, sempre cos impacciata con gli uomini, dovessi sentirmi
cos a mio agio con uno che conoscevo a malapena.
Non ricordo neanche di cosa parlammo mentre
mangiavamo, ma al termine della colazione, quando
egli fece per riempirmi nuovamente il bicchiere, scossi
la testa.
No, ho bevuto abbastanza. Monsieur de Fontenay,
se n' proprio dimenticato, vero? Non ricorda che ci
eravamo gi incontrati prima.
Prima del ballo? Impossibile. Come avrei potuto
dimenticarla?
Non mi dica frasi galanti quando non sono vere. Ne
ho la prova. Frugai nella borsetta e ne estrassi trionfalmente
la moneta d'argento. Ecco qua. Eravamo in
Inghilterra, e lei me la gett con aria di grande degnazione.
Per niente consona alla parte che recitava.
Io la gettai? Prese la moneta, accigliandosi.
Lo vede com' facile dimenticarmi. Eravamo in
cima a una scogliera in Cornovaglia e lei era camuffato
da pescatore mentre io...
Ma quello era un ragazzo con la camicia imbrattata
di fango... uno sporco ragazzetto coi capelli rossi e due
straordinari occhi azzurri... S'interruppe. Mon Dieu,
intende dire che era lei? Annuii vigorosamente mentre
egli mi fissava. Ma certo, adesso me ne rendo conto.
Che sciocco sono stato a non averla riconosciuta immediatamente
per deve ammettere... e con un gesto della
mano indic il mio abito giallo che non somigliava
affatto...
Pap disse che sembravo una stracciona ammisi
francamente. Mi sgrida sempre a questo proposito, ma
Rufus mi aveva disarcionata quella mattina, e l da noi
porto spesso i calzoni per andare a cavallo. Sono molto
pi comodi...
Vuol dire che vive a Trevira?
Certo. Credevo che l'avesse capito quando ha conosciuto
mio padre.
No, non lo sapevo.
Ho visto la sua barca quel giorno. Ero scesa fino alla
baia, e ho visto lei sulla riva e un uomo che mi disse che
partiva con lei.  stato lui a salvare il mio cane che stava
precipitando gi per la scogliera.
Ah, ora ricordo. Pierre mi disse di aver incontrato
una contadinella che... Ancora una volta s'interruppe.
Mi deve ritenere molto sciocco.
Perch? Indossavo il mio pi vecchio vestito quella
mattina. Avevo fatto ordine nel solaio.  un suo amico?
S... in un certo senso. Aveva ... aveva fatto un giro
in Inghilterra.
 per questo che lei era venuto in Cornovaglia?
Si strinse nelle spalle. Non proprio. Vede, quella
barca un tempo apparteneva a mio padre. Da ragazzo ci
avevo navigato con lui. Ora  stata venduta, ma quando il
capitano mi disse che avrebbe fatto quel viaggio, decisi di
andare con lui in ricordo dei vecchi tempi.
Mi sembr che non dicesse tutta la verit, ma se
avessi insistito avrei dato l'impressione di ficcare il naso
in faccende che non mi riguardavano. Cambiai argomento.
Ha detto che lasciava Parigi... dove abita, Monsieur
de Fontenay?
Non vuole chiamarmi Lucien?
Forse... se lei mi chiama Emma.
Con tutto il cuore. L'espressione nei suoi occhi mi
spavent un po'. Abbassai i miei.
Dove vive, Lucien?
Nel Midi, in Provenza, e allevo tori.
Rimasi a bocca aperta dallo sbalordimento.
Alleva tori?
Sorrise. Be', non esattamente. Il mio patrigno li
alleva. Abita a Villeroy.  fra Tarascona e Arles, e lui ha
diritti di pascolo nella Camargue. Alleva i piccoli tori neri
da combattimento.
Lei combatte contro i tori?
No, no. Rise apertamente. Quello  il sogno di
Louis. Io mi occupo della fattoria e delle vigne. Sono
stato questi pochi giorni a Parigi, in parte anche per affari
del mio patrigno.
 suo fratello, Louis?
S, ha solo sette anni. Poi ci sono Armand e Nicole.
Hanno diciannove anni e son gemelli, figli di primo letto
del mio patrigno.
E Nicole  innamorata di lei?
Lucien cambi viso. Disse freddamente: Perch
dice questo?
Mi scusi. Non intendevo offenderla. Mi  scappato
detto... era solo una battuta.
Nicole ha troppo buon senso. Ma a lei non interessa
sentire tutti i noiosi particolari della mia vita.
Invece s... mi interessa moltissimo.
No, ho gi detto abbastanza. Preferirei parlare di
lei. Spinse indietro la sedia. E comunque sar meglio
andare, se vogliamo passeggiare un po' nei giardini.
Dobbiamo rientrare a Parigi prima del crepuscolo.
Dopo, ripensando a quel giorno, non era il grande
palazzo che ricordavo. Era troppo abbandonato e in
rovina. La folla l'aveva saccheggiato, infrangendo le finestre
e sfasciando lo splendido mobilio. Era un tragico
vuoto guscio di qualcosa che un tempo era stato magnifico.
Lucien mi fece fare un rapido giro attraverso le sale
spoglie e, guardando le pareti macchiate e le tappezzerie
in brandelli, rabbrividii. Ma i giardini erano ancora belli,
con piccoli vialetti erbosi che conducevano a pergole
nascoste. C'erano ancora fiori ovunque, ed era facile
immaginare il parco come doveva essere stato un tempo,
quando Maria Antonietta si mascherava da contadinella
e intratteneva gli ospiti nei suoi giorni felici.
Indugiavamo accanto a una vasca di pietra. Non
c'erano pesci rossi nell'acqua torbida e fangosa, e il
piccolo Cupido vi sorgeva solitario al centro, col suo
piccolo arco infranto. Lucien mi aveva preso la mano e ci
fu un breve silenzio. Poi egli sospir.
 finita ormai, tutta quella vita e a volte penso che
sia meglio cos, ma non  facile trovare una strada nuova.
Non lo capii, allora. Questo sarebbe accaduto pi
tardi. Nell'aria aleggiava un dolce profumo di primavera,
un odore d'erba e di rose precoci, e di eliotropio che
fioriva in vasi di coccio incrinati. Non avevo mai desiderato
che un uomo mi baciasse prima d'allora, e una volta
avevo schiaffeggiato Victor quando si era fatto troppo
audace, ma ora lo desideravo con un'intensit che mi
spaventava. Ma Lucien non fece alcuna mossa per prendermi
fra le braccia. Mi appoggi invece la mano sulla
guancia per un momento con un curioso gesto goffo e poi
disse bruscamente: Dovremmo rientrare. Suo padre
sar tornato e sar in pensiero per lei.
Non riuscimmo a trovare subito una carrozza, e il
viaggio di ritorno fu pi lungo del previsto. Era quasi
buio quando arrivammo in albergo, ma mio padre non
era ancora tornato. Lucien mi baci la mano, tenendola
stretta fra le sue.
La rivedr?
S, s, certo.
I suoi occhi indugiarono nei miei per un attimo, poi
mi fece un inchino e scomparve. Corsi su per le scale ed
entrai nell'atrio. Vedendomi passare, il proprietario usc
dal suo ufficio.
Monsieur Jarrett  stato qui pi volte oggi chiedendo di
lei, Mademoiselle disse in tono di rimprovero.
Provai un piccolo senso di colpa. Effettivamente
avevo trattato molto male il povero Victor. Se lo rivede,
gli dica che mi dispiace molto di non averlo visto stamattina,
ma ora vado su in camera. Ho avuto una giornata
stancante.
Bien, Mademoiselle, capisco perfettamente. Mi
rivolse un sorriso malizioso come se fosse perfettamente
al corrente di dove avessi trascorso il pomeriggio.
Un gruppo di turisti inglesi stava conversando animatamente
in corridoio. Una delle donne mi afferr per il
braccio. Ha sentito le notizie, signorina Tremayne?
Corre voce che Bonaparte abbia avuto un violento litigio
con Lord Whitworth. Lo ha offeso in modo scandaloso
davanti a tutto il corpo diplomatico.
Quell'individuo non ha un briciolo d'educazione
intervenne uno degli uomini. Spero solo che il nostro
ambasciatore gli abbia detto il fatto suo. Questi francesi
hanno bisogno di una lezione. Sarebbe ora che gli facessimo
vedere che non siamo disposti a farci umiliare da un
buffone spuntato su dal niente come questo crso. Primo
Console, addirittura! Che titolo ridicolo! Chi si crede di
essere? Il prossimo passo sar di farsi chiamare imperatore,
credete a me!
Non ci feci molto caso. Stavano sempre a spettegolare
su qualcosa. Pap avrebbe saputo tutto per filo e
per segno quando fosse tornato... se fosse tornato. Di
colpo mi afferr la vecchia paura. Era molto tardi e
non potei fare a meno di chiedermi dove fosse andato.
Mi spogliai e m'infilai la vestaglia. Ma una volta
distesa sul letto con la candela accesa e un libro in
grembo, non mi misi a leggere. Viceversa, rimasi l distesa
pensando a Lucien. Fra pochissimi giorni ormai sarei
tornata in Inghilterra ed egli avrebbe fatto ritorno alla
sua casa lontana. Il nostro sarebbe stato come l'incontro
di due navi nella notte, come si suol dire. Sapevo cos
poco di lui. Perch dovevo provare questi sentimenti per
un uomo che forse non avrei mai pi rivisto?
Evidentemente mi appisolai, perch a un tratto mi
risvegliai, al suono di passi pesanti che incespicavano
lungo il corridoio. Non avevo idea di che ora fosse e mi
tirai su a sedere, col cuore che mi batteva. Qualcuno
stava tentando di aprire la porta, ma io avevo dato un
giro di chiave prima di andare a letto: una precauzione
necessaria, mi era stato detto, in qualsiasi albergo all'estero.
I passi proseguirono. Sentii la porta accanto aprirsi e
un istante dopo ci fu un tonfo, come se qualcuno fosse
caduto, tirandosi addosso una sedia o un tavolino. Doveva
essere mio padre e, a giudicare dal rumore, doveva
essere ubriaco; soltanto che mai l'avevo visto se non nel
pieno possesso di tutte le sue facolt, per quanto vino
avesse bevuto. Esitai appena un attimo, poi scesi dal
letto senza neanche infilarmi le pantofole. Presi la candela,
girai la chiave nella toppa e corsi nella camera
accanto.
Mio padre giaceva bocconi sul pavimento, accanto
a un tavolino rovesciato a cui doveva essersi appoggiato
per non cadere. Richiusi piano la porta. Non volevo
svegliare tutto l'albergo. Raddrizzai il tavolo, vi
posai la candela e m'inginocchiai accanto a lui. Non
era ubriaco. Sembrava, sinistramente, che qualcuno
avesse tentato di ammazzarlo. I folti capelli castani
sulla nuca erano imbevuti di sangue rappreso. Quando
li toccai con dolcezza, egli cacci un gemito e si
mosse.
Borbott indistintamente: Sei tu, Emma?
S. Ti ho sentito rientrare.
Aiutami a tirarmi su, da brava.
Lo circondai con le braccia: dopo un istante egli si
fece forza e, col mio aiuto, si sollev in piedi. Aggrappandosi
al mio braccio, raggiunse barcollando il divano e
ci si lasci cadere. Angosciata, m'inginocchiai accanto a
lui.
Cos' successo, pap? Sei stato aggredito? Vuoi che
chiami un medico?
No, no si affrett a rispondere. Non ce n' nessun
bisogno. Fa un male cane, ma mi passer. Dammi soltanto
un momento di tempo. Ho dovuto mettercela tutta
per tornare fin qui.
Dov' successo?
Nella rue du chat qui Pche disse con una smorfia.
Se non avessi una testa eccezionalmente dura, a quest'ora
sarei morto.
Riusc a sorridere, ma il suo viso gonfio, sporco di
sangue e di terra, era mortalmente pallido. Si appoggi
all'indietro con gli occhi chiusi e temetti che perdesse
nuovamente conoscenza. Sapevo che da qualche parte
teneva una fiaschetta di brandy. Frugai nei cassetti e
nell'armadio e quando la trovai, riempii il bicchierino
d'argento fino all'orlo.
Egli si riscosse e lo tracann d'un fiato. Sei una
ragazza sensata, Emma. Certe altre avrebbero strillato
come aquile e svegliato tutto l'albergo.
Versai dell'acqua nella catinella, presi una salvietta e
lavai delicatamente la ferita, scoprendo che non era
tanto grave come era sembrata l per l.
Dovr tagliarti un po' di capelli, pap. Spero che
non dispiaccia.
Purch tu me ne lasci qualcuno ribatt scherzosamente,
ma lo vidi stringere le labbra dal dolore.
Quando ebbi finito, allung una mano per prendere
la salvietta. Dammela. Vorrei rendermi un po' pi
presentabile.
Lo faccio io.
Si appoggi all'indietro e lasci che gli togliessi il
fango e il sangue dalla faccia. Dovevano averlo picchiato
ferocemente prima di dargli il colpo di grazia. Poi inzuppai
la salvietta e gliel'applicai alla ferita.
Come ti senti?
Un mal di testa orribile, ma sopravvivr. Sorrise e
si tir un po' pi su. Dove hai imparato a fare cos bene
l'infermiera? Metti via quella roba, Emma, e vieni a
sederti qui. Ti voglio parlare.
Ma quando ebbi vuotato la catinella e strizzato la
salvietta, e mi misi a sedere sul divano accanto a lui, non
parl subito di quanto gli stava a cuore. Mi prese la mano
nella sua.
Cos'hai fatto oggi, Emma, mentre ero via?
Distolsi lo sguardo. Ho passato la giornata a Versailles...
con Lucien de Fontenay.
Mi strinse pi forte la mano. Sei uscita col giovane
Fontenay?
S. Non sei in collera, pap, perch non sono uscita
con Victor e non ho fatto colazione con Dorothy?
Perch dovrei essere in collera quando al tuo posto
molto probabilmente avrei fatto altrettanto? ribatt
asciutto. Ciononostante, preferirei che tu non ti affezionassi
troppo a Lucien.
Perch? Cos'hai contro di lui?
Niente, ma  una cosa destinata a finire. Lui 
certamente un bravissimo giovane, ma  un nemico.
Non pi.
Molto presto, temo, l'Inghilterra e la Francia saranno
di nuovo in guerra.
Lo fissai. Quel pericolo era sempre esistito, ma come
semplice probabilit, un qualcosa che forse non si sarebbe
mai avverato.
 tutto qui quello che hai contro di lui? domandai
con voce soffocata.
Non ti sembra abbastanza?
Credevo che non ti fosse simpatico.
Cosa ti fa pensare una cosa del genere? Comunque,
lui non  importante. Ascolta, Emma prosegu, grave,
avrei preferito tenertene fuori, ma c' una cosa che devi
sapere.
A causa di quello che  successo stanotte?
In parte. Potrebbe ripetersi.
Vuoi dire... non erano dei semplici ladri...
No, il mio borsellino  ancora intatto e anche il mio
orologio. Allung la mano, con l'unico prezioso anello
che portava sempre. Non mi hanno portato via niente,
bench sono convinto che mi credessero morto quando
se ne sono andati. Non so quanto tempo sia passato
prima che abbia ripreso i sensi e mi sia trascinato fin qui,
ma senz'altro hanno avuto tutto il tempo che volevano,
se il loro scopo era quello di depredarmi.
Li hai visti?
Un attimo, ma era molto buio e non li ho visti
bene.
Chi erano?
Non lo so. Tacque un istante, poi riprese. Devi
sapere, mia cara, che gli anni in cui eri a scuola io li trascorsi
in Francia, come agente del governo britannico.
Agente? Vuoi dire che eri una spia?
Non esattamente. C'erano moltissimi realisti, sai,
che non emigrarono allo scoppio della Rivoluzione. Si
tennero nascosti, uomini d'ogni tipo, anche donne, e
formarono bande nella Bretagna, nella Vandea e nel
Midi per opporsi alla repubblica che era stata imposta
con la forza nel loro paese. L'Inghilterra, per motivi suoi,
era disposta ad aiutarli nella loro lotta, non solo con
danaro, ma con armi e munizioni inviate via mare e
sbarcate clandestinamente. Occorrevano degli intermediari,
uomini che agissero da collegamento fra i realisti e
il nostro paese...
E tu eri uno di loro?
S.
Doveva essere terribilmente pericoloso.
A volte. Ma era anche stimolante disse quietamente
riuscire a metterli nel sacco, dimostrarsi pi abili
del nemico, regolare vecchi conti, vendicare un compagno
assassinato... S'interruppe.
Ma tornasti a casa... rinunciasti a tutto questo?
Non avevo scelta. Per di pi, viene il momento in
cui una guerra feroce e micidiale, anche per una causa
che ritieni giusta, comincia a disgustarti. Sei un uomo,
oltre che una macchina da guerra, e certe volte non puoi
ignorarlo. Mi sembr di aver fatto abbastanza. Avevo
svolto la mia parte.
Chiss perch, le parole che avevo letto nel solaio mi
tornarono alla mente. Ora so di essermi sbagliata e che
mi amerete sempre... Era stato allora che l'uomo aveva
avuto il sopravvento sul patriota, e che aveva abbandonato
la lotta?
Ma questo succedeva sette anni fa dissi. Perch ti
dovrebbe riguardare adesso?
Non l'hai indovinato? Qualche mese fa il governo si
 rimesso in contatto con me. Non c' mai stata molta
fiducia in questo trattato,  stato solo un attimo di tregua.
Il Ministero della guerra voleva un osservatore, qualcuno
che potesse riallacciare i legami col passato...
Ed  questo che stavi facendo oggi e ieri notte dissi
con improvviso intuito. Eri tu, vero, che ho creduto di
vedere nel Palais Royal dopo i fuochi d'artificio?
S, ero io. Ti ho sentita chiamare, ma non osavo
fermarmi rispose con un sorriso contrito. Eri scandalizzata?
Non era il caso. Non mi concedevo una notte
d'amore, ma era un ottimo posto per incontrarsi, tale da
non destare sospetti.
Ma qualcuno deve aver scoperto la verit, altrimenti
perch avrebbero tentato di ammazzarti?
Infatti, perch? Solo che poteva non essere la polizia
segreta di Bonaparte...
Vuoi dire che potrebbero essere gli uomini con cui
lavoravi, i tuoi ex colleghi... realisti? Ma perch? Non ha
senso.
Sei molto giovane, Emma. Non hai ancora imparato
che i moventi degli uomini possono essere misti:
patriottismo, lealt, gelosia, vendetta, odio... possono
convivere tutti insieme. Allung una mano e mi tocc la
guancia. Povera piccola,  un grosso boccone da dover
ingoiare in mezzo alla notte, e i miei sospetti potrebbero
essere sbagliati, completamente sbagliati, e comunque
mi  andata bene. Eccomi qua, pi vivo che mai e
intendo rimanerlo. E ora, piccola, tornatene a letto;
cercher di dormire anch'io, se questo atroce male alla
testa me lo permetter. Ho la sgradita sensazione che i
prossimi giorni potrebbero essere difficili per vari motivi.
Sei sicuro di non aver bisogno di niente?
Sicurissimo. Mi chinai a baciarlo e per un istante
appena lo sentii stringermi a s. Mi dispiace, mia cara.
Non avrei mai dovuto portarti qui.
Non dire questo, pap. Voglio stare con te... sempre.
Mia piccola Emma... cosa farei senza di te? Poi mi
diede una piccola spinta. Coraggio, vattene, e non ti
preoccupare. Non  cos facile liberarsi di me.
Aveva ragione. Questo lo sapevo. Come un animale
della giungla aveva il dono della sopravvivenza, ma anche
un gatto pu arrivare in fondo alle sue nove vite e
mentre tornavo in camera, la paura che era sempre stata
presente, mi sembr di colpo vicinissima.


Capitolo quarto.

Non so cosa mi fossi aspettata, ma quando mio padre
scese a far colazione la mattina dopo, era elegante, e
allegro come sempre ; l'unica traccia visibile della brutale
aggressione che per poco non gli era costata la vita era un
livido scuro su una tempia.
Vedendolo, Victor si accigli e comment acido:
Bella gente devi aver frequentato ieri sera, Jack.
Mio padre rise e fece un gesto frivolo con la mano.
Ti sbagli di grosso, caro mio. Un semplice litigio con un
palo di lampione mentre ero leggermente obnubilato.
Sai com'.
Dovresti pensare a Emma.
Ci penso sempre, vero, piccola?
Vidi il disprezzo sul volto di Victor e capii quello che
stava pensando. Avrei tanto voluto dirgli che si sbagliava,
ma mio padre mi pos una mano sul braccio, intimandomi
di tacere.
Alcuni turisti inglesi, spaventati dalle voci che circolavano
per Parigi, erano ripartiti precipitosamente per
l'Inghilterra in preda al panico, ma la maggior parte di
essi rimase. Nessuno credeva veramente che quel Bonaparte
venuto su dal niente e divenuto improvvisamente
padrone della Francia, fosse disposto a far precipitare
nuovamente il suo paese in guerra, per quanto sprezzante
l'Inghilterra potesse mostrarsi.
Non credo che mio padre si facesse illusioni, ma
aveva ancora alcune cose da sistemare prima di ripartire,
e con la sua solita incuranza del pericolo era disposto a
rischiare, sebbene Victor non facesse che protestare contro
la follia di credere nella parola di un francese.
Bonaparte non  francese,  crso ribatt mio
padre, divertito.
 uno straniero, e questo mi basta fu l'ostinata
risposta di Victor, e la ripet con molta pi energia due
giorni dopo. Ci stavamo accingendo a far colazione da
Corazzi, il ristorante pi alla moda di Parigi. Era il
compleanno di mio padre ed egli intendeva festeggiarlo
senza badare a spese, con champagne per tutti. Avevamo
appena incominciato quando la festa fu bruscamente
interrotta dall'arrivo di un ufficiale seguito da due guardie.
Ci squadr con aria truce.
Mi spiace informarvi, Mesdames e Messieurs, che
dovete ritenervi prigionieri di guerra. Mise a tacere il
coro di proteste indignate. Sono dolente di interrompere
i vostri svaghi, ma dal momento che il vostro governo
britannico si  permesso di violare il trattato e di confiscare
le nostre navi senza ombra di legalit, il Primo Console si
trova costretto a compiere un'immediata rappresaglia.
Vogliate per favore rientrare subito in albergo.
Non avevamo scelta. Dovemmo alzarci e tornare in
albergo sotto scorta, con severi ordini di non muoverci di
l. Ci radunammo in sala da pranzo sotto gli occhi vigili
dell'ufficiale.
Domattina vi presenterete al generale Junot, comandante
di Parigi ci disse. Egli vi comunicher dove
sarete internati. E con questo se ne and, lasciandoci
increduli e sgomenti.
A chi diavolo crede di parlare? esclam Victor
sdegnato. Questo Bonaparte deve essere impazzito.
Non pu trattarci in questa maniera scandalosa.
Purtroppo pu, Victor. Il giorno che lo nominarono
Primo Console, la libert  volata fuori dalla finestra
osserv mio padre, pensoso. Mi chiedo quanto tempo ci
vorr prima che lo capiscano anche i francesi.
Lo sapevo che questo sarebbe successo. Ti avevo
avvertito. Saremmo dovuti partire molti giorni fa insist
Victor.
Sono perfettamente d'accordo ribatt mio padre.
Ma dal momento che siamo ancora qui,  inutile recriminare.
Alcune signore erano scoppiate in lacrime e, tutt'attorno a
noi, c'era un brusio irato di voci; ognuno incolpava
l'altro della sgradevole situazione in cui si trovavano.
Mio padre non vi prese alcuna parte. Mi trasse quietamente
in disparte.
Va' a fare le nostre valigie, Emma. Se c' un modo
per uscire da questo infernale paese, lo trover.
Cosa intendi fare?
Lascia perdere. Fa' come ti dico, ma senza agitarti.
Non ti far notare.
Eseguii i suoi ordini, ma mentre piegavo camiciole e
sottovesti e toglievo i miei vestiti dall'armadio, ero rsa
dall'angoscia. Come avrebbe fatto ad allontanarsi dall'albergo?
E se l'avessero fermato, cosa ne sarebbe stato
di lui? Se l'avessero arrestato e avessero scoperto le sue
attuali attivit, per non parlare di quelle passate, correva
il gravissimo pericolo di venire condannato a morte come
spia.
Quando finii di fare i bagagli, erano le sei passate, ma
mio padre non era ancora tornato. A un tratto mi resi
conto che ero digiuna dal mattino e debole dalla fame.
Suonai per chiamare la cameriera e le ordinai un caff.
Poi andai nella stanza di mio padre. Egli aveva l'abitudine
di lasciare i suoi indumenti e oggetti personali sparsi
dappertutto, ma entrando, trovai la stanza linda e ordinata,
e in qualche modo impersonale. La finestra era
aperta e una brezza fresca saliva dal fiume. Ebbi la
curiosa sensazione che il vento se lo fosse portato via con
s senza lasciare alcuna traccia. Mi scrollai l'impressione
di dosso e tolsi la sua valigia ncessaire dall'armadio, per
riporvi gli articoli da toilette. Non appena l'aprii, vidi il
biglietto ripiegato in fondo. Dopo un istante di terrore, lo
presi con dita tremanti e andai alla finestra.
Perdonami lessi alla luce morente, se ti do l'impressione
di abbandonarti. Credimi, se esistesse un'alternativa
non lo farei, ma conosco un solo modo per
uscire dalla Francia e devo andare da solo. Se ti portassi
con me, potrebbe essere pericoloso per te, e forse significare
la morte per me e per coloro che mi aiuteranno, e le
informazioni di cui sono a conoscenza potrebbero essere
vitali per l'avvenire dell'Inghilterra. Ti ho lasciato tutto
il danaro di cui posso fare a meno. Continua a fidarti di me.
Ti abbraccio, pap.
Non si era mai firmato cos prima d'allora e, stranamente,
mi sentii salire le lacrime agli occhi, pur ribellandomi
alla sua decisione. Capivo fin troppo bene le sue
ragioni, ma la sola idea di essere separata da lui per mesi
- per anni, forse, perch chi poteva dire quanto sarebbe
durata la guerra? - era intollerabile. Il pensiero di Victor
non mi fu di alcun conforto. Come potevo rimanere
l, insieme a un pugno di sconosciuti, chiusa in un'orrenda
prigione... erano corse le voci pi spaventose su quello
che Bonaparte intendeva fare dei prigionieri inglesi. Doveva
esserci una via d'uscita, doveva assolutamente esserci.
Presi a camminare in su e in gi, dimentica del cibo,
dimentica di tutto a eccezione del prepotente bisogno di
fuggire.
L'idea mi balen di colpo. C'era Lucien. Sicuramente
mi avrebbe aiutata. Non mi fermai a prendere in
considerazione le difficolt. Pensai solo che un tempo
aveva posseduto una barca, o che comunque poteva
facilmente disporne. Di certo non sarebbe stato impossibile
raggiungere la costa, e di l ottenere un passaggio
fino alla Cornovaglia. Ci sarei andata anche con una
barca a remi, se necessario.
La cameriera buss alla porta. Ah,  qui, Mademoiselle.
La stavo cercando. Il caff  pronto.
La fissai. L'idea cominciava a prendere forma, ma il
tempo era disperatamente poco. Dovevo agire prima
che fosse troppo tardi, anche se significava correre un
rischio.
Marie, esiste un modo per uscire dall'albergo, solo
per poco, un'ora al massimo?
Un modo per uscire, Mademoiselle? ripet dubbiosa,
poi sorrise e assent col capo. Capisco. Il bel
giovanotto, il fidanzato, Mademoiselle desidera dirgli
addio.  terribile doversi separare, e chiss per quanto
tempo. Tacque un istante, poi le brillarono gli occhi.
Ho trovato. C' la porta che d sul lungofiume. Non
viene usata spesso, e l non ci sono guardie. Potrei lasciarla
aperta per il ritorno di Mademoiselle.
Dio la benedica! Avrei potuto baciare la sua faccia
tonda e semplice, e il cuore romantico che batteva sotto il
grembiule inamidato; Vada ad aspettarmi davanti alla
porta. Io vengo fra un momento.
Uscita la donna, presi il borsellino con le monete
d'oro che mio padre aveva lasciato nel ncessaire, e
tornai in camera mia. Misi in un fagotto lo stretto indispensabile,
m'infilai un lungo mantello col cappuccio,
sbirciai dalla porta per assicurarmi che non ci fosse nessuno
e poi sgattaiolai lungo il corridoio. Marie mi stava
aspettando. Tenne la porta e io sgusciai gi per le scalette;
poi corsi come il vento lungo il fiume, svoltai in una
via traversa e sbucai nell'affollata Place de la Concorde.
Sapevo dove abitava Lucien. Me l'aveva detto quel
giorno a Versailles, ma non fu facile trovare una carrozza.
Finalmente, in risposta ai miei cenni disperati, un
decrepito veicolo si arrest, e lo scorbutico conducente
mi guard ben bene e pretese una tariffa doppia del
giusto prima di acconsentire a portarmi.
La casa davanti a cui ci fermammo era alta e imponente;
un tempo doveva essere stata un'abitazione
signorile, sebbene ora fosse chiaramente divisa in appartamenti.
Vedendomi entrare, il concierge si affacci
alla sua guardiola ma non mi ferm, e bussai nervosamente
alla prima porta che trovai. Il coraggio mi stava
rapidamente abbandonando, ma ormai non avevo scelta.
Dovevo andare fino in fondo. Se Lucien avesse rifiutato
di aiutarmi, mi dissi, potevo sempre tornare all'albergo.
Un anziano domestico in livrea apr la porta. Mi
dispiace, Mademoiselle disse austero in risposta alla
mia ansiosa domanda, ma Monsieur le Marquis non  in
casa.
Lo fissai, domandandomi se avessi sbagliato indirizzo
o bussato alla porta sbagliata, ma l'uomo, come se
avesse intuito la mia perplessit, ebbe un lieve sorriso.
Monsieur Lucien dovrebbe rientrare fra poco. Vuole
tornare o preferisce aspettare?
Con un sospiro di sollievo, dissi: Posso aspettare,
per favore?  molto importante.
Si tir in disparte per lasciarmi entrare, togliendomi
cortesemente il fagotto di mano e facendomi accomodare
in quella che doveva essere la biblioteca. Mentre
accendeva le candele, non potei fare a meno di notare
che la stanza recava ancora le tracce dei gravi danni.
Nonostante gli accurati rammendi, si vedeva ancora
dove le tappezzerie di broccato erano state strappate
e squarciate. Colpi di scure avevano scheggiato
le grandi librerie, eppure, nonostante le devastazioni,
la stanza conservava ancora un'atmosfera di grazia e
dignit.
Posso portarle un caff, Mademoiselle?
Scossi la testa. No, grazie. Non avevo preso niente
in albergo, ma sopraffatta dal nervosismo sapevo che
non avrei potuto buttare gi niente. Non aspettai neanche
mezz'ora, ma mi parve un'eternit. La serata era
calda. Mi tolsi il lungo mantello e, incapace di restarmene
seduta, presi ad aggirarmi per la stanza, raccattando
oggetti e riponendoli al loro posto. Sopra al caminetto
stava appeso un ritratto. Era stato squarciato da cima a
fondo, ma la tela era stata abilmente ricucita; e il volto
pallido e orgoglioso sotto i capelli incipriati che mi guardava
severamente dalla cornice malconcia, ricordava
Lucien. Mi domandai se fosse suo padre. C'erano pochi
mobili nella stanza, ma in un angolo c'era una scrivania
ingombra di carte. Nel passarci accanto, un foglio cadde
a terra e mi chinai a raccattarlo. Non avevo'intenzione di
leggerlo, ma non potei fare a meno di vedere la firma e le
ultime poche righe.
Il tempo non passa mai senza di te. Torna presto,
Lucien. Torna, dalla tua affezionata Nicole.
Lo tenevo ancora in mano quando sentii la voce del
giovane nell'ingresso. Stava dicendo qualcosa al suo domestico.
Svelta posai la lettera e mi voltai verso la porta
nell'istante in cui egli entrava.
Emma! esclam. Come mai  qui? Pensavo che
lei e suo padre avessero gi lasciato la Francia.
No. Vede, noi non credevamo... nessuno lo credeva...
 stato tutto cos improvviso... Mio malgrado,
l'angoscia e la disperazione mi soffocarono, tanto che
non potei proseguire.
Mi venne vicino, prendendomi le mani. Non si angusti.
Venga a sedersi. Mi racconti cos' successo. Mi
fece accomodare sul divano e sedette accanto a me.
Mi scusi. Sono una sciocca. Mi dominai con uno
sforzo.  successo nelle prime ore del pomeriggio.
Sembra che l'Inghilterra abbia rotto il trattato. Ci trattengono
come prigionieri. Ma lei sapr gi quello che 
accaduto, meglio di me.
S, lo so. Il vostro ambasciatore sta gi lasciando
Parigi.  solo questione di tempo prima che venga dichiarata
la guerra, ma seguito ancora a non capire...
Era difficile a dirsi. Abbassai gli occhi alle mie mani
intrecciate in grembo. Mio padre  scappato. Non so
come abbia fatto a uscire dall'albergo, ma c' riuscito. Se
n' andato.
Andato? Ne  sicura?
Oh, s. Mi ha lasciato un biglietto.
L'ha lasciata qui, sola? Ma non  possibile. Come ha
potuto fare una cosa simile? proruppe incredulo.
Aveva delle ragioni, ragioni importanti. Non gliele
posso spiegare, ma mi deve credere. Doveva tornare in
Inghilterra e non poteva portarmi con s.
Mi fiss per un lungo momento prima di sbottare:
Intende dire che  una spia?
Distolsi lo sguardo, restia a rispondere, rendendomi
improvvisamente conto di come sapessi poco di Lucien.
Avrei potuto benissimo tradire mio padre. Credo che
egli intuisse i miei dubbi. Pos una mano sulla mia.
Non abbia paura. Mi crede capace di far qualcosa
che potrebbe nuocere a lei o a suo padre? Gi cos non
mancher di correre rischi. Le sue parole dessero la mia
stessa paura e rabbrividii. Le sue dita si chiusero sulle
mie. Perch  venuta da me?
Per la prima volta capii l'enormit di ci che gli
chiedevo. Dissi con un filo di voce: Ho pensato che
avrebbe potuto aiutarmi a uscire dalla Francia. Ha detto
che conosce il comandante di quel veliero. Dev'esserci
un modo per scappare dal paese. Non posso restare qui,
non posso. Mi deve capire. Potrei non rivedere mai pi
mio padre, se rimanessi.
E questo per lei  pi importante di qualsiasi altra
cosa, pi della sua stessa sicurezza?
S, s, lo .
Capisco. Mi guard per un momento, poi si alz
allontanandosi bruscamente. Non si rende conto di
quello che mi sta chiedendo? Come potrebbe? Io sono
l'ultima persona al mondo in grado di aiutarla.
Ma perch? Credevo...
Si volt verso di me. Vede, sono anch'io sulla lista
dei sospetti... oh, per molti motivi. Non glieli posso
spiegare adesso... e lei ha un passaporto inglese. Come
diavolo potrei farla uscire clandestinamente dalla Francia
quando ogni porto, ogni nave, ogni comandante di
nave hanno ricevuto ordini di stare in guardia per sventare
ogni tentativo del genere? Bonaparte  maledettamente
efficiente ed  fuori di s dalla rabbia. Non si
fermer di fronte a niente, pur di raggiungere i suoi
scopi.
Mi dispiace. Capisco che non sarei dovuta venire.
Torner in albergo. Non importa. In qualche modo me la
caver. C' sempre Victor.
Ah, gi, il bravo Victor che la vuole sposare.
Con uno sforzo riuscii a sorridere e mi alzai risolutamente
in piedi, ma le emozioni della giornata e la mancanza
di cibo si fecero di colpo sentire. Barcollai e dovetti
aggrapparmi allo schienale di una sedia per non cadere.
No, non se ne vada disse Lucien con dolcezza. Ha
l'aria esausta. Joseph ci porter un caff e qualcosa da
mangiare. Ne abbiamo entrambi bisogno. Non sar un
gran che. Di solito non ceno qui, ma qualcosa ci sar
senz'altro e mentre mangiamo, rifletteremo sul daffarsi.
Usc dalla stanza e, dopo pochi minuti, rientr sorridendo.
Sapevo di poter contare su Joseph.  questione
di poco.
Mentre aspettavamo il caff, and alla credenza a
prendere una caraffa di vino e ne vers un bicchiere per
me e uno per s. Lo sorseggiai con piacere, rilassandomi
per la prima volta da quando avevo trovato il biglietto di
mio padre, e il mio mondo era caduto a pezzi. Lucien
stava in piedi davanti al caminetto, col bicchiere in mano,
e la somiglianza fra lui e il ritratto era assoluta.
Dissi timidamente: Il suo domestico l'ha chiamata
Monsier le Marquis. Ho creduto di aver sbagliato casa.
I titoli sono passati di moda il giorno che la folla
irruppe qui dentro e distrusse la casa e quasi tutto quello
che conteneva rispose Lucien asciutto. Ma Joseph 
della vecchia scuola. Per lui diventai automaticamente
Monsieur le Marquis quando mio padre fu assassinato, e
non riesco a togliergli l'abitudine. Quest'anno Bonaparte
mi ha graziosamente concesso di prendere in affitto tre
stanze di quella che un tempo era la casa di mio padre, e
credo di possedere ancora un castello distrutto dal fuoco
sulla costa della Bretagna, ma questo rappresenta tutta la
mia eredit. Monsieur le Marquis de Rien sarebbe un
titolo molto pi appropriato.
Mi dispiace...
Non  il caso. Ormai mi sono abituato. Altri hanno
sofferto molto di pi.
Joseph port il caff, con del formaggio, biscotti e un
po' di frutta. Scoprii di essere affamata e mentre mangiavamo,
Lucien disse pensoso: Mi  venuta un'idea. Non
so se funzioner ma potrebbe valere la pena di tentare.
Crede che riuscirebbe a farsi passare per una governante?.
Una governante? Ma non ho mai insegnato niente a
nessuno.
Questo non ha molta importanza. Parla cos bene il
francese che, con un po' di fortuna, forse potremo farcela.
Pos la sua tazza mentre io lo guardavo speranzosa.
Ascolti. Le ho detto che ho un fratello pi piccolo. Coi
tempi che corrono, mia madre si preoccupa che Louis
venga su male e senza l'educazione che lei vorrebbe che
avesse. Cerca di istruirlo lei stessa, ma la vita a Villeroy
non  facile. Quando partii per Parigi, mi preg di mettermi
in contatto con la figlia di una sua vecchia amica,
una che come noi  stata costretta ad arrangiarsi per
vivere in questi ultimi anni. E infatti sono andato a
trovarla, ma non pu venire. Sua madre  malata, e non
la vuole lasciare. Potrebbe venire lei al suo posto.
Ma non vedo a cosa mi servirebbe.
Villeroy non  lontano da Marsiglia. Il mio patrigno
ha molti rapporti d'affari l. Ci sono le vigne, gli uliveti,
i tori. Sono quasi certo che entro breve tempo, poche
settimane forse se la fortuna ci assiste, sar possibile
procurarle un biglietto su una nave che la porter in
Spagna, e da l non dovrebbe essere troppo difficile raggiungere
l'Inghilterra. Cosa ne dice? Forse non  quello
che lei sperava, ma  il meglio che le posso suggerire.
Un'idea del genere non mi era neanche passata per la
testa. Dissi, dubbiosa: Ma la sua famiglia? Cosa diranno?.
Non c' bisogno di metterli al corrente. Ne parler
solo con mia madre, a cui dir che lei non  Mademoiselle
Rainier.
Ma io sono una straniera... potrei metterli nei guai.
In tal caso me ne assumerei io la responsabilit, ma
non succeder. E anche se dovesse, il mio patrigno ha le
spalle larghe. Fino a oggi niente, n la Rivoluzione n le
peggiori persecuzioni di Robespierre, neppure Bonaparte,
sono riusciti a sradicarlo dalla sua terra nativa, e nulla
ci riuscir. C'era una curiosa enfasi nella sua voce. Non
capivo se fosse disprezzo o invidia.
Esitai. Tornare in albergo significava Victor; significava
sorveglianza, prigionia, tutto ci che pi odiavo.
Andare avanti comportava il rischio dell'ignoto, ma questo
l'avevo gi accettato rivolgendomi a Lucien e sebbene
egli non facesse alcun tentativo per persuadermi,
sentii ancora una volta quel sottile legame che c'era fra
noi: tenue, intangibile, ma innegabile che mi spingeva ad
accettare. Forse somigliavo a mio padre pi di quanto
non mi fossi mai resa conto; c'era in me qualcosa dello
spirito con cui egli affrontava una nuova avventura o il
tavolo da giuoco, pronto, come aveva detto una volta, a
mettere la mia fortuna alla prova, a vincere o perdere
tutto su una sola puntata.
Dissi: Far degli sbagli. Non ho mai avuto un fratello e non m'intendo di bambini...
Non se ne intende neanche Mademoiselle Rainier,
credo. Nessuno si aspetter dei miracoli da lei, e se Louis
si comporta male, si rivolga a me aggiunse con un
sorriso. Lo picchier io al posto suo.
No, davvero esclamai indignata. Picchiare un
bambino di sette anni...  mostruoso.
Forse cambier idea quando Louis le metter una
lucertola nel letto, come ha fatto a Nicole.
Si arrabbi?
Come una belva. Lo disse a suo padre, e il povero
Louis dovette dormire a pancia in gi per una settimana.
Provai un'immediata antipatia per Nicole. Che crudelt,
e tutto per uno scherzo da bambini...
Lucien rise. Vede, prende gi le sue parti. Sta difendendo
un pupillo che non conosce neanche.
Risi assieme a lui. La discussione era chiusa. Dissi:
 estremamente gentile da parte sua.
Verr?
S.
Bene. Allora sar meglio che rimanga qui stanotte
disse Lucien in tono pratico. Joseph l'aiuter a sistemarsi.
Pu dormire in camera mia. Tanto io sar fuori
per buona parte della notte. Ci sono moltissime cose da
fare se vogliamo partire domattina di buonora, come
temo si debba fare.
Fu un immenso sollievo lasciare tutto in mano a
Lucien. Credo di essere vissuta in uno stato di acuta
tensione fin da quella sera in cui mio padre era stato cos
brutalmente aggredito. Potr sembrare assurdo, date le
circostanze, ma m'infilai a letto sotto le lenzuola di candido
lino in quell'austera cameretta senza la minima
angoscia, e dormii profondamente fino alle sei del mattino,
quando Joseph buss alla porta per avvertirmi che
era tutto pronto, e che Lucien mi aspettava per far
colazione.
Non so come avesse fatto, ma era riuscito a procurarsi
dei documenti intestati a Emma Louise Rainier. Metterci
il mio nome era stato un tocco di genio. Se c'
qualcosa di familiare,  tanto pi facile non apparire
sorpresi disse Lucien con un sorriso. Una carrozza chiusa
era stata noleggiata per il viaggio e il mio baule era
legato sul tetto.
Ma si pu sapere come ha fatto a prenderlo?
esclamai sbalordita.
 stato sorprendentemente facile. La fille de chambre...
come si chiama? Marie, ecco... crede a una romantica
fuga d'amore disse Lucien, con un lampo birichino
negli occhi scuri. Era talmente felice di avere una parte
in un'avventura tanto romantica che avrebbe fatto qualsiasi
cosa, in cambio di un bacio e una piccola mancia con
cui comprarsi dei nastri nuovi. Tacque, e si diede da fare
a legare l'ultima cinghia. Mi ha anche raccontato gli
ultimi sviluppi della faccenda. Probabilmente gli ospiti
dell'albergo verranno tutti trasferiti a Verdun.
 un provvedimento grave?
Lucien si strinse nelle spalle. Chi lo sa? Perdere la
propria libert non  mai piacevole.
Povero Victor.
Lucien mi diede una rapida occhiata. L'incredibile
scomparsa del signore inglese e di sua figlia ha suscitato il
finimondo. Monsieur Jarrett  stato interrogato a lungo
dalla polizia, ma non  stato in grado di fornire altri
particolari oltre a quelli gi noti. Sono in corso ricerche, in
particolar modo per ritrovare James Tremayne il quale, si
dice adesso,  tristemente noto per pi di un motivo.
Mi parve che Lucien parlasse in tono volutamente
leggero, e mi spaventai. Gli posai una mano sul braccio.
Non l'hanno preso?
No, non ancora. Secondo le voci che circolano nelle
cucine dell'albergo, lui sarebbe dotato di un'abilit soprannaturale
di svanire nel nulla, ma sua figlia no, ed 
per questo che dobbiamo uscire in fretta da Parigi prima
che si intensifichino le ricerche.
Non erano ancora le sette quando una carrozza tirata
da quattro cavalli, con un postiglione armato e Lucien e
Joseph che cavalcavano uno per parte, con le pistole
nelle fondine della sella, imbocc la strada per il sud.
Alla barriera cittadina la guardia esamin i nostri documenti,
poi si affacci al finestrino, scrutandomi attentamente.
Una mano sporca mi costrinse ad alzare la faccia.
Era il momento temuto: aspettai col fiato in gola, ma
dopo un istante la larga faccia contadina si apr in un
sorriso.
Una governante, eh? ripet, poi alz gli occhi su
Lucien con un'ammiccata. Be', io forse la chiamerei in
un'altra maniera. Buona fortuna, cittadino.
Poi eravamo passati e la carrozza correva verso Lione.


Capitolo quinto.

Viaggiammo veloci. Fra una tappa e l'altra Lucien
spingeva i cavalli fino al limite della resistenza. Partivamo
all'alba e a volte si continuava ad andare anche
dopo il calare delle tenebre. Per me furono giornate
strane, irreali, sballottata nella carrozza chiusa da cui
scendevo solo per consumare dei pasti frettolosi e dormire
per qualche ora un sonno agitato in letti duri.
Durante una delle nostre soste, sentii degli altri viaggiatori
fare dei racconti agghiaccianti delle loro spaventose
esperienze. Bande di ladroni infestavano le strade.
 uno scandalo che il generale Bonaparte non si occupi
di far arrestare questi infernali banditi, invece di minacciare
d'invadere l'Inghilterra esclam un signore infuriato
che era stato derubato di tutto ci che possedeva,
poi buttato gi dalla sua carrozza e costretto a percorrere
quindici miglia a piedi fra la pioggia e il fango, fino al pi
vicino villaggio. A un altro avevano sparato quasi a
bruciapelo; i cavalli si erano imbizzarriti e si era salvato
unicamente grazie all'abilit e al forte polso del suo
cocchiere.
Per fortuna a noi non capit niente del genere, fino
alla sera dell'ultimo giorno. Lucien aveva intenzione di
passare la notte ad Avignone, poich da l a Villeroy la
distanza era breve. Man mano che ci spingevamo pi a
sud, il caldo aumentava. Di giorno il sole splendeva
implacabile e la carrozza era soffocante. Attraversavamo
al galoppo villaggi grigi e semi diroccati.
Mi sentivo isolata in un mondo remoto e irreale, e al
pensiero di mio padre l'angoscia mi attanagliava. Quell'ultima
sera avevamo percorso un tratto di strada che
correva lungo il Rodano. Il fiume era gonfio e le acque
impetuose vorticavano attorno agli isolotti ricoperti di
canne e salici. Lungo le rive sorgevano pioppi altissimi, i
cui strani tronchi apparivano simili a sottili fantasmi alla
luce del crepuscolo. Nonostante la mia stanchezza, fui
lieta di sentirmi sul viso l'aria fresca della sera. Un picco
solitario, acceso dal tramonto, si stagliava contro il rosa
sbiadito del cielo. Dal fiume si levava un sottile velo di
nebbia che a tratti s'infittiva e raggiungeva la strada.
Eravamo costretti a procedere pi lentamente del
previsto a causa delle pessime condizioni della strada, e
l'oscurit ci colse quando ci trovavamo ancora a una
certa distanza da Avignone. Io sedevo in carrozza semi
addormentata con la schiena pesta e indolenzita dai
continui sobbalzi, quando di colpo ci arrestammo con
uno strattone. Sentii uno sparo, poi un altro. Qualcuno
grid e, sbirciando dal finestrino, intrawidi nel buio degli
uomini a cavallo che circondavano la carrozza. Cos'era
successo? Dov'era Joseph? Un uomo balz a terra. Aveva
gi la mano sulla portiera della carrozza quando vidi
Lucien. Egli afferr l'intruso per le spalle e lo spinse via.
Sentii un'esclamazione soffocata, poi delle risate, indi
silenzio.
Potevo vedere ancora gli uomini a cavallo immobili
nella foschia, e il mio primo pensiero fu che la polizia
segreta di Bonaparte mi avesse rintracciata e stesse interrogando
Lucien. Attesi tremando. Il silenzio era soprannaturale.
Alla fine non resistetti pi. Nessuno mi ferm
quando aprii la portiera e scesi dalla carrozza. A pochi
passi da me, Lucien parlava con un uomo avvolto in un
mantello scuro che gli nascondeva la faccia. Mi avvicinai
e in quell'istante, il vento dirad le falde di nebbia e la
luce vacillante del fanale della carrozza illumin il volto
dello sconosciuto. Lo vidi gettare indietro la testa con
una risata.
La stessa strada, la stessa ora... come diavolo potevo
sapere che era la carrozza sbagliata? esclam.
Il mantello ricadde indietro, e avrei potuto giurare
che quel volto bruno e spavaldo, quei baffi scuri e i denti
bianchi appartenessero all'uomo che avevo visto per
l'ultima volta mentre risaliva la scogliera col mio cane fra
le braccia, a Trevira. Poi Lucien si mosse, nascondendolo
alla mia vista.
Startene lontano, non ti chiedo altro ribatt. Gira
alla larga da Villeroy. Non ha sofferto abbastanza, mia
madre?
Parlavano a bassa voce, tanto che non riuscivo a
distinguere tutto ci che dicevano. Poi lo sconosciuto
alz improvvisamente la voce.
Cos' successo a Parigi ragazzo? Hai dimenticato la
causa per cui  morto tuo padre?
Maledetto! Lascia mio padre fuori da questo. In
un impeto d'ira, Lucien alz la mano e colp l'altro in
faccia.
A mon Dieu, se fosse stato chiunque altro...
Lo ammazzeresti, suppongo. C'era una nota di
disprezzo nel tono di Lucien. Sai dove dovete andare.
Hai intenzione di startene qui a discutere per tutta la
notte?
Lo sconosciuto rimase a fissarlo per un istante, poi
balz in sella e galopp via. Gli altri lo seguirono, svanendo
nella nebbia.
Per un attimo Lucien non si mosse, poi si volt e nella
oscurit il suo viso apparve bianco e teso. Nel vedermi un
lampo d'ira lo attravers. Che ci fa l? Perch non 
rimasta in carrozza?
Non potevo. Avevo paura. Volevo sapere cosa stava
succedendo. Cosa voleva quell'uomo?
Niente.  stato un equivoco. Avevano sbagliato
strada, ecco tutto.
Sbagliato strada? Ma quell'uomo la conosceva, Lucien.
Gli ho sentito dire...
Lasci perdere quello che si  detto. Risalga in carrozza,
per favore.  molto tardi.
La locanda ad Avignone era affollatissima. Fu solo
con gran difficolt che Lucien riusc a ottenere una camera
per me. Mi porse la mia borsa da viaggio e la cameriera
mi fece strada con una candela su per le due strette
rampe di scale fino a una camera mansarda sotto il tetto.
Era grande, con un enorme letto, una sedia e quasi
nient'altro. Con un sospiro di sollievo mi sfilai l'abito
fradicio di sudore e, in sottoveste, tuffai la faccia nella
catinella d'acqua gelata. Stavo allungando una mano per
prendere la salvietta quando la porta si spalanc di colpo.
Sbalordita, vidi un uomo sulla soglia, un gigante dalla
faccia tonda e rubizza, grossa come un prosciutto, una
criniera color stoppa e un sorriso che gli andava da un
orecchio all'altro. Si guard attorno soddisfatto, poi, con
mio orrore, entr in camera e gett il suo fagotto sul
letto.
A quanto pare devo dividere la stanza con te, ma
petite. Da che parte preferisci dormire, eh? A destra o a
sinistra?
Superato il primo momento di choc, afferrai uno
scialle per coprirmi le spalle. Dissi con tutta la fermezza
di cui ero capace: Temo che ci sia stato un errore.
Questa  una stanza privata, Monsieur. Vuole per favore
andarsene immediatamente?
Suvvia, Ma'mselle rispose l'omone per niente turbato.
La locanda  piena. Non vorrai mica farmi dormire
nelle stalle. Per di pi, io e te potremmo spassarcela un
po' insieme. Che ne dici, eh? E con una strizzatina
d'occhi, si sedette sul letto.
Mi ero trovata in troppe situazioni strane con mio
padre per mettermi a gridare aiuto. Ero arrabbiata, ma
insieme anche divertita. Mi aveva cos chiaramente presa
per la servetta la cui stanza stavo evidentemente occupando.
Vuole andarsene, per favore? Altrimenti sar
costretta a chiamare Monsieur de Fontenay.
Chi? Balz in piedi costernato, a bocca aperta.
Non Monsieur le Marquis?
Ma ormai ero esasperata dal mio fastidioso ospite, e
andai alla porta con l'intenzione di chiamare il padrone e
farlo cacciare via. Per fortuna, prima che ne avessi il
tempo vidi Lucien salire le scale. Gli andai incontro.
Lucien, venga, la prego. C' un uomo in camera
mia. Non riesco a liberarmene.
Un uomo? esclam. Passandomi accanto, si precipit
in camera e si ferm di colpo. Mouton! tuon.
Cosa diavolo ci fai quass? Fuori! Vattene via immediatamente!
Chiedo scusa, Monsieur Lucien borbott l'omone,
con la coda fra le gambe. Il padrone aveva detto... come
potevo sapere che Mademoiselle era sotto la sua protezione?
Be', ora lo sai. Testa di rapa! Non hai mai avuto pi
cervello di una gallina! Vattene gi nelle stalle. Fila, e
porta via questa roba. Mentre Mouton infilava la porta
borbottando delle scuse, Lucien gli scaravent dietro il
suo fagotto, poi si rivolse a me. Sono spiacente per
l'accaduto, Emma. Mouton  un idiota, ma non  cattivo.
Lo conosce?
Mouton lavora per il mio patrigno.  uno dei gardiens,
i mandriani che si occupano dei cavalli e dei tori
della Camargue. Dev'essere qui per qualche incombenza
che riguarda la fattoria e...
E il padrone gli ha fatto capire che poteva sistemarsi
in questa stanza, dove dormono le serve...
Cos sembrerebbe.
Oh, Dio,  veramente comico...
Mio malgrado scoppiai a ridere, pi per la stanchezza
che altro, finch non mi ricordai del mio sommario abbigliamento
e, arrossendo, mi coprii alla meglio le spalle
nude con lo scialle.
Sentivo gli occhi di Lucien su di me. Non avevo mai
conosciuto una ragazza come lei. Giorni e giorni di viaggio,
ora questo, e lei riesce a ridere.
Distolsi lo sguardo. Mi prender per una sfacciata...
No, mi fraintende...
Mio padre mi ha insegnato a cavarmela da me
dichiarai in tono di sfida. Lui odia le donne che strillano
e svengono.
Davvero? Vorrei averlo conosciuto meglio. Penso
che avremmo avuto molto in comune. Ma ero venuto a
chiederle se desiderava cenare in camera.
Oh, s, grazie... e, Lucien...
S? Si ferm sulla soglia.
Lucien, le andrebbe... le andrebbe di cenare con
me?
Esit. Naturalmente, se lo desidera, solo che...
Oh, per l'amor del cielo sbottai. Abbiamo viaggiato
insieme per quattro giorni, non ci sar certamente
niente di male a cenare insieme.
Molto bene, se  questo che vuole disse in tono
sostenuto. Vado a dare gli ordini.
Uscito Lucien, mi reinfilai il vestito, mi passai il
pettine bagnato nei capelli, versai un po' di essenza di
lavanda sul fazzoletto e mi sentii viva per la prima volta
da quando avevo lasciato Parigi.
Lucien torn, seguito da due cameriere che portavano
la cena. Dopo un po' osai rivolgergli la domanda che
seguitava ad assillarmi.
Lucien, quell'uomo stasera... l'uomo che ci ha fermati
per la strada... era Pierre?
Pierre?
Ricorda... l'uomo di cui mi parl... quel suo amico
che salp da Trevira con lei.
Lucien fissava il suo piatto. S, era lui.
Cosa voleva veramente?
Gliel'ho detto. Aveva sbagliato strada.
A me non aveva dato quest'impressione, ma non
volli insistere. Poi Lucien cambi deliberatamente discorso.
Stavo pensando, Emma. Visto che Mouton  qui,
gli chieder di mandarci dei cavalli dalla fattoria. Manderemo
via la carrozza e proseguiremo a cavallo fino a
Villeroy. Le piacerebbe?
Oh, s, moltissimo. Sono cos stanca di tutti quegli
scossoni. Mi sembrava di essere un sacco di patate. Non
sa quanto invidiavo lei e Joseph.
Sorrise. I cavalli non arriveranno fino al pomeriggio.
Domattina le mostrer Avignone e partiremo
sul tardi, quando il caldo si sar un po' attenuato.
La stanza era in penombra, rischiarata solo dalle
fiammelle gialle delle candele. La stanchezza, insieme al
cibo e al vino, cominciavano a farsi sentire. Ero felice e
un po' stordita.
Lucien, vuole parlarmi di suo padre?
Mio padre?
Non crede che dovrei sapere qualcosa di pi della
sua famiglia se devo recitar bene la mia parte? Dopo
tutto, sono sicura che Mademoiselle Rainier saprebbe
molte cose.
Lo dubito. Non ricordo di aver mai frequentato
molto i Rainier. Cos' che vuole sapere?
Perch Bonaparte le parl in quel modo quella sera
alle Tuileries... o preferisce non parlarne?
No, posso anche farlo. Sono passati tanti anni ormai.
Lucien si lasci andare contro lo schienale, rigirandosi
il bicchiere fra le dita, senza guardarmi. Mio
padre era un patriota disse bruscamente. La Francia
per lui contava pi di qualsiasi altra cosa, perfino pi di
mia madre, pi di me. Da giovane, non frequentava
spesso Versailles. Era di idee liberali. Era fra quelli che
speravano che, quando fosse venuta la crisi, il re avrebbe
imparato la saggezza; che sarebbe stato possibile trovare
una via di mezzo, con maggiore libert per tutti. Sapeva
che un cambiamento era inevitabile, ma quando scoppi
la Rivoluzione, non scapp via come fecero tanti suoi
amici. Rimase tranquillamente nella sua tenuta, aspettando
che la Francia rinsavisse. Fontenay  in Bretagna,
sa, non lontano da Brest. La casa  leggermente arretrata
dalla costa, ma ci sono grandi scogliere battute dalle
onde. C' sempre il vento, il grido dei gabbiani e il
profumo fresco e pulito del mare...
Come Trevira.
S, come Trevira. Quando la incontrai quel giorno,
stavo ricordando la mia infanzia.
E poi cosa accadde?
Dopo la morte del re, mio padre divent capo di un
gruppo di realisti in Bretagna. Erano in molti l allora, a
combattere contro la nuova repubblica, a combattere
per il piccolo Delfino imprigionato nel Temple, che era
diventato Luigi XVII. Mio padre dirigeva le loro attivit
dal castello e per un po' ebbero fortuna; ma non poteva
durare. Una notte arrivarono i soldati della Guardia
Nazionale e molta altra gente: contadini, abitanti del
villaggio, uomini che volevano solo rubare e saccheggiare
e che erano pronti a uccidere pur di raggiungere il loro
scopo. Mio padre non aveva oppresso i suoi contadini.
Pur essendo un uomo severo, non era mai stato ingiusto,
ma c' sempre chi ha vecchie ruggini. Non potevamo
difenderci, erano in troppi. Buttarono gi i cancelli e
invasero i giardini. Spaccarono le finestre e entrarono nel
castello. Quando ebbero fatto man bassa, gettarono a
terra le torce accese. Ammucchiarono fascine davanti al
castello e vi diedero fuoco. Le fiamme si propagarono
alla casa. Riuscimmo a salvarci solo grazie alla lealt dei
nostri domestici. Joseph era fra loro, anche Mouton. Lui
si occupava delle stalle. Lucien alz gli occhi e sorrise.
Mouton era il soprannome che gli avevamo dato. In
realt si chiama Jean Baptiste, ma noi lo chiamavamo
Testa di montone. Non sa n leggere n scrivere ed 
un po' lento di cervello, ma  bravissimo coi cavalli.
Ricordo come pianse perch non fece in tempo a salvare
le povere bestie dall'incendio. Lui e Joseph ci portarono
via in salvo.
Quanti anni aveva allora, Lucien?
Quattordici. Fino all'anno prima ero in collegio a
Parigi, poi la scuola si era chiusa ed ero stato rimandato a
casa. Fu un viaggio terribile, specialmente per mia madre.
Molte volte sfuggimmo alla cattura per miracolo, ma
riuscimmo ad attraversare la Francia fino a Lione, e poi
scendemmo a sud. Mouton aveva dei parenti che vivevano
vicino ad Arles. Erano dei poveri contadini, ma furono
buoni con noi. Ci presero in casa e ci diedero da
mangiare. Mio padre era un uomo braccato, ma si rifiut
di lasciare la Francia, bench mia madre lo supplicasse in
ginocchio di fuggire.
Pu un uomo portarsi dietro il proprio paese sotto
le piante dei piedi? citai a bassa voce.
Chi l'ha detto?
Danton, quando lo incitavano a fuggire prima che
lo arrestassero. Me l'ha raccontato mio padre. Ci sono
molti modi di amare il proprio paese.
Pu darsi. Pur rifiutandosi di partire, mio padre
costrinse me ad andarmene. Un suo amico stava scappando
in Svizzera. Contro la mia volont, fui mandato
con lui. Fu un inferno. Per due anni vissi a Ginevra fra
emigrati che si lamentavano giorno e notte del loro
amaro destino senza muovere dito per cambiarlo, mentre
io vivevo nella perenne angoscia per i miei genitori.
Alla fine non resistetti pi. Ormai avevo sedici anni, e
scappai di collegio. In qualche modo rientrai in Francia.
Trovai i miei genitori solo con grande difficolt. Vivevano
in una minuscola casetta in uno stato di estrema
miseria. Mia madre doveva fare tutto: le pulizie, il bucato,
la cucina, come una qualsiasi contadina. Ricordo
com'ero arrabbiato perch mio padre non sembrava
accorgersi di come l'aveva ridotta. Era diventato il capo
di una banda di terroristi che combattevano una battaglia
perduta per la restaurazione di una Francia che amavano
e per dimostrare la loro lealt a un re che era morto. Si
chiamavano i Chevaliers de Foi. Il periodo peggiore del
Terrore era passato ormai. Robespierre aveva fatto la
stessa fine delle sue vittime. C'erano grandi speranze
nella restaurazione della monarchia. La flotta britannica
era a Tolone. Gli inglesi fornivano oro, armi e munizioni.
Gli inglesi?
S. Uno di loro faceva parte della banda.
Doveva esserci stato pi di un inglese che lottava a
fianco dei realisti, pensai. Non si trattava necessariamente
di mio padre, ma ciononostante il mio cuore prese a
battere pi forte.
Sa chi era?
No. Nessuno lo sapeva. Era pi sicuro cos. Si conoscevano
solo coi loro nomi di battaglia. Neppure mia
madre conosceva i membri della banda, e mio padre non
volle permettermi di unirmi a loro nonostante le mie
suppliche.  troppo pericoloso diceva. Quando la
Francia sar tornata come prima, dovr esserci ancora
un Fontenay.  per questo che io combatto. Non possiamo
farci ammazzare tutti e due.
Doveva essere molto coraggioso.
S, lo era. Sapeva che per lui era solo questione
di tempo, ma non si tir mai indietro. Fu Bonaparte
a sconfiggere le loro speranze. Quando la Repubblica
cominci a sfasciarsi, lui la salv. Scacci gli inglesi da
Tolone. Sal vittoriosamente a Parigi tirandosi tutti
dietro. Quando venne a sud, a Nizza, prima di scendere
col suo esercito in Italia, i ribelli decisero di assassinarlo.
Lo ascoltavo col fiato sospeso. Allora  a questo che
si riferiva Bonaparte quella sera. Ma il piano di suo padre
non riusc?
No. Bonaparte era pi scaltro di loro. Anche lui
aveva delle spie. Quella notte raddoppi le sentinelle.
Gli uomini di mio padre lottarono come demoni, ma fu
inutile. Tre di loro furono catturati, l'inglese e altri due.
Mio padre e il resto della banda fuggirono nel loro
nascondiglio segreto, una grotta nelle colline.
Ma se riusc a scappare, com' che lo ammazzarono?
Lucien alz la testa; gli balenarono gli occhi al lume
della candela, e capii che era arrivato al momento decisivo
del suo racconto. Era questo che l'aveva tormentato
allora e lo tormentava tuttora.
Disse lentamente: Nessuno sapeva dove fosse quella
grotta, a eccezione dei membri della banda. Tutti
quelli che erano ancora vivi si erano rifugiati l, ma
ciononostante qualcuno li trad. Due giorni dopo fu presa
d'assalto e vennero trascinati fuori, mio padre insieme
agli altri; furono brutalmente torturati e poi uccisi a colpi
di pistola.
Chi fu a tradirli?
Non lo so. Nessuno lo sa. Io ero tornato da Ginevra
appena poche settimane prima. Non avevo mai conosciuto
nessuno di loro, non li avevo mai neanche visti.
Vede, era stata proprio quella la loro forza. Il fatto che
nessuno sapesse chi erano. Di giorno si dedicavano alle
loro consuete occupazioni, coi fucili nascosti a portata di
mano, e s'incontravano solo di notte.  passato molto
tempo ormai, ma darei dieci anni di vita per sapere chi 
stato a tradirli, per essere sicuro...
Ma perch? A cosa servirebbe ormai?
Lucien batt il pugno con una violenza che non mi
sarei mai aspettata da lui.  un debito d'onore, non
capisce, un debito che ho con mio padre, trovare l'uomo
che l'ha condotto a morte...
E quando l'avr trovato?
Lo sa Iddio... distruggerlo, ucciderlo... come posso
saperlo? Ci fu silenzio per un momento, poi la tensione
lo abbandon. Si lasci andare contro lo schienale. Deve
pensare che sono pazzo, a parlare in questo modo.
Sorrise ironicamente.  strano, ma non credo di averlo
mai detto a nessuno prima d'ora, neanche a mia madre.
Sono contenta... se le serve.
Serve, se non altro per farmi capire quanto suonano
sciocche le mie parole.
Che fine fecero i tre che erano stati catturati?
Uno mor per le ferite che aveva riportato, ma gli
altri due riuscirono a scappare, l'inglese e l'altro, quello
che chiamavano Volpe. Mia madre e io fummo arrestati,
ma dopo le fucilazioni, Bonaparte decise di mostrarsi
clemente. Molti nel Midi erano in gran parte realisti, ed
egli era ansioso di conquistarne le simpatie. Mia madre
fu rilasciata quasi subito, e dopo qualche mese concessero
la libert anche a me, a patto che facessi un giuramento
di non combattere contro la repubblica. Trovai mia
madre malata e in miseria. Mouton lavorava gi per
Henri de Labran, che era il padrone di Villeroy. Andai
da lui e lo supplicai di darmi un lavoro. Avrei fatto
qualsiasi cosa pur di sfamare mia madre. Labran era
stato prudente in tutti quegli anni; teneva la bocca chiusa
e non si occupava di politica, ma era buono. Per un anno
gli tenni la contabilit. Era un vedovo con due figli,
Armand e Nicole. Un anno dopo chiese a mia madre di
sposarlo.
Che strano, Lucien era francese e io inglese, da un
momento all'altro i nostri due paesi sarebbero stati in
guerra. Avremmo dovuto essere nemici, ma io allungai
la mano al disopra del tavolo e dopo un istante sentii le
sue dita stringersi sulle mie.
Io amo la Francia, Emma mormor. Credo in
essa, ma in quali mani sta il suo avvenire? In quelle di un
uomo grasso e vecchio che si fa chiamare Luigi XVIII e
se ne sta rintanato in Inghilterra, o in quelle di Bonaparte,
un crso venuto su dal niente, che ha ucciso mio padre
e sogna di farsi incoronare imperatore?
Credo che stesse parlando quasi pi a s che a me.
Poi balz in piedi. L'ho stancata con tutti i miei discorsi,
ma  stata lei a volerli, sa. Ora deve dormire. Non abbia
paura. Uno di noi rimarr davanti alla sua porta per tutta
la notte, per garantirle sonni tranquilli.
Non ho paura.
Mi guard con un sorriso. Lei ha troppo coraggio.
Anche mio padre me lo disse una volta. Disse che
mi aveva insegnato tutte le cose sbagliate.
Se  cos, allora credo che mi piacciano le cose
sbagliate.
Lucien mi baci la mano, portandosela per un istante
alla guancia con lo stesso gesto tenero che aveva gi
avuto. Poi usc rapidamente dalla stanza.


Capitolo sesto.

Non avevo mai visto tanto sole e tanta luce. Andavano
alla testa come il vino. Eravamo saliti su per una
ripida scala a chiocciola, poco oltre la cattedrale, e a un
tratto ci eravamo trovati in un giardino incantato pieno
di fiori e canti di uccelli. La veduta era stupenda. Il
profilo massiccio di torri e palazzi sembrava scolpito in
oro, contro l'azzurro accecante del cielo. Una vetta imponente
si stagliava contro una catena indistinta di montagne
viola, nella nebbiosa lontananza. Sulle acque veloci
del Rodano si stendeva il mezzo ponte diroccato di St.
Bnzet, costruito seicento anni prima dal santo pastorello,
che aveva sognato di salvare le vite inghiottite ogni
anno dalle acque torrenziali.
Sur le pont
D'Avignon
L'on y danse, l'on y danse...
cantai ad alta voce, e accennai a qualche passo di danza. I
bambini interruppero i loro giochi per fissarmi. Mi fermai,
sentendomi ridicola, ma Lucien mi guardava sorridendo.
Dove ha imparato quella canzone?
A scuola. La cantavamo in classe. Perch ballavano
sul ponte, secondo lei?
Forse a quei tempi le strade erano talmente strette
che non si poteva ballare altrove.  l che ha imparato a
parlare cos bene il francese?
In realt no, anche se avevamo una certa Mademoiselle
Clmence, di Parigi. Lo parlavo con mio padre.
Era stata la nostra lingua segreta nelle squallide camere
d'affitto, per non farci capire dalle padrone di casa che
origliavano alla porta. Sa, lui aveva trascorso molto
tempo in Francia proseguii in fretta. Lo parlava come
uno del posto.
Quando abit in Francia, Emma?
Oh, anni fa risposi evasiva. Non sar meglio
tornare alla locanda? Mouton potrebbe essere arrivato
coi cavalli.
Certo, se lo desidera. Abbiamo camminato troppo?
 stanca?
No,  talmente bello qui. Non mi stancherei mai di
passeggiare per questa citt. Perch la pietra dei vostri
palazzi e delle vostre chiese prende quel bel colore dorato?
In Inghilterra sono sempre cos grigi e squallidi.
 il sole... e il mistral, naturalmente.
E mistral?
Il nostro vento indiavolato. Quando soffia, i cani
diventano rabbiosi, le donne impazziscono, e si risveglia
l'istinto omicida nei mariti gelosi.
Non riesco a immaginare una simile forza scatenata
in un paesaggio cos incantevole.
Ogni paradiso terrestre ha il suo serpente disse
Lucien quietamente, e con un'improvvisa fitta al cuore
ricordai l'amara storia di tradimento e di morte che mi
aveva raccontato la sera avanti.
Era pomeriggio inoltrato quando Mouton arriv con
i cavalli. Avevo tirato fuori dal baule il mio abito da
amazzone; per un attimo avevo rimpianto di non avere
con me i miei calzoni da uomo, pur sapendo che non
erano adatti a una seria governante. Quando scesi dabbasso,
i cinque cavalli ci aspettavano nel cortile della
locanda. Erano diversi da qualsiasi altro cavallo che
avessi mai visto: piccoli, bianchi e robusti, con lunghe
code setose, enormi zoccoli e liquidi occhi neri.
Mouton disse orgoglioso: Sono cavalli della Camargue,
Mademoiselle. Sono i migliori del mondo, dolci,
coraggiosi e molto intelligenti. Accarezz un muso vellutato.
Ma come tutti i provenzali, possono essere anche
feroci e orgogliosi, e una volta nella vita hanno il loro
momento di follia.
Mouton, non dire fandonie lo redargu Lucien.
No, Monsieur Lucien,  tutto vero quant' vero che
sono qui. Forse che il mio vecchio nonno non ce l'ha
avuto un cavallo cos? Fedele come un cane per quattordici
anni, e poi un giorno vide una cavalla che gli piaceva
e cosa fece? Impazz. Si butt nel fiume e per poco non
annegarono tutti e due, lui e mio nonno.
Mouton, parli troppo. Spaventerai Mademoiselle
Rainier.
No, non  vero. Mi piacciono le sue storie dissi,
cingendo con un braccio il ruvido collo bianco del mio
cavallo.
Lucien sorrise. Aspetti che le prenda la mano. Mouton,
non sei capace di contare? Perch porti cinque
cavalli quando siamo solo in quattro?
Mi stavo chiedendo quando ti saresti degnato di
accorgerti di me, Lucien.
La voce ci fece trasalire entrambi. Mi girai di scatto.
Una ragazza stava in piedi all'ombra della stalla. Era
piccola e molto sottile, l'amazzone verde faceva risaltare
la vita minuscola. Teneva il cappello in mano e portava
rialzati i lucenti capelli neri.
Nicole! Ma chi se l'immaginava! Lucien le corse
incontro, le prese la mano e si chin a baciarla sulla
guancia. Come mai ci sei venuta incontro?
Avevo bisogno di fare un po' di moto rispose in
tono leggero. Per di pi, ero impaziente di conoscere la
nuova governante di Louis. Non ci presenti?
Capii che Lucien doveva aver mandato un biglietto a
sua madre tramite Mouton, avvertendola del mio arrivo.
Nicole venne verso di me, attraversando con grazia il
rozzo acciottolato. Lo sguardo composto dei suoi occhi
grigi mi rese di colpo conscia di avere i capelli in disordine
e l'abito spiegazzato.
Nicole disse:  pi giovane di quanto mi aspettassi,
Mademoiselle Rainier. Spero che non trover Louis
troppo indisciplinato. Temo che fra Lucien e sua madre,
lo abbiano viziato in maniera vergognosa.
Sciocchezze, Nicole, a sentirti parlare, si direbbe
che Louis  un mostro.
Infatti pu esserlo, almeno con me ribatt Nicole
in tono mellifluo. Ma in effetti non mi pu soffrire.
Come si chiama di nome, Mademoiselle Rainier?
Emma.
Em-ma? Che nome strano. Sono sicura di aver
sentito la mia matrigna parlare di una Louise Rainier.
Forse lei ha una sorella.
Non valevamo granch come cospiratori, Lucien e
io. Gli gettai un'occhiata implorante ed egli mi venne
immediatamente in aiuto.
Non credo che tu abbia mai conosciuto i Rainier,
Nicole disse seccamente. Emma Louise porta il nome
della sua madrina che era inglese. E ora su, dobbiamo
andare se vogliamo arrivare a Villeroy per l'ora di cena.
Le porse una mano per aiutarla a montare, poi venne
da me. Ebbi l'impressione che fosse irritato, ma non
capivo da cosa, e me ne scordai non appena fui in sella e
uscii dietro a loro dal cortile della locanda.
Giungemmo a Villeroy proprio mentre il sole calava
all'orizzonte. Avevamo cavalcato a lungo attraverso boschi
d'ulivi. Era la prima volta che vedevo quegli alberi
bassi e contorti dalle foglie argentate, fra i quali spuntava
qua e l un cipresso, cupo e solenne nella luce dorata del
cielo. Attraversammo un grande arco che si apriva in un
alto muro di pietra. Poi ci trovammo in un cortile con
stalle e fienili, davanti a noi c'era Villeroy stesso, in parte
fattoria, in parte castello, il corpo centrale costruito in
massiccia pietra grigia, con una torre fiabesca a ognuna
delle due estremit. Mentre smontavamo, un bambino
sbuc da una delle stalle e and a buttarsi festosamente
fra le braccia di Lucien.
Credevo che non saresti mai tornato. Perch sei
rimasto tanto a Parigi? Mi hai portato un regalo come mi
avevi promesso? Posso portarlo io Beauregard nella stalla?
Cosa stavi combinando? Sembri uno spazzacamino
lo interruppe Nicole bruscamente. E non  educato
chiedere i regali. Cosa direbbe maman se ti sentisse?
Stavo parlando con Lucien, non con te. C'era
qualcosa di accattivante nella figuretta che se ne stava a
gambe larghe, con la camicia a gale strappata e una
guancia sporca di terra. Allora non mi hai portato
niente? Ma mi avevi promesso...
Una cosa per volta disse Lucien bonariamente.
Forse c' qualcosa in una delle mie borse, ma prima
devi salutare Mademoiselle Rainier. Lei sar la tua governante.
Oh! Louis si volt a fissarmi. Era un bambino alto
e magro, dai capelli castani scaruffati e grandi occhi color
nocciola. Non ho mai avuto una governante prima
d'ora. Me le ha sempre fatte maman le lezioni. Mi fece
un piccolo inchino rigido.  molto severa, lei?
No, se fai il bravo.
Ma io non lo sono dichiar Louis, candido. Nessuno
mi vuole molto bene, tranne Mouton. Alz gli
occhi sull'omone con un sorriso fiducioso. A volte lui mi
porta con s nella Camargue. Le piacciono i cavalli,
Mademoiselle Rainier?
S, Louis, mi piacciono... moltissimo.
E i tori?
Purtroppo non m'intendo di tori.
Io s. Quando sar grande combatter contro i tori.
La porter a vederli. Posso portarla, vero, Lucien?
Pu darsi. Staremo a vedere. E cos dicendo sollev
il bimbo in groppa al cavallo. Su, ora va' con Mouton
nelle stalle e poi vieni a casa. Dovresti essere gi a letto
da un pezzo.
Mi verr a dare la buonanotte prima che io dorma,
Mademoiselle?
S, certo che verr.
Il ragazzino mi salut con un cenno della mano mentre
il pony trottava via.
Congratulazioni. A quanto pare ha fatto una conquista
comment Nicole freddamente, prima di salire i
gradini e varcare la porta aperta. Dico a Martine che
siete qui, Lucien.
Dopo tutta quella luce, la stanza in cui egli mi accompagn
mi parve fresca e ombrosa. Passato il primo
momento, vidi che era molto grande, con pareti bianche
e bei mobili antichi, scuri.
Lucien mi lasci sola per un momento, poi torn con
sua madre. Martine de Labran, che era stata la Marchesa
di Fontenay, era ancora bellissima nonostante tutte le
traversie che aveva passato. I capelli color miele erano
raccolti in cima alla testa e fissati con un pettine. Sopra al
semplice abito da casa di cotone a fiori, portava un ampio
grembiule di lino grigio; aveva le braccia nude fino al
gomito come una contadina, ma si muoveva con la grazia
e la dignit di una regina.
Benvenuta a Villeroy, mia cara Emma disse.
Sono cos felice che sia potuta venire da noi. Mi
venne incontro e mi abbracci. La sua persona
emanava un tenue profumo di muschio. Dev'essere
esausta, mia cara. L'accompagno in camera sua.
Cos potr rinfrescarsi e riposare prima di cena.
Lucien di' a Mouton di portare su i bagagli di
Emma.
S, certo, mamma.
Lucien usc e io seguii la donna su per le scale. La
stanza in cui mi port aveva le persiane chiuse, ma essa
and alla finestra e le spalanc, lasciando entrare la luce
della sera.
Di giorno le teniamo chiuse per via del sole mi
spieg poi. Certo, ancora non  niente in confronto al
caldo dei mesi estivi. Allora apprezzer il fresco. Si
guard attorno. Se le occorre qualcos'altro, non faccia
complimenti. Voglio che sia felice con noi. Ceniamo non
appena mio marito rientra dalle vigne. Mander Lucien
a chiamarla.
Grazie, Madame.
E ora se vuole scusarmi, ho ancora parecchie cose
da fare.
Mentre andava verso la porta, mi ricordai del bambino.
Dov' la camera di Louis? Mi ha chiesto di dargli la
buonanotte.
Davvero? Non  da lui. Deve essergli piaciuta molto.
Di solito  timido con gli estranei. Fece una breve
pausa. Era l'unica persona a sapere che ero l sotto
mentite spoglie, e per un attimo pensai che vi avrebbe
accennato, ma essa disse soltanto: Dorme dall'altra
parte della casa. Vada fino in fondo al corridoio. 
l'ultima porta.
La mia stanza non era grande, ma le pareti bianche la
facevano apparire spaziosa. C'erano dei tappeti dai colori
vivaci sul pavimento a piastrelle; sopra al letto, con la
coperta di lino ricamata, era appeso un crocifisso. La
finestra dava su un giardino cinto da mura. Il prato color
smeraldo era disseminato di margherite e di petali dorati,
caduti da un lamborno in fiore. Al centro, uno zampillo
d'acqua sgorgava da una piccola fontana e ricadeva in
una vasca di pietra, creando un piacevole senso di frescura.
Dopo essermi lavata e cambiata d'abito, andai in
cerca della camera di Louis. Come la mia, era bianca e
semplice, coi libri e i giocattoli accuratamente riposti,
forse da sua madre o da una delle cameriere. Una voce
assonnata disse: Credevo che se ne fosse dimenticata.
Guardai sorridendo il visetto abbronzato e i capelli
scomposti, e per la prima volta rimpiansi di non avere un
fratello. Mi chinai a baciarlo sulla guancia. Un grasso
cagnolino bianco sbuc da sotto le lenzuola e mi premette
il naso freddo contro la mano.
Maman ti permette di tenerlo nel letto?
Non lo sa. Peppi si nasconde sotto il letto finch non
se n' andata. Ha visto cosa m'ha portato Lucien?
Guardai nella direzione che mi indicava. Sul tavolo
c'era una statuetta di legno raffigurante un toro nero, a
testa bassa come se stesse per caricare. Lo scultore era
riuscito a cogliere la ferocia e la potenza. A me sembrava
di una bruttezza estrema, ma Louis lo contemplava estatico.
Somiglia a Bernardo.  il pi famoso di tutti i tori
del mio patrigno. Nessuno finora  mai riuscito a togliergli
la coccarda.
Coccarda? Di cosa stai parlando, Louis?
Vedr. Manca poco ormai, e maman ha promesso
di portarmici quest'anno. Sentii la sua piccola mano
tirarmi per la manica. Mademoiselle Rainier, le piace
Lucien?
S, Louis... molto.
Anche a me; pi di chiunque altro, tranne maman.
Ora devo andare. Buonanotte.
Si rannicchi nel letto, gli occhi ancora fissi sul suo
toro. Buonanotte, Mademoiselle.
Incontrai Henri de Labran a cena. Era un omone,
non alto, Lucien lo superava di una buona spanna, ma
largo di spalle e massiccio. Il suo viso mi ricord i busti
degli imperatori romani che avevo visto una volta al
British Museum con mio padre: Nerone forse, o Tito,
con quel suo naso diritto, le labbra carnose e ben disegnate
e il mento deciso. I folti capelli grigi gli si arricciavano
sulla fronte taurina, ancora umidi come se, prima di
rientrare, avesse cacciato la testa sotto la pompa. L'attillata
giacca blu e la camicia col jabot sembravano contenere
a malapena il possente torace, di uomo abituato a
trascorrere la maggior parte della giornata all'aperto.
Era strano, ma nel prendere il mio posto a tavola
quella sera e nel dividere con loro l'anatra arrosto, preparata
secondo una ricetta provenzale con erbe e olive
verdi, mi sembr di essere veramente la Louise Rainier
che fingevo di essere. Mi avevano accettata con tanta
semplicit. Guardai dall'uno all'altro. Henri de Labran
stava parlando di lavori agricoli con Lucien, mentre sua
moglie sovrintendeva discretamente al buon andamento
della cena. Armand era rientrato con suo padre. Era un
giovanotto robusto, dalla carnagione scura, gli occhi ridenti
e i capelli, come quelli della sorella, neri come
l'inchiostro. Era chiaramente invidioso del viaggio di
Lucien a Parigi, e si protendeva attraverso il tavolo per
meglio interrogarmi a proposito: domande, per fortuna,
a cui ero in grado di rispondere senza difficolt. Solo
Nicole taceva, mangiando in silenzio e guardando ogni
tanto da me a suo fratello.
Ci fu un solo momento imbarazzante. Henri de Labran
alz gli occhi dal frutto che stava sbucciando con le
dita rozze. Hai ricevuto una visita del capo della polizia
oggi pomeriggio, mia cara? domand a sua moglie.
La polizia? No, perch? Avremmo dovuto?
Provai una fitta di paura, ma egli rispose con la
massima calma. Sembra che la diligenza proveniente da
Lione sia stata assalita stanotte. Il postiglione  stato
ritrovato con la gola tagliata, ed  stata rubata una grossa
somma di danaro destinato alla guarnigione di Marsiglia.
Dei banditi neanche l'ombra, e quando ho incontrato il
giovane Georges Montaud che tornava a Tarascona oggi
pomeriggio, mi ha detto che la polizia intendeva svolgere
un'indagine di casa in casa.
Ma perch? Cosa dovremmo saperne noi, di questi
banditi?
Non noi in particolare, Martine, ma tutta la zona.
Vidi i suoi occhi incontrare quelli di lei attraverso il
tavolo, poi egli riprese a parlare lentamente, come se
stesse saggiando il terreno. C' una possibilit che non
fossero affatto dei ladri. Si avanza l'ipotesi che i Chevaliers
de Foi si siano dati di nuovo alla macchia.
Ma  impossibile, Henri.  una faccenda morta e
seppellita, finita da molti anni. La sua voce era sotto
controllo, ma la mano che si protese per prendere il
bicchiere di vino tremava.
 quello che ho detto a Georges, ma ci sono stati
altri incidenti, troppi in questi ultimi mesi, e lui sostiene
che il suo capo ha certe informazioni.
Quali informazioni?
Questo, mia cara, non me l'ha voluto dire. Forse
tirano semplicemente a indovinare. Raddoppier la sorveglianza
attorno ai vigneti. Non voglio guai, fra la mia
gente.
Gli occhi di Nicole erano fissi su Lucien. Essa gli
domand: Non hai visto nessuno? Dopo tutto, dovevate
essere per la strada suppergi alla stessa ora.
No, niente rispose lui seccamente.
Mi sembra strano prosegu la ragazza col tono
mellifluo che avevo gi imparato a temere. Mouton ha
detto che il vostro cocchiere si vantava di essere stato
molto coraggioso quando la carrozza era stata assalita da
uomini armati, che per miracolo non gli avevano sparato
addosso.
Mouton parla troppo. Il cocchiere  un idiota. Siamo
stati fermati da una comitiva che aveva perso la
strada nella nebbia, ecco tutto; uno di loro si  spaventato
e ha sparato un colpo in aria. Questi giovanotti, a forza
di sentir parlare di ladri e banditi, hanno paura della loro
ombra.
Evidentemente anche Mademoiselle Rainier si 
spaventata insist Nicole, guardandomi con un sorriso
dal momento che tu e Joseph avete dovuto montare la
guardia a turno davanti alla sua porta per tutta la notte.
Mia cara ragazza intervenne Martine quelle locande
sono sempre piene di individui sgradevolissimi.
Non ci voleva un incontro coi banditi per innervosire
Emma Louise.
Una volta avevo chiesto scherzosamente a Lucien se
Nicole era innamorata di lui. Ora mi domandai se non
avessi avuto ragione; e se lei, nella sua gelosia, non
avesse intuito che fra noi c'era qualcosa di pi che non il
casuale rapporto che pu esserci tra un giovane e la
governante del fratello minore. Se cos era, avevo la
sgradevole sensazione che non si sarebbe data pace finch
non avesse scoperto esattamente di cosa si trattava.
Mi scusai e andai a letto presto, sfinita dalle fatiche
degli ultimi giorni. Ma una volta spogliata e indossata la
vestaglia, andai a sedermi per un po' accanto alla finestra
aperta. Un profumo di fiori saliva dal giardino e, nella
quiete della sera, sentivo il frinire delle cicale.
Lucien mi aveva detto che l'indomani sarebbe andato
a Marsiglia. Entro pochi giorni, forse, avrei saputo il
mio destino. Presto sarei partita da questa casa. Era
quello che avevo desiderato con tutta me stessa, ma ora il
pensiero mi dava una strana fitta al cuore. Per la prima
volta nella mia vita, i miei pensieri non volarono subito a
mio padre. Qualcuno si era intromesso fra lui e me: un
giovane a me estraneo, con ogni probabilit gi legato a
un'altra donna.
Ero talmente immersa nei miei pensieri che sentii il
mormorio di voci sotto di me senza afferrare il senso
delle parole. Poi una frase mi colp e, involontariamente,
rimasi in ascolto.
Lucien,  Pierre l'uomo che hai incontrato ieri notte?
S. Te l'ho detto, mamma;  tornato con me dall'Inghilterra,
prima che io andassi a Parigi.
Mi affacciai cautamente alla finestra. Lucien e sua
madre passeggiavano lentamente su e gi per il prato.
Solo qualche parola sparsa mi giungeva all'orecchio.
La donna continu: Hai sentito quello che Henri ci
ha detto stasera?  tutto ricominciato? Il pericolo, le
rapine, le uccisioni?.
Non sappiamo se  stato Pierre...
Non ce la faccio a ripassarci, non posso, Lucien...
Non aver paura. L'ho avvertito. Gli ho detto di
stare lontano da qui.
Credi che ti dar retta? Ha sempre fatto tutto quello
che voleva... e Henri  stato buono con noi. Non posso...
non voglio metterlo nei guai.
Avrei dovuto chiudere la finestra. La mia mano era
gi sulla maniglia, quando le parole portate dalla brezza
mi paralizzarono.
Quella ragazza inglese... non avresti dovuto portarla
qui. Se dovessero scoprirla, potrebbe essere un guaio
per tutti noi...
Era talmente angosciata...  stata l'unica soluzione
che sono riuscito a trovare...
Povera piccola. Anch'io mi sarei sentita in dovere di
aiutarla, ma non mi fido di Pierre. Se lo venisse a sapere,
potrebbe usarla... cos come ha usato altri...
Frattanto i due si erano allontanati, e si rifece silenzio.
I loro discorsi potevano significare una sola cosa. La
causa per cui il padre di Lucien era morto, era ancora una
forza viva. Era la causa di mio padre, la causa dell'Inghilterra,
cionondimeno ebbi compassione di Martine de
Labran che aveva gi sofferto tanto... e Lucien stesso...
cosa avrebbe fatto? Diviso fra sua madre che desiderava
solo vivere in pace, e il proprio appassionato desiderio di
vendicare il padre assassinato?


Capitolo settimo.

Nessuno avrebbe potuto essere pi impreparato di me
a fare la governante, eppure in qualche modo dovevo
fare una buona impressione. Era molto importante,
per Lucien, che io riuscissi a farmi passare per Emma
Louise Rainier, la figlia della vecchia compagna di scuola
di Madame de Labran. Sarei fallita miseramente nel mio
compito se non fosse stato per Louis stesso. Certo, era
viziato; era pi che naturale, essendo l'unico bambino in
una casa di adulti.
Dal momento che quella prima mattina non avevo la
pi lontana idea di come si facesse una lezione, pensai
che la cosa migliore fosse di dedicarmi alla materia che
conoscevo meglio. Gli avrei insegnato l'inglese; cominciai
col leggergli la vecchia favola della rana che voleva
diventare grossa come un toro, ma che a forza di gonfiarsi,
fin per scoppiare. Louis scoppi in una fragorosa
risata, e dopo avermi raccontato delle gigantesche rane
che vivono nella Camargue e aver fatto del suo meglio
per imitare Madame la Grenouille, gonfiando le guance e
cacciando il petto in fuori, traducemmo coscienziosamente
la favola in inglese.
Quando a met mattina Martine entr con un bicchiere
di latte per Louis e una tazza di ottimo caff per
me, il bambino salt su, eccitato e orgoglioso dei versi
che aveva imparato.
Maman, so parlare in inglese... ascolta! Una signora
rana vide un giorno un toro che aveva una bellissima...
taille... cosa vuol dire taille?
Figura suggerii.
Una bellissima figura, e ne fu talmente invidiosa...
che fece cos... e gonfi le guance e cos... e fin per
scoppiare...
Martine rise, scompigliandogli amorevolmente i riccioli
castani. Magnifico, Louis. Vedo gi che voi due ve
l'intenderete alla perfezione. Ma ora corri a prepararti.
Joseph sta aspettando per accompagnarti in paese per la
tua lezione di latino.
Devo proprio, maman? Preferirei molto rimanere
con Mademoiselle Emma.
Non lo metto in dubbio, ma il curato ti aspetta e sai
bene come si arrabbia se fai tardi. Vedendo il bambino
imbronciarsi, ripet con fermezza: Su, vai.  maleducato
far aspettare le persone. Uscito Louis, essa si rivolse
a me. Quando sar un po' pi grande, andr a scuola,
naturalmente, ma prima deve avere una buona preparazione
e il curato, poveruomo,  ben felice di guadagnare
qualcosa. Gli ultimi anni sono stati duri anche per lui,
come per tutti noi. L'unica cosa buona che Bonaparte
abbia fatto,  stata di restituirci la nostra religione dopo
dieci anni d'inferno.
Come sarebbe a dire?
Stando in Inghilterra, mia cara, lei non poteva immaginare
quale fosse la situazione qui, specialmente per i
contadini la cui vita ruotava attorno alla chiesa. Etienne
Michel  una brava persona, ma con lo scoppio della
Rivoluzione fu cacciato dalla parrocchia. Visse nascosto
per anni, in costante pericolo di vita, celebrando messa
clandestinamente quando poteva e portando i sacramenti
ai moribondi.
Lucien mi ha parlato di quegli anni dissi, comprensiva.
Non so come lei abbia fatto a sopravvivere.
Si strinse nelle spalle.  sorprendente. Non si sa
quanto siamo in grado di sopportare, finch non veniamo
messi alla prova. Sa, Emma, le monache del convento
dove fui allevata m'insegnarono a cucire e a ricamare a
regola d'arte. Ricordo ancora la noia di quelle ore passate
con l'ago in mano, ma quando mio marito ed io
dovemmo fuggire da Fontenay, ringraziai il cielo di aver
imparato quest'arte. Ci salv dalla fame. Fui felice di
poter guadagnare qualche soldo con quel lavoro.
Per un momento tacque, e io intuii le umiliazioni che
doveva aver sofferto per mano di coloro che la Rivoluzione
aveva messo in posizioni di potere; e ammirai il
coraggio che l'aveva fatta restare a fianco del marito che
amava, invece di scappare e mettersi in salvo in Inghilterra
come tanti avevano fatto.
Martine si riscosse e sorrise. Devo tornare in cucina.
Stanno preparando il coulis.
Il coulis?
Qualche anno fa sarei stata altrettanto ignorante di
lei.  una famosissima salsa provenzale.
Nella grande cucina di pietra, Jeanne, la cuoca, stava
affettando pomodori e pestandoli con le erbe: riconobbi
il finocchio, il coriandolo e il dragoncello, assieme ad
altre che non conoscevo. Anche Nicole era l; avvolta in
un grosso grembiule, sovrintendeva gelosamente al lavoro
delle donne.
Martine sorrise. Non mi permettono di aiutare.
Lei non ci  nata, Madame disse la cuoca. Una
mano estranea rovinerebbe il sapore.
Mia madre faceva il migliore coulis di tutta la Provenza
dichiar Nicole. Tutti venivano a chiederle la
sua ricetta, ma lei non la dava a nessuno. Temo che
queste cose non s'imparino a Versailles, Madame la
Marquise.
Per la prima volta vidi un lampo d'ira negli occhi
verdi di Martine, e intuii che sotto il suo aspetto tranquillo,
covavano una passione e un orgoglio che lei teneva
nascosti, ma essa si limit a dire quietamente: Credevo
che fossimo d'accordo, Nicole, che il passato  passato.
Mi rendo perfettamente conto che non potr mai prendere
il posto di tua madre, n desidero farlo, ma ciononostante
ora sono la moglie di tuo padre, e la Marquise
de Fontenay non esiste pi.
Nicole avvamp al rimprovero. Disse svelta: Ti
offendi cos facilmente. Stavo scherzando.
Vidi le domestiche scambiarsi dei sorrisi furtivi e
capii che l'episodio, per quanto banale, era solo uno dei
tanti, provocato da una gelosia non ancora risolta.
Trascorsero parecchi giorni senza che Lucien tornasse,
e stranamente non mi dispiacque. Non avevo mai
fatto parte di una famiglia numerosa prima d'allora.
Eravamo sempre stati soltanto mio padre e io; e mi
sembrava che in quella casa ci fosse un'atmosfera felice,
un senso di serenit, che nasceva dal profondo affetto fra
Henri de Labran e la sua seconda moglie.
Un giorno, verso la fine di quella prima settimana,
furono sellati i pony bianchi e Louis ed io partimmo per
una passeggiata a cavallo.
Non allontanatevi troppo. Restate entro i confini
dei nostri campi ci raccomand Martine.
Non fare la chioccia, mia cara. Il bambino deve pur
crescere la rimprover il marito con indulgenza, cingendole
le spalle col braccio.
Dapprima attraversammo gli uliveti. Erano cos diversi
dai nostri alberi inglesi, cos grigi e contorti. Mi
davano un senso di grande antichit. Ricordavo che mio
padre aveva detto una volta che l'ulivo apparteneva a
Pallade Atena, la saggia dea dell'Iliade di Omero, e
infatti in questa terra si erano stabiliti i greci, e poi i
romani.
Proseguimmo attraverso campi d'erba alta. C'erano
fiori dappertutto, gialli e scarlatti. Pi oltre c'erano campi
di lavanda, di un color blu scuro, che cominciava a
fiorire; nell'aria aleggiava il suo profumo. All'orizzonte
s'intravvedeva l'ombra delle montagne.
Non dobbiamo andare troppo lontano, Louis dissi,
ma il bambino piant i talloni nei fianchi del pony
bianco e part al trotto.
Voglio farle vedere dove vivono le lucertole, Mademoiselle
grid voltandosi indietro. Ce ne sono a
centinaia. Le piacerebbe vederle, vero?
Non ero proprio entusiasta della prospettiva, ma
spronai Beauregard accodandomi alla figuretta davanti a
me. Ciuffi di timo e ginestre gialle crescevano lungo il
sentiero, ma ben presto la ricca terra rossa cedette il
posto a una grigia terra calcarea. Di colpo, il paesaggio
cambi. Non eravamo pi nei campi soleggiati, ma in
una valle selvaggia e abbandonata. La strada era disseminata
di grosse pietre, alcune simili a teschi sbiancati dal
sole, altre a mostruosi rettili. Un villaggio fantasma si
stendeva sugli erti pendii sassosi e, sopra, in cima al
monte si vedevano le rovine di un castello, con le sue
mura e le sue torri diroccate che sembravano talmente
parte del paesaggio, da non poter quasi distinguere cosa
fosse opera della natura e cosa fosse stato costruito
dall'uomo.
Seguimmo un ripido viottolo che risaliva sopra alle
case. Un tempo, su quelle terrazze, era stato coltivato un
giardino. Ne rimanevano ancora le tracce: una serenella
in fiore, che spandeva il suo profumo nell'aria calda;
rampe di scale che salivano e scomparivano nel nulla.
Grandi grotte si spalancavano ai nostri piedi. Un piccolo
padiglione diroccato sorgeva su uno spiazzo ombreggiato
da corbezzoli in fiore. Qui Louis smont dal suo pony
e, dopo che ebbi legato i due animali, mi afferr la mano
e mi trascin su per il viottolo fino a un lastrone di pietra
calcarea, abbagliante sotto il sole.
Deve rimanere immobile si raccomand altrimenti
le spaventa.
Aveva ragione. Dopo un momento, riparandomi gli
occhi dal sole abbagliante, le vidi: immobili, simili a
draghi in miniatura coi loro corpi corazzati, gli occhi fissi
sotto le palpebre rugose, le lunghe lingue che guizzavano
fulminee per afferrare la preda. Cominciai a capire l'ira
di Nicole quando si era trovata uno di quei piccoli mostri
nel letto.
Louis, come si chiama questo posto?
Il posto delle pietre. Jeanne,  la nostra cuoca, dice
che solo i diavoli vivono qui, e che se non faccio attenzione,
mi porteranno via disse allegramente ma a me
piace. E un bel posto. Indic verso l'alto un picco
roccioso che splendeva sotto il sole. Ci sono delle grotte
lass, tantissime. Io non ci sono mai salito perch 
troppo ripido, ma  l che mio padre stava nascosto prima
che lo catturassero.
Come fai a saperlo?
Me l'ha raccontato Mouton. Io allora non c'ero
prosegu. Sa, il mio vero pap fu ucciso prima che io
nascessi.
Cos Martine era incinta quando le avevano assassinato
il marito. Come pu essere crudele la vita! Non
c'era da meravigliarsi se adorava questo bambino, l'ultimo
pegno d'amore del padre che egli non avrebbe mai
conosciuto.
Poi Louis disse: Lei resti qui, Mademoiselle. Io
salgo pi in alto. Mouton dice che ci sono dei serpenti
lass, ma non sono mai riuscito a vederli.
No, Louis, non devi.  pericoloso. Torna subito
indietro.
Ma il bambino si era gi allontanato di corsa su per il
ripido sentiero; col cuore in gola, lo guardai balzare di
roccia in roccia, agile come un camoscio. Cominciai ad
inerpicarmi a mia volta. Lo vidi arrampicarsi su una
sporgenza rocciosa, e l mettersi a saltare su e gi, agitando
gioiosamente la mano e gridando: Guardi dove
sono! Guardi dove sono!. Poi si volt e riprese a salire
pi in alto. Lo sentii gridare trionfante: Eccoli. Li vedo!.
Poi scomparve.
Gli andai dietro febbrilmente, chiamandolo mentre
correvo. Procedevo a fatica fra i cespugli di saggina e
ginestra, graffiandomi coi pruni e inciampando sulle
pietre aguzze. Il sentiero si assottigli girando intorno
a una roccia sporgente, e non osai guardare in basso
mentre la superavo. Poi fui al sicuro. Trassi un profondo
respiro e nello stesso istante un uomo balz gi dal
sentiero sovrastante, un uomo alto e bruno vestito da
cacciatore, con Louis che gli si dibatteva furibondo fra
le braccia.
Dovrebbe stare pi attenta al suo pupillo, Mademoiselle.
Ancora un istante e avrebbe cacciato la mano
in un nido di vipere. Sei troppo avventuroso, mon brave.
Torna dalla tua governante. Pos Louis a terra, spingendolo
verso di me con un piccolo sculaccione. Incontrai
i suoi occhi: lo vidi cambiare espressione, e appoggiarsi
alla parete rocciosa, fissandomi. Nom de Dieu,
ma  proprio destino che io debba sempre venirle in
aiuto!
Rimasi immobile, talmente atterrita che per un attimo
non potei n muovermi n parlare. Louis era corso
da me e mi aveva preso la mano. Guard da me allo
sconosciuto.
Chi ? chiese risentito.
Ringrazia, Louis dissi con voce soffocata. Se non
fosse stato per questo signore, avresti potuto farti molto
male.
Macch esclam il ragazzino indignato. M'intendo
di serpenti, io.
Meglio cos ribatt l'uomo. Mi fa piacere che tu
abbia ricevuto un'educazione cos completa. Ora ascolta.
Se vai fino a quella sporgenza, ti sdrai per terra e guardi
in gi, vedrai ogni sorta di creature sgradevoli, ma non
toccarle. Intesi? -
No, Louis interruppi svelta. Non devi farlo. E
comunque  ora di tornare a casa.
Ma il bambino si era gi buttato bocconi sulla roccia,
e l'uomo che io conoscevo col nome di Pierre si volt
verso di me. Non corre nessun pericolo disse in inglese,
e io le voglio parlare. Non faccia quel viso spaventato,
Mademoiselle Tremayne. Non correr a denunciarla
alla polizia.
Come fa a sapere il mio nome?
Si dice il peccato ma non il-peccatore. Sogghign,
guardandomi. Non mi aspettavo d'incontrarla,
La credevo tornata sana e salva in Inghilterra a quest'ora.
Chi  lei? Cosa vuole da me?
Niente. Sono soltanto curioso, ecco tutto. Il signor
James Tremayne sa dov' nascosta sua figlia?
Non riuscivo a capire come facesse a essere tanto
informato sul mio conto. Cosa c'entra lei con mio padre?
L'ho conosciuto... per motivi di affari, vogliamo
dire?
Quali affari?
Oh, andiamo... non mi sembra il caso di rispondere,
le pare? Devo ammettere che non mi aspettavo che fosse
lei, la piccola governante di Lucien. Non lo credevo tanto
cavalleresco. Come ha fatto a persuaderlo a salvarla
dalle grinfie di Bonaparte?
Cosa sa lei, di Lucien e di me?
Molto, molto pi di quanto non possa immaginare.
C'est drle, n'est-ce pas? Che noi tre ci si debba incontrare
in quest'angolo della Provenza. Come si trova a Villeroy?
E cosa gliene pare di Nicole, eh?
A lei cosa gliene importa? ribattei spazientita.
Perch le dovrei rispondere?
Per nessuna ragione particolare, solo perch m'interessa.
Quando verr annunciato il fidanzamento?
Il fidanzamento?
Lucien e Nicole, naturalmente. Non mi dica che
non lo sapeva.
Sono qui solo da pochi giorni.
Sarebbe uno sciocco a lasciarsi sfuggire un'occasione
simile. Henri de Labran  un uomo ricco e i suoi beni
andranno tutti a Armand e a Nicole un giorno, mentre
Lucien  povero in canna.
Non credo che lei capisca niente di Lucien.
Mia cara signorina, e lei lo capisce? Sorrise provocante.
Ma perch diavolo  finita quass, in questo covo
di banditi?
 stato Louis a voler venire. Stavamo facendo una
passeggiata a cavallo risposi controvoglia. Ma perch
lo chiama un covo di banditi?
Perch no? Si strinse nelle spalle. Nel medioevo il
castello apparteneva a una delle pi crudeli, violente e
sanguinarie famiglie della zona, e questo non  poco, mi
creda.
E lei ci sta di casa in questo covo di banditi?
ribattei aggressiva. Cosa ne ha fatto del denaro che ha
rubato sulla diligenza di Lione?
Era un salto nel buio, ma vidi un lampo passargli
negli occhi prima che egli rispondesse quietamente:
Non mi far cadere cos facilmente in trappola, ma il
danaro  andato a una buona causa, questo glielo posso
assicurare ; la sua causa, signorina Emma, la causa di suo
padre.
Era necessario assassinare un uomo per prenderlo?
Non si tratta di un gioco. Lei dovrebbe ringraziare
chi ha rischiato la vita per impedire che quella somma
arrivasse a destinazione. Quell'oro era destinato a costruire
una flotta di navi, una flotta che si sta gi radunando
per l'invasione dell'Inghilterra. Mi creda, il generale
Bonaparte non perde tempo. Si raddrizz e si
guard attorno. Ora sar meglio che ci salutiamo, ma
non s'illuda di poter correre a denunciarmi al capo della
polizia. Sorrise, beffandomi apertamente. Sappiamo
un po' troppo l'uno dell'altra, non  vero? Io non ho visto
lei, e lei non ha visto me. D'accordo? Annuii, ed egli
fece alzare in piedi Louis. Su, ragazzo, la lezione di
storia naturale  finita per oggi. Con gesto cavalleresco
mi prese la mano e se la port alle labbra. Sarebbe felice
di non rivedermi mai pi, lo so bene, ma temo fortemente
che ci incontreremo, pi d'una volta. Au revoir, Mademoiselle.
Agit la mano e si allontan velocemente,
scomparendo dalla vista.
Louis lo guard allontanarsi. Parlava in inglese?
S.
Perch? Cosa voleva?
Lascia perdere, Louis. Dobbiamo tornare a casa.
Ripercorremmo in gi il ripido sentiero e slegammo i
cavalli. Sulla via del ritorno, Louis non smise un solo
istante di chiacchierare sugli avvenimenti del pomeriggio
con la tipica incongruenza dei bambini. Io lo ascoltavo a
malapena. Che Pierre non fosse un ladro qualsiasi, saltava
subito all'occhio; n aveva il modo di fare, la voce e
l'aspetto di un contadino. Per di pi era chiaro che
conosceva intimamente la famiglia De Villeroy. Tutto mi
portava a pensare che fosse stato uno di quei realisti
ribelli, dispersi e braccati dopo la morte del marchese di
Fontenay; e adesso era tornato dal suo rifugio in Inghilterra
per combattere contro Bonaparte, come un tempo
aveva combattuto contro i rivoluzionari. E mio padre?
Anche lui doveva essere collegato con loro. Ormai ero
sicura che quel giorno a Trevira aveva incontrato Pierre
di nascosto, forse per dargli istruzioni; anche a Parigi...
Parigi! Sentii un colpo al cuore. Cos'aveva detto, mio
padre, quella notte in cui era stato cos brutalmente
aggredito...? I moventi degli uomini possono essere
misti: patriottismo, lealt, gelosia... Non avrei dovuto
aver niente da temere da Pierre, la sua causa era la mia
causa, eppure c'era qualcosa nel modo in cui aveva
parlato, qualcosa di enigmatico nella sua maniera beffarda
che mi disturbava. Poteva essere stato lui ad aggredire
mio padre?... o poteva essere stato Lucien? Lucien,
che avevo incontrato cos inaspettatamente nei giardini
del Palais Royal? Il pensiero era talmente orribile, talmente
assurdo, che diedi involontariamente uno strattone
alle redini e Beauregard incespic.
Non era stato Lucien, questo non l'avrei mai creduto.
Poteva essere stato Pierre? Ma perch? Perch
avrebbe dovuto fare una cosa cos terribile... a meno
che mio padre non fosse l'inglese di cui Lucien aveva
parlato, l'inglese che deteneva il comando insieme al
marchese, il comando che Pierre invidiava e voleva per
s? Sono pazza, mi dissi, sto prendendo lucciole per
lanterne. Erano passati pi di sette anni. Simili odii non
durano... a meno che tutto questo non volesse dire che
mio padre stava tornando, che si stava progettando
qualcosa di nuovo, qualcosa che solo lui, con l'appoggio
dell'Inghilterra, poteva attuare. Oh, se solo avessi potuto
parlare con Lucien. C'erano tante cose che non
sapevo.
Quando varcammo il portale, vedemmo due cavalli
sconosciuti legati nel cortile. Lo stalliere che venne a
prendere i nostri pony accenn con la testa in direzione
della casa.
Madame ha ospiti.
Louis scivol gi dalla sella e corse su per le scale. Lo
seguii pi lentamente. Il bambino spalanc la porta del
salotto e si ferm di colpo. Martine, pallidissima, era
seduta sul seggiolone di legno intarsiato, con Nicole al
fianco. Due uomini le stavano di fronte. Uno basso e
atticciato, con una faccia larga e simpatica da contadino,
spostava il peso da un piede all'altro con aria imbarazzata.
L'altro era alto e magrissimo: un uomo grigio dai
capelli grigi, baffi grigi, pelle grigia. Non aveva niente di
straordinario, fin quando non si volt a guardarmi: e
allora mi sentii fissare da uno sguardo talmente acuto e
penetrante, che un piccolo brivido di paura mi attravers
tutta.
Martine disse tranquillamente: Questo  il mio figlio
minore con la sua governante. Vuole accompagnare
Louis di sopra e farlo preparare per la cena, Mademoiselle?
S, Madame. Feci per andarmene, ma l'uomo grigio
alz la mano.
Un momento. Vorrei scambiare due parole con la
signorina, se permette.
Martine esit. Certamente, ma non credo che possa
aggiungere niente a quanto vi ho gi detto.  con noi da
pochissimi giorni. Louis, va' in camera tua.
Ma io non ci voglio andare, maman, voglio raccontarti...
abbiamo incontrato un uomo.
L'uomo grigio intervenne fulmineo. Quale uomo?
Il bambino lo guard con antipatia. Niente, un
uomo qualsiasi. Mi ha impedito di prendere in mano un
serpente... come se avessi fatto una stupidaggine del
genere!
Louis, vuoi andartene, e subito!
Nel sentirsi rivolgere la parola con tanta durezza, il
bimbo esit, sconcertato, ma io colsi l'occhiata implorante
di Martine e gli posai una mano sulla spalla.
Su, vai. Ubbidisci a maman.
Uscito il bambino, Martine disse tranquillamente:
Mademoiselle Rainier, le presento Monsieur Charles
Guitry, capo della polizia di Tarascona, e il suo assistente,
Georges Montaud.
Entrambi gli uomini mi fecero un cortese inchino,
poi il capo della polizia mi domand: Quando  arrivata,
Mademoiselle?
Saranno otto giorni domani.
Da Parigi?
S. Da Passy. Ricordavo bene le istruzioni di Lucien.
Sola?
No, Monsieur de Fontenay  stato tanto gentile da
accompagnarmi.
Martine intervenne freddamente:  proprio necessario
questo interrogatorio, Monsieur Guitry?.
Non credo che se ne rendesse conto, ma si rivolgeva a
lui con l'alterigia e la superbia di una gran dama. Capii
che l'uomo grigio ne era profondamente irritato, ma non
lo diede a vedere; solo la sua voce trad una punta
d'acrimonia.
Ci  stato segnalato da Parigi che una giovane
donna inglese  scomparsa dall'albergo nel quale era
momentaneamente confinata per ordine del generale
Bonaparte. Si ritiene che possa essere una spia.
Una spia inglese? replic Martine, incredula e
sprezzante.
S. Madame, una spia inglese. Perci deve comprendere
che ho ordini di indagare sull'arrivo di qualsiasi
straniera, per quanto innocua possa sembrare.
Quale possibile legame pu esserci fra questa persona
e la figlia di una mia vecchia amica, e cosa pu
saperne la signorina di quest'altra faccenda su cui sta
indagando?
Forse niente, forse molto, chi pu dirlo? Vorrei
ricordarle, Madame la Marquise, che alcuni anni fa il suo
primo marito venne fucilato per tradimento della repubblica,
e che lei e suo figlio Lucien furono rimessi in libert
solo grazie alla clemenza del generale Bonaparte.
Martine era balzata in piedi, gli occhi verdi fiammeggianti
nel volto pallidissimo. E necessario tirar fuori
questa storia? Abbiamo mai mancato alla nostra parola?
Mi auguro di no, Madame, me lo auguro davvero.
Monsieur Labran  molto stimato da queste parti. Non
vorrei metterlo in difficolt. Anch'io credevo che l'episodio
fosse chiuso ma a quanto pare ci sbagliavamo. Ci
sono pervenute certe informazioni.
Quali informazioni?
Questo purtroppo non glielo posso rivelare, ma da
Parigi sono stato rimandato qui per compiere le necessarie
indagini, e non mi  facile dimenticare che tre dei miei
uomini furono assassinati, la notte che quel maledetto
inglese e il suo compagno evasero di prigione. Vi pregherei
di tenere questo a mente e se dovesse accadervi di
notare qualcosa d'insolito, anche un particolare apparentemente
insignificante, vi pregherei di riferirmelo. I
miei ossequi, signore.
Usc a gran passi dalla stanza. Georges Montaud si
ferm sulla porta, voltandosi a guardarci imbarazzato,
come se avesse voluto scusarsi della durezza del suo
capo, poi con un gesto impotente si strinse nelle spalle e
usc a sua volta.
Va' con loro, Nicole, accompagnali alla porta. Non
voglio agitare i domestici.
Come vuoi. Nicole and verso la porta. Un piccolo
sorriso le aleggiava sulla bocca, quasi come se la sgradevole
scena l'avesse divertita.
Martine si lasci ricadere sulla sedia, nascondendo la
faccia tra le mani; dopo un istante alz gli occhi su di me,
cercando di sorridere.
Mi perdoni, Emma, ma quell'uomo mi fa tornare
alla mente tanti ricordi, ricordi terribili.
Le andai vicino. Cosa intendeva dire? Che cosa
sospetta? Sono io, ad averla messa nei guai?
No, non  lei, Emma. Credo che Guitry si sia servito
di lei solo come di un'arma in pi, per colpirmi. Ma ha
sentito quello che ha detto. Quell'uomo  come un cacciatore
che non tollera di vedersi sfuggire la preda.
Ma  successo tanto tempo fa.
Certi uomini non dimenticano. Guitry fu ritenuto
responsabile della fuga dei due prigionieri. Ha avuto
anni per rimuginare sulla sconfitta che gli cost la promozione.
Non avr pace finch non si sar vendicato. Il
fatto stesso che lo abbiano rimandato qui, mi fa paura.
Intende dire che sta ricominciando ogni cosa?
Mi diede una rapida occhiata. Non lo so, Emma,
non lo so. Non dovrei parlare cos, il padre di Lucien non
me l'avrebbe mai perdonato. Per lui, la causa del re era
sacra. Diede la vita per essa, ma lei non sa cosa significhi
vivere nel terrore per le persone che si amano. E non
soltanto io, ma tutto il villaggio. Non c'era una sola
famiglia che non tremasse per la sorte di un padre o un
fratello o un figlio. Non me n'importa niente di quello
che accadr alla Francia. Non me ne importa niente di
quello che accadr a quel grasso vecchio Borbone in
Inghilterra. Io voglio solo che i miei cari possano vivere
in pace fino alla fine dei loro giorni.
Non l'avevo mai vista cos sconvolta, e intuii che
doveva esserci qualcos'altro che la turbava, qualcosa di
cui io ero all'oscuro.
Quando scesi a pranzo quella sera, la prima persona
che scorsi fu Lucien, e fui talmente felice di vederlo che
mi diedi della sciocca. Pur avendo fatto di tutto per
dimenticare le maliziose parole di Pierre, mi trovai, mio
malgrado, intenta a osservare ogni occhiata di Nicole e le
reazioni di Lucien come se ne andasse della mia vita,
bench egli non la trattasse in maniera diversa da me o da
chiunque altro. Non ebbi occasione di parlargli a tu per
tu prima di cena, e durante il pasto la conversazione fu
generale.
Lucien aveva riportato notizie importanti. Marsiglia
era in fermento. Era stata ufficialmente dichiarata la
guerra. Le navi inglesi che purtroppo si erano trattenute
nel porto erano state sequestrate e le ciurme internate.
Dicono che in tutti i porti fra qui e Calais ferve
l'attivit. Fanno affluire chiatte e arruolano gli equipaggi.
Pare che Bonaparte sia fermamente deciso a invadere
l'Inghilterra prima della fine dell'estate.
Cos sarebbe veramente successo; era vero quello
che Pierre aveva detto. Non sembrava possibile, e come
poteva un pugno di uomini con le sue deboli forze impedire
a quell'arrogante ometto di porre in atto le sue
minacce?
C'era gi un sergente che reclutava volontari in
Place Victor stava dicendo Lucien. Non riscuoteva
molto successo.
Come vorrei esserci stato disse Armand con invidia.
Hai sempre tutte le fortune, Lucien. Quasi quasi
sarei stato tentato di arruolarmi.
Non farai niente del genere, ragazzo mio. C'era
una nota severa nella voce di suo padre. Lasciali combattere
le loro guerre da s. Noi non vogliamo averci
niente a che fare. Noi pensiamo a coltivare la nostra
terra, a fornire l'olio, il vino e i tori. Lascia che Bonaparte
tenti di diventare padrone dell'Europa se ci tiene, noi ci
facciamo gli affari nostri.
Non era una dichiarazione eroica, ma non si poteva
neanche dargli torto. Ricordai di aver letto da qualche
parte che la Provenza si era sempre mantenuta fieramente
indipendente da tutti i mutamenti politici.
E tu, Lucien? Nicole lo guard di sottecchi. Non
eri tentato?
Qualcosa nella sua voce, una punta di disprezzo, mi
irrit. Mi affrettai a dire: Alle Tuileries, Bonaparte offr
a Lucien un grado d'ufficiale nella sua guardia e subito
dopo mi sarei morsa la lingua per la mia stupidit. Mi
fissarono tutti quanti.
Come fa a saperlo? Era l? domand Armand.
Dissi goffamente: Me l'ha raccontato Lucien.
Davvero, Lucien? Chiss perch. mormor Nicole,
con la sua vocetta dolce.
Egli non rispose. Quale diavolo mi aveva spinta a
ricordargli quell'umiliante episodio?
E non hai accettato! esclam Armand disgustato.
Dovevi essere pazzo. Pensa come ti saresti divertito.
Magari fra qualche anno, avresti potuto diventare uno
dei suoi marescialli, come Junot.
Molto pi probabilmente sarebbe finito sottoterra
come suo padre ribatt Martine con grande amarezza.
Non ne abbiamo gi avute abbastanza, di morte e di
gloria?
Ci fu un silenzio, poi Henri de Labran prese a parlare
della campagna e del parassita che minacciava le vigne.
Terminato il pranzo e mentre prendevamo il caff,
Lucien trov l'occasione di avvicinarmisi. Mi aspetti in
giardino sussurr. Le devo parlare.
Fuori era ancora chiaro, ma l'aria era deliziosamente
fresca dopo il caldo che avevamo sofferto tutto il giorno.
Presi un vialetto che portava a una panchina di pietra,
nascosta all'ombra di un grande cedro. Il suo profumo
dolce e pungente aleggiava ancora nell'aria. Incurante
delle falene bianche che mi svolazzavano attorno, appoggiai
la testa contro il tronco e chiusi gli occhi. Era
stata una giornata faticosa. Dopo pochi minuti, Lucien
venne a sedersi accanto a me. Sotto l'albero l'ombra era
fitta, ma potei vedere la sua espressione accigliata.
Credevo che sarebbe stato facile, ma mi sbagliavo
disse. Non avrei mai dovuto portarla qui.
Perch? Cos' successo?
 impossibile farla uscire dalla Francia. Ho provato
tutte le vie possibili immaginabili, indirettamente, si capisce,
non potevo farlo apertamente, ma i controlli sono
diventati pi rigidi. In questo momento neanche un topo
riuscirebbe a passare, senza un permesso ufficiale firmato
e controfirmato da Bonaparte in persona.
Avrei dovuto provare un senso di delusione, alla
notizia del suo insuccesso, ma invece un piccolo fremito
di gioia mi pervase, perch ora, indipendentemente dalla
mia volont, sarei stata costretta a rimanere l. Non
avevo scelta.
Lucien mi guardava. Ho fatto tutto quello che ho
potuto, Emma, glielo giuro. La mamma mi ha detto della
visita di Charles Guitry. Non deve aver paura. Non pu
sospettare di lei.
Non ho paura.
 stata una pazzia, portarla qui. Avrei dovuto prevederlo,
ma lei ci teneva tanto a tornare in Inghilterra, da
suo padre. Avrebbe fatto meglio a restare con Victor
Jarrett. Forse sarebbe stato pi bravo di me.
Ci tiene tanto che io me ne vada?
Certo che no proruppe. Tutto il tempo che giravo
per il porto, da una bettola all'altra, parlando prima con
l'uno e poi con l'altro, pregavo di non riuscire, e quando
mi son reso conto che non c'era niente da fare, ero felice,
mi sente, felice per me, non per lei.
Allora, se la mia presenza qui non  pericolosa n
per sua madre n per Louis, sono felice anch'io.
Davvero? Allung una mano e mi volt il viso
verso di s. Dice sul serio, Emma?
S.
Siamo due pazzi. Lo sa, vero?
S.
Oh Dio, sono uno sciocco, ma non m'importa. Si
protese verso di me e mi baci dolcemente sulle labbra.
L'avevo tanto desiderato che ora tremai al suo tocco.
Per un attimo rimanemmo immobili, gli occhi negli occhi,
talmente vicini che le parole non servivano. Avevo
capito di amarlo fino dal primo istante che l'avevo rivisto
alle Tuileries. Mi domandai se era stato cos anche
per lui.
Sorrisi prima di dire con leggerezza: Cosa dir Nicole?.
Si tir bruscamente indietro. Che c'entra Nicole?
Non ha intenzione di sposarla?
No. Fece un gesto violento. No, non  vero.
Nicole la ama, no?
Perch dovrebbe? Nicole sar ricca un giorno. 
piena di corteggiatori.
Ma nessuno come lei.
Io non sono un buon affare per nessuno, Emma, 
per questo che io... S'interruppe. Ma chi gliel'ha detto?
Nicole?
No.  stato Pierre.
Si volt di scatto. Pierre? Dove l'ha visto? Quando?
Oggi pomeriggio, quando Louis mi ha portata su in
quel luogo selvaggio e roccioso... Les Baux, si chiama?
Perch diavolo l'ha portata lass?
Voleva mostrarmi le sue lucertole. Spero che non
me ne metta una nel letto.
Lucien sorrise controvoglia. Louis non fa mai
scherzi alle persone che gli sono simpatiche. Poi si rifece
serio. Cosa le ha detto Pierre?
Lucien, Pierre sa chi sono io. Sa tutto di noi. Chi 
Pierre? Lavorava con suo padre un tempo? Deve dirmelo.
S, lavorava con mio padre. In seguito scapp in
Inghilterra.
Era in Cornovaglia per incontrare mio padre?
Lucien non mi guardava. Ora credo che fosse questo il motivo,
ma allora non mi disse niente. Pierre non
mi ha mai confidato i suoi segreti. A quell'epoca non
sapevo neanche dell'esistenza di suo padre, n di lei...
Se non come uno sporco contadinello...
Si volt a guardarmi. Coi pi begli occhi del mondo...
Allora non lo pensava.
S, s, lo pensavo, ma ora pi che mai.
Era dolce sentirglielo dire, ma dovevo sapere dell'altro.
Perch Pierre  tornato in Francia?
Ancora una volta Lucien esit. Mi disse che tornava
per approfittare dell'amnistia che Bonaparte concedeva
a tutti i ribelli. Moltissime persone che emigrarono al
momento della Rivoluzione sono tornate e hanno fatto
pace con lui.
Ma questa non era la vera ragione di Pierre, vero?
Lucien non rispose direttamente. Emma, mi ascolti mi
scongiur. Non deve avere paura. Io la terr fuori
dalle trame di Pierre, mi sente? Non gli permetter di
coinvolgere n lei n mia madre. So cosa significhi vivere
nel perenne terrore.
Mi prese la mano, tenendola per un istante stretta
nella sua prima di portarsela alle labbra. Sar meglio
rientrare. I miei si staranno chiedendo cosa le  successo.
Quando entrammo nel soggiorno, trovammo Nicole
e Armand intenti a una partita a carte. Henri de Labran
si era appisolato in poltrona con'uno dei cani accucciato
ai piedi, il capo appoggiato sulle ginocchia del padrone.
Martine lavorava a una tovaglia destinata all'altare della
chiesa.
Era un quadro domestico talmente pacifico, che era
difficile ricordarsi che a Parigi maturavano i piani per
una guerra sanguinosa e che, nascosti da qualche parte
nelle grotte rocciose di Les Baux,- un pugno di uomini
disperati tramava per impedirla con la rapina, la violenza
e l'omicidio.


Capitolo ottavo.

Non fu Louis, ma Lucien a mostrarmi i tori neri della
Camargue. Accadde verso la fine di giugno. Ero a
Villeroy da pi di quattro settimane; dopo la visita di
Guitry, i giorni erano trascorsi cos tranquilli che a volte
finivo per dimenticare che da un momento all'altro la
nostra pace poteva essere distrutta. Quel pomeriggio
Lucien entr nella stanza dove sedevo con Nicole e Louis
e disse: Ho una commissione da fare per il mio patrigno.
Le piacerebbe venire con me, Emma, e vedere
qualcosa della Camargue?
Louis era saltato su tutto eccitato. Posso venire
anch'io?
No disse Lucien. Devi andare a lezione. Ti porteremo
con noi fino al villaggio.
Avevi promesso che potevo mostrare Bernardo a
Mademoiselle Emma.
Be', questa volta non puoi. Lucien era molto fermo.
 troppo lontano per te.
Misi un braccio attorno alle spalle del bambino.
Non te la prendere, Louis, mi ci porterai un'altra volta.
Fummo pronti in pochi minuti e ci dirigemmo a
cavallo in direzione del villaggio, dove lasciammo Louis
davanti alla casetta di pietra del curato. Etienne Michel
lo aspettava sulla porta; vedendoci, gli disse in tono
sbrigativo: Entra in casa, piccolo, e aspettami. Il bambino
ubbid a malincuore, coi libri sottobraccio.
Il curato, un ometto segaligno, dal volto scuro e
rugoso e penetranti occhi neri, guard me e Lucien.
L'avevo gi visto in chiesa, quando la domenica accompagnavo
Martine a messa. Mio padre non era mai stato
un uomo osservante, e io mi ero sentita imbarazzata e a
disagio durante la funzione cattolica a me pressoch
sconosciuta. Ero sicura che Padre Michel se ne fosse
accorto, ma evidentemente non era di questo che mi
voleva parlare, poich mi domand:
Non vuole entrare. Mademoiselle Rainier. Non
credo che lei abbia visto il nostro solo ed unico tesoro. I
barbari non ci hanno lasciato molto, ma c' una cosa che
hanno dimenticato.
Diedi un'occhiata a Lucien il quale annu. Mentre
egli legava i cavalli, seguii il curato all'interno del campanile.
Salimmo una scala a chiocciola e ci trovammo in una
stanza circolare. La luce filtrava attraverso una piccola
finestra priva di vetri.
L'intera parete era coperta da un affresco. Doveva
essere molto antico, a giudicare dai colori sbiaditi, ma le
figure spiccavano ancora nitidissime. Papa e re, cavaliere
e dama, vescovo e contadino si muovevano insieme in
una solenne pavana, dando la mano a una spettrale
figura di scheletro sotto i cui indumenti trasparivano
chiaramente le ossa e il cranio ghignante. Inconsapevoli
del loro tragico destino, essi intrecciavano una danza con
la morte.
Dev'essere stato dipinto durante un'epidemia di
peste nera nel Medioevo stava dicendo il curato. Mi
sono spesso domandato come abbia fatto a sfuggire alla
soldataglia durante la Rivoluzione. A eccezione di questo,
distrussero tutto ci che trovarono. Forse fece paura
anche a loro. Dopo tutto,  proprio questo che noi
abbiamo fatto per moltissimi anni: eseguire una danza
con la morte. Suo padre ne sapeva qualcosa, Lucien.
C'era un'acida amarezza nella voce del prete e a un
tratto non me la sentii pi di rimanere l al cospetto di
quel macabro affresco, con la ferocia nella voce di quell'ometto,
l'espressione tormentata sul volto di Lucien e
la terrificante consapevolezza che presto sarebbe tutto
ricominciato. Mormorai qualcosa e fuggii dalla stanza.
Non deve far caso a Padre Michel disse Lucien
mentre riprendevamo la nostra strada. Per lui  diventata
un'ossessione. Non riesce a dimenticare quello che
hanno fatto alla sua chiesa e a lui. Lo presero una volta e
lo torturarono.  per questo che zoppica cos malamente.
Sembrava turbato e non gli feci domande. Ero paga
di cavalcare al suo fianco. Fino ad allora mio padre aveva
riempito la mia vita. Non avevo mai conosciuto prima
l'incanto dell'amore, la semplice gioia che si prova soltanto
a stare con la persona amata, a sentire la sua voce, il
tocco della sua mano.
Attraversammo Arles e c'inoltrammo in quello strano,
desolato, bellissimo delta del Rodano che si chiama
Camargue. Il sentiero si snodava attraverso bassi canneti
che costeggiavano le paludi. Le canne ondeggiavano alla
lieve brezza come le onde di un mare interno. Lucien
m'indic le macchie di alberelli stenti, dai tronchi piegati
dalla forza del mistral, e le piccole capanne bianche coi
tetti di paglia dove i mandriani conducevano la loro
solitaria esistenza, passando a volte intere settimane senza
mettere piede in citt. A un certo punto vidi una
mandria di cavalli selvatici bianchi, le code e le criniere al
vento, simili a un antico fregio contro il cielo azzurro. Poi
la grande distesa della laguna, l'Etang de Vaccars, si
apr davanti a noi, scintillante sotto i raggi del sole, e l
vidi per la prima volta i tori: un'immensa mandria di
bestioni neri sprofondati fino ai ginocchi nell'acqua, con
nugoli di mosche che ronzavano sopra le loro corna
ricurve. C'erano anche uccelli, i rosati fenicotteri dai
sottili colli serpentini e i becchi ricurvi.
Mentre contemplavo incantata la scena, udimmo un
rombo di zoccoli e Henri de Labran sbuc da dietro la
curva della laguna, seguito da un giovanotto.
Allora, Mademoiselle Emma mi apostrof giovialmente
cosa gliene pare dei miei tori, eh? Stavamo
giusto scegliendo i pi promettenti per le Courses  la
Cocarde. Ormai manca poco.
Di che cosa si tratta esattamente, Monsieur de Labran?
Lucien non gliel'ha spiegato? Qui nella Camargue
noi combattiamo contro i tori con le coccarde, non con le
spade.
Con le coccarde?
Crede che la stia prendendo in giro? No, gliel'assicuro,
A Carcassonne, a Madrid, la corrida comporta la
morte del toro, a volte anche del matador, ma qui in
Provenza non possiamo sopportare di uccidere i nostri
bei tori. Perci gli leghiamo una coccarda sulla fronte, fra
le due corna, e ci vuole una bella dose di coraggio e di
abilit, oltre che di furbizia, per riuscire a strappargliela.
Evidentemente dovetti apparire sbalordita, perch
egli scoppi a ridere. E se pensa che sia facile, allora mi
creda, si sbaglia di grosso. I nostri piccoli tori sono
focosissimi, e hanno le corna taglienti come rasoi. Marius, fa'
vedere alla signorina quello che Bernardo ti fece alla
Course dell'anno scorso.
Arrossendo, il giovane si rialz la rozza camicia azzurra
e rabbrividii alla vista della lunga cicatrice bianca
che gli solcava il ventre appena sotto l'ombelico.
Ah, Bernardo  il pi scaltro di tutti, ma questa
volta vincerai eh, ragazzo mio? prosegu Henri de Labran.
Far del mio meglio, Patron.
Ecco, vede. Questi giovanotti ce l'hanno nel sangue.
Si rivolse a Lucien. Dove porti Mademoiselle
Emma? Gi in riva al mare?
Mi piacerebbe, ma purtroppo dobbiamo tornare a
casa. Ci sono tante cose da fare. Ci sono i conti mensili...
Sciocchezze esclam il suo patrigno. Prenditi una
vacanza, ragazzo. Lavori troppo.
Ci salut con un cenno della mano mentre ci allontanavamo
al trotto lungo la riva della laguna. Era vero:
Lucien in effetti lavorava troppo, e credevo di saperne il
perch. Il suo spirito orgoglioso non gli concedeva tregua,
sapendo di avere un debito di riconoscenza verso il
marito di sua madre.
Arrivati che fummo sulla spiaggia, fermai il mio
cavallo con un'esclamazione di gioia. Un mare azzurrissimo
lambiva dolcemente la sabbia bianca. Alcune
piccole capanne di pescatori stavano raggruppate sotto
il sole, le barche e le reti tirate in secco davanti alle
porte. Ci riparammo all'ombra di una piccola macchia
di tamerici.
Esclamai: Oh, come vorrei potermi togliere tutti i
vestiti e nuotare in quel mare meraviglioso.
Lucien sorrise mentre legava i cavalli. Pu farlo se
vuole. Le prometto di non guardarla.
Sospirai. Non ne ho il coraggio. Lo feci una volta a
Trevira, e uno dei nostri vicini mi vide. Rimase talmente
scandalizzato che and a protestare da mio padre.
E lui cosa disse?
Ci fece una gran risata, ma al tempo stesso mi
avvert che si sfidano le convenzioni a proprio rischio e
pericolo risposi mestamente. Fu lui a insegnarmi a
nuotare.
C' qualcosa che non le ha insegnato?
C'era una nota strana nella sua voce che non vi avevo
mai sentito prima.  geloso, pensai, geloso dell'affetto
che ho per mio padre ; e il fatto che gli importasse tanto di
me, mi diede un senso di felicit.
Lucien mosse alcuni passi, poi improvvisamente si
volt di scatto, picchiando selvaggiamente il pugno contro
il tronco dell'albero. Perch non dice quello che
pensa? Mi disprezza, vero? Come mi disprezza Nicole; e
Padre Michel, con la sua maledetta danza della morte,
che mi rinfaccia la morte di mio padre!
Fui turbata dalla violenza del suo sfogo. Perch
dovrei pensare qualcosa? Lei  lei. Non deve essere ci
che gli altri vogliono che sia.
Non mi guardava; fissava la distesa scintillante del
mare. Cosa dovrei fare, Emma? Accettare e starne
fuori come fa il mio patrigno, o diventare ribelle e assassino;
vendicare mio padre, optare definitivamente per la
mia causa, e andare a combattere per essa?
E morire per essa pensai. Mi sembr che Lucien
stesse discutendo con se stesso. Mi domandai, non per la
prima volta, se egli, ultimo di una lunga stirpe di antenati
che avevano combattuto, non fosse amaramente frustrato,
costretto per amor di sua madre a vivere come viveva,
e sentii il desiderio di confortarlo.
Io non la disprezzo dissi, guardando il suo volto
tempestoso. Lucien, la scandalizzerei molto se mi togliessi
le scarpe e le calze, e andassi a sguazzare in quel
delizioso mare fresco?
Mi fiss per un istante come se fossi improvvisamente
uscita di senno, poi scoppi a ridere e si lasci cadere in
ginocchio accanto a me. Lei mi fa tanto bene, Emma.
Mi riporta alla realt, mi fa apparire quel trombone che
sono. Gliele tolgo io, le scarpe.
No dissi. Chiuda gli occhi e faccio da me.
Sorrise e ubbid, ma quando mi fui sfilata le calze, si
volt nuovamente verso di me, prendendomi i piedi nudi
fra le mani, con un'urgenza nella voce.
Perch non mi disprezza, Emma?
Non lo indovina?
Mi strinse pi forte i piedi. Poi mi attir a s. I suoi
baci non furono dolci questa volta. Furono appassionati
e insistenti, e io li desideravo con tutta me stessa.
Quando finalmente riuscii a tirarmi indietro, dissi
con voce malferma: Vado gi in riva al mare. Mi alzai
barcollando, feci qualche passo e crollai a terra con un
gemito. La sabbia scottava come il fuoco sotto i miei
piedi nudi.
Lucien scoppi in una risata. Sei una tale bambina,
Emma disse. Mi sollev di peso e mi port in riva al
mare.
L'assurdit della scena aveva dissipato la tensione.
Ridemmo come bambini mentre sguazzavo nell'acqua
deliziosamente fresca, entrambi troppo assorti l'uno nell'altro
per accorgerci della nuvola nera che era improvvisamente
apparsa e aveva oscurato il sole. La pioggia
prese a cadere cos improvvisa e cos scrosciante da
scatenare nuovamente la nostra allegria mentre risalivamo
la spiaggia di corsa, afferrando le mie calze e scarpe e
andando a rifugiarci in una capanna, dove la moglie del
pescatore esclam inorridita alla vista dei miei piedi nudi
e inzaccherati.
La pioggia cess altrettanto improvvisamente com'era
venuta, e il sole riprese a splendere pi di prima.
Prendemmo la via del ritorno. A occidente il cielo era di
un tenero color rosa e un silenzio era caduto sulla Camargue.
Negli acquitrini i tori neri sostavano immobili,
ruminando placidi. Fantastici uccelli dalle piume brillanti
erano posati lungo i bordi delle lagune.
Cosa sono? domandai meravigliata, e Lucien me li
indic: gli aironi purpurei dalle lunghe gambe simili a
stecchi, i meropi dal piumaggio variopinto che svolazzavano
fra le canne, gli orioli che brillavano come fiammelle
dorate tra i cipressi scuri.
Era stata una giornata magica e suppongo che la
nostra felicit trasparisse fin troppo nei nostri volti quando
arrivammo a cena, in ritardo. Allora non ci pensai, ma
in seguito mi chiesi se fu quella sera che Nicole cominci
a sospettare la verit.
Le Courses  la Cocarde ebbero luogo una settimana
dopo. Louis era fuori di s dall'eccitamento. Per la prima
volta avrebbe potuto andare coi grandi a vedere i suoi
prediletti tori nell'arena. La sera prima non ci fu verso di
farlo andare a letto, e una volta tanto il suo patrigno si
mostr severo con lui, minacciando di lasciarlo a casa se
non avesse ubbidito immediatamente a sua madre. L'indomani
mattina fui destata da un sonno profondo, e me
lo trovai appollaiato ai piedi del letto che chiedeva se non
era l'ora di alzarsi. Sbadigliai e presi il mio orologio sul
comodino.
Torna a letto, Louis. Non sono neanche le cinque.
Gli uccelli sono gi alzati... ascolti!
Fuori dalla mia finestra un'allodola cantava a gola
spiegata. Noi non siamo uccelli dissi con fermezza.
Ora va' a letto, o sarai talmente stanco che ti addormenterai
nel bel mezzo delle gare, e pensa quanto ti dispiacerebbe.
Se ne and a malincuore, trascinando i piedi, ma io
stentai a riprendere il sonno interrotto. Una sottile angoscia
mi rodeva dentro. La sera prima, Henri de Labran
aveva accennato al fatto che Charles Guitry intendeva
dislocare pi uomini del solito nel villaggio e attorno al
campo dove si sarebbe svolta la festa.
Perch? aveva chiesto Martine. Prevede guai?
 quel maledetto sergente di reclutamento che Lucien
ha visto a Marsiglia. Non ha fatto che girare di paese
in paese cercando di arruolare volontari, e non  popolare.
 un bruto e un ubriacone aveva commentato
Lucien. A St. Rmy ha molestato una ragazza e l'hanno
cacciato via a calci.
Non c'era motivo per cui la cosa dovesse turbarmi,
ma invece, chiss perch, non riuscivo a togliermela dalla
mente.
Le Courses  la Cocarde erano una giornata di festa
per tutti. Vi andai in carrozza insieme a Martine e Nicole,
con Louis pigiato in mezzo a noi, e quando arrivammo
davanti allo spiazzo dov'era stata recintata un'arena e
vidi la folla di persone felici, intente solo a divertirsi,
stentai a credere che un atto di violenza potesse turbare
quell'atmosfera di allegria e buon umore.
Louis mi trascin subito via con s per mostrarmi
Bernardo. Il grosso toro era il divo del pomeriggio. Stava
nel suo recinto, dondolando la grossa testa avanti e
indietro, fissandomi coi suoi occhietti feroci. Il suo manto
era stato spazzolato fino a farlo risplendere come l'ebano;
una coccarda scarlatta ornata di nappe bianche spiccava
fra le micidiali corna.
Fra la folla passeggiavano degli uomini che indossavano
fantastici costumi e avevano il volto quasi completamente
ricoperto di maschere. Vidi un diavolo con due
minuscole corna e una bocca ghignante, un maiale, un
lupo e una volpe con gli orecchi aguzzi e il muso a punta.
Quelli sono i mimi disse Louis, distogliendo a
malincuore gli occhi dal suo toro preferito per rispondere
alla mia domanda. Stasera daranno il loro spettacolo,
ma maman non mi fa rimanere a vederlo.
Ebbe inizio il combattimento dei tori, e scoprii con
mia sorpresa che era uno spettacolo estremamente appassionante.
Mio padre mi aveva raccontato una volta di
una corrida a cui aveva assistito a Madrid, e mi ero
sentita nauseata dalla descrizione dei picadores sui loro
patetici vecchi cavalli, con tutto quel sangue e le uccisioni.
Ma qui si trattava di tutt'altra cosa. C'era quel tanto di
pericolo per cui non mancavano i brividi di emozione,
ma era condito di allegria e risate. La folla incitava il toro
quasi quanto il torero, che attirava abilmente la bestia da
una parte e dall'altra, schivando con mosse fulminee le
corna aguzze, e tentava di strappargli la coccarda. Quando
il tentativo riusciva, l'applauso era assordante : il
vincitore si precipitava in trionfo verso la staccionata, lanciava
in aria la coccarda scarlatta prima di gettarla a una
ragazza seduta fra il pubblico, la quale arrossiva di gioia.
Alla fine del pomeriggio, l'unico toro a non essere
stato sconfitto era Bernardo, nonostante i ripetuti tentativi
di Marius, ansioso di riscattarsi dall'insuccesso dell'anno
precedente.
Pi tardi, mentre veniva sgombrata l'arena per far
posto alle danze, a un tratto non vidi pi Louis. Dapprima
pensai che fosse con sua madre o con Lucien, ma
quando lo andai a cercare, non lo trovai da nessuna
parte. Incontrai Nicole, circondata da un gruppo di giovanotti;
alla mia domanda si strinse nelle spalle.
Sai com' fatto. Sar scappato chiss dove, tanto
per far dispetto.
Mi  parso d'averlo visto andare verso i recinti dei
tori disse Georges Montaud, uno dei pi fervidi ammiratori
di Nicole.
Guardai Lucien. Entrambi avevamo un solo pensiero
nella mente, intanto che ci facevamo largo fra la folla.
Martine ci raggiunse.
Domand ansiosamente: L'avete trovato?
Non ancora, ma non ti preoccupare, mamma, lo
troveremo. Tu rimani qui. Ma lei venne con noi, incurante
della lunga gonna di mussola che strascicava nella
polvere e nel fango.
Arrivati ai recinti dei tori, lo vedemmo. Louis, per
niente impaurito, era dentro al recinto di Bernardo, e
cercava di indurre il bestione ad abbassare la testa per
potersi impadronire della coccarda. Il toro, gi infastidito
e rabbioso, lanci un muggito e tent di caricare il bambino.
Louis si scans appena in tempo.
Io entro nel recinto disse Lucien. Cercher di
attirare l'attenzione del toro e tu, Emma, chiama Louis.
Non lo spaventare troppo, ma tiralo fuori in qualche
modo.
Si liber della giacca e balz nel recinto. Abbacinato
dal volo della giacca blu, Bernardo esit e poi vi si lanci
contro, mentre io mi protendevo sopra alla staccionata
chiamando Louis. Di qua, tesoro. Svelto, da questa
parte.
Ma il bambino era affascinato dalla sfida e corse via
dall'altra parte del recinto, cercando nuovamente di afferrare
la coccarda. Il toro torn alla carica. Lucien non
fu abbastanza svelto e la punta del corno gli lacer la
manica della camicia. Soffocai un grido e Martine mi
afferr il braccio. L'istante dopo un'altra persona balzava
nel recinto, un uomo alto e largo di spalle, il volto
coperto da una maschera da diavolo, e uno straccio rosso
in mano. L'uomo gett lo straccio sulla testa del toro.
Portate fuori il bambino, presto, per l'amor di Dio
grid, mentre il bestione si dibatteva furiosamente. Io
cerco di tenerlo.
Lucien sollev il bambino al disopra della staccionata
e lo deposit a terra, poi si volt. Vidi i due uomini
fermi ai due lati del toro, ed ebbi la fulminea impressione
che Lucien fosse lieto della sfida. Gett indietro la
testa e rise. Il toro si era liberato dello straccio rosso.
Caric lo sconosciuto ricacciandolo in un angolo del
recinto. Ancora un istante e le crudeli corna lo avrebbero
trapassato: trattenni il fiato, ma Lucien ag pi velocemente
del pensiero. Afferr la sua giacca da terra,
agitandola e attirando su di s l'attenzione del toro.
Accadde tutto cos rapidamente che non vidi esattamente
come and. Si sollevarono nubi di polvere. Bernardo
mugg furiosamente e l'uomo mascherato sembr
balzare avanti. Andiamo grid, e corse verso la staccionata
superandola d'un balzo, seguito da Lucien,
mentre Bernardo si lanciava al loro inseguimento con
un muggito furioso. Poi lo sconosciuto ci stava davanti e
porgeva la coccarda a Louis, stretto fra le braccia di sua
madre.
Per te, mon brave disse.
Martine era diventata bianca come un panno lavato.
Le tremava talmente la mano che lasci cadere la coccarda,
e io mi chinai a raccoglierla.
Louis disse: Ci ho provato tanto. Come ha fatto a
prenderla?
La fortuna del diavolo rispose lo sconosciuto. Poi
guard Lucien negli occhi. Le sono obbligato, Monsieur,
se non fosse stato per lei... Si strinse nelle spalle
con un piccolo gesto beffardo, poi gir sui tacchi e scomparve
fra la folla che nel frattempo si era radunata per
guardarci commentare.
Mi era sembrato che ci fosse qualcosa di stranamente
familiare nell'alta figura, nella voce e nel portamento
della testa. Poi il cuore mi balz in gola e per un attimo
mi si annebbi la vista.
Ti senti bene? Lucien mi aveva preso il braccio.
S, s, benissimo. No, non poteva essere mio padre.
Era impossibile. La fantasia mi giocava dei brutti
scherzi. Mio padre non avrebbe mai commesso una simile
imprudenza. Inghiottii convulsa. E Louis come sta?
 ferito?
Neanche un graffio.  euforico, dopo il guaio che ha
combinato ribatt Lucien asciutto.
Martine stava guardando la coccarda.  sporca di
sangue. Doveva essere ferito disse con una voce strana.
Chi era, Lucien?
Uno dei mimi, penso.
Poteva rimetterci la pelle, se non era per te dissi.
Oh, non lo so. Sembrava perfettamente in grado di
badare a se stesso. Lucien mise un braccio attorno alle
spalle di sua madre. Non avere quell'aria cos sconvolta.
E finita bene. Louis  sano e salvo. Su, torniamo alla
carrozza.
Henri de Labran fece di tutto per confortare sua
moglie, che appariva ancora pallida e spaventata. Offrii
di tornare a Villeroy con lei, ma egli scosse il capo.
Non occorre, cara. Rimanga con Nicole e si diverta.
Non avevo mai visto Lucien tanto scatenato come
quella sera. La sua giacca era sporca, e la butt nella
carrozza prima che partisse. In maniche di camicia bianca,
il panciotto sbottonato, i capelli scomposti, non somigliava
per niente al compassato giovane marchese di
Fontenay che avevo conosciuto a Parigi. Ci unimmo alle
danze. Era difficile ballare su quel terreno sassoso, e non
conoscevo i passi, ma Lucien mi trascin nella mischia, e
nessuno faceva caso quando inciampavo o sbagliavo.
Saltavamo e piroettavamo insieme a tutte le altre coppie
e quando nella ressa fui buttata fra le sue braccia, Lucien
mi baci ridendo. A un certo punto, mentre riprendevamo
fiato insieme, vidi gli uomini ballare fra loro, tenendosi
a braccetto e formando una lunga fila oscillante.
Fra i pescatori e i contadini c'era anche l'uomo con la
maschera da diavolo, e sapendo quanto quella gente
odiasse i forestieri, mi sembr pi che mai impossibile
che costui potesse essere mio padre.
Fu molto pi tardi quando cominciai a rendermi
conto che qualcosa non andava. All'origine di tutto era il
sergente di reclutamento di Bonaparte. Era un individuo
rozzo e grossolano, ed era gi molto ubriaco. Era uscito
barcollando dalla bettola e si era messo a insultare un
gruppo di giovanotti, scuotendo loro il pugno in faccia.
l per l i giovani avevano riso, poi si erano risentiti.
Marius era l che beveva coi suoi amici. Irritato dagli
insulti, diede uno spintone al sergente. L'uomo inciamp
e si rigir, scuro in faccia. Colp Marius con un pugno,
mandandolo a gambe all'aria. Il giovane si rialz in piedi,
perdendo sangue dal labbro spaccato.
Torero! lo schern il soldato e sput.
Marius perse il lume degli occhi. Si scagli addosso al
sergente. Gli altri uomini si gettarono nella mischia.
Marius si metter nei guai disse Lucien, e Henri
si arrabbier. Bisogna fermarli.
Non ti daranno retta. Lascia che se ne occupi la
polizia.
Quelli hanno cura di tenersene fuori. Guardali!
Non muovono un dito. Questa  una faccenda locale, e
loro sono di Tarascona. Non vogliono immischiarsi. Rimani
qui, Emma.
Si lanci nel gruppo di uomini. Lo sentii gridare
qualcosa prima di scomparire, e a un tratto ebbi molta
paura. Le danze si erano interrotte, ma la musica seguitava.
La gente fece capannello, fissando quella massa
scomposta e divincolante. Gli uomini avevano cominciato
a picchiarsi sul serio.
La zuffa ebbe breve durata, e fu Charles Guitry a
farla finire. Arriv a gran passi richiamando i suoi uomini
con voce tagliente e aprendosi un varco fra i combattenti.
Come per incanto, la massa scomposta si apr davanti a
lui. Il grasso sergente giaceva a terra, sinistramente immobile,
un coltello conficcato nella schiena.
Il capo della polizia abbass gli occhi su di lui, poi
guard il cerchio di visi scontrosi.  morto?
Nessuno parl n si mosse, finch il curato non venne
avanti zoppicando e s'inginocchi. Dopo un momento
alz gli occhi. Morto stecchito disse, estraendo il coltello.
Guitry lo prese fra il pollice e l'indice. Chi  stato a
accoltellarlo? Ancora una volta ci fu silenzio, poi il
prete si rialz.
 il tipo di coltello pi comune che ci sia, fra qui e
Marsiglia disse quietamente.
Gli occhi del capo della polizia fecero lentamente il
giro degli uomini. Indugiarono un momento su Lucien,
poi si spostarono sull'uomo con la maschera da diavolo.
Togliti quella maschera ordin con voce aspra.
Voglio vedervi tutti quanti in faccia.
Mi sentii soffocare. Aspettai col fiato mozzo mentre
le mani brune armeggiavano intorno ai lacci, poi rialzavano
lentamente la maschera fino a svelare, non il volto
che temevo, ma il sorriso impacciato di Mouton. Capii
immediatamente che non era quello che il capo della
polizia si aspettava.
Proruppe furibondo: Che diavolo ci fai con quello
stupido travestimento?.
Era uno scherzo, Monsieur, soltanto un piccolo
scherzo. Non facevo niente di male. Mouton sorrise
scioccamente.
Esasperato, Guitry sbott: Fuori dai piedi, idiota.
Uno di voi  colpevole. Il suo sguardo torn a Lucien.
E lei, Monsieur de Fontenay? Cosa ne sa della faccenda?
Niente. Stavo semplicemente cercando di fermarli
prima che esagerassero.
Sar. Schiocc le dita e due gendarmi vennero
avanti. Indic il cadavere con un cenno della mano.
Portatelo via. Ancora una volta i suoi occhi fecero il
giro dei volti. Un uomo  stato assassinato. Non crediate
che la cosa finisca qui. Gli uomini cominciarono ad
allontanarsi lentamente, Lucien con loro, ma Guitry lo
ferm con un gesto. Un momento. Vorrei scambiare
due parole con lei.
Perch proprio con me?
Lasci perdere. Venga con me, se non le dispiace.
Segu i suoi uomini che stavano portando il corpo del
sergente nella locanda.
Lucien esit, poi si strinse nelle spalle.  meglio che
tu rimanga qui, Emma.
No. Vengo con te.
Entrammo nella locanda insieme. Era buio l dentro,
e faceva un caldo soffocante. Guitry richiuse la porta con
un calcio e guard Lucien con aria torva.
Non sono uno sciocco, n mi lascio ingannare tanto
facilmente, Monsieur de Fontenay. Questa non  una
disgrazia. Fa parte di un piano, un piano per seminare lo
scompiglio con rapine e omicidi, e non soltanto qui: si sta
diffondendo per tutto il Midi.
E io che c'entro? ribatt Lucien con voce inespressiva.
Questo sta a lei dirlo. Prima o poi metter le mani
su questi traditori della Francia.
Traditori della Francia, Monsieur Guitry, o traditori
di Napoleone Bonaparte?
Un'abile distinzione, Monsieur le Marquis, troppo
abile ribatt Guitry ironicamente. Ma il generale Bonaparte
 la Francia e prima lo si riconosce, meglio sar
per tutti. La prossima volta che accade una cosa del
genere, prender degli ostaggi. Lei sa cosa significhi
questo. Essi pagheranno con la loro vita per quelli che
uccidono a sangue freddo e si nascondono dietro i loro
concittadini.
Mi ha fatto venire qui per dirmi questo?
No, c' qualcos'altro, qualcosa che lei dovrebbe
sapere. Ho tutte le ragioni per credere che l'uomo responsabile
di queste infamie sia un inglese.
Lucien alz la testa. Ne  sicuro?
 un individuo scaltro e finora, bench sappiamo
che  qui da qualche parte,  sempre riuscito a scomparire
prima che potessimo mettergli le mani addosso.
Chi ?
Si nasconde sotto molti nomi, ma di una cosa siamo
certi:  lo stesso uomo che oper qui sette anni fa. Il
capo della polizia fece una pausa. E lo stesso uomo che
per salvare la propria pelle trad suo padre firmandone la
condanna a morte, Monsieur de Fontenay, e che poi
fugg in Inghilterra.
Il mio cuore batteva talmente forte che dovetti appoggiarmi
alla parete. Non era mio padre... non poteva
essere... mi rifiutavo di crederlo. Eppure erano passate
solo poche ore da quando avevo avuto la quasi certezza
che fosse lui, l'uomo mascherato da diavolo.
Lucien tacque per un momento, poi disse quietamente:
 la verit?
Guitry lo osservava intensamente. La verit come
la vedo io.
Perch me lo dice adesso, dopo tutti questi anni?
A quell'epoca, lei era poco pi di un ragazzo. Era
inutile turbare lei o sua madre pi del necessario.
Vidi la smorfia di disprezzo sulle labbra di Lucien.
Non ho mai pensato che la piet facesse parte della sua
politica, Monsieur Guitry. Credo che me lo dica ora nella
speranza che io l'aiuti a rintracciare quest'uomo.
Preferirei considerarlo un avvertimento. Si tratta di
un individuo pericoloso: ha tradito suo padre, e ora
trama per tradire la Francia. Sicuramente questo conta
qualcosa per lei.
Forse s e forse no. Ma se lei crede che io possa
condurla fino a quest'uomo, o a chiunque altro collegato
con lui, si sbaglia. Feci un giuramento quando mi rilasciarono
di prigione, e l'ho mantenuto.
Fino ad ora, Monsieur de Fontenay, ma a volte mi
domando se lei non reciti una parte. E ci sono altri, vicino
a lei, che non sono stati tanto discreti.
Lucien serr le labbra. Pu fare tutte le accuse che
vuole, ma non ha nessuna prova. Io mi occupo delle terre
del mio patrigno, e non so niente di simili faccende.
Sono lieto di sentirglielo dire, ma che ci piaccia o no,
finiremo per essere coinvolti tutti quanti, e prima o poi
dovremo fare una scelta. Le consiglio vivamente di tenere
questo a mente.
Lucien lo fiss un istante, come fosse incerto se dire
qualcos'altro, poi gir sui tacchi e usc. Gli andai dietro.
Era chiaro quello che Guitry voleva da lui. Lucien
poteva anche dipendere dalla generosit di Henri de
Labran ma era sempre un Fontenay, un membro della
vecchia aristocrazia che Bonaparte voleva a tutti i costi
convincere a passare dalla sua parte. Il nome di suo
padre significava ancora moltissimo per chi si manteneva
fedele a vecchi ideali, specialmente qui in Provenza dove
la resistenza al Primo Console aumentava ogni giorno di
pi.
Usciti dalla locanda, gli toccai il braccio. Quanto
credi che sappia veramente?
Mi guard come se fosse stupito di vedermi ancora l.
Hai sentito quello che ha detto?
S. Era la verit?
Non lo so. Potrebbe darsi.
Ormai stava annottando. La gente aveva ricominciato
a ballare, e potevo sentire la musica e le risa mentre
indugiavamo insieme nell'ombra. Lucien mi appoggi le
mani sulle spalle. Nella luce gialla del lampione il suo
volto appariva pallido e teso.
Emma, disse,  tuo padre l'uomo che venne qui
sette anni fa?  tornato qui adesso? Devo saperlo. Lo
capisci, no? Che io creda o meno a Guitry, devo saperlo.
Mi dissi che non stavo mentendo. Dopo tutto, non ne
ero sicura, e qualsiasi cosa mio padre avesse fatto, non
avrebbe mai tradito un amico, perci risposi con voce
ferma, pregando che fosse la verit.
No, non era mio padre. Ne sono sicura. Me l'avrebbe
detto se fosse stato lui.
Lucien cacci un grosso sospiro di sollievo. Per un
attimo, l dentro, mi era sembrato che dovesse essere
stato lui. Grazie al cielo, mi sbagliavo. Le mani che mi
stringevano si rilassarono. Egli sorrise. Temo che questa
disgraziata faccenda abbia rovinato la nostra serata.
Andiamo a cercare Nicole. La carrozza sar gi tornata a
prenderci.
Trovammo Nicole con Georges Montaud. La ragazza
disse con voce mielata: Cos dopotutto non ti hanno
arrestato, Lucien. Ero sicura che Guitry volesse arrestarti,
quando ti ha portato nella locanda.
Perch dovrebbero arrestarlo? ribattei indignata.
Oh, santo cielo, stavo scherzando. Mi diede una
delle sue occhiate di sottecchi. In ogni caso, Lucien ha
un alibi di ferro. Sei stata con lui tutta la sera, vero,
Emma?
Come pu Monsieur de Fontenay essere implicato
in un delitto cos abominevole? esclam Georges.
Quanto la fate lunga! Vattene via, Georges, credi di
sapere tutto e non sei altro che un bambino. Corri dal tuo
padrone. Sono stanca. Voglio andare a casa.
Parlammo poco mentre la carrozza ci riportava a
Villeroy, ma pensieri inespressi sembravano gravare nell'aria
fra noi tre. Non avevo detto nient'altro che la verit
a Lucien, mi dissi, mentre sobbalzavamo sul sentiero
accidentato, ma il dubbio persisteva, tormentoso. Se
quell'uomo alto con la maschera da diavolo era davvero
mio padre, come si sarebbe comportato Lucien, e cos'avrei
fatto io, lacerata fra i due uomini che amavo pi della
vita stessa?


Capitolo nono.

Non vidi Martine quando rientrammo quella notte a
tarda ora. Era gi andata a letto, ma la mattina
dopo, al termine delle lezioni, quando Louis era gi corso
fuori a giocare, entr nello studio. Sorrise alla vista dei
libri sparpagliati sul tavolo.
Louis ha gi imparato a parlare un po' d'inglese?
Mentre raccoglievo i libri e li riponevo sullo scaffale,
risposi contrita: S, comincia a capire qualche parola
qua e l, ma io invece temo di aver dimenticato quel po'
di storia e geografia che sapevo.
Non ti preoccupare. C' tempo per quello.
Prese ad aggirarsi irrequieta per la stanza, fermandosi
a raccogliere la statuetta del toro che Louis si portava
sempre dietro.
Devi pensare che mi sono comportata molto scioccamente
ieri, ma i tori possono essere molto feroci.
Bernardo in particolar modo. Avrebbe potuto ammazzare
il bambino, o ferirlo gravemente.
Lo so. Ero terrorizzata anch'io.
Louis non ha il minimo senso del pericolo.
 molto diverso da Lucien. Somiglia a suo padre?
Mi lanci un'occhiata, poi distolse lo sguardo. No,
Franois aveva un coraggio da leone, ma non era mai
spericolato. Valutava i rischi che correva.  Lucien quello
che gli somiglia di pi e pi: essendoci tanta differenza
di et,  molto affezionato a Louis. Pos con cura il
piccolo toro.  stato buono, a portargli questo regalo.
Sai, Emma, a volte sono felice che tu sia stata costretta a
rimanere qui con noi. Gli hai fatto un gran bene.
A Louis?
No, a Lucien.
Le diedi una rapida occhiata, domandandomi se
avesse indovinato i miei sentimenti, ma Martine prosegu
pi come se stesse parlando fra s e s, che a me. Non
l'ho mai visto ridere tanto come in queste ultime settimane.
Povero Lucien, non  stato facile per lui. Ha
dovuto rinunciare a tutte le cose cui avrebbe diritto un
giovane della sua condizione sociale.
Ad alcune, forse, ma non a tutte, e il dubbio che mi
assillava si trasform in parole prima che avessi il tempo
di riflettere.  vero che un tempo era fidanzato con
Nicole?
Mi lanci una rapida occhiata. No, certo. Come ti 
venuto in mente?
Non lo so. ...  solo una sensazione che ho...
Che Nicole abbia dei diritti su di lui,  questo?
Fece una pausa, poi riprese quietamente. Inizialmente,
quando Lucien venne a lavorare per Henri, Nicole era
ancora molto giovane. Suppongo che lui fosse diverso
dagli altri giovanotti che lei conosceva, e lo trov attraente.
Lucien non aveva mai avuto una sorella; si sentiva
molto solo e forse fu troppo gentile con lei. Ormai non
sono pi dei bambini, ma a volte penso che Nicole faccia
fatica a ricordarsene.
A lei dispiace?
No ribatt con fermezza. So che dobbiamo scordare
il passato. So che Lucien non possiede altro che il
suo titolo e che Nicole  un'ereditiera, ma non  la
ragazza giusta per lui.
Mi domandai cos'avrebbe detto di me, se le circostanze
fossero state differenti. Seguitai a riordinare i libri
e dopo un momento Martine riprese a parlare, con una
strana nota supplichevole nella voce.
Quell'uomo che ha salvato Louis ieri... hai idea di
chi fosse, Emma?
No, l per l non l'ho riconosciuto, ma quando pi
tardi Guitry gli ha ordinato di togliersi la maschera, ho
visto che era Mouton.
Mouton! Ma  impossibile, non poteva essere lui!
Non capii se la sua voce esprimesse sollievo o delusione.
Ne sei sicura?
Sicurissima. Anch'io sono rimasta sorpresa.
I grandi occhi verdi scrutarono il mio volto per un
momento, poi lei disse lentamente: Se davvero era
Mouton, allora devo pregare Henri di ringraziarlo. 
stato un gesto molto coraggioso. Non l'hanno sospettato
di quell'orribile omicidio?
Non pi di chiunque altro.
Vorrei che non fosse successo disse Martine.
Spero solo che non ci andr di mezzo nessuno dei nostri
dipendenti. Charles Guitry  come uno dei vostri bulldog
inglesi. Quando afferra qualcosa fra i denti, non molla
pi finch non  soddisfatto. Mi pos la mano sul
braccio. Stai in guardia, figliola, non dimenticare mai
per un solo istante chi sei, e non fidarti di nessuno.
Sapevo che era necessaria la prudenza, e per quanto
facessi, non riuscivo a dimenticare le minacciose parole
che il capo della polizia aveva rivolto a Lucien alla presenza
del morto: ma non si pu sempre vivere in stato di
tensione, prevedendo il pericolo a ogni passo. Nel giro di
una settimana ci si ritroverebbe coi nervi a pezzi, e man
mano che i giorni passavano e non si verificavano altri
incidenti, me ne scordai fin troppo. Un banale incidente
me lo riport alla mente. Una sera a cena dissi avventatamente
che avrei molto preferito portare i calzoni per
andare a cavallo, specialmente per esplorare le colline
rocciose attorno a Villeroy, che mi attiravano molto.
Nicole si volt a guardarmi e pensai: Ci risiamo, ragazza
mia, dimentichi di essere Louise Rainier e parli come
Emma Tremayne!. Con molto tatto, Martine cambi
discorso e non ci pensai pi fino alla mattina seguente
dopo colazione, quando Armand entr con un paio di
calzoni e una giacca di velluto color nocciola sul braccio.
Cosa fai con quella roba? lo apostrof Nicole
bruscamente.
Pensavo di regalarli a Emma.
A me? esclamai stupita.
Cosa diavolo dovrebbe farsene Emma Louise dei
tuoi vecchi abiti?
Il ragazzo si rivolse a me, un po' umiliato. Ieri sera
avevi detto che ti avrebbero fatto comodo dei calzoni, e
questi ormai mi vanno piccoli. Pensavo che potessero
servirti; ossia, se non ti offendi...
Certo che non mi offendo risposi cordialmente,
togliendoglieli di mano. Non bado molto a quello che
mi metto, e sei stato gentilissimo ad averci pensato.
Armand seguitava ad apparire dubbioso, e il cipiglio di
Nicole mi irrit talmente da farmi aggiungere: Volete
che me li provi subito?
Di disse Lucien divertito. Facci vedere come
stai.
D'accordo. Allora voltatevi tutt'e due.
Nicole si strinse nelle spalle e cominci a sparecchiare
i piatti della prima colazione mentre io m'infilavo i
calzoni sopra al vestito di mussola. Il guaio era che
Armand era molto pi alto e robusto di me. I calzoni mi
arrivavano fin sotto le caviglie mentre la cintura mi saliva
alle ascelle. I due giovani scoppiarono a ridere, vedendomi
cos conciata.
Smettetela protestai indignata.
Sembri un pulcino che esce dall'uovo rise Lucien,
solo con un bel ciuffo rosso, invece che giallo.
Scommetto che ti ricordo un certo ragazzino sporco...
Proprio cos, un ragazzino molto sporco e lacero...
con due bellissimi occhi rispose, frugandosi in tasca e
lanciandomi una moneta. L'acchiappai al volo e gliela
ributtai, e ridemmo insieme.
Cos' questa storia? volle sapere Armand. Cosa
nascondete, voi due?
Ma niente,  solo uno scherzo disse Lucien in tono
leggero.
Sapete seguit Armand, sedendosi sul tavolo e
scrutandomi attentamente da un po' di tempo a questa
parte ho l'impressione che ci dev'essere qualcosa sotto la
tua venuta.
Non dire idiozie, Armand.
No, Lucien, dico sul serio. Ero convinto che Mademoiselle
Rainier fosse una persona molto colta e molto
posata, e invece viene fuori un tipo come Emma.
 davvero strano. Inclin la testa, studiandomi gravemente.
Quasi quasi la si potrebbe prendere per
un ragazzo, vestita cos. Tu che ne dici, Lucien?
Un gran bel ragazzo, direi. Avresti dovuto fare
l'attrice, Emma. Avresti fatto furore nelle parti maschili.
La voce tagliente di Nicole pose fine ai nostri scherzi.
Ma che gusto c' a voler sembrare un ragazzo? Davvero,
hai dei pensieri incredibili, Emma.
Non  per l'aspetto protestai.  per la libert che
ti d. Non hai mai avuto voglia di gettare via la gonna,
Nicole?
No, mai rispose decisa, ed era vero. Prosegu con
la sua vocetta mielata: Non so cosa dir Madame la
Marquise se ti vede andare in giro con quella ridicola
tenuta.
Martine non avr niente in contrario; perch dovrebbe?
ribatt Armand allegramente. Secondo me
Emma sta benissimo. Mi mise un braccio attorno alle
spalle e mi diede un piccolo bacio sulla guancia. La
prossima volta che andiamo a caccia, la porteremo con
noi, vero, Lucien?
In quel momento entr la cameriera e, mentre io mi
sfilavo i calzoni, i due giovani uscirono insieme. Avevo
raccolto gli indumenti e stavo andando verso la porta
quando Nicole mi ferm.
Martine ti vuole molto bene, vero, Emma?
Cosa te lo fa pensare?
 talmente evidente.
Be', dopo tutto dissi, ricordandomi la prudenza
lei e mia madre erano vecchissime amiche.
Me lo domando.
Cosa intendi dire?
Quello che dico. A volte mi domando se sei davvero
Emma Louise Rainier. Rimasi senza fiato e lei prosegu
col suo piccolo sorriso segreto. Non ti preoccupare.
Non ho intenzione di metterti i bastoni fra le ruote, non
ancora.
Sei pazza, Nicole. Tutto questo  assurdo.
Davvero? Mi accorgo benissimo che tu e Lucien e
Martine vi state dando un gran daffare per nascondere
qualcosa a pap.
Credevo che Lucien ti piacesse.
Gli occhi di Nicole si assottigliarono. A te che te
n'importa, se mi piace o no? Comunque non stavamo
discutendo di Lucien.
Allora mi rivoltai contro di lei. Perch detesti tanto
la tua matrigna?
Perch, perch? e improvvisamente vidi gli artigli,
l'amarezza da tempo covata, la gelosia. Perch prende
tutto, tutto da mio padre e non gli d niente.
Questo non  vero. Sono molto felici insieme. Lui
l'ama.
Oh, s, lui  stregato. Me ne accorsi fin dall'inizio.
Ma se eri soltanto una bambina allora.
Mi diede un'occhiata sprezzante. Avevo quattordici
anni. Eravamo sempre stati molto uniti, pap, Armand e
io, e lo diventammo pi che mai dopo la morte di mia
madre. Poi Lucien venne a lavorare per pap, e lui, per
compassione, and a trovare Martine. Oh, sapevamo
tutto di lei: la Marquise de Fontenay, ridotta a vivere in
una stamberga, vestita da contadina e orgogliosa come
una duchessa, costretta a insozzarsi le belle mani che
prima d'allora non avevano mai saputo cosa fosse il
lavoro. E per di pi era incinta.
Perch fargliene una colpa?
Suo marito era morto. Perci chi era il padre del
bambino?
Come puoi dire una cosa cos orribile?
Erano in molti a dirla.
Era per invidia, rancore... doveva essere...
Cosa ne sai tu? Si fingeva una povera vedova inconsolabile,
ha fatto aspettare mio padre per pi di un anno,
ma poi l'ha sposato e da allora seguita a ingannarlo.
Stai mentendo...
Davvero? Osservala, se non mi credi. Pap non se
ne accorge. Lei lo strega ancora, ma un giorno se ne
accorger e allora fece una pausa e sorrise, prima di
aggiungere con calma: e allora, la uccider insieme al
suo amante.
Non dovresti scherzare su queste cose.
Non sto scherzando. Mi pass accanto, ma arrivata
alla porta si ferm e si volse a guardarmi. Qui non
siamo alla corte di Versailles, Mademoiselle Rainier. Nel
Midi l'onore della famiglia  ancora ritenuto sacro, e
sappiamo come punire chi lo calpesta.
La porta si richiuse e io rimasi a fissarla sconvolta,
rifiutandomi di credere alle sue parole. Dovevano essere
stati in molti a nutrire rancore per Martine e Franois de
Fontenay: i forestieri, gli aristocratici, venuti a rifugiarsi
nel loro villaggio portandosi dietro il senso del pericolo,
come una malattia, come la peste. E Nicole era appena
una bambina allora, attaccata al ricordo della madre e
gelosa delFamore di suo padre per un'altra donna. Era
pi che comprensibile, ma poteva essere pericoloso, pericoloso
per Martine e per tutti noi. Ero stata felice a
Villeroy, ma ora di colpo la stanza sembr piena della
malevolenza di Nicole e mi sentii soffocare. Sentii il
bisogno di uscire all'aria aperta, dove avrei potuto respirare,
dove avrei potuto sentirmi libera. Avrei fatto sellare
un cavallo e me ne sarei andata lontana da quella casa,
su nelle colline.
Ma era pi presto detto che fatto. Prima c'era da fare
colazione, un pasto dall'atmosfera tesa durante il quale
Nicole non apr bocca. Non avevo mai conosciuto nessuno
che potesse essere cos silenzioso, e al tempo stesso far
sentire tanto la sua presenza. Martine era preoccupata;
rispondeva distrattamente alle continue domande di
Louis. Fui lieta di poter finalmente scappare. Accompagnai
il bambino in paese, dove lo lasciai col curato, e
proseguii in direzione degli uliveti.
Dopo parecchio mi guardai attorno e mi resi conto
che senza pensare dovevo aver preso il viottolo che
avevo percorso con Louis alcune settimane prima. Lass
in alto torreggiavano le rovine rocciose del castello di Les
Baux, il posto delle pietre. Il pony saliva con passo sicuro
l'erto sentiero e gli lasciai le redini libere. L'aria era calda
e immota.
Proseguii fin dove avevamo lasciato i cavalli l'altra
volta, e con mio stupore vi trovai un pony, legato all'ombra
di un boschetto di pini stenti. Beauregard lo salut
con un nitrito mentre io smontavo e lo legavo a sua volta.
Rimpiansi di non indossare i calzoni di Armand, ma
rialzandomi la gonna presi a inerpicarmi su per il pendio
roccioso.
Intrawedevo, parecchio pi su, una cavit buia che
non poteva che essere una grotta, e ne feci la mia meta.
Faceva caldo e la salita era dura, ma non per niente mi
ero arrampicata su e gi per le scogliere a Trevira; ed ero
curiosa di scoprire a chi appartenesse il cavallo che aspettava
l sotto. Persi di vista la grotta mentre salivo quasi
carponi un tratto ripidissimo, poi, sbucata in cima, per
poco non mollai la presa. Sulla cornice di roccia, vicinissima
a me, c'era Martine, con un uomo che le cingeva
familiarmente le spalle. Di colpo, tutto quello che Nicole
aveva detto mi torn alla mente. Poi, mentre guardavo,
vidi l'uomo condurla verso la stretta e buia apertura della
grotta.
Avrei dovuto andarmene immediatamente. Quello
che lei faceva non mi riguardava. La sua vita era soltanto
sua, ma lei era la madre di Lucien e io volevo, dovevo
sapere. Mi issai sul sentiero e pi silenziosamente che
potei, strisciai fino all'imbocco della grotta. L per l
l'improvviso cambiamento dalla luce del sole al buio
assoluto m'imped di vedere, poi pian piano i miei occhi
si abituarono all'oscurit. Invece di scorgere due amanti
stretti in un abbraccio, come mi ero aspettata, vidi qualcuno
disteso su una coperta con Martine inginocchiata al
suo fianco: l'uomo che li guardava, appoggiato alla parete
rocciosa, era Pierre.
Nella mia sorpresa, dovetti compiere un movimento
incauto. Un sasso si stacc dalla parete e cadde con
fracasso. Pierre si gir di scatto. Vidi balenare una pistola
nella sua mano, poi con un balzo fu accanto a me; mi
afferr per il braccio, guardandomi incredulo, poi lo vidi
sorridere.
Mon Dieu, pu ringraziare il cielo che io non abbia
sparato subito.  sola, spero. Non avr riportato quass
il ragazzino, a caccia di serpenti.
No.
Bene. Mi fece entrare. Abbiamo un'ospite, Martine.
La donna alz gli occhi, pallida, ma calmissima.
Come hai fatto a trovarci?
Io non volevo... voglio dire, non vi stavo cercando.
Stavo facendo una passeggiata, quando ho visto il pony...
M'interruppi di colpo quando l'uomo sulla coperta
si mosse e vidi il suo volto. Era Marius, e doveva essere
gravemente ferito. La camicia e la rozza fasciatura che
Martine gli aveva appena tolto erano imbevute di sangue.
Cosa c'? Cos' successo?
La polizia  andata ad arrestarlo stanotte per l'omicidio
del sergente. Lui ha opposto resistenza ed  riuscito
a scappare, ma  rimasto ferito.
Ma perch Marius? Perch lui pi degli altri?
Pierre si strinse nelle spalle.  una mossa maledettamente
abile da parte di Guitry. Non ha la minima
prova ma il ragazzo  popolare, e lui sa che arrestandolo,
susciter l'ira della gente, e chiss che qualcuno non si
decida a parlare. Marius avrebbe dovuto seguire i poliziotti.
Non gli sarebbe successo niente, e cosa sono pochi
giorni di prigione? Ma ha perso la testa, e questo giocher
a suo sfavore.
Sta malissimo disse Martine. Ci vuole un medico.
Il medico pi vicino  a Tarascona, lo sai bene, e se
anche accettasse di venire, come potremmo fidarci di
lui?
Far quello che posso e mander a chiamare il
curato. Lui s'intende di ferite.
Il ragazzo gemette e tent di sollevarsi a sedere.
Martine lo rimise gi con dolcezza. Non ti muovere,
Marius. Altrimenti la ferita ricomincia a sanguinare.
Dissi impulsivamente: Lasci che l'aiuti. Non sono
molto esperta in queste cose, ma non ho paura.
C'era una catinella d'acqua, e Martine aveva portato
delle strisce di lino e degli unguenti. Insieme lavammo e
fasciammo la ferita, poi pulimmo il viso e le mani del
giovane con l'acqua fresca.
Quando lo avemmo sistemato meglio possibile, Martine
disse:  tardi, devo andare. Etienne Michel gli
porter qualcosa da mangiare stasera. Avrai cura di lui,
Pierre?.
Fidati di me rispose l'uomo in tono leggero. All'ingresso
della grotta, nel porgerle il paniere, si chin a
baciarla. Lo so che sono stato un egoista a venirti a
chiamare, ma che Dio te ne renda merito.
Martine gli accarezz brevemente la guancia, poi mi
segu gi per il sentiero. Non dicemmo nulla mentre ci
aiutavamo l'un l'altra a scendere il ripido viottolo, ma
quando avemmo sciolto i cavalli e ci trovammo a trottare
fianco a fianco, Martine disse quietamente: Fammi
pure tutte le domande che vuoi, Emma.
Non so se ne ho. Vede, io sapevo gi di Pierre.  lui
l'uomo che Lucien e io incontrammo venendo da Parigi.
L'ho rivisto su queste colline quando ci venni con Louis.
Lui era il braccio destro di suo marito, vero? Ed 
tornato, questa volta per combattere contro Bonaparte.
 stato Lucien a dirti tutto questo?
In parte. Guardavo fissamente davanti a me. C'
qualcos'altro che forse lei non sa. Credo che Nicole
sospetti che Pierre sia il suo amante.
Martine rise, un piccolo suono amaro. Nicole mi
detesta talmente che deve attribuirmi dei peccati immaginari
per giustificare il suo odio. Anche tu lo pensi,
Emma?
Non lo so. Non voglio crederlo.
Si d il caso che Nicole si sbagli. Pierre  mio
fratello.
Non so perch una spiegazione cos semplice non mi
fosse mai neanche passata per la mente. Ma perch
Lucien non me l'ha detto?
Forse non voleva coinvolgerti troppo nei nostri
problemi familiari. Pierre  sempre stato quello che si
chiamerebbe la pecora nera della famiglia. Anche quando
eravamo ragazzi, era il pi scatenato di tutti. Quand'era
ufficiale delle guardie, uccise un uomo in duello e
offese il re a tal punto, che dovette scappare dalla Francia
per evitare di finire in carcere. Quando la Rivoluzione
era al culmine, non se ne tenne alla larga come avrebbe
fatto qualsiasi persona sensata. Torn e si un a Franois,
qui nel Midi.
Dev'essere coraggioso.
S, per per lui  anche un divertimento ribatt
Martine con amarezza. Il pericolo, gli intrighi, per lui
sono l'aria che si respira. Avrebbe voluto essere lui il
capo, ma gli uomini non si fidavano di lui, era troppo
imprudente, troppo pronto a correre rischi. Mi  sempre
parsa una crudele beffa del destino che fosse Franois a
essere catturato e fucilato, mentre Pierre se ne andava
libero.
Cosa succeder a Marius?
Non lo so. Se anche sopravvive, non potr tornare
nel villaggio. Guitry considerer la fuga come un'ammissione
di colpa, e non oso parlarne con Henri. Lui conosce
il ragazzo fin da quand' nato. Ma non ha mai voluto
immischiarsi nella politica. Oh, mio Dio, Emma aggiunse,
con una sorta di quieta disperazione Nicole ha
ragione. Non avrei mai dovuto sposarlo. Posso solo fargli
del male.
Sono convinta che non  vero. Lui l'ama molto.
 proprio questa la cosa peggiore. Lui mi ama e si
fida di me, e ogni giorno io tradisco questa sua fiducia.
Era facile per Martine dire che l'avrebbe tenuto
nascosto al marito, ma tornando a Villeroy, vi trovammo
Henri de Labran, rientrato prima del solito e in preda a
un'ira violenta. Invano Martine tent di calmarlo. Soltanto
allora capii che dentro a quell'uomo apparentemente
placido e imperturbabile covava un intenso orgoglio.
Un poliziotto di Parigi, egli url furioso, aveva osato
alzare la mano su un giovane nato e allevato nelle sue
terre.
Perch proprio Marius? seguit infuriato.
D'accordo, c' stata una zuffa e un uomo  stato
ucciso.  increscioso, ma il sergente era un ubriacone
e un attaccabrighe, e sono cose che capitano. Me
ne sarei occupato io a tempo debito. Che diritto
aveva lui di immischiarsi? Mander fuori una squadra
di uomini a cercare il ragazzo, lo far portare
qui e poi vedremo cosa mi dir Monsieur Charles
Guitry.
Io non lo farei, Henri, se fossi in te. Non far che
peggiorare la situazione.
Perch dici questo? Cosa sai? domand Henri.
Marius  al sicuro. Dimentica quello che  successo.
I tempi sono cambiati ormai. Guitry ha dietro di s il
peso dell'autorit di Bonaparte.
Henri la guard, le mani sui fianchi. Martine, vuoi
dirmi che Marius  fuggito sulle colline e si  nascosto con
quella banda di ladroni che si fanno chiamare Chevaliers
de Foi?
S, credo di s rispose lei evasivamente.
Mio Dio! E tu sapevi di loro, da chiss quanto
tempo. Chi altri  coinvolto? Lucien  uno di loro?
No, Henri, mi devi credere. Ho mantenuto la promessa
che ti feci. Non far niente che possa nuocere a te
o a Armand e Nicole, ma alcuni di quegli uomini sono
ancora leali a Franois e a tutto ci che egli rappresentava...
E anche a te e a Lucien, non  cos? Mouton, per
dirne uno, e Joseph, e quanti altri? La met dei miei
dipendenti. Avrei dovuto cacciarli anni fa, solo che tu
intercedesti in loro favore. Quanto sono stato stupido,
stupido e cieco. Cosa diavolo importa chi comanda a
Parigi, fintanto che ci lasciano in pace? Credevo che tu
avessi messo una pietra sul passato, che fossi felice con
me, e ora... Cos'altro vuoi da me? L'emozione gli ispess
la voce. Martine, non mi lasciare. Non mi abbandonare
per loro.
Mai, Henri, mai. And verso di lui ed egli tese una
mano, attirandola a s.
Uscii in silenzio dalla stanza, sentendomi un'intrusa.
Cenammo presto quella sera, e dopo Martine mi
preg di portare un cesto al curato da parte sua. Contiene
lenzuola e indumenti da neonato aggiunse. Sono
per una donna del villaggio che sta per partorire. Ha
molti bambini, e la famiglia versa nella miseria pi nera.
Non potresti aspettare domattina? protest Henri.
Gliel'avevo promesso, e la servit che sa sempre
tutto, dice che  gi stata chiamata la levatrice. Gliel'avrei
mandati prima, ma fra una cosa e l'altra, mi  passato
di mente. Se Emma fosse tanto gentile...
I suoi occhi erano imploranti, e io sapevo che sotto le
lenzuola e le coperte, c'era un biglietto per Etienne
Michel e del cibo adatto a un malato. Non se la sentiva di
affidarli a uno dei domestici.
Data la breve distanza, poco pi di un miglio, decisi
di andare a piedi. Il curato non era in casa, e la vecchia
che cucinava e faceva le pulizie per lui mi disse che era
andato in paese.
Il bambino  nato, Mademoiselle, ma sta male.
Bisogna battezzarlo, lei capisce, per salvare la sua piccola
anima. Fece il segno della croce. Vuole lasciarmi la
cesta?
No, ci sono delle cose che potrebbero servire. Qual
 la casa?
La casa? Diciamo piuttosto il tugurio brontol la
donna.  laggi, subito dopo il crocevia.
La trovai facilmente. La porta era spalancata e il
piccolo portico era affollato di donne. Si scansarono per
lasciarmi passare. Dentro, il caldo era insopportabile.
C'era un odore nauseante di miseria, ma la donna distesa
sul letto guardava sorridendo il neonato che teneva fra le
braccia.
Il curato accarezz la testolina lanuginosa del bimbo.
Non temere, ormai se la caver. Poi alz gli occhi e mi
vide.
Gli porsi il paniere. Madame de Labran manda
questo.
 molto buona. Le dica di stare tranquilla; penso io
a tutto quanto. Intuii che sapeva gi di Marius, e che in
qualche modo sarebbe riuscito a raggiungere il ragazzo
ferito.
Non avevo mai avuto niente a che fare coi neonati,
ma qualcosa in quel bimbo mi commosse, qualcosa si
agit dentro di me... e se fossi stata io a tenere il figlio di
Lucien fra le braccia? Mi sentii avvampare. Camminai
svelta gi per il viottolo e raggiunsi il crocevia. Era una
serata incantevole e non avevo voglia di tornare subito a
casa. Presi un altro sentiero che, pensai, mi ci avrebbe
ricondotta da un'altra parte. Dai campi saliva un profumo
d'erba appena tagliata, ma il giro era pi lungo di
quanto avessi pensato ed era gi quasi buio quando
arrivai agli edifici di pietra dove erano i frantoi.
Mi sedetti sul tronco di un albero tagliato pensando
al pomeriggio, al povero Marius, al bambino appena
nato e allo strano, inquietante desiderio dentro di me che
non avevo mai provato prima d'allora. Piano piano la
dolce calma della sera penetr in me. Fu allora che vidi
l'alta figura avanzare lungo il sentiero fra gli ulivi e seppi
con assoluta certezza che era mio padre.
Balzai in piedi, col cuore che mi batteva tanto forte
da non riuscire quasi a respirare. Lui sa che sono qui,
pensai,  venuto a prendermi. Cominciai a corrergli incontro,
ma non ero io che lui stava cercando. I suoi occhi
frugavano al di l e quando mi voltai, vidi perch. Martine
stava avanzando veloce fra gli alberi, pallida come una
falena nell'abito bianco di mussola, il volto splendente di
gioia, le braccia aperte.
Jacques disse con un piccolo singhiozzo, Jacques,
ti ho aspettato tanto. E si raccolse fra le sue braccia
come se gli fosse sempre appartenuta.


Capitolo decimo.

Fuggii, correndo fra gli alberi, inciampando sul terreno,
lottando contro le stupide lacrime. Era tale lo
choc e il dolore che se fossi rimasta, li avrei aggrediti e
ricoperti d'insulti. Martine mi aveva mentito, aveva suscitato
la mia piet, parlandomi di Pierre, recitando la
parte della moglie devota e leale, per poi buttarsi fra le
braccia di un altro poche ore dopo... e quell'altro era mio
padre. Era questa la cosa peggiore. Lui non era venuto
per me, la figlia che aveva cinicamente abbandonata al
suo destino a Parigi, ma per Martine, la sua amante, la
madre di Lucien... un volgare, sordido intrigo.
Tutti questi pensieri mi si affollavano nella mente, e
fu solo quando ebbi raggiunto il rifugio della mia camera
che affrontai la realt. Credo che quella notte diventai
donna. La bambina morbosamente attaccata al padre
scomparve per sempre, ma fu una trasformazione dolorosa.
La ragione e il buon senso lottavano contro una
feroce gelosia e, distesa sul letto, vinsi finalmente il
primo, amaro senso di tradimento. Mio padre era un
uomo come tutti gli altri: che diritto avevo io di giudicarlo?
Era assurdo che soffrissi tanto, e tuttavia pi volte mi
interrogai sul passato. Mio padre doveva avere conosciuto
Martine quando era stato qui l'altra volta, quando il
padre di Lucien era vivo. Lei aveva avuto una parte nel
tradimento di suo marito? Erano stati amanti allora?
Ho creduto che il vostro amore avesse terminato il
suo corso. Ora so di essermi sbagliata e che mi amerete
sempre...
Doveva essere stata Martine a dargli quel libro. Era
stato allora che lui l'aveva lasciata ed era tornato in
Inghilterra? Lucien sapeva? Lucien! Un nuovo pensiero
mi colp con tanta violenza che mi tirai su a sedere.
Allora era vero. L'uomo cui Guitry dava la caccia, l'uomo
che aveva mandato il marchese di Fontenay alla
morte, era mio padre! Non riuscivo a darmi pace. Mi
alzai dal letto. Presi a camminare su e gi.
Mai, mai, avrei creduto che mio padre avesse tradito
il suo amico... eppure... oh, Dio, cos'avrei fatto se Lucien
l'avesse creduto? Tornai a distendermi, ma non riuscivo
a prendere sonno. Il guanciale era come una pietra sotto
la mia testa dolorante. Quando Louis si affacci alla
porta come era solito fare tutte le mattine, per poi appollaiarsi
sul mio letto e intrattenermi con le sue chiacchiere
infantili, mi sembr di non poterlo sopportare.
Va' a fare colazione, Louis. Ho mal di testa. Scender
pi tardi.
Povera Mademoiselle Emma disse guardandomi
tutto serio, la testa inclinata da una parte. Ti fa molto
male? Lo dir a maman. Lei te lo far passare.
No, Louis, ti prego... ma il bambino era corso via,
richiudendosi piano la porta alle spalle. Giacqui immobile,
cercando di trovare la forza di alzarmi e affrontare la
giornata come se niente fosse. Qualche minuto dopo un
colpo alla porta mi fece trasalire, e Martine entr nella
mia stanza.
Una collera irragionevole mi prese nel vedere che
non appariva cambiata. Era bella e composta come sempre
Louis mi dice che non ti senti bene. Hai l'emicrania?
Si avvicin al letto. Avrei voluto tirarmi indietro,
ma la sua mano era fresca sulla mia fronte. Mi sembri
un po' febbricitante. Forse hai preso troppo sole. Resta a
letto e ti preparo una tisana.
La guardai varcare la porta col suo passo aggraziato,
domandandomi quale scusa avesse addotto per uscire la
sera prima, e se lei e mio padre avessero fatto l'amore
nella fresca oscurit del frantoio... ma non dovevo pi
pensare a questo. In qualche modo dovevo rimanere
calma. Quando, dopo un po', una delle cameriere entr
con la tisana, la bevetti con piacere. Era leggermente
amara e sapeva di menta. Dopo dormii e quando mi
svegliai, era quasi mezzogiorno. Mi sentivo riposata e
meglio in grado di affrontare la situazione da un punto di
vista pratico. Mentre mi lavavo e mi vestivo, decisi che
dovevo trovare il modo per incontrare mio padre, scoprire
come fosse arrivato fin qui e perch, metterlo in
guardia contro Lucien. Certamente sapeva gi che io ero
a Villeroy. Pierre doveva averglielo detto. Ne aveva
parlato con Martine la sera prima? Quanto sapeva veramente
Guitry dell'inglese nascosto nelle colline? Uno
di questi interrogativi almeno doveva essermi chiarito fin
troppo presto. Mi stavo spazzolando i capelli quando
Nicole entr bruscamente senza bussare, richiudendosi
la porta alle spalle e appoggiandovisi contro.
Vedo che sei gi alzata. Il capo della polizia  qui.
Chiede di parlare con te.
Con me? Perch?
Cosa vuoi che ne sappia? Avr scoperto qualcosa.
Che cosa?
Si strinse nelle spalle. Questo sta a te appurarlo, no?
Si avvicin, fermandosi alle mie spalle. C'era una curiosa
espressione di trionfo negli occhi neri che vedevo riflessi
nello specchio. Mi sfior con le dita i capelli che mi si
arricciavano sulla fronte e attorno alle orecchie. Perch
te li sei tagliati cos corti?
Era la moda a... a Parigi. Per un vero miracolo non
mi era scappato detto: Londra. Avrei avuto bisogno di
tutta la mia prontezza di spirito nei prossimi minuti.
Dov' Monsieur Guitry?
Ti aspetta nello studiolo di pap.
Lo raggiungo subito.
La stanza dove Henri de Labran si occupava dell'amministrazione
della sua tenuta era piccola. C'erano
alcuni scaffali per le carte, una scrivania, un paio di sedie
e quasi nient'altro. La luce vi pioveva dall'unica finestra.
Guitry era soltanto un'ombra alta contro l'abbagliante
biancore. La sua voce tagliente m'invest non appena
ebbi varcato la soglia, parlandomi in inglese.
Dove ha incontrato suo padre stanotte, Mademoiselle?
Era evidente che credeva nella tattica della sorpresa.
Se non fossi stata preparata, avrei potuto cos facilmente
lasciarmi sfuggire la verit. La mia mente era in subbuglio.
Dovevo ricordarmi di parlare in inglese con un
accento francese. Ringraziai Dio di aver partecipato alle
lecite scolastiche e di essere una brava attrice. Me la
presi calma.
 una domanda strana, Monsieur.  vero che l'ho
visto spesso nei miei sogni da quando  morto. Se vuole
sapere quand' l'ultima volta che l'ho visto vivo, allora 
stato quasi esattamente dieci anni fa oggi, il giorno che
vennero ad arrestarlo.
Ne  sicura?
Avevo appena dodici anni allora, ero poco pi di
una bambina, ma non sar facile che io dimentichi che
mio padre  morto sotto la ghigliottina.
Ora lo vedevo chiaramente. Era andato dietro la
scrivania, e qualcosa nella piega dura della bocca mi
spavent.
E se per ipotesi le dicessi che io non credo che lei sia
Emma Louise Rainier, che abbiamo svolto delle indagini
a Passy e che abbiamo scoperto le sue menzogne?
Il cuore mi martellava nel petto, ma non dovevo
darmi per vinta. Forse voleva solo spaventarmi e non
dovevo fargli vedere la mia paura. Tentai di controbattere
il suo attacco col sarcasmo. Be', supponiamo che sia
cos. Cos'ha scoperto a Passy? Che Emma Louise abita
sempre l, e che io sono una bugiarda?
No. Batt l'indice sulla scrivania con fare irritato,
ma i suoi occhi erano sempre vigili. No, la casa  vuota e
i vicini dicono che Mademoiselle Rainier non abita pi l
e che sua madre  ospite di amici.
Dunque Lucien aveva coperto le mie tracce. Forse
mostrai troppo chiaramente il mio sollievo, perch il mio
persecutore torn all'attacco senza concedermi un istante
di tregua.
Lei parla l'inglese eccezionalmente bene per una
francese, Mademoiselle Rainier.
Grazie.
Ancora una volta dovetti prendere una rapida decisione.
La mia madrina era inglese, una certa Lady
Emma Ross. (Era la mia nonna ed era morta, perci
non correvo rischi!) Mi hanno dato il suo nome e
da bambina andavo spesso a trovarla in Inghilterra.
Dove, in Inghilterra?
Nella sua villa in Cornovaglia. In una situazione
difficile, di' la verit fin dov' possibile, mi aveva detto
una volta mio padre.
Vraiment?  molto strano che una giovane donna
della sua condizione sociale faccia la governante comment
Guitry asciutto.
A questo era facile rispondere. Proprio lei, Monsieur
Guitry dissi in tono di rimprovero dovrebbe
sapere che molti di noi hanno dovuto ripiegare con
occupazioni molto pi umili della mia. Per di pi, Madame
de Labran era molto amica di mia madre.
Cos mi si dice, per ci sono certi fatti... ma mi
furono risparmiate ulteriori domande perch in quell'istante
la porta si spalanc e Lucien comparve sulla soglia.
Il mio cuore cess di battere, vedendo la sua espressione
adirata. Sa tutto pensai sa tutto! Ma la sua ira
non era diretta contro di me. Venne a piazzarsi accanto
a me.
Posso chiederle con quale diritto sottopone la mia
fidanzata a questo brutale interrogatorio? domand
furioso.
La frase fu talmente inaspettata che mi sentii mozzare
il fiato, e sorprese anche il capo della polizia; ma
Guitry si riprese fin troppo rapidamente.
La sua fidanzata? ripet con un ghigno. Un fidanzamento
molto improvviso, non le pare?
Nient'affatto, e se per il momento  noto solo a
Emma Louise e a me, non credo che questo la riguardi.
Forse no, ma penso che altri ne rimarranno stupiti,
sua madre per esempio, o Mademoiselle Nicole...
Lucien avvamp. Non vedo ragione perch si debba
essere sottoposti a questa persecuzione o ai suoi
volgari insulti. Le sarei grato di voler lasciare questa casa
prima che io la faccia buttar fuori.
Parl con lo stesso inconsapevole tono di superiorit
che aveva usato Martine, e vidi il rabbioso risentimento
sul volto di Guitry.
Posso ricordarle che  la casa del suo patrigno,
Monsieur de Fontenay, non la sua, e che io me ne vado
quando lo decido io, e non prima. Con studiata lentezza
raccolse i guanti e le carte dal tavolo, ci fece un freddo
cenno del capo e usc dalla stanza.
Insolente figlio d'un cane! esclam Lucien. Lo
prenderei volentieri a pedate!
La mia reazione dopo tanta tensione fu eccessiva.
Crollai su una sedia e cominciai a ridere debolmente.
Lucien mi venne vicino.
Cosa ti stava dicendo? Sarei venuto prima, ma ho
saputo solo per puro caso che lui era qui.
Credo di essere riuscita a rispondere alle sue domande
senza tradirmi.
Come ti senti? La mamma ha detto che non stavi
bene stamattina.
Non era niente, solo un po' di mal di testa. Ora sto
meglio. Lucien, perch gli hai detto che siamo fidanzati?
Mi dava il diritto di intervenire. Ho pensato che
fosse il miglior sistema per troncare le sue domande. Ti
dispiace, Emma? Baster fingere per poco, solo finch
non sarai partita sana e salva dalla Francia.
Naturalmente, non poteva essere nient'altro che una
finzione; cos'altro era possibile per noi, nelle circostanze
in cui ci trovavamo? Non ero neanche sicura che Lucien
provasse i miei stessi sentimenti. Un conto  qualche
bacio su una spiaggia assolata; l'amore e il matrimonio
sono tutt'altra cosa. Avrei voluto dirgli di mio padre, ma
non osavo. Dovevo prima vederlo. Dovevo scoprire la
verit.
Cercai di sorridere. Non sono mai stata fidanzata
finora.
Neanch'io. Mi prese la mano. Non sei in collera
con me? L'ho detto senza pensarci.
Si capisce che non sono in collera. Ti sono riconoscente.
Come ci si comporta quando si  fidanzati e nello
stesso tempo non lo si ?
Credo che dovrei dirlo a mia madre. Cercheremo di
tenerlo segreto, ma lei dovrebbe esserne informata. Si
chin e mi baci sulla guancia. Sei ancora pallida. Dovresti
andare un po' sul letto.
S, forse ci andr.
Trascorsi il pomeriggio tranquillamente, adattando i
calzoni di Armand alle mie misure. Avevo la sensazione
che prima o poi poteva capitarmi di aver bisogno di un
travestimento di qualche tipo. La dura prova della mattina
aveva in qualche modo diminuito lo choc della sera
prima. Scoprii di essere in grado di ripensarci con maggiore
calma, ma i sospetti di Guitry mi preoccupavano.
Quanto sapeva in realt? Qualcosa senz'altro, altrimenti
non avrebbe cercato di farmi cadere in trappola. Come
potevo avvertire mio padre, e come potevo seguitare a
tener nascosta la sua presenza a Lucien?
Non so se il capo della polizia avesse di proposito
sparso la notizia del nostro fidanzamento, o se fossero
stati i domestici, con quella specie di sesto senso che
hanno in queste occasioni, a far circolare la voce, ma
comunque fosse, quando ci mettemmo a tavola quella
sera, la notizia era gi giunta alle orecchie di Henri de Labran.
Bene, bene esclam giovialmente a quanto pare
devo farti le mie congratulazioni, Lucien, e anche a
Emma Louise. Siete due furbacchioni, eh, zitti zitti senza
dire una parola a nessuno.
Henri, ti prego intervenne Martine. Lucien si 
appena confidato con me. Nessuno dei due desidera che
se ne parli per il momento. Ci sono tanti problemi e
Emma non ha avuto il tempo di scrivere a sua madre e
chiedere il suo consenso.
Possiamo ugualmente bere alla loro salute, suppongo,
anche se non dobbiamo parlarne disse Henri
allegramente. Riempite i vostri bicchieri. Sai aggiunse,
con una scherzosa strizzatina d'occhio alla figlia fino
a pochissimo tempo fa, avrei giurato che la mia
piccola Nicole sperava di diventare la Marquise de Fontenay.
Non essere sciocco, pap lo interruppe Nicole
freddamente.
Sar anche un vecchio pap sciocco, ma non sono
cieco seguit scherzosamente suo padre. Poi arriva
Emma Louise, e in quattro e quattr'otto te lo lasci portar
via.
 proprio necessario continuare questa ridicola
commedia? Nicole si alz di scatto rovesciando il bicchiere
di vino sulla tovaglia di lino bianco. Era rossa di
rabbia. Quando mi sposo, io voglio un vero uomo, non
uno come Lucien che sta attaccato alle code di mio
padre.
Usc dalla stanza sbattendo la porta; Henri ci guard
perplesso.
Si pu sapere cos'ho detto di male? Era soltanto
uno scherzo... a meno che...
Si rivolse a Lucien con voce improvvisamente severa.
Hai fatto lo spiritoso con lei, Lucien,  questo?
No, mai. Lucien teneva il pugno serrato sul tavolo,
e intuii lo sforzo che aveva dovuto fare per controllarsi
agli insulti di Nicole. Poi Armand gli venne in aiuto.
Certo che no disse con disprezzo fraterno. Ormai
dovresti conoscere Nicole, pap. Ha sempre creduto di
avere Lucien ai suoi piedi come un cagnolino al guinzaglio,
e ora che scopre che non  cos, non le piace, ecco
tutto.
Sembrava una spiegazione logica, e per di pi coincideva
con quanto Martine mi aveva detto; ma per la
prima volta quel giorno mi domandai se non fosse stata
Nicole a far venire Guitry. Un'allusione lasciata cadere a
Georges Montaud che cercava tutte le occasioni per farle
visita sarebbe stata pi che sufficiente, e avrebbe potuto
funzionare. Se io avessi fatto un passo falso, ci avrebbe
potuto significare per me l'internamento, anche il carcere.
Essa si sarebbe liberata di me una volta per tutte.
Sapevo di non esserle simpatica, ma era sconvolgente il
pensiero di essermi fatta una nemica che, pur di nuocermi,
non si sarebbe fatta scrupoli.
Per pi di una settimana non accadde niente. Mi
angustiava il pensiero che mio padre fosse l da qualche
parte, nascosto nelle colline, e di non poterlo raggiungere.
Martine ebbe notizie, tramite il curato, che Marius
stava meglio, ma a parte questo, il tranquillo ritmo quotidiano
di Villeroy andava avanti come al solito, al punto
che pi volte quando il caldo si fece pi intenso e le olive
maturarono e i campi si fecero dorati, mi sembr di
vivere in un sogno, di essere davvero Emma Louise
Rainier, la governante che dava lezioni a Louis, faceva
passeggiate, aiutava nei lavori di casa e sognava felice il
suo matrimonio.
Poi, un giorno, tornai in camera mia prima di colazione
e vidi sulla mia toilette, sotto lo specchio a mano,
un minuscolo foglietto di carta. Lo presi in mano, col
cuore che mi batteva. C'erano solo poche parole: Il
posto delle pietre. Oggi pomeriggio. Vieni sola. Nient'altro,
ma era stato mio padre a scriverlo, questo lo
sapevo con assoluta certezza. Come aveva fatto ad arrivare
in camera mia? Era stato Joseph? Quanti altri nella
casa conducevano una doppia vita?
Non fu difficile allontanarmi nel pomeriggio. Era il
mese di luglio, e a quell'ora il sole era talmente caldo che
tutta la famiglia si ritirava a fare un sonnellino dopo
colazione. Quando uscii in cortile, persino i ragazzi di
stalla dormivano nella gran calura. Sellai io stessa Beauregard;
imboccai il viottolo che si snodava attraverso gli
uliveti, poi m'inerpicai su per il ripido sentiero fino al
posto delle pietre. Arrivata al piccolo padiglione, vidi un
uomo che attendeva all'ombra della porta: il cuore mi
batt pi forte, ma non era mio padre. Era Mouton che
mi sorrideva col suo fare amichevole.
Il cavallo lo lasciamo qui, Mademoiselle. L'accompagno
io per il resto del tragitto. Leg Beauregard, poi
si tolse di tasca una sciarpa di seta bianca.
Mi deve perdonare, Mademoiselle...
Non avrai mica intenzione di bendarmi gli occhi?
Non abbia paura. L'aiuter io. Non cadr, stia tranquilla.
Ma perch? Ero indignata. Credi che rivelerei il
vostro nascondiglio?
Non  questo disse l'uomo in tono di scusa. Sono
ordini, capisce...
Ordini di chi? Mi rifiuto.
Non pu rifiutarsi, Mademoiselle Emma, se vuole
vedere Monsieur Jacques.
Jacques? Doveva essere cos che mio padre si faceva
chiamare. Esitai, irritata dalla messinscena. Cosa gli era
venuto in mente, a mio padre? Non stavamo mica giocando
a mosca cieca. Mouton si agit, con aria impacciata.
Oh, va bene dissi infine. Fa' come vuoi.
Mi leg la sciarpa delicatamente, ma con fermezza,
attorno agli occhi e c'incamminammo. Allora non immaginavo
di dover percorrere tante volte quel sentiero,
che pur essendo ripido e tortuoso, non era certo pericoloso
come mi sembr quel primo pomeriggio. Mouton
guid ogni mio passo, la mano sempre ferma sul mio
braccio, incoraggiandomi, senza mai lasciarmi scivolare,
mostrandomi dove posare i piedi. Non avevo idea di
dove stessimo andando n di quanto tempo impiegammo,
ma doveva essere passata mezz'ora e pi quando
sentii un soffio d'aria pi fresca e capii che non avevamo
pi il sole addosso.
Ora ci sono dei gradini disse Mouton. Salga lentamente,
e lo sentii dietro di me, vicino e rassicurante,
mentre salivo brancolando. Poi ci fermammo. Mouton
mi tolse la benda dagli occhi. Non eravamo in una grotta,
come mi ero aspettata. Mi trovavo nella piccola stanza
circolare di una torre semi diroccata costruita nelle rocce.
Le mura erano di nuda pietra, c'erano sottili feritoie
come finestre, un panchetto, un tavolo, un pagliericcio
con una coperta, ma tutte queste cose le notai in seguito.
In quel momento avevo occhi solo per mio padre, che mi
stava davanti, illuminato solo da un raggio di sole, sempre
elegante anche coi pesanti calzoni di pelle e la rozza
camicia di lino.
Ebbene, Emma mi disse con un sorriso. Eccomi
qua, come vedi. Sono tornato a prenderti.
Dimenticai tutto, tranne il fatto che lui era l. Gli corsi
incontro, incespicando sull'impiantito sconnesso, mi buttai
fra le sue braccia e scoppiai a piangere.
Via, via che stai facendo? Credevo che saresti stata
felice di rivedermi.
Lo sono, lo sono, solo che... cercai invano il fazzoletto;
mio padre mi porse il suo. Poi mi ritrovai seduta
sullo sgabello, con mio padre chino su di me ; Mouton era
scomparso. Mi dispiace di essere cos sciocca.  solo che
 passato tanto tempo... sono successe tante cose... come
hai fatto a sapere che ero qui?
Non lo sapevo; me l'ha detto Pierre quando sono
arrivato. Ero terribilmente in pena per te, tanto pi dopo
che Victor mi raccont della tua scomparsa dall'albergo.
Lo fissai. Victor te l'ha detto?
S. L'hai sempre sottovalutato, mia cara. Sar anche
noioso, ma non  uno sciocco. Invent una storia talmente
tragica di un padre moribondo, e la raccont con aria
talmente ebete, che riusc a convincerli di essere innocuo
e lo lasciarono tornare a casa.
Come hai fatto ad arrivare qui?
Sedette sul tavolo vicino a me. A dire il vero,  stata
la Sea Witch di Victor a portarmici.
Cosa! Non vorrai mica dire... lui sa tutto?
Alcune cose, non tutte, ma Victor  un suddito
leale. Non approva il mio lavoro, ma darebbe volentieri
la vita per il suo paese; perci, controvoglia e soffrendo il
mal di mare dal primo momento all'ultimo, ha sfidato il
pericolo e mi ha sbarcato a Quiberon Bay. A proposito,
piccola,  molto preoccupato per te. Ho dovuto fare una
fatica dell'inferno per impedirgli di venire con me e
correre in tuo aiuto.
 lontano, Quiberon Bay? E da l come hai fatto a
venire fin qui?
Parecchio lontano.  in Bretagna.  stato un viaggio
infernale, ma ho degli eccellenti documenti falsi.
Allarg grandiosamente le braccia. Ti presento Jacques
Dupont, rappresentante di vini, munito di un lasciapassare
firmato da Paul de Barras, rivoluzionario in pensione,
canaglia assetata di sangue ex amante di Madame
Bonaparte, ma grande intenditore di vini. Il lasciapassare
non reggerebbe a un esame attento, ma funziona
benissimo coi soldati repubblicani che leggono con difficolt
e si lasciano abbagliare dai timbri ufficiali.
Non trarr in inganno Charles Guitry dissi quietamente.
Lo sai che  qui, vero?
S, lo so.Abbandon il tono scherzoso.  una
maledetta scarogna che fra tutte le persone che potevano
mandare a Tarascona, abbiano mandato proprio lui, che
mi conosce.
Ha gi indovinato qualcosa. Mi ha interrogata.
Gli raccontai rapidamente dell'interrogatorio ed egli
fece un cenno di approvazione.
Bravissima. Sapevo di potercontare su di te. Sorrise.
Cos la mia piccola Emma  fidanzata.  stata una
mossa intelligente da parte di Lucien. Dimmi, come hai
fatto a persuaderlo a compiere un gesto cos nobile e a
farti aiutare a scappare da Parigi?
Lo giudichi male risposi, sostenuta.  stato molto
buono con me.
Sul serio? Se me lo permetti tesoro, la vita avventurosa
ti dona. Non ti ho mai visto cos bella...
Smettila pap. Mi alzai, allontanandomi da lui.
Non mi prendere in giro.
Ma, mia cara, non penserai davvero che Lucien...
Ti prego, preferirei non parlarne.
Come vuoi, ma dicevo sul serio prima. Mi pos
una mano sulla spalla, voltandomi verso di s. Ti sei
fatta pi bella... me n'ero accorto la sera del combattimento
dei tori.
Allora eri tu che...
S, ero io. Quella maschera  stata utilissima. Per
fortuna sono riuscito a passarla a Mouton, altrimenti...
Si strinse nelle spalle. Il tuo Lucien ha molta presenza di
spirito. Non mi sarebbe piaciuto rischiare la pelle con
quel toro inferocito.
Per l'hai fatto. Hai corso un rischio tremendo.
Soltanto dopo. Strappare quella coccarda era facile.
Se non fosse stato per il tuo giovanotto, per me era
finita. Fece una pausa, prima di aggiungere casualmente:
Non sapevo del bambino.  figlio di Henri de La-
bran?.
No.  nato dopo che il Marquis de Fontenay fu
assassinato.
Capisco. Non ne avevo idea... povera Martine.
C'era della tenerezza persino nel modo in cui pronunciava
il suo nome. Non volevo sentirla. Dissi bruscamente:
Pap, perch mi hai fatta venire qui oggi?.
Per vederti, naturalmente. Non  naturale? Non 
normale che un padre voglia rivedere sua figlia?
Ma  soltanto per questo, vero? Perch sei qui?
Quali sono i tuoi ordini?
Questo proprio non te lo posso dire, almeno per il
momento. E come l'averti portata qui con gli occhi bendati.
Quello che non sai, non lo puoi rivelare.
Pensi che lo farei?
Non intenzionalmente, ma nessuno sa meglio di me
a quali pressioni si pu essere sottoposti, e non t'illudere,
Emma, Guitry pu essere spietato. Molto pi della mia
vita dipende da questo, ma hai ragione. Volevo vederti,
ma voglio anche che tu faccia qualcosa per me.
Di cosa si tratta?
Torna qui da me e ascolta attentamente. Voglio
spiegarti una cosa. Lo sai come si raccolgono informazioni
in tempi come questi? Non si tratta soltanto di una
singola persona che trasmette dei fatti nudi e crudi.  un
numero immenso di minuscoli particolari che giungono
da molte fonti diverse e che, messi tutti insieme, formano
un quadro della situazione, ed  per questo che ho
bisogno di te. Tu abiti a Villeroy, fai parte della famiglia.
Li senti parlare: Henri de Labran, Armand, Lucien.
Ricevete ospiti in casa, esci e parli coi vicini, senti i
discorsi che si fanno nel villaggio. Voglio sapere tutto
sulle truppe, il reclutamento, i movimenti di Bonaparte,
lo stato d'animo della gente. Ci metteremo d'accordo
perch tu mi trasmetta queste informazioni attraverso
Mouton e Joseph e altri, a volte anche direttamente a
me. Trover il modo.
Ma perch? Per quale scopo?
Saprai tutto questo a tempo debito. Lo farai?
Esitai. L'idea mi ripugnava. Dissi riluttante: Ma
loro mi vogliono bene, si fidano di me. Significherebbe
fare la spia.
Loro non ci andranno di mezzo, e non lo sapranno
mai.
Questo non fa che peggiorare la cosa. Un'improvvisa
vampata d'ira mi riboll dentro. Dissi: Perch non
lo chiedi a Martine?.
Martine?
Oh, non fingere. Ti ho visto con lei nell'uliveto.
Perch non chiedi alla tua amante di farti da spia?
Lo vidi impallidire e, perfidamente, volli ferirlo. 
vero, no? Eravate amanti anni fa, quando il padre di
Lucien era vivo. Lei lo trad allora, perch non dovrebbe
fare altrettanto con Henri de Labran, ora?
Taci, Emma. Non sai quello che dici.
Oh, s che lo so, e lo trovo vile, odioso. Mi lasciai
travolgere dall'ira, lanciandomi in accuse avventate.
Fosti tu a tradire il Marquis de Fontenay per impedirgli
di scoprire la verit su voi due, per poter continuare a
portartela a letto?
Smettila! Mi schiaffeggi con violenza.
Trasalii, portandomi la mano alla guancia. Non mi
avevi mai picchiata.
Mi fiss per un istante, lottando per dominarsi, poi
mi volt le spalle. Mi dispiace, ma non ripetere mai pi
quell'abominevole menzogna. Visto che sai gi qualcosa,
tanto vale che tu ne sappia un po' di pi. Hai perfettamente
ragione. Martine ed io c'innamorammo quando
venni in Francia l'altra volta. Dopo che suo marito fu
fucilato, avrei fatto qualsiasi cosa per portarla via di qui.
La volevo per moglie pi di quanto non avessi mai voluto
qualcosa in vita mia, ma ero braccato io stesso. Era
impossibile. Picchi il pugno contro il muro con un
gesto impotente, poi si volse verso di me con un sorriso
contorto. Sarebbe potuta essere la tua matrigna.
E ora?
Ora si strinse stancamente nelle spalle, l'ho vista
una volta dieci giorni fa per pochi minuti, e basta. Lei 
totalmente fedele a Henri de Labran, che Dio lo maledica!
Ma tu sei solo una bambina seguit con voce stanca
come puoi capire?
 qui che ti sbagli. Non sono una bambina, non
pi...
Mi guard un momento prima di dire lentamente:
 vero. Sono passati solo pochi mesi, eppure sei cambiata.
 possibile? Tu e Lucien... Che ironico scherzo del
destino sarebbe, se lui... il figlio di Martine...
Ti prego, pap, preferirei non parlarne. Ti chiedo
scusa per quello che ti ho detto.
E farai quello che ti chiedo?
Far del mio meglio, ma non credo che riuscir a
sapere granch.
Ogni piccolezza serve. Di una cosa puoi stare certa,
Emma: niente impedir a Bonaparte di tentare di diventare
padrone dell'Europa. L'ho detto ai miei superiori a
Londra, ma solo ora cominciano a crederci. Se il mio
piano riuscir, forse eviteremo cinque, magari dieci anni
di guerra, e cosa sono le nostre vite, la tua e la mia, in
confronto alla strage di migliaia di persone? So di chiederti
molto, ma alla fine ne sar valsa la pena.
Lo credi? Il fine giustifica mai i mezzi? Ma sapevo
che avrei fatto quello che mi chiedeva, per quanto odioso
mi fosse.
E non ne parlerai con nessuno, neanche con Lucien?
Pap, c' una cosa che ti devo dire.
Mi osserv per un momento. Riguarda Lucien?
S. Vedi, lui crede che sia tu l'umo che ha tradito
suo padre.
Lucien crede questo? C'era una nota di genuina
sorpresa nella sua voce. Ma perch? Lui era un ragazzo
allora. Non c'eravamo neanche mai incontrati. Suo padre
lo teneva fuori dalla mischia.
Non lo sapeva allora, non ne era sicuro, ma gli 
rimasto il sospetto... e ora ne  convinto. Gliel'ha detto
Guitry.
Guitry? ripet incredulo. Ma lui  uno dei pochi
che sa la verit.
Credo che l'abbia fatto di proposito... per mettere
Lucien contro di te.
Forse hai ragione. Tacque per un momento, poi
disse pensoso: Questo non me l'aspettavo proprio. Lui
conosce la mia identit?
Non ancora... Oh, pap, ho tanta paura per te.
Mi attir a s, accarezzandomi i capelli. Non ti
angustiare troppo, piccola mia. Non  facile farmi la
pelle, sai, e ora che so come stanno le cose, non sar
difficile raddoppiare le misure di sicurezza. Ma  una
situazione spaventosa per te.
Avrei tanto voluto dirgli quanto amavo Lucien,
quanto odiavo ingannarlo, ma non lo feci e non so quanto
mio padre intu. Disse con dolcezza: Una delle cose
peggiori in questo genere di lavoro  che non ci si pu
mai del tutto fidare di nessuno. Ora devi andare.
Scese le scale con me, e vidi che ci trovavamo in un
angolo di quello che un tempo era stato un massiccio
castello letteralmente scavato nella montagna, talmente
scosceso che doveva essere inespugnabile.
Uno strano posto, vero? comment mio padre.
Un vero covo da banditi.
 cos che l'ha chiamato anche Pierre.
Ci sono tanti angoli e cantucci, tanti nascondigli,
che  un gioco da bambini far cadere in trappola
chiunque sia tanto imprudente da venirci a cercare
quass. Mi tenne la mano per un momento. Mi hai
perdonato?
Mi alzai in punta di piedi per baciarlo. Come potrei
non averti perdonato?
Abbi cura di lei, Mouton.
Stia tranquillo, Monsieur Jacques. Si fidi di me.
Mouton tir fuori la sciarpa bianca, ma mio padre lo
ferm con un gesto. Non occorre.  mia figlia.
La discesa fu sotto certi aspetti peggiore della salita.
Potevo vedere com'era stretto il sentiero, le pareti a
picco dove una caduta poteva significare una brutta ferita
o la morte, e anche senza gli occhi bendati mi domandai
se sarei pi riuscita a ritrovare la strada fin lass.
Quando arrivammo al padiglione, Beauregard mi accolse
con un nitrito di gioia, strofinando il muso contro di
me. Mouton mi aiut a montare in sella.
Vada piano, Mademoiselle. Io scender per un altro
sentiero.  meglio non farci vedere insieme.
Stavo risalendo il viale di casa quando vidi Lucien
venirmi incontro. Mi ferm con una mano sulla briglia.
Dove sei stata?  tardi. Cominciavamo a stare in pensiero.
A fare un giro risposi. Su nelle colline.
Non dovresti andarci da sola.  pericoloso.
Ci sono gi stata parecchie volte. Feci per proseguire,
ma Lucien seguit a trattenermi.
Sei andata per incontrare Pierre?
Pierre? No, neanche per sogno.
La sua mano risal lungo le redini e si richiuse sulla
mia. Emma, cosa mi nascondi?
Niente. Perch dovrei nasconderti qualcosa?
Non lo so, ma fra te e mia madre, mi nascondete
qualcosa. Di che si tratta?
Niente, ti dico.  la tua immaginazione.
Gli sottrassi la mano e spinsi Beauregard al trotto,
perch, pi di ogni altra cosa, odiavo mentirgli. Lui mi
segu lentamente; e sebbene non ne parlasse pi e fosse
cortese con me come al solito, per tutta la sera fui conscia
della tensione. Fu l'inizio del dissenso fra noi.


Capitolo undicesimo.

Conducevamo una vita tranquilla a Villeroy, con pochi
ospiti, cos che non scoprii niente che valesse la
pena di riferire fino all'inaspettato arrivo di Jean de
Rennes. Fu circa una settimana dopo l'incontro con mio
padre. Avevo appena finito di fare lezione a Louis quando
udimmo uno scalpitare di zoccoli gi in cortile. Louis
vol alla finestra.
 Jean esclam.
Chi  Jean? domandai, ma il bambino aveva gi
infilato la porta. Riordinai i libri e lo seguii.
Un giovane in una sgargiante uniforme verde e
oro era appena smontato da cavallo davanti alla scalinata.
Armand arriv di corsa dalle stalle e chiam
uno dei garzoni perch venisse a prendere il cavallo.
Il nuovo arrivato gli batt amichevolmente la mano
sulla spalla.
Voil, mon vieux, come va? Nicole sbuc dalla
porta di casa e scese le scale di corsa; porse la mano al
giovane ufficiale che la prese con un piccolo inchino, poi
attir la ragazza a s e la baci sulla guancia. Sono felice
di vederti, Nicole, sei ancora pi bella dell'ultima volta
che sono stato qui.
Nicole rise e arross. Anche tu sei in gran forma,
Jean. Sei stato promosso capitano?
S, ma c' dell'altro. Al ritorno dalla campagna
austriaca, mi ha nominato nientemeno che suo aiutante
di campo.
Bonaparte?
E chi, se no?
Louis fissava affascinato la sciarpa con la frangia
dorata e la sciabola che gli pendeva lungo il fianco. Il
giovane gli sorrise, scompigliandogli i riccioli castani.
Mon Dieu, come sei cresciuto nell'ultimo anno. Sogni
ancora di fare il torero, eh? Sollev il bambino in aria,
poi i suoi occhi caddero su di me, che indugiavo nell'ombra
della porta. Questa chi ? Non credo di avere il
piacere...
 Emma Louise.  la mia governante spieg
Louis.
La tua governante, eh? Gli audaci occhi castani mi
squadrarono con aperta ammirazione. Pos il bambino a
terra e venne a baciarmi la mano. Enchant, Mademoiselle.
Jean de Rennes, al suo servizio. Mi guard ridendo.
Louis  fortunato. Ricordo la mia governante, un
vero drago, con un viso da incutere spavento al diavolo in
persona.
Nicole lo prese sottobraccio. Farai colazione con
noi, Jean?
Grazie. Con piacere. Mi passarono davanti ed
entrarono in casa.
Mi sembr che Martine salutasse il giovane con una
certa freddezza, ma fu solo pi tardi che ne capii il
motivo. Il padre di Jean, il conte di Rennes, era andato
prudentemente in esilio alle prime avvisaglie della Rivoluzione,
ma suo figlio la pensava diversamente. Non
appena raggiunta la maggiore et, aveva litigato col padre
ed era tornato in Francia per arruolarsi sotto l'astro
sorgente del generale Bonaparte. Ora suo padre aveva
accettato il nuovo ordine, tornando in patria dove aveva
ottenuto il perdono e la restituzione delle sue terre. Era
naturale che Martine provasse una certa amarezza, al
pensiero di Franois de Fontenay e della sua solitaria
battaglia per il suo re in esilio.
Lucien arriv a colazione in ritardo e, sensibile com'ero
a ogni suo stato d'animo, capii immediatamente
che il nuovo arrivato gli era antipatico. Jean de Rennes
gli rivolse un saluto festoso.
Piacere di vederti, Lucien. Sempre il solito sgobbone,
vedo. Non ti stufi mai di compilare fatture per barili
d'olio e botti di vino? Comunque, meglio te di me. Io non
sarei mai capace di fare due pi due e ottenere il risultato
giusto.
Vidi Lucien serrare la bocca. Disse freddamente:
Mi stupisci, Jean. Avevo l'impressione che il generale
Bonaparte non tollerasse gli sciocchi.
Un lampo d'ira pass nei duri occhi castani di Jean.
Non sono un impiegato, n uno dei suoi segretari.
Gi. Lucien indugi con gli occhi sui galloni dorati
e la fascia ornata di frange. Chiaramente hai pi facilit
a maneggiare la spada che non la penna.
Nicole guardava divertita dall'uno all'altro, gli occhi
scintillanti di malizia. Poi i domestici tornarono coi piatti
tenuti in caldo per Lucien, e mentre egli mangiava, Jean
si appoggi allo schienale della sedia, intrattenendoci
con pettegolezzi militari e notizie piccanti sui litigi di
Bonaparte con la moglie. Stavamo bevendo il caff
quando di colpo si raddrizz, battendosi la mano sulla
fronte.
 stato un tale piacere rivedervi tutti quanti, che per
poco dimenticavo perch sono venuto. Mio padre riapre
la casa di St. Rmy, e per l'occasione d una festa da
ballo. Sarebbe felice che vi partecipaste tutti. Anche la
deliziosa governante di Louis, naturalmente.
Credo che dovresti sapere, Jean intervenne Nicole
con la sua vocetta mielata che Emma Louise  la fidanzata
segreta di Lucien.
Ti prego, Nicole interruppe Martine. Sai che n
Emma Louise n Lucien desiderano che se ne parli per
ora.
Perch no? disse improvvisamente Lucien. Non
me ne vergogno.
Lo credo bene fece Jean cordialmente. Congratulazioni,
vecchio mio. Sei un uomo fortunato.
Lo so.
Gli occhi di Lucien incontrarono i miei attraverso il
tavolo. C'era stata una certa freddezza fra noi nell'ultima
settimana, e non riuscivo a capire cosa l'avesse spinto a
dire quello che aveva detto. Il pensiero di quanto gli
nascondevo mi fece sentire a disagio. Arrossii e distolsi lo
sguardo.
Martine mi venne in aiuto. Domand quietamente:
Quando sar il ballo di tuo padre, Jean?.
Prestissimo... il 14 luglio, per l'esattezza. Ci fu un
momentaneo silenzio. Il 14 luglio... il giorno in cui la folla
aveva preso d'assalto la Bastiglia, il giorno della liberazione
che aveva anche significato la condanna a morte
della famiglia reale e di altre migliaia di persone che li
avevano seguiti sulla ghigliottina. Non era un discorso
felice da farsi in quella famiglia e evidentemente Jean se
ne rese conto. Seguit in fretta: Molto probabilmente, il
Primo Console ci onorer di una visita durante la serata.
Bonaparte viene qui? disse Lucien. Non  imprudente?
Cosa intendi dire?
Sicuramente sapr di non essere esattamente il
benvenuto nel Midi. Ci sono gi stati parecchi disordini,
persino qui nel nostro villaggio.
Jean si strinse nelle spalle. Qualche contadino che
lo guarda di traverso non preoccuper il generale Bonaparte.
In ogni caso la sua visita viene tenuta segreta. 
diretto a Tolone, e non vuole che gli operai dei cantieri
navali siano preavvertiti. Sta compiendo un veloce giro
di tutti i porti dove si costruiscono le navi. Sono troppo
lenti per lui. Jean rise. Avreste dovuto sentire il suo
linguaggio qualche giorno fa, quando scopr che le cento
chiatte da invasione ordinate a Boulogne erano soltanto
venti. Qualcuno ci rimise la testa, ve lo dico io. Ma niente
lo ostacoler. Ha intenzione di festeggiare il Natale nel
palazzo di St. James, a costo di morire.
Non ci riuscir mai. Le parole mi uscirono di bocca
prima che potessi fermarmi. Non sconfigger mai la
marina britannica, mai, finch rimarr una sola nave in
mare e un solo inglese a condurla.
Jean si volt a guardarmi con un sorrisetto. Sembra
molto sicura di s, Mademoiselle. Sa forse qualcosa che
noi non sappiamo?
Lucien rispose in mia vece. Emma Louise era a
Parigi in primavera, e anch'io. C'erano ancora parecchi
turisti inglesi. Sembravano molto sicuri del fatto loro.
Oh, gli inglesi fanno i gradassi quando nessuno li
contraddice, ma Bonaparte li conosce rispose Jean senza
scomporsi. Guardate i loro ministri! Persino la loro
stampa prezzolata ride delle loro buffonate. Quando un
volgare giornalista tent di fare altrettanto a Parigi, Napoleone
lo fece impiccare col suo giornale ficcato in
bocca.
La Rivoluzione ha fatto versare fiumi di sangue nel
nome della libert ribatt Lucien asciutto. Peccato che
un uomo non possa ancora dire quello che pensa.
Jean ebbe uno scatto d'ira, e sarebbe certamente
scoppiato un litigio fra i due, se non fossero stati interrotti
da Louis che non aveva fatto altro che guardare dall'uno
all'altro.
Non credo che vorr fare il torero, dopo tutto
annunci improvvisamente. Sar un soldato come Jean
e ammazzer gli inglesi.
Armand rise e batt la mano sulla spalla del ragazzino.
Detto da vero eroe.
Louis, dovresti salire in camera tua a prepararti
disse Martine.  ora di andare dal curato per le tue
lezioni.
Oh, no, maman, per favore...
Jean batt improvvisamente la mano sul tavolo.
Che sciocco sono stato a non pensarci prima. Un gruppo
di attori dell'Opra comique reciter uno spettacolo
di variet nel corso della serata, e dopo ci sar una
presentazione al nostro ospite d'onore. Ci hanno chiesto
di fornirgli un paggetto, dal momento che il loro attore-
bambino si  ammalato. Madame, sarebbe tanto gentile
da prestarci Louis? Sono sicuro che sarebbe adattissimo
alla parte.
No. La risposta di Martine fu immediata e decisa.
No, non lo potrei permettere.  troppo giovane.
Oh, maman, ti prego, ti prego, fammici andare. I
grandi occhi nocciola del bimbo erano imploranti.
No, Louis, non  assolutamente il caso.
Sono d'accordo con Martine dichiar Nicole.
Darebbe noia a tutti e rovinerebbe la serata.
Non fare la guasta feste intervenne suo fratello.
Perch Louis non dovrebbe venire con noi, e divertirsi
anche lui?
S, perch no? Intervenni. Non credevo neanch'io
di essermi tanto affezionata al bambino. Me ne occuper
io, Madame. Non mi dar nessun fastidio.
Non lo so. Martine esit e diede un'occhiata a
Lucien. Egli si accigli ma non disse niente, e sua madre
riprese in fretta: Lo chieder a mio marito. Se acconsentir
di accompagnarci al ballo, allora ripenser anche
alla questione di Louis.
Bon, allora  tutto sistemato disse Jean fiducioso.
Il bambino mi rivolse un sorriso felice e poco dopo
Jean se ne and, lasciandomi alle prese con un problema
che non sapevo come risolvere. Bonaparte sarebbe venuto
in Provenza il 14 luglio o prima. Era questa la
notizia che mio padre aspettava?
Quella sera, quando Martine parl del ballo a Henri
de Labran, Lucien vi si oppose con violenza.
Il conte di Rennes  scappato al primo sentore di
pericolo,  vissuto comodamente in esilio per dieci anni,
e ora torna per arraffare quello che pu. Disprezzo gli
uomini come lui.
Oh, non lo so rispose il suo patrigno, tollerante.
Dopo tutto, Gilles de Rennes era un mio vicino. Lo
conoscevo bene ai vecchi tempi. Andavamo a caccia di
cinghiali insieme. Non  privo di coraggio. Se sa fare i
propri interessi di questi tempi, chi pu dargli torto?
Lucien fece un'aria disgustata. Tu fai come credi,
mamma. Io non ci andr. ,
Io credo che dovresti ribatt Martine decisa. Il
passato  passato. Dobbiamo imparare a dimenticarlo.
Inoltre, non sarebbe giusto nei confronti di Emma Louise.
Lei non pu andarci senza di te, tanto pi dal momento
che hai parlato cos apertamente del vostro fidanzamento.
Farebbe una brutta impressione.
Lucien aggrott la fronte. Non avevo pensato a
questo. Tu ci vuoi andare, Emma?
Non lo so. Decidi tu.
Certo che ci vuole andare intervenne Henri de
Labran, conciliante. Alle belle ragazze piacciono le
feste da ballo, e ce ne sono talmente poche qui da noi.
Lucien mi sorrise riluttante. Scusami. Sono di cattivo
umore stasera. Va bene, ci andremo.
Per tutta la notte meditai il mio problema e il pomeriggio
seguente arrivai a una decisione. Mi sarei spinta a
cavallo nella Camargue, avrei trovato Mouton e gli avrei
riferito quello che sapevo. Poi ci avrebbe pensato lui, a
portare il messaggio a mio padre.
Faceva un caldo soffocante, e quando finalmente
arrivai alla capanna dove abitava Mouton, la trovai chiusa
a chiave. Mi ci volle un'altra ora prima di trovarlo,
affondato fino alle cosce nelle acque paludose, che guidava
una mandria di tori neri con la lunga pertica a
tridente che adoperano i gardiens. Mi grid di rimanere
dov'ero e dopo pochi istanti mi venne incontro, sguazzando
nel fango.
 pericoloso avvicinarsi troppo spieg. Ci sono
delle sabbie mobili.
Mouton, ascolta. Vuoi portare un messaggio a mio
padre? Potrebbe essere importante. Gli ripetei tutto
quello che sapevo, ed egli mi ascolt attentamente.
Glielo riferir, ma credo che lo sappia gi.
Come ha fatto?
Si strinse nelle spalle. Abbiamo i nostri informatori,
Mademoiselle.
Mi domandai, con una punta d'amarezza, se mio
padre avesse veramente bisogno del mio aiuto, o se
avesse semplicemente voluto farmi piacere, dandomi
l'illusione di essere importante per lui. Mouton, cosa
vuole fare mio padre?
L'uomo scosse il capo.  molto riservato. Non dice
niente a nessuno di noi, finch non si  deciso. Le dir
qualcosa, per. Si chin verso di me e disse in un
bisbiglio: Se Monsieur Pierre l'avesse vinta, sarebbe....
Si pass la mano sulla gola con un gesto significativo
e sorrise. Sarebbe la fine del crso.
Assassinarlo, intendi dire? esclamai inorridita.
Proprio cos, ma Monsieur Jacques non vuole; ha
altri piani, lui,  in gamba, mi creda. Vedr, Mademoiselle.
Mi salut con un cenno della mano e torn nella
palude, gridando ai tori, mentre io lo guardavo allontanarsi,
confortata in qualche modo dal fatto che mio
padre fosse contrario a uccidere a sangue-freddo.
La sera del ballo, partimmo in anticipo per St. Rmy.
Io indossavo il vestito bianco che mio padre mi aveva
comprato a Parigi e mi sentivo elegantissima, fin quando
Nicole non scese dabbasso. Il color arancio bruciato del
suo abito metteva in risalto la sua bruna bellezza, facendomi
improvvisamente sentire scialba e sbiadita. Stavamo
aspettando Martine gi nell'ingresso, prima di salire
in carrozza, quando Lucien scese le scale con qualcosa in
mano.
 per te disse, porgendomi l'astuccio di velluto, il
mio regalo di fidanzamento.
Era una collana di rubini incastonati in filigrana d'oro,
di squisita fattura. Non avevo mai posseduto niente di
cos bello. Sapevo che gli occhi di Nicole erano su di noi,
ma Lucien la ignor. Tolse la collana dal suo astuccio e
me la allacci al collo.
La strada che passava sotto Les Baux e al posto delle
pietre era troppo stretta e accidentata per la grande
carrozza, e perci passammo per Tarascona. Per la prima
volta vidi il castello alto sul picco, a strapiombo sulle
acque veloci del Rodano. Con le sue torri rotonde a ogni
angolo, le mura merlate, il colore dorato della pietra,
sembrava un castello da fiaba; ma quel luogo incantevole,
dove un tempo i trovatori cantavano d'amore, era
oggi un tetro carcere, dove gli uomini cui Charles Guitry
dava la caccia venivano chiusi in celle dietro a finestre
munite di inferriate. Mio padre era stato imprigionato l,
e l il marchese di Fontenay era stato torturato e fucilato.
La strada si snodava attraverso vigne e uliveti, che
alti schermi di cipressi verde scuro proteggevano dal
mistral. Oltre i campi, potevo vedere i pendii violetti
delle montagne, e mi sembrava di distinguere i nudi,
scoscesi dirupi di Les Baux. Mi domandai dove fosse mio
padre e se, da qualche parte sulla strada di montagna,
un'imboscata attendesse il Primo Console e la sua scorta.
La casa del conte di Rennes era una grande villa
bianca circondata da un magnifico parco, che un esercito
di giardinieri doveva aver preparato per questo giorno.
Altrove in Provenza il sole aveva bruciato i fiori e ingiallito
l'erba, ma qui i prati erano come un tappeto di velluto
verde e i gerani bianchi crescevano rigogliosi nei vasi.
Grandi rose vellutate, gialle e scarlatte, fiorivano ancora;
piante d'edera crescevano fitte attorno alle tamerici e si
mescolavano alle pervinche fra le radici coperte di muschio.
Il conte di Rennes accoglieva i suoi ospiti sul prato
davanti alla villa. Era un uomo grassoccio, affabile, dai
capelli grigi e due occhi chiari e penetranti. Lui e Henri
de Labran si misero subito a parlare dei vecchi tempi;
Martine rimase accanto al marito mentre attraversavamo
il prato diretti verso la villa. Un'orchestra suonava sul
terrazzo. Gli ospiti ballavano nel salotto e sul prato
antistante. Armand e Nicole furono subito circondati da
amici e conoscenti. Jean venne a salutarci; mi baci la
mano, rivolgendomi dei complimenti a bassa voce.
Posso chiederle l'onore di un ballo, Mademoiselle
Emma?
Pi tardi, forse. Lucien lo trattava freddamente.
Jean si allontan per salutare altri ospiti e Lucien mi
guard. Vuoi ballare?
Solo se ne hai voglia tu. Preferirei fare un giro nel
parco.
Imboccammo un vialetto che s'inoltrava fra gli alberi,
Lucien taceva.
Alla fine dissi imbarazzata: Non ti ho ringraziato
come avrei dovuto della collana. Non avresti dovuto
farmi un regalo cos prezioso. Lo considerer un prestito,
da restituirti quando tutto questo sar finito.
Non era questa la mia intenzione.
Eravamo sbucati dagli alberi su un grande prato
verde circondato da lanterne, che un giardiniere stava
accendendo ad una ad una. Lucien si ferm e mi guard
fissamente.
Sei molto bella stasera, Emma.
Non sentirti in dovere di fare il galante. Non siamo
in mezzo alla gente.
Ma insomma,  proprio necessario che tu mi dica
queste cose? Forse preferiresti che fosse Jean de Rennes,
a farti dei complimenti.
Perch dici questo? Non me ne importa niente di
lui.
Lo sa Iddio che questa commedia  altrettanto
spiacevole per me che per te.
Mi dispiace esserti tanto di peso.
Non  questo... mi fraintendi.... Fece un gesto
irritato, poi si volt, guardandomi in faccia. Emma,
vuoi sposarmi? disse bruscamente.
Fui talmente colta alla sprovvista che mi ci volle
qualche istante per trovare una risposta. Sposarti? Non
dirai sul serio? Come posso?
Ma egli mi aveva afferrato le mani. Ogni riserva era
caduta, le parole gli uscirono impetuose. Lo so quello
che vorresti dire. Io sono francese e tu inglese. I nostri
due paesi sono in guerra. Tu sei qui sotto mentite spoglie,
mentre io... io non ho niente da offrirti, nient'altro
che un titolo inesistente e il miserabile stipendio che mi
d il mio patrigno. Tutto  contro di noi, ma io ti amo,
Emma... ho lottato contro il mio amore... ho cercato di
non parlarne... ma ora devo. Ti amo, ti voglio... non sai
quanto...
Era questo che avevo sognato, questo che avevo
desiderato di sentirgli dire. Avrei voluto buttarmi fra le
sue braccia, ma mio padre si ergeva fra noi. Se avessi
detto a Lucien quello che sapevo, avrebbe creduto all'innocenza
di mio padre come ci credevo io, o avrei visto il
suo volto oscurarsi d'ira e mi avrebbe voltato le spalle per
unirsi a coloro che gli davano la caccia? Non potevo
correre questo rischio, e perci esitai.
Non sapevo che tu provassi questi sentimenti... come
potevo? dissi alla fine goffamente. Devi darmi un
po' di tempo, lasciarmi riflettere... Ed egli mi fraintese.
Credette che non lo amassi. La luce scomparve dal suo
volto. Lasci cadere le mie mani.
Capisco. Dimentica quello che ho detto. Tu tornerai
in Inghilterra, da tuo padre.  meglio cos, molto
meglio. Si allontan da me, e dopo un momento riprese
a parlare in tutt'altro tono, distaccato e indifferente.
Dal momento che siamo qui, tanto vale approfittarne.
Lo sai cos' questo posto?
No. Disorientata dal suo atteggiamento inghiottii
il nodo in gola e mi sforzai di essere disinvolta. Mi
guardai attorno. Ci trovavamo in una conca verde poco
profonda, il terreno erboso foggiato a semicerchio e
tagliato in gradinate. Sotto di noi c'era una piattaforma
rialzata. Qua e l si vedevano i resti di un'antica costruzione
in pietra, colonne spezzate, i resti di un colonnato.
Cos'? Sembra un teatro.
Lo .  qui che gli attori terranno il loro spettacolo.
St. Rmy un tempo era una citt romana, e si dice che un
proconsole a riposo si costru qui una sontuosa villa e vi
eresse un teatro per suo personale divertimento. Ha
un'acustica magnifica. Siediti qui e io scender sul palcoscenico
e dir qualche battuta.
Aderii alla sua richiesta, arrampicandomi fino alla
gradinata pi alta e sedendomi sull'erba. Potevo vedere
Lucien laggi in basso, il volto drammaticamente scavato
dalle luci del palcoscenico, ma prima che potesse pronunciare
una parola, un gruppo di uomini e donne mascherati
sal sul palcoscenico. Dovevano essere gli attori,
venuti ad assicurarsi che tutto fosse pronto per lo spettacolo.
Uno di loro aveva un liuto. Inton qualche accordo,
e le note dolci e struggenti salirono chiarissime fino a me.
Era sciocco, ma mi sentivo il volto inondato di lacrime.
Cosa c', piccola mia? Cosa ti ha detto Lucien?
mormor una voce vicinissima a me.
Mi voltai di scatto. L'uomo inginocchiato alle mie
spalle indossava lo stesso costume dai colori vivaci degli
attori, e come loro portava una parrucca incipriata e una
maschera di seta nera, ma la voce era quella di mio
padre.
Devi essere pazzo bisbigliai. Che fai qui?
Le maschere sono come gli spettri, mia cara. Dietro
ad esse si pu nascondere la propria identit. Chi vuoi
che mi riconosca?
Lucien, tanto per cominciare.
Pu darsi. Sorrise. Non aver quell'aria preoccupata.
 destino che succeda, prima o poi.
La sua indifferenza al pericolo mi esasper. Come
hai fatto ad entrare?
Conoscevo Gilles de Rennes a Londra. Gli piaceva
tenere i piedi in due staffe, ma non tradir un amico. Da
dove ti arrivano quei rubini?
Me li ha dati Lucien.
Per Giove! Sono pi o meno tutto ci che rimane
dei gioielli Fontenay.
Sentii una stretta al cuore. Dunque era per questo
che Lucien me li aveva dati, e io non ne avevo capito il
significato. Come fai a saperlo?
Martine mi domand una volta se si potevano impegnare.
Sei venuto qui per incontrare lei?
Questo  uno dei motivi, ma non l'unico, mia cara.
E ora zitta. Stanno arrivando.
Se si era illuso di poter scappare, era troppo tardi. Un
gruppo di ospiti stava entrando nell'anfiteatro. Vidi Martine
con Henri de Labran. Cominciarono a salire su per
le gradinate. Louis era con loro. Vedendomi, spicc una
corsa e grid tutto eccitato: Emma Louise, ascolta.
Devo dire una battuta. L'ho imparata a memoria.
Aveva gi indossato il costume azzurro da paggio, e i
suoi riccioli castani erano stati spazzolati fino a farli
splendere come seta. Squadr le spalle con aria importante.
Devo dire: Presento questa coppa d'oro al vincitore
dell'Austria e dell'Egitto, al salvatore della Repubblica.
Splendido disse mio padre. Detto da vero patriota.
Louis lo squadr con curiosit. Non sono stato bravo?
Lei chi ?
Un attore come te.
Non era insieme agli altri.
Io faccio la parte del cattivo disse mio padre in
tono melodrammatico. Arrivo di notte e pugnalo l'eroe
a morte, cos. Con gesto drammatico si trasse un pugnale
dalla cintola e l'affond fino all'elsa nel petto del
bambino, Louis strill, poi si mise a ridere quando l'arma
venne estratta lasciandolo illeso.
Mi faccia vedere. La prego, mi faccia vedere
esclam. Mio padre ripul la lama con un gesto grandioso
e gli porse il pugnale. Louis ne fu incantato.  un trucco,
Emma. Guarda! La lama entra nell'impugnatura. Non
avevo mai visto un'arma del genere. Me la regala?
Con piacere, quando lo spettacolo sar finito.
Fu in quel momento, mentre le due teste erano chine
assieme sul finto pugnale, che indovinai la verit, e nello
stesso istante mi domandai se Martine gliel'avesse detto.
Mio padre sapeva che il bambino dagli occhi splendenti
che alzava il visetto impaziente su di lui, era il figlio che
gli sarebbe piaciuto avere, il figlio di cui io ero stata la
sostituta?
Intanto gli altri ci avevano raggiunti, e Louis corse
incontro a sua madre, agitando il finto pugnale. Guarda,
maman. Hai visto come funziona? Il signore dice che
dopo me lo regaler.
Vidi mio padre guardare rapidamente da Martine a
Henri de Labran. Spero che non abbia niente in contrario,
Madame disse quietamente. Era solo un gioco,
per divertire il piccolo.
 molto gentile da parte sua, Monsieur. Ringrazia,
Louis. Lei  uno degli attori?
Un attore, certamente, come lei pu vedere, Madame.
Jacques Dupont, al suo servizio.
Ero sicura che Martine lo avesse riconosciuto dalla
cura con cui evitava di incontrare i suoi occhi. Poi la sentii
dire: Sono un po' stanca, Henri, e manca ancora un'ora
all'inizio dello spettacolo. Forse potremmo tornare alla
villa per un po'.
S, certo, mia cara. Le offr il braccio e i due si
allontanarono insieme, portandosi via Louis.
Mio padre li guard allontanarsi, con uno strano
sorriso. Poi mi sfior la guancia con una carezza prima di
andarsene a sua volta. La mia mente era in subbuglio.
Continuavo a non capire perch fosse venuto. Avevano
progettato qualcosa? Un omicidio, forse, in quel meraviglioso
giardino, davanti a tanta gente? Non era possibile.
Potr sembrare strano, ma negli ultimi minuti avevo
completamente dimenticato Lucien, e trasalii, vedendomelo
davanti.
Allora  cos! bisbigli furioso. Me lo sarei dovuto
immaginare. Come mi avete raggirato fra tutti e due,
tu e il tuo prezioso padre!
Non so che cosa vuoi dire.
Certo che lo sai. Credi che non l'abbia riconosciuto,
anche con quel ridicolo travestimento? Dev'essere pazzo
a correre un simile rischio. Non sar certo il solo qui, in
grado di riconoscerlo.
Perch dovrebbero riconoscerlo? Tu non sai niente di lui.
Se  qui,  per una buona ragione.
Altre persone stavano passeggiando lungo i viali e ci
fissavano con curiosit, credendoci intenti a uno sciocco
battibecco di innamorati. Lucien mi prese per il braccio,
trascinandomi lontana da orecchi indiscreti.
Che figura da babbeo mi avete fatto fare! Era tutto
combinato, vero? Quella sera che venisti da me a Parigi,
quella patetica storia di tuo padre che ti aveva abbandonata,
tutte quelle lacrime, facevano parte del vostro
piano, vero? Per poter venire qui. Avevate progettato
tutto quanto, fra te e tuo padre, e io ero una facile
vittima. Mi son lasciato ingannare. Ho creduto-a ogni
maledetta parola...
Ma era vero, mi devi credere. Non sapevo niente
allora.
Pretendi che io ci creda? Non mi lascer ingannare
due volte.
Lucien, mi vuoi ascoltare? Io non sapevo allora che
mio padre era gi stato in Provenza. Mi ha sempre
raccontato cos poco di s. Non immaginavo neanche
lontanamente che sarebbe venuto qui... volevo solo tornare
in Inghilterra.
Non continuare a mentire, non fai che peggiorare la
situazione.
Non sto mentendo...
Ma Lucien seguit a parlare, la voce ispessita dall'ira.
Perch non sei stata sincera con me? Forse avrei potuto
capire e invece ti sei servita di me... mi hai fatto credere...
E ora cosa farai?
Cosa vuoi che faccia? Hai lasciato che ti raccontassi
tutto, e fin dal primo momento sapevi... Quella sera che
uccisero il sergente, hai sentito quello che ha detto Guitry
e poi mi hai mentito... Oh Dio, che fra tutti gli uomini,
dovesse essere proprio tuo padre!
Ma non fu lui a tradire tuo padre. Non fu lui, te lo
giuro, Lucien. Mi devi credere.
Perch dovrei? Tu lo difenderesti, qualsiasi delitto
avesse commesso. Credi che non me ne renda conto?
Perch non me l'hai detto subito, che lui era qui?
Non lo sapevo, non ne ero sicura...
Ma egli non mi ascoltava. Quel giorno che t'incontrai
di ritorno dalle colline, eri stata lass con lui, non 
vero? Sapevo che c'era qualcosa, ma tu seguitasti a
mentirmi. Mi afferr per le spalle, stringendomele in
una morsa dolorosa. E mia madre? Lei lo sa? C' di
mezzo anche lei?
Ma niente mi avrebbe costretta a dire quello che
sapevo di Martine e di mio padre. Lasciami andare. Mi
fai male.
Le mani gli ricaddero lungo i fianchi. Disse con voce
incolore: Adesso capisco che io non significavo niente
per te: ero un mezzo per raggiungere un fine, nient'altro.
Come devi aver riso dello stupido che cercava di tenerti
fuori dai guai, quando ci eri dentro fino al collo. Be',
adesso dovrai cavartela da te.
Lucien, non ho mai riso, mai. Mi devi credere, ma
lui si stava gi allontanando a grandi passi, rifiutandosi di
ascoltarmi, e non potevo dargli torto. Mi rendevo conto
di come doveva apparirgli la situazione. Mi aveva parlato
col cuore in mano, e io mi ero servita di lui. Rimasi l
ferma, a lungo, cercando di dominarmi, lottando contro
le lacrime. Ma in qualche modo dovevo arrivare in fondo
alla serata e dopo un po' m'incamminai verso la villa.
Sulla porta incontrai Jean.
Ha l'aria esausta disse, vedendomi. Lucien l'ha
stancata? Permetta che le porti qualcosa di fresco.
Gli risposi meccanicamente. Grazie. Lo gradirei
molto.
Nell'attesa mi sedetti su un divano in salotto, gli occhi
fissi sulle coppie che ballavano, la mente lontana. Improvvisamente
trasalii. Mio padre non se n'era andato.
Stava ballando con Martine. La sua audacia mi mozz il
fiato. Forse, semplicemente perch io sapevo quello che
c'era fra di loro, mi sembrava che in tutto quel salone da
ballo quei due avessero solo occhi l'uno per l'altra. Vidi
che Henri de Labran li guardava, e mi domandai se fosse
evidente anche per lui. Poi Jean arriv con due bicchieri
di vino ghiacciato.
Me ne porse uno e si sedette accanto a me.
Mio padre comincia a stare in pena comment. Il
nostro ospite d'onore non  ancora arrivato, e lo spettacolo
non pu essere rimandato molto pi a lungo.
Bonaparte viene da lontano?
No, ma ultimamente ci sono stati diversi incidenti
sulle strade di montagna, se  vero quello che dice Lucien.
Abbassai gli occhi al mio bicchiere. Non credo che i
banditi oserebbero aggredire il Primo Console.
Jean mi diede una rapida occhiata. Se sono banditi.
Bonaparte  un uomo molto impaziente. Ha l'abitudine
di precedere la sua scorta, ma questa volta dovrebbe
essere abbastanza al sicuro. Fouch viaggia con lui.
Fouch, il capo della polizia di Parigi, l'uomo pi
temuto di tutta la Francia.
Credevo che l'avessero destituito.
L'hanno dovuto richiamare. Nessuno sa mantenere
l'ordine come Fouch. Hanno con s i progetti per i
cantieri oltre che i forzieri di danaro, perci saranno ben
scortati. Mi sorrise. Non so perch la sto annoiando
con queste storie, invece di farle la corte. Lucien  un
uomo fortunato. Si alz in piedi. Mi'perdoni se la
lascio, Mademoiselle. Vedo che mio padre mi sta cercando.
Troppe cose mi erano successe quella sera. Rimasi l
seduta, troppo stanca e triste per avere la forza di muovermi.
Quando finalmente alzai gli occhi e mi guardai
attorno, vidi che gli ultimi ospiti stavano uscendo dal
salone e si allontanavano attraverso il prato. Lo spettacolo
stava finalmente per iniziare. Vidi Martine con suo
marito venirmi incontro. Mio padre era scomparso, e
non riuscivo a vedere Lucien da nessuna parte.
Vieni con noi disse Martine. Gli attori hanno gi
preso Louis in consegna.
Non ricordo quasi niente della piccola operetta comica,
se non che era splendidamente cantata e la musica
era allegra. Quello che accadde dopo me la cancell dalla
mente. Credo che lo spettacolo fosse quasi al termine
quando ci fu un improvviso trambusto. Il conte di Rennes,
seduto in prima fila, si alz in piedi. I cantanti
s'interruppero.
Un gruppetto di uomini malconci era sbucato dagli
alberi. Ormai era completamente buio, ma la luce delle
lanterne li illuminava. Bonaparte era alla testa. Il pubblico
si lev parzialmente in piedi mentre egli scendeva i
gradini seguito da un uomo dal viso affilato che immaginai
fosse Fouch. Il volto del generale era sporco di fango
e di polvere e la giacca della divisa aveva uno strappo
sulla schiena.
Raggiunse il conte di Rennes.  questo il modo in
cui ricevete i vostri ospiti in Provenza? tuon. Con
un'imboscata armata a poche leghe dal vostro cancello?
Volevate farmi assassinare?
Lei mi offende, mon gnral. Una simile accusa 
intollerabile fu la dignitosa risposta del conte. Sono
sconvolto e addolorato che lei sia rimasto vittima di
un'aggressione.  una vera vergogna che i banditi infestino
ancora le nostre strade.
Al diavolo i banditi! Quelli non erano banditi. Erano
dei traditori, mi sente, dei terroristi, che si fanno
chiamare Chevaliers de Foi.
Cos' successo? Siete stati derubati? Ci sono state
delle vittime fra i suoi uomini?
Cos' successo? rugg Bonaparte. Stavamo percorrendo
la strada di montagna e abbiamo trovato la via
interrotta: una frana, alberi caduti, contadini che cercavano
di rimuoverli, contadini che con fare rispettoso si
sono scusati dell'accaduto e hanno offerto di guidarci per
un'altra strada, una strada che secondo loro era pi breve
e pi sicura... Sput disgustato. Avrei dovuto subodorare
una trappola. Ci hanno guidati su per quelle maledette
colline fino a farci perdere completamente l'orientamento,
e poi ci hanno aggrediti.
Erano in molti?
Cosa diavolo ne so in quanti erano! Sono sbucati da
dietro le rocce. Sono balzati sulla carrozza. Hanno trascinato
fuori il povero Fouch. Uno di loro era un inglese...
Un inglese! esclam il conte. Non  possibile.
Mi d del bugiardo? Quel delinquente mi ha messo
le mani addosso. Mi ha riso in faccia, ma io gli sono
sfuggito. Si mise a gridare. Io, Napoleone Bonaparte
sono stato costretto a scappare come un coniglio impaurito,
o Dio sa che cosa mi avrebbe fatto quello l. Fece
un gesto furioso, e la giacca strappata si lacer da cima a
fondo. Era troppo. Una risatina sal dal pubblico, immediatamente
soffocata quando egli si volt con occhi
fiammeggianti. Il volto pallido incorniciato dalle ciocche
di capelli scuri era contorto dalla rabbia. Guard gli
astanti con occhio torvo.
Non avr pace finch quell'inglese non sar nelle
mie mani. Fouch! Dove diavolo si  cacciato? L'uomo
magro dagli abiti in disordine fece un passo avanti. Fouch,
faccia prendere degli ostaggi. Sei uomini giovani. Li
scelga in questi paraggi. Pagheranno con le loro vite per
quella dell'inglese.
Non pu fare questo. La voce ardita fece trasalire
tutti quanti. Tutte le teste si voltarono.
Chi osa dirmi quello che posso o non posso fare?
Lucien super con un balzo l'ultima gradinata. Non
pu esigere sei vite innocenti in cambio di una.  disumano.
Era completamente buio, ma le lanterne gettavano
lunghe ombre attorno ai due uomini che si affrontavano.
Mi alzai in piedi, premendomi le mani sul cuore per farne
tacere il battito furioso. Ora, pensai, racconter tutto di
me, di mio padre. Frugheranno il parco. Lo troveranno e
lo arresteranno.
Bonaparte gett indietro la testa con un gesto arrogante.
Chi  contro di me,  contro la Francia. Per un
rimedio c'. Snidate questo covo di traditori e il loro
maledetto capo, e gli ostaggi saranno rimessi in libert.
Aspettai col fiato in gola. C'era qualcosa di formidabile
nella figuretta implacabile con la giacca stracciata.
Questi uomini non hanno fatto niente disse Lucien
ad alta voce, prenda me invece di loro. Lei non ha avuto
paura di assassinare mio padre. Lasci che io prenda il
loro posto.
Oh, no, Monsieur de Fontenay ribatt sprezzante
Bonaparte. Non voglio n martiri n eroi.
Perch? Ha paura? riprese Lucien sarcastico.
Teme che ammazzandomi, il popolo francese la riconoscer
per quello che ?
Bonaparte fece un gesto minaccioso e il conte de
Rennes si affrett a intervenire.
La prego, mon gnral...
Ebbene, conte, di che si tratta adesso?
Se pone in atto questa minaccia, si metter contro
tutta la Provenza. Mi creda...
Non m'interessa quello che lei crede. Io so come
trattare coi traditori, e a quanto pare la Provenza ne 
piena. Dov' il vostro capo della polizia? Dov' Charles
Guitry?
Io non invito gente simile in casa mia rispose
freddamente il conte.
Tanto peggio per lei. Lo mandi a chiamare.
Ma  mezzanotte passata. Sar a letto.
Svegliatelo allora.
Lo mando subito a chiamare, e mentre aspettiamo,
non vuole accomodarsi in casa? disse il conte con tatto.
Avr bisogno di riposarsi e rinfrescarsi.
Bonaparte stava fissando Lucien attraverso le palpebre
socchiuse. Poi di colpo gli volt le spalle. E va bene,
andiamo.
Si allontan a grandi passi, seguito frettolosamente
dagli altri e dalle guardie che avevano atteso sul limite
degli alberi. Gli ospiti si guardarono l'un l'altro costernati.
Martine era pallidissima. Credi che prender davvero
degli ostaggi? domand con voce angosciata.
Perch no? ribatt suo marito asciutto. Potrebbe
anche essere una semplice minaccia, ma  stato duramente
colpito nel suo orgoglio.  l'offesa peggiore, per
un uomo come lui. Chiunque sia stato a progettare il
colpo, ha ricoperto di ridicolo il Primo Console, e nessuno
aveva mai osato farlo finora. Ma cosa gli  venuto in
mente, a Lucien, di comportarsi in maniera cos sciocca?
L'avrebbero anche potuto arrestare.
Me lo domandavo anch'io, col cuore stretto dalla
paura, ma insieme provavo anche sollievo e gratitudine
perch non aveva fatto quello che temevo. Viceversa si
era offerto come capro espiatorio, aveva cercato di sviare
l'ira di Bonaparte da mio padre a se stesso, e io lo amavo
per questo suo gesto.
Louis ci corse incontro, con aria delusa. Non mi
hanno lasciato dire la mia battuta. Hanno detto che
Bonaparte era troppo arrabbiato per starci a sentire.
Mentre ci allontanavamo, uno degli attori balz gi
dal palcoscenico e ci raggiunse. Mi hanno incaricato di
darti questo, piccolo e porse a Louis il pugnale finto.
Credevo che se ne fosse dimenticato esclam il
bambino felice.
Quell'uomo non faceva parte della vostra compagnia?
domand Henri de Labran.
No, Monsieur non era uno di noi. Si era fatto prestare
uno dei nostri costumi per uno scherzo suo personale,
ha detto. Ha lasciato la villa poco prima che cominciasse
la recita.
Capisco. Certo, vi sar dispiaciuto di dover interrompere
il vostro spettacolo, ma verrete pagati ugualmente
immagino.
All'importe disse l'uomo con una risata. Sono cose
che capitano. Salut Martine e torn dai suoi compagni.
Henri prese il braccio di sua moglie. Credo che sar
meglio tornare a casa, mia cara.
Li seguii attraverso il prato, tenendo Louis per mano.
Avrei voluto parlare con Lucien, ma non riuscivo a
vederlo da nessuna parte. Si era levato un vento freddo e
rabbrividii nel mio abito leggero. Quella notte il gelido
alitare del pericolo sembrava essere passato molto vicino.


Capitolo dodicesimo.

Il giorno seguente apprendemmo che non si era trattato
di una minaccia a vuoto, che Bonaparte faceva sul
serio. A Villeroy avevano arrestato due giovani, scelti a
caso; uno dei due era il padre del bambino che avevo
visto battezzare. La povera madre si present alla villa
col piccolo fra le braccia, piangente e disperata. Vidi
Martine che cercava di consolarla. Ma il peggio doveva
ancora venire.
Era stata una mattinata piena di agitazione. Ci stavamo
accingendo a fare colazione pi tardi del solito
quando Nicole irruppe nella stanza da pranzo. Sbatt la
porta e ci si appoggi contro, ansante.
Hanno arrestato Armand.
Cosa! esclam suo padre balzando in piedi. Arrestato
mio figlio! E perch mai?
Martine gli pos una mano sul braccio. Sei sicura?
domand quietamente. Potrebbe esserci un equivoco.
Nicole le si rivolt contro furiosa. Non c' nessun
equivoco. L'ho visto coi miei occhi. Armand stava tornando
dalle vigne con Lucien. Sono stati fermati da
Guitry e dai suoi uomini. Non l'hanno neanche lasciato
tornare a casa.
Lucien dov' adesso?
 rimasto a discutere con loro, ma non riuscir a
convincerli, dopo quello che ha combinato ieri sera
disse Nicole impaziente. Pap, devi andare adesso, subito.
Devi riportare Armand a casa. Perch dovrebbero
arrestarlo? Non ha mai fatto del male a nessuno. 
innocente.
Sono tutti innocenti osserv Martine.
Non mi importa niente degli altri. A me importa
solo Armand, e non  vero che sono innocenti. Lo sai
benissimo. Lo sappiamo tutti. Perch Armand dovrebbe
soffrire per loro? Punt l'indice contro Martine, e la sua
voce sal di tono. Tu lo sai perch l'hanno preso.  a
causa tua. Sei stata in combutta con loro per tutto questo
tempo, li hai aiutati, li hai riforniti di cibo e danaro...
Taci, Nicole la interruppe severamente suo padre.
Non tacer. Ho taciuto fin troppo. Se tu non fossi
cieco, l'avresti capito da un pezzo. Lei giura che non
farebbe niente che ti potrebbe nuocere, ma mente.
Prende tutto quello che tu le di, e non gliene importa
niente di te, proprio niente...
Smettila, Nicole, mi senti? Henri aveva afferrato
sua figlia per le spalle. Devi essere impazzita per dire
cose simili. Hai dimenticato che Martine  mia moglie?
La ragazza scoppi a piangere ; si appoggi a lui, ed egli la
tenne stretta per un istante, accarezzandole i capelli. Su,
su, piccola, capisco. Sei sconvolta per tuo fratello. Calmati,
andr tutto bene.
Fu allora che vidi Lucien, fermo sulla porta. Doveva
essere arrivato poco dopo Nicole, e certamente aveva
sentito le sue folli accuse. Henri lo interpell.
 vero quello che lei dice?
S. Ho cercato di ragionare con loro, ma Guitry 
stato irremovibile. Ma non  del tutto escluso che abbiano
preso Armand solo per interrogarlo.
Henri de Labran allontan Nicole da s. Con quale
diritto quel poliziotto prende mio figlio? Sono tutti impazziti
in Francia? Non so chi sia peggio, se quegli idioti
nascosti nelle colline coi loro sanguinosi complotti, o
quel maledetto crso che vuole far piombare il nostro
paese in guerra, per la sete di gloria.
Martine fece un passo avanti. Lasciami venire con
te, Henri.
No, mia cara, non servirebbe.  meglio che tu
rimanga qui. Prepara della roba, un po' di biancheria
pulita, un cambio d'abiti, il ragazzo potrebbe averne
bisogno. Lucien, vieni con me. Ci sono due o tre cose che
dovrai fare se io dovessi tardare.
I due uomini uscirono insieme. Nicole alz il viso
gonfio di lacrime, guardando con odio da me a Martine.
Perch pap crede sempre a te e non a me? Perch?
Perch? Si premette la mano sulla bocca e usc di corsa
dalla stanza.
Povera piccola. Lei e Armand non fanno che bisticciare,
ma sono sempre stati molto uniti. Martine and
alla porta, la chiuse piano, e mi venne vicina. Emma
bisbigli tu sai dov', vero? Sai come raggiungere Jacques
senza perdere tempo.
Forse. Mi tirai indietro, sentendo rinascere in me
l'antica ostilit; sentendo, forse ingiustamente, che era
per amor suo che mio padre correva tanti rischi e affrontava
tanti pericoli. Mi era chiaro perch Guitry avesse
scelto Armand. Fin dall'inizio aveva avuto dei sospetti, e
ora aveva intrawisto un'occasione per arrivare alla verit.
Henri de Labran adorava il suo unico figlio maschio.
Avrebbe sacrificato tutto e tutti, pur di salvargli la vita.
Martine mi pos una mano sul braccio. Va' da lui.
Digli che se ne deve andare, qualsiasi fossero i suoi piani.
Deve abbandonare immediatamente la Francia. Io conosco
i provenzali. Sono gente indipendente. Non gliene
importa niente di re e di governi, agiscono unicamente
secondo il loro tornaconto, ma sono ferocemente leali
coi loro conterranei. Se colpisci uno di loro, opporranno
una spietata resistenza; e tuo padre  uno straniero.
Finch le cose gli vanno bene, finch li paga, son ben lieti
di seguirlo, ma se lui li mette in pericolo, gli daranno la
caccia come a una bestia feroce.
Questo non vale per tutti loro.
No, non per tutti, ma ce ne sono alcuni... Io lo so,
credimi. S'interruppe, poi riprese in fretta: Se Guitry
non rilascia Armand, e non credo affatto che lo rilascer,
ho il terrore di quello che Henri potrebbe fare.
Ha capito che Jacques Dupont  il suo amante?
Era un colpo basso, e me ne vergognai nell'istante stesso
che le parole mi uscirono di bocca. Martine mi guard e
poi sospir.
So che ce l'hai con me.  naturale, suppongo, ma
non  giustificato. Non sai quante volte te ne avrei voluto
parlare.
Non voglio sentire.
Dal momento che lo amiamo entrambe, mia cara,
non riesci a capire come sia importante che lo salviamo
da se stesso? Lui non si cura del pericolo. Correr qualsiasi
rischio come l'altra volta, ma questa volta non deve.
Questa volta non se la caver. Ho cercato di dirglielo ieri
sera, ma lui ha riso della mia angoscia. Forse a te dar
ascolto.
Lo dubito... ma ci andr.
Martine mi afferr la mano. Emma, non mi odiare,
ma io mi svincolai, non volendo concedere niente.
Mi cambiai in fretta e quando scesi trovai Beauregard
gi sellato.
L'aria era immobile; il sole era coperto, ma un'afa
opprimente rendeva faticoso ogni minimo movimento.
Arrivata al piccolo padiglione, smontai e legai Beauregard
al solito posto. La salita fu dura. L'avevo percorsa
una sola volta prima d'allora e in compagnia di Mouton,
e questa volta sbagliai spesso strada e dovetti tornare sui
miei passi. Nei punti peggiori fui costretta ad avanzare
carponi. Mi sembr un'eternit prima di vedere finalmente
la vecchia torre. Mi trovai la strada sbarrata, ma il
giovane col fucile e l'aria minacciosa era Marius. Mi fiss
per un istante, poi abbass il fucile.
Dissi con urgenza: Marius, devo parlare con Jacques.
 lass?.
S, Mademoiselle. Capii dal suo sorriso che Mouton
doveva avergli detto chi ero.
Mio padre era nella stanzetta in cima alla torre con
Pierre, chino su una mappa distesa sul tavolo traballante.
Alz gli occhi al mio ingresso.
Emma, per l'amor del cielo, che fai qui?
Sono dovuta venire... per metterti in guardia...
Credo di sapere quello che mi vuoi dire. A Bonaparte
non piace essere reso ridicolo; per vendicarsi ha
preso sei ostaggi, ed  la loro vita o la mia. Non aver
paura,  una semplice minaccia. Non oser metterla in
atto.
Non sai tutto. C' dell'altro, ed  molto peggio.
Stamattina hanno arrestato Armand.
Armand! esclam Pierre.  una mossa diabolicamente
astuta da parte di Guitry. Non capisci cosa
significa? Henri muover mari e monti per salvare suo
figlio.
Pu darsi. Mio padre si strinse nelle spalle. Nonostante
tutto, non credo di correre un pericolo immediato,
e gli ostaggi nemmeno. C' ancora tempo.
Tempo per cosa?
Per molte cose. Hai l'aria esausta, e non mi meraviglio,
a salire fin quass con questo caldo. Nel corridoio da
quella parte, troverai del caff e un piccolo fornello.
Preparacene un bricco.
Sapevo che sarebbe stato inutile prima ancora di
venire. Mio padre non sarebbe mai scappato di fronte al
pericolo.
In un angolo del corridoio trovai delle tazze e un
bricco di caff nero ancora caldo sul braciere di carbonella.
Soffiai sulla brace per ravvivare la fiamma. Mentre
ero ancora inginocchiata davanti al braciere, udii un
improvviso scalpiccio dabbasso, un rumore di scarponi
che salivano di corsa i gradini di pietra e, sopraffatta dal
terrore, pensai: Sono arrivata troppo tardi. I poliziotti
sono venuti ad arrestarlo, e questa  la fine. Mi rialzai
pur sapendo di non poter fare niente, e mi affacciai
cauta: ma chi entrava non era Guitry, seguito dai suoi
uomini, bens Lucien, un Lucien in qualche modo diverso,
non pi esitante, non pi diffidente, ma teso e
risoluto.
Mio padre non manifest il minimo stupore. Entra,
ragazzo mio disse ti aspettavo da tempo. Gli and
incontro con un sorriso e la mano tesa, ma Lucien la
ignor.
Cosa diavolo  successo ieri notte? Cos' che non ha
funzionato? esclam.
Niente replic mio padre calmo. Abbiamo eseguito
il tuo piano per filo e per segno. Ci siamo impadroniti
del danaro, dei documenti e dei piani per i cantieri.
Sono tutti qui, in attesa di essere spediti in Inghilterra.
Ma non avevamo previsto la presenza di Bonaparte.
Mi era stato detto che viaggiava separatamente.
Anche noi lo credevamo, in base alle nostre informazioni
disse mio padre in tono caustico. Quando ho
tirato gi dal cavallo quell'ometto con la giacca verde e
l'ho preso per il collo, ho avuto il pi grosso choc della
mia vita. E non ho mai visto nessuno pi sorpreso di lui,
per si  difeso con coraggio, e quando l'ho lasciato
andare, se l' data a gambe con una velocit incredibile.
E intanto ti sei lasciato sfuggire un'occasione pi
unica che rara intervenne Pierre. Un coltello nella
pancia, e ci saremmo liberati di Napoleone Bonaparte.
No, amico mio, ti sbagli ribatt mio padre. Assassinando
un uomo ne fai un martire, e i martiri sono duri a
morire. Catturandolo vivo, lo rendi ridicolo e basta. Non
c' niente di meglio delle risate per ridimensionare un
uomo, e i Bonaparte di questo mondo non si possono
permettere di farsi ridere dietro, n possono permettersi
di essere sconfitti. Questo compito viene lasciato a noi
inglesi. Non  cos, Lucien?
Per un momento ci fu silenzio. Mi appoggiai al muro,
completamente disorientata. Sembrava impossibile, eppure
doveva essere vero. Lucien mi aveva ingannata. Ci
aveva ingannati tutti quanti. Aveva finto di non sapere
niente. Mi aveva accusata di mentire, ed era lui che aveva
mentito a me. Ma la situazione non mi era ancora del
tutto chiara, e rimasi in ascolto, seminascosta dalla porta,
cercando di afferrare il significato dei loro discorsi.
Lucien guard mio padre diritto negli occhi. Ha
saputo degli ostaggi?
S.
Si rende conto, vero, di quello che potrebbe significare?
Ha messo degli uomini di guardia? Guitry sta
gi setacciando le colline; e come lui, anche altri. C'
parecchia gente a cui non par vero di ingraziarsi il generale
Bonaparte. Il capitano Jean de Rennes, per dirne
uno.
Mio padre fece un cenno del capo a Pierre. Fa' un
giro d'ispezione. Controlla che gli uomini siano all'erta.
Mi sembr che Pierre ubbidisse a malincuore, come
irritato dall'ordine perentorio. Lucien lo guard allontanarsi,
poi si volt verso mio padre. Si sar certamente
chiesto perch non mi sono mai fatto vedere quass. Ma
fin dalla sera dell'omicidio del sergente, ho avuto la
convinzione che Guitry mi facesse sorvegliare. Dovevo
stare molto attento se non volevo coinvolgere mia madre
e il mio patrigno... e anche sua figlia.
Hai recitato maledettamente bene la parte del tonto,
se permetti ribatt mio padre asciutto. A quanto
pare, finora nessuno sospetta la tua parte in quello che 
successo qui negli ultimi mesi... neanche Emma. Mi
congratulo con te. Hai il genio organizzativo di tuo padre.
Pu darsi. Non lo so. Si affrontarono l'un l'altro
attraverso il tavolo e qualcosa che vidi nel volto di Lucien
fece accelerare il battito del mio cuore, ma egli si limit a
dire quietamente: Fino a ieri sera non conoscevo la sua
identit.
Pierre non te l'aveva detto?
A Pierre piace tenersi le cose per s. Lo fa sentire
importante. Anche quando lo andai a prendere con la
barca a Trevira la primavera scorsa, non mi disse niente
di lei. Era pi sicuro, disse. Non avevo la minima idea che
fosse lei, l'agente inglese che aspettavamo.
Neanch'io. Finch non mi arrivarono gli ordini da
Londra poche settimane fa, non avevo mai pensato di
tornare in Provenza, e meno che mai mi aspettavo di
trovarvi mia figlia. Posso ringraziare te per questo.
Ma Lucien cambi bruscamente discorso. Cosa
diavolo le  venuto in mente di presentarsi a St. Rmy
ieri sera? Avrebbe potuto rovinare tutto quanto.
Avevo le mie ragioni. Se mi permetti di dirlo, anche
tu hai corso un bel rischio. Bonaparte avrebbe potuto
farti arrestare.
Mi ha fatto perdere le staffe.
Come a Parigi disse mio padre ironico. Non ci
possiamo permettere sentimenti personali in tempi come
questi.
A volte non si possono ignorare. Lucien fece una
pausa, poi aggiunse: In effetti, c' un fatto personale da
sistemare fra di noi, Monsieur Tremayne, prima di continuare
oltre.
Davvero? Mio padre fece un piccolo sorriso. Non
avrai mica intenzione di chiedermi la mano di mia figlia?,
eh?
Per un attimo Lucien parve colto alla sprovvista, poi
arross. Aveva ancora il frustino in mano, e lo alz con
fare minaccioso. Se pensassi che sta ridendo di me...
Mi frusteresti a sangue, suppongo ribatt mio padre.
Credimi, sono serissimo. Emma mi  molto cara.
Se non si tratta di questo, allora di che si tratta?
Lucien trasse un profondo sospiro. Quando lei era
qui l'altra volta, qualcuno trad mio padre.  stato lei?
No.
Charles Guitry  stato molto preciso.
Stava deliberatamente falsificando la verit.
Lei sa chi  stato?
S.
Credo che la risposta sorprese Lucien quanto me. Si
protese in avanti. Chi?
Mio padre non si mosse. Parl quasi pigramente, ma i
suoi occhi non abbandonarono un solo istante il volto di
Lucien.  meglio che tu non lo sappia. Guitry ha molti
sistemi sgradevoli per far parlare le persone. E certuni
sopportano il dolore meno di altri.
Questo non giustifica il tradimento.
Ah, no? I soldati della repubblica, ricordo, avevano
la simpatica abitudine di arrostire le piante dei piedi delle
loro vittime su un fuoco lento. Chiedilo al curato, se non
mi credi. Zoppica ancora, poveraccio. O preferisci che io
mi tolga gli stivali?
Rabbrividii, rendendomi improvvisamente conto di
quanto poco mio padre mi avesse raccontato di s. Il
caff cominci a bollire. Vi aggiunsi dell'altra acqua, e in
quel mentre, vidi che Pierre era tornato e si era fermato
nel vano della porta, come se non volesse esser visto.
Lucien gli voltava le spalle. Seguitava a fissare mio
padre. Quest'uomo di cui lei parla...  ancora vivo?
Questo non ha nessuna importanza. Non riguarda il
nostro attuale problema.  un capitolo chiuso.
Esigo di saperlo. Ne ho il diritto.
No, non ne hai il diritto, Lucien. Nessuno ne ha il
diritto. Qualsiasi cosa egli abbia fatto, ora  fra la sua
coscienza e il suo Dio. La vendetta  inutile. Tuo padre
non l'avrebbe pretesa da te.
Lucien tacque per un lungo momento, poi disse lentamente:
Va bene, accetto il suo punto di vista.
Bene, allora questo  sistemato. Mio padre si rilass.
C' una cosa che vorrei dire prima di metterci al
lavoro. Tuo padre era uno degli uomini pi coraggiosi
che io abbia mai conosciuto e uno dei pi lungimiranti.
Cap che dopo la Rivoluzione sarebbe venuta la tirannia.
 un male inevitabile. Lui la riconobbe nella persona di
Bonaparte e diede la vita per cercare di impedirla.
Crede che io non sappia tutto questo? Lucien si
era allontanato. Guardava fissamente fuori dalla finestra.
 da quando  morto che ci penso, ma per anni non
ho potuto fare niente. C'era mia madre, c'era mio fratelloLouis. Dovevamo vivere. Ora  diverso, per a volte
mi chiedo per che cosa combattiamo.
Non  quello per cui i primi rivoluzionari combatterono,
perdendolo poi di vista cos completamente: libert,
uguaglianza e fraternit?
Voi l'avete in Inghilterra?
Mio padre rise. Magari l'avessimo. Essendo gli uomini
quello che sono, l'Inghilterra  lungi dall'essere
libera, ma credo che ne abbiamo dei barlumi. La libert
individuale  il grande ideale cui tendiamo.
Lucien disse meditabondo: Dapprima credevo che
anche noi l'avessimo. Volevo crederci, perch la Francia
aveva tanto sofferto; ora so che  impossibile, e tutto a
causa di un solo uomo. Quando ero a Parigi, vidi quanto
era gi stato perduto. La parola libert  incisa sopra le
porte delle Tuileries, ma le sentinelle armate ti fermano a
ogni passo. Una parola di critica e ti sbattono in carcere,
due parole ed  la ghigliottina.
Non ti fare illusioni, Lucien disse mio padre in
tono grave. Bonaparte  un abile amministratore. Se
potr fare a modo suo, trasformer la Francia in un
campo armato, ed  questo che noi in Inghilterra intendiamo
impedire se possiamo.
Anch'io, e quelli che la pensano come me, ma per
altri egli  un eroe.  per questo che dobbiamo fare
presto, prima che tutto il potere sia nelle sue mani.
Lucien era nuovamente deciso e risoluto, tutti i dubbi
erano scomparsi. Qual  il prossimo passo? A che
punto siamo con la preparazione del piano?
A buon punto, ma prima beviamoci una tazza di
caff. Mio padre si volt dalla mia parte.  pronto,
Emma?
Quasi, ma non c' latte, solo zucchero.
Accontentiamoci. C' una bottiglia di brandy l da
qualche parte. Portala insieme al caff.
Lucien mi guard entrare con le tazze fumanti. Era
chiaramente stupito di vedermi, ma non disse niente.
Mentre mio padre versava una generosa razione di
brandy in ogni tazza, Pierre entr.
Tutto tace. Non si muove una mosca.
Molto bene. Vieni a sederti. Emma, abbiamo del
caff anche per Pierre?
Mentre andavo a prenderlo, i tre uomini avvicinarono
le cassette e si sedettero attorno al tavolo. Mio padre
si chin in avanti, reggendo la tazza fra le due mani e
bevendone qualche sorso prima di riprendere a parlare.
Bonaparte  ancora a St. Rmy dal conte di Rennes,
ma noi sappiamo che ha intenzione di fermarsi a
Marsiglia prima di raggiungere Tolone.
Non potrebbe cambiare i suoi programmi dopo
quello che  successo ieri sera?
 possibile, ma non credo che lo far. Sarebbe come
ammettere che ha paura di altre imboscate.
Per potrebbe viaggiare con una grossa scorta.
Pu darsi, ma abbiamo previsto anche questa
eventualit, e abbiamo qualcuno molto vicino a lui che
ci terr informati. Tutto dipende da quanto si tratterr
a St. Rmy. Questa potrebbe essere proprio l'occasione
che aspettavamo, e in tal caso dobbiamo essere
pronti a coglierla al volo. Il tempo  il fattore chiave
per noi.
Me ne rendo conto. Ci fu un breve silenzio, poi
Lucien domand quietamente: Lo uccidiamo?.
No. Ho discusso questo problema molto a lungo
con certe persone prima di lasciare Londra. Naturalmente,
non si pot non prendere in considerazione l'ipotesi
dell'assassinio. Alcuni vostri connazionali in esilio la caldeggiano,
ma noi in Inghilterra siamo contrari all'omicidio,
almeno fin quando non sono falliti tutti gli altri
mezzi. No, ci limitiamo a prenderlo prigioniero, ed  qui
che io entro in gioco. Dunque, sulla costa fra qui e Les
Saintes Maries de-la-Mer, c' una piccola insenatura,
vero, Lucien?
S, la conosco bene.  un ottimo posto. C' un unico
stretto passaggio che sbocca nella laguna.
Sia ringraziato Iddio per la Camargue.  impossibile
che Guitry pattugli tutte quelle coste deserte. Gli ci
vorrebbe un'intera legione. Un veliero inglese sta incrociando
al largo di quel punto. Non appena il comandante
ricever il segnale prestabilito, si avviciner pi possibile
alla costa e invier una scialuppa, mentre noi trasporteremo
i nostri prigionieri attraverso le paludi. E in quattro
e quattr'otto, c'imbarchiamo e salpiamo per l'Inghilterra.
Tempo permettendo, Bonaparte non festegger il
Natale a St. James come si vanta, ma manger pane e
acqua nella Torre di Londra prima della fine dell'estate.
E poi?
Poi non dipender pi da me. Il mio compito sar
finito. Poi toccher a te, Lucien, e a quelli come te.
Io seguito a pensare che sia un grosso errore salt
su Pierre, intervenendo per la prima volta nella conversazione.
I morti non han seguaci, non dice cos uno
dei vostri proverbi inglesi?
L'uomo che lo disse per primo era in un certo senso
un traditore della libert comment mio padre.
 un buon piano disse Lucien. Mi piace. Stavo
ripensando al nostro piano d'azione. Dovremmo dividere
le nostre forze. Io ne comander una, e Jacques l'altra.
Cos possiamo prenderlo con un movimento a tenaglia.
Se davvero prender la strada di montagna da St. Rmy,
e preghiamo Dio che la prenda, allora c' un ottimo
posto... guardate qua... sulla mappa. Ci sono dei boschi
che salgono su per le colline dalle due parti.  un posto
ideale per una imboscata...
Le due teste si chinarono sul tavolo, ma Pierre si tir
indietro. Li guardava con una curiosa espressione d'ira e
di gelosia. Ebbi l'assurdo pensiero che sembrasse un
bambino escluso da un gioco, solo che qui non si trattava
di un gioco.
Si trattava di una questione di vita o di morte. Poi mio
padre gli indic qualcosa, e anch'egli si chin sulla mappa.
Indugiai nel corridoio, la tazza di caff intatta in
mano. Mi sembrava impossibile che non pi tardi della
sera prima, Lucien mi avesse chiesto di sposarlo. Perch
l'aveva fatto, sapendo quello che sapeva? Mi aveva accusata
di averlo ingannato, mentre fin dal primo momento
che l'avevo conosciuto a Parigi, era stato lui a mentirmi.
Come potevo ancora credergli? Tornai a riprendere le
tazze vuote, ma egli non alz gli occhi. Lo guardai segnare
il punto prescelto sulla mappa mentre ascoltava mio
padre, il volto intento. Poi riportai le tazze nel corridoio e
le posai accanto al fornello. Quando tornai di l, erano in
piedi.
Mio padre stava dicendo: Devi'andare, Lucien.
Saresti tanto gentile da riportare gi Emma con te? Mia
figlia corre troppi rischi. Non vorrei che scivolasse sulle
pietre e si rompesse l'osso del collo.
Quando Emma vuole, io sono pronto rispose Lucien.
L'aspetto fuori. Usc con Pierre.
Emma disse mio padre quietamente quando se ne
furono andati, trova un modo per tranquillizzare Martine
senza dirle troppo.
Lei mi ha scongiurato di metterti in guardia... ha
paura che qualcuno vi tradisca.
So quello che teme, ma sto in guardia. Abbi cura di
lei, Emma, per amor mio... e dille che se ha bisogno di
me, per qualsiasi motivo, non ha che da mandarmi un
messaggio.
Pensava soltanto a lei. Fui sopraffatta dall'amarezza.
Poi mio padre mi strinse a s. Sei una ragazza coraggiosa,
sono orgoglioso di te. Ormai  questione di poco, e
quando ce ne andremo, verrai con me.
Pap, perch non mi hai detto di Lucien e di quello
che stava facendo?
Mia cara,  stato lui a volerlo. La decisione  stata
sua e non mia. Lucien  padrone della sua vita, e non 
una vita facile. Deve fare da s le sue scelte. Ricordatene.
Capiva quello che provavo? Credo di s, e credo che
volesse prepararmi per quello che avrebbe potuto succedere.
Gli buttai le braccia al collo, aggrappandomi a lui,
presa da un improvviso terrore.
Pap, sta' attento a quello che fai, ti prego.
Quando mai ho fatto altrimenti? Sono un egoista,
Emma, lo sono sempre stato. Mi sorrise, sfiorandomi la
guancia con un lungo dito. Ma ci siamo divertiti insieme,
tu ed io, e presto ci divertiremo di nuovo. Ora va',
svelta.
Lucien mi stava aspettando. Ai piedi della scala mi
voltai a guardare mio padre inquadrato sotto l'arco diroccato
di pietra, e mi resi conto che qui, in questo luogo
selvaggio e abbandonato, era completamente a suo agio,
come non lo era mai stato nei salotti dell'alta societ. Era
questa la vita che egli amava. Ancora una volta sentii
quel brivido di pericolo che gli aleggiava sempre attorno,
e di colpo seppi con assoluta certezza che era proprio
questo che amavo in lui, esattamente come l'amavo in
Lucien. Avevo creduto che fosse la differenza fra di loro,
che fosse la dolcezza di Lucien, la sua pacatezza, che io
amavo, ma non lo era. Era la violenza nascosta,
l'imprevedibilit che aveva in comune con mio padre, e ne fui
spaventata.
Scendemmo insieme il viottolo scosceso ed egli mi
diede la mano per aiutarmi a superare i punti pi difficili.
Il suo pony era legato accanto a Beauregard. Lucien mi
aiut a montare in sella. Eravamo quasi arrivati a Villeroy
quando si decise a parlare.
Ti sarei grato, Emma, di non dire niente a mia
madre di quello che  successo oggi pomeriggio.
Come vuoi. Poi fui travolta dall'ira per la sua
falsit, e non potei pi tacere. Lucien, perch mi hai
portata qui, a Villeroy?
Lo sai perch. Ti volevo aiutare.
E mi hai mentito su tutto, sempre.
Non su tutto.
Vorrei poterlo credere.
Non avevo scelta, Emma, sicuramente l'avrai capito
ormai.
Ma ero ancora triste. Dissi amaramente: Grazie a
Dio, presto me ne andr da questo paese.
Andrai con tuo padre. E quello che hai sempre
desiderato, no?
C' forse qualcosa di male?
No, niente di male, solo che...
Che cosa?
Niente. Non importa.
Un'enorme stanchezza si abbatt su di me. Tanta
preoccupazione, ansia e scompiglio, e a che scopo? Che
pazzi eravamo, mio padre, Lucien, Pierre, tutti noi, impegnati
in un'impresa disperata. Martine aveva ragione.
Cosa me ne importava di chi sedeva sul trono della
Francia, e anche dell'Inghilterra, purch le persone che
amavo fossero incolumi e al sicuro?


Capitolo tredicesimo.

Armand era ancora in prigione.
Lo trattano abbastanza bene disse Henri de Labran
al suo ritorno daTarascona quella sera. A questo
ci ho pensato io, ma il capo della polizia ha severi ordini
di arrestare l'inglese prima che Bonaparte lasci la Provenza.
E questo quando sar? domand Martine.
Entro la settimana prossima, se non prima. Quell'uomo
non si ferma mai a lungo da nessuna parte. A mio
avviso ne va di mezzo la carriera di Guitry, e Fouch gli
sta dietro per costringerlo a ottenere dei risultati. Hanno
iniziato una ricerca sistematica nelle grotte e sulle colline,
e sottopongono tutti gli individui sospetti a un duro
interrogatorio. Prima o poi qualcuno parler, e con questo
si concluder la faccenda.
Non ero mai del tutto sicura di come la pensasse
Henri de Labran, n di quanto intuisse del legame di sua
moglie coi ribelli.
Una sera, due giorni dopo l'incontro nella torre, mi
ero ritirata in camera pi presto del solito, con la scusa di
un mal di testa; in realt non riuscivo a sopportare di
starmene seduta in salotto ad ascoltare Georges Montaud
che era venuto a portare un messaggio e si era
fermato a raccontare come procedevano le ricerche. Nicole
lo aveva interrogato ansiosamente. Sospettavo che
non si sarebbe fermata di fronte a niente, pur di salvare il
fratello. Non avevo visto Lucien per tutto il giorno. Era
andato ad Arles per conto del patrigno e non era tornato
per cena. Ero gi in vestaglia, ma non ancora a letto,
quando sentii bussare alla porta. Pensai che fosse Martine;
ma quando andai ad aprire cautamente, mi trovai
davanti Lucien, la giacca e gli stivali bianchi di polvere
come se avesse cavalcato a lungo.
Cos' successo? bisbigliai. Non hanno preso mio
padre?
No, ma devo parlarti.
La casa era silenziosa, ma la camera di Nicole dava
sul corridoio a pochi passi dalla mia, e lei poteva essere
ancora sveglia. Sar meglio che tu entri dissi.
Sgattaiol in camera mia mentre io richiudevo la
porta pi piano che potevo. Disse in fretta: Sono stato
con loro stasera. Hanno lasciato il vecchio castello per un
nascondiglio molto pi addentro nelle colline. Il viaggio
 stato lungo. La candela gli illuminava il volto. Appariva
risoluto e deciso.  tutto stabilito.
Quando sar?
Fra quattro giorni. Abbiamo tutti i particolari. Bonaparte
partir nelle prime ore della sera e prender la
strada che passa per i monti. E noi saremo l ad aspettarlo.
E se fosse soltanto un trucco... per trarvi in inganno?
Perch dovrebbe esserlo? Il nostro informatore 
sempre stato attendibile. Finora non ha mai sbagliato.
Comunque,  un rischio che dobbiamo correre.
Lucien, se il vostro piano riesce, se lo prendete
prigioniero, cosa farete?
E di questo che ti volevo parlare. Tuo padre deve
tornare in Inghilterra con lui, e Mouton ti accompagner
attraverso le paludi fino alla nave.  tutto progettato fin
nei minimi particolari. Sorrise ironicamente. Lo sai chi
vi aspetta a bordo del Sea Witch? Victor, il caro
Victor, che vorrebbe tanto sposarti.
Mi voltai perch non mi vedesse in faccia. Non gli
importa niente di me, pensai. Per un po' si  divertito, ma
ora gli  passata. Si  servito di me, come pensa che io mi
sia servita di lui.
Lo sentii dire: In quanto a me, devo rimanere in
Francia. E quello che mio padre avrebbe voluto.
Mi sembr di essere strappata in due. Una parte di
me avrebbe voluto dire: Lasciami rimanere con te. Non
m'importa quello che succede, se solo posso dividere la
tua vita. Sarebbe bastata una sua parola e mi sarei
buttata fra le sue braccia, ma egli non disse niente, e poi
c'era mio padre. Come potevo lasciarlo andar via, quando
l'avevo appena ritrovato?
Lucien,  meglio che tu non rimanga pi qui. Vattene,
ti prego. Qualcuno potrebbe sentirci parlare. Si domanderanno
perch sei qui.
S, certo, ma volevo dirtelo subito.
Lo spinsi verso la porta. Vai, svelto.
Mentre lo guardavo allontanarsi in punta di piedi
lungo il corridoio, fui quasi certa di sentir aprire e richiudere
pianissimo un'altra porta, ma sebbene guardassi a
destra e a sinistra, non vidi e non sentii altro e pensai che
forse, nella mia ansia, me lo fossi semplicemente immaginato.
Un'altra giornata trascorse interminabile, e fu quasi
un sollievo quando, la mattina dopo di buonora, Jean de
Rennes entr in cortile a bordo di un calesse.
Sono venuto a dirvi addio annunci, entrando in
salotto. Il generale Bonaparte sta per partire e io vado
con lui, ma pensavo che avremmo potuto fare un picnic
d'addio. I suoi occhi andarono da me a Nicole. Cosa
ne dite?
Non lo so. Non sono in vena di picnic rispose
Nicole, ma intanto Martine era entrata in salotto.
Sciocchezze, Nicole. Ti far bene.
Ero sicuro che sarebbe stata d'accordo con me,
Madame le disse il giovane con un sorriso. Pensavo
che avremmo potuto andare alla fonte di Valchiusa.
Porteremo Louis, se lei lo permette, e anche la governante
di Louis, naturalmente. Ha gi visitato la fonte del
Petrarca, Mademoiselle Emma?
No, mai.
Le piacer, e anche a Lucien. Ma dov' Lucien?
Nicole seguitava a opporsi, mentre Martine tentava
di persuaderla. Lo so che sei preoccupata per Armand
disse ma a forza di startene chiusa in casa, finirai per
ammalarti, e questo non lo aiuter, n servir a farlo
tornare prima. Non sei quasi mai uscita, da quando
l'hanno arrestato.
Lucien era in casa quella mattina e quando entr,
Martine lo incit a partecipare alla scampagnata.
Ho altre cose da fare replic il giovane seccamente.
Niente d'importante, e sono sicura che Emma sar
felice della tua compagnia.
Louis gli si aggrapp alla mano, supplicandolo di venire,
e con mio stupore, Lucien cedette alle suppliche del
bimbo. Potr sembrare strano che in mezzo a tanta tensione
e angoscia ci recassimo spensieratamente in gita,
ma credo che tutti e tre noi, Lucien, Nicole ed io, ognuno
a modo suo, la considerassimo un diversivo e fossimo
felici di uscire dall'atmosfera opprimente della casa.
Di l a un'ora partimmo, pigiandoci nel calesse. Louis
eccitatissimo, sedeva fra Nicole e me. Peppi, il cane,
stava appollaiato sulla cesta della colazione ai nostri
piedi, mentre Jean e Lucien si alternavano alla guida dei
due robusti cavalli. Dapprima la strada ci port attraverso
vigne e uliveti, e mi sentii rilassare per la prima volta
da giorni. Faceva caldo, ma indossavo un abito di leggera
mussola verde, e all'ultimo momento mi ero appuntata
un rametto di lavanda al seno. Era un regalo di Louis. Il
bambino, infatti, aveva preso l'abitudine di entrare in
camera mia la mattina presto con un mazzolino di fiori di
campo, e io li tenevo sulla mia toilette in un bicchier
d'acqua, finch non appassivano.
Mi appoggiai allo schienale con gli occhi socchiusi,
ascoltando trasognata le chiacchiere del bambino; il leggero
mantice del calesse ci riparava dai raggi pi cocenti
del sole. Dopo poco arrivammo a un villaggio dove il
fiume Sorgues si divide in numerosi piccoli canali che
passano in mezzo alle case, e dove gorgogliano e mormorano
piccoli mulini. Proseguimmo lungo il fiume finch
non vedemmo l'alta muraglia di pietra calcarea, e arrivammo
a Valchiusa.
Lasciammo il calesse e c'inoltrammo lungo le rive
verdi di muschio fin dove la fonte sgorga dalle viscere di
una caverna buia e segreta, e si getta in un fresco e
limpido laghetto. Ci sedemmo in riva all'acqua, sotto
l'ombra degli alberi, a far colazione. Il vino che bevemmo
era limpido e fresco come l'acqua. Poi Louis si distese
bocconi, lasciando cadere sassolini bianchi fra le alghe
che galleggiavano, simili a ciocche di capelli color verde
smeraldo. Peppi si tuffava per riprendere i sassi, abbaiando
felice e scuotendosi l'acqua di dosso, spargendo
all'intorno una pioggia di spruzzi.
Per l'amor di Dio, Louis, tieni quella bestiaccia
lontana esclam Nicole, petulante. Mi sta inzuppando
tutta.
Jean rise; le porse la mano per aiutarla ad alzarsi e
andarono a sedersi insieme un po' pi in l. Stavamo
parlando del Petrarca che aveva trascorso i suoi ultimi
anni vicino a quel luogo incantevole, scrivendo versi
d'amore alla sua amata Laura.
Egli aveva ventitr anni quando la vide per la prima
volta mormor Lucien in tono sognante vestita di
verde con un mazzo di violette appuntate sul seno, e
l'am per il resto della sua vita.
Incontrai i suoi occhi al di sopra della testa del bambino.
Sentii un guizzo di speranza nascere in me, e poi
morire.
Che idiozia comment Nicole. Passare un'intera
vita amando qualcuno che non potrai mai avere. Io non
lo farei mai.
Neanch'io disse Jean pigramente, prendendo la
mano di Nicole e giocherellando con le sue dita. Io non
potrei vivere di sogni, cos come non  riuscito neanche il
nostro poeta. Lucien si  dimenticato di dirvi che nonostante
tutti i suoi nobili ideali, Petrarca riusc ugualmente
a lasciarsi dietro due bastardi ad Avignone.
Cos' un bastardo? domand Louis.
Ah, che domanda indiscreta! ribatt Jean con un
sorriso malizioso. Un bastardo, Louis,  un bambino
che non conosce suo padre.
Allora sono io disse il bimbo. Non ho mai conosciuto
il mio pap.
Be',  una questione molto delicata seguit Jean
con una punta di malizia, guardando da Louis a Lucien.
In effetti, a pensarci bene, non somigli molto a tuo
fratello.
Lucien, che fino a quel momento aveva dato l'impressione
di non ascoltare, si raddrizz di colpo. Cosa
diavolo intendi dire?
Ma niente, vecchio mio. Come sei permaloso. Non
si pu neanche fare un piccolo scherzo?
Non mi sembra un argomento su cui scherzare.
Sono un bastardo, un bastardo! prese a canterellare
Louis, affascinato dalla nuova parola.
Lucien afferr il bambino per il braccio e lo scroll
violentemente. Smettila, Louis. Non pronunciare pi
quella parola, hai capito? In quanto a te, Jean, dovresti
avere un po' pi di giudizio.
Quante storie per niente disse Nicole freddamente.
Louis deve crescere prima o poi. Non puoi trattarlo
come un bambino in eterno, Lucien. Si alz in piedi
aprendo il parasole. Io torno a casa. Fa troppo caldo e ci
sono troppe mosche per i miei gusti. Vieni anche tu,
Emma?
Il banale incidente era chiuso, ma non del tutto
dimenticato. Sulla via del ritorno, mi trovai seduta accanto
a Lucien, con Louis, esausto, sulle mie ginocchia.
Dietro di me sentivo Nicole e Jean bisbigliare e ridere fra
loro, e per qualche ragione ne fui turbata.
Quella notte si lev il mistral. Mi svegliai e lo sentii,
un suono alto e lamentoso che lacerava i nervi. Era la mia
prima esperienza di quel vento di cui tutti parlavano
come di un mostro vivente. La mattina dopo era diventato
quasi insopportabile. Ormai aveva raggiunto la sua
massima forza e nessuno di noi pot uscire di casa.
Anche Henri de Labran, che lo conosceva da quand'era
nato, ne fu ricacciato indietro.
Finch non sfocia in un temporale, ci toccher sopportarlo
disse irritato mentre rientrava, sbattendo il
pesante portone di quercia. Era abituato a trascorrere la
maggior parte della giornata all'aperto, e l'essere costretto
in casa non giovava al suo umore.
Faceva ancora un caldo terribile, e il vento si abbatteva
con raffiche torride contro la casa. Anche con le
porte e le finestre chiuse e sprangate, si alzavano mulinelli
di polvere negli angoli delle stanze. L'aria era irrespirabile,
e il mio leggero abito di cotone mi si appiccicava
addosso al minimo sforzo.
Il nostro vento indiavolato l'aveva definito Lucien
quel primo giorno ad Avignone fa impazzire i cani,
ammattire le donne e spinge i mariti gelosi all'omicidio.
Alla luce dorata del sole avevo riso, credendo che esagerasse.
Adesso sapevo che era vero. Fintanto che il mistral
soffiava, non credo che nessuno di noi fosse del tutto
normale.
Per tutta la mattina fui tormentata da un incessante
mal di testa che mi spinse alla disperazione. Louis, altrettanto
nervoso di noi, era insolitamente fastidioso. Non
riusciva a trovare un'occupazione. Jean gli aveva regalato
un piccolo tamburo. Prese a girare per la stanza cavandone
un rullo assordante finch persi le staffe e gli
affibbiai un ceffone. Non avevo mai fatto una cosa del
genere prima d'allora. Louis cacci un urlo d'indignazione
e scapp via dalla stanza e gi per le scale picchiando
sul tamburo pi forte che mai. Peppi gli corse dietro,
abbaiando furiosamente. Nell'ingresso i due andarono a
sbattere contro Nicole che stava portando un vassoio
nello studio di suo padre. Bicchiere, vino, caff, porcellane,
volarono dappertutto. Esasperata, Nicole agguant
il bambino e lo prese a scapaccioni. Peppi, che non aveva
simpatia per lei, le salt addosso ringhiando. In mezzo al
caos la porta dello studio si spalanc e Henri de Labran
comparve sulla soglia.
Cosa diavolo sta succedendo? tuon. Louis,
smettila di urlare.
Mi odia singhiozz Louis, fuori di s. Mi ha
picchiato perch mi odia. Mi chiama bastardo.
Ci fu un silenzio per un momento, rotto soltanto dal
rumoroso pianto del bambino, poi Henri disse quietamente:
Dove hai sentito quella parola, Louis?.
Impaurito, il bambino alz gli occhi sul volto severo
del patrigno. Non ricordo... sono stati Nicole e Jean...
 vero quello che dice, Nicole?
No, certo che non  vero. L'ha imparato dagli stallieri.
Lo sai che sta sempre l con loro. Quella piccola
canaglia sta mentendo.
Intanto ero arrivata in fondo alle scale e il bambino
corse a nascondere la testa nel mio grembo. Lo strinsi a
me. Louis non dice mai bugie esclamai indignata.
Oh, no, certo, Louis  un angioletto; non pu,fare
niente di male disse Nicole astiosamente. Non l dar
retta, pap. Tutti quanti non fate che cantare le sue lodi,
ma vi sbagliate. Voi non la conoscete come me. Ho visto
Lucien uscire dalla sua stanza l'altro ieri notte. Sotto il
tuo tetto, pap! Si rivolse a me. E ora giustificati, se ci
riesci.
Henri de Labran aggrott la fronte. L'attacco di
Nicole mi aveva colta alla sprovvista, ma prima che
potessi balbettare una risposta, Martine comparve sulla
porta del salotto. Controllati, Nicole, per favore. Stai
commettendo un errore. Non sai quello che dici.
Oh, s, che lo so. Nicole si volt verso di lei, il viso
contorto dall'odio e la gelosia. Fuori il vento raddoppi
la sua furia. Certo che tu la difendi, lei e anche Lucien.
Tal madre, tal figlio. Guardala, pap! Madame la Marquise,
la tua adorata moglie, la santa che ha tanto sofferto!
Chiedile chi era il padre di Louis. Chiedile chi va a
incontrare di nascosto, notte dopo notte.
Nicole! Smettila, smettila, mi senti? Henri de Labran
andava raramente in collera, ma ora schiaffeggi il
volto della figlia. Lei lo fiss con odio, coi segni scarlatti
delle sue dita sulla pallida guancia.
Mi credi una bugiarda, vero, mentre credi a ogni
parola che lei ti dice. Be',  la verit. Va' da Jean de
Rennes, va' da Charles Guitry, chiedilo a loro, loro te lo
diranno. Lei era l'amante della spia inglese prima di
sposarti. E lo  ancora.
Ci fu un silenzio agghiacciante. Poi Martine disse
quietamente: Emma, chiama per favore uno dei domestici
e fai ripulire questi cocci. Nicole, va' in camera tua se
non ti dispiace.
Henri de Labran fissava sua moglie fiera e dignitosa
come se nulla fosse accaduto, come se la figliastra non le
avesse praticamente gridato sgualdrina in faccia. Poi,
con un soprassalto, vidi Lucien all'altro capo dell'ingresso.
Doveva essere entrato in casa dalla porta di cucina.
Non sapevo da quanto tempo fosse l, n cos'avesse
sentito, ma intanto egli avanzava verso il patrigno.
Posso parlarti un momento?
Pi tardi, ragazzo, pi tardi rispose Henri bruscamente.
Torn nello studio e ci sbatt la porta in faccia.
Nicole mi pass accanto e infil le scale, a testa alta.
Lucien rimase l incerto per un istante e Martine gli pos
una mano sul braccio. Lui le fece una carezza.
Non te la prendere, mamma. Passer. Il mistral ha
sconvolto Nicole, ecco tutto. Si svincol con dolcezza e
and alla porta di casa. Quando l'apr, fummo investiti
da una raffica di vento che sollev un nugolo di polvere e
di foglie: poi egli usc, richiudendosela alle spalle.
Chiamai uno dei domestici e accompagnai Louis di
sopra. Il bambino era ancora sconvolto e non fu facile
calmarlo. Alla fine mi sedetti in poltrona e cominciai a
leggergli una delle sue storie preferite. Col trascorrere
delle ore, il senso di tensione aumentava. Lucien non
torn e Nicole rimase in camera sua. Il pensiero di
pranzare con Martine e suo marito dopo la scenata della
mattina mi atterriva. Mi feci portare un vassoio di sopra e
cenai con Louis, con la scusa che il bambino era ancora
molto agitato.
Dopo che l'ebbi messo a letto, andai in camera mia
ma non riuscii a prendere sonno. Il mistral soffiava pi
forte che mai, con raffiche violente e implacabili che
ululavano e gemevano. Una ventata spalanc le mie
persiane bench le avessi fermate, mandandole a sbattere
contro il muro. Mi tocc alzarmi dal letto e lottare con
tutte le mie forze per tirarle verso di me e richiuderle ; poi
chiusi i vetri e le imposte. La stanza divent un forno: mi
sembrava di soffocare. Il sonno era lontano le mille
miglia. Seguitavo a vedere il volto di Lucien come l'avevo
visto quella mattina nell'ingresso. Lui amava sua
madre, lo sapevo. Aveva gi intuito la verit su lei e mio
padre, o le parole di Nicole lo avevano colpito come una
mazzata? Non avevo modo di capirlo, n sapevo se lui ci
avesse creduto. Camminai in su e in gi finch mi sentii la
gola secca e arida e mi sembr di non farcela pi. M'infilai
la vestaglia e andai in cerca di qualcosa da bere.
Scendendo le scale, vidi una luce accesa in salotto e vi
trovai Martine.
Sono venuta ad assicurarmi che le persiane fossero
chiuse bene disse. Se il vento dovesse aumentare,
finirebbe per scardinarle.
Quanto durer?
La donna si strinse nelle spalle. Potrebbe durare un
giorno come una settimana. Quando viene cos, d'estate,
 imprevedibile. Ti senti bene, Emma? Quando non ci si
 abituati, il mistral pu sembrare snervante.
Fa cos caldo. Ho sete. .
Ti preparo qualcosa da bere.
La seguii in cucina. Bench le finestre sbattessero al
vento, faceva pi fresco l dentro, grazie alle grosse mura
di pietra. Martine vers due bicchieri d'acqua dalla brocca
che veniva tenuta sul pavimento umido della dispensa.
Vi strizz dentro il succo di un limone e, sedute attorno al
tavolo, sorseggiammo la bibita, con la fiammella vacillante
della candela in mezzo a noi.
La grossa sveglia ticchettava e uno dei gatti addormentati
davanti al focolare si stir con un piccolo miagolio
di soddisfazione. Nella penombra, i lunghi capelli
color miele sciolti sulle spalle, Martine sembrava una
fanciulla e m'irrigidii contro di lei. Appariva talmente
calma, talmente imperturbabile, che provai un impeto
d'ira.
Racconter a Lucien di aver tradito suo marito per
amore di mio padre, o lui lo sa gi?
Martine si volt a guardarmi. Devi pensare cos
male di me, Emma. Vorrei tanto cercare di farti capire.
Le cose sono cos raramente quello che sembrano.
Avrei voluto alzarmi e andarmene, ma non ne fui
capace e dopo un momento essa prosegu.
Ricordo cos bene la prima volta che lo vidi. Non
avevo mai conosciuto nessuno degli altri. Franois aveva
cura di tenerli lontani da me. Pensava che fosse pi
sicuro, per loro e per me. Poi, un giorno, Jacques scese a
casa nostra con un messaggio urgente. Non ricordo pi di
cosa si trattasse, per so che dovevo avere un aspetto
spaventoso. Un piccolo sorriso le aleggi sulle labbra.
Non mi guardava, e parlava in un bisbiglio come se stesse
rivivendo quel lontano passato.
Ero scesa gi al fiume a lavare i panni con le altre
donne. La mia presenza le infastidiva e io ero cos inetta.
Lui venne a cercarmi laggi. M'incontr mentre arrancavo
verso casa, e mi tolse di mano la pesante cesta del
bucato. Mi aiut a torcere le lenzuola e la biancheria con
le sue mani forti, e li stendemmo al sole insieme. Era
assurdo e completamente inaspettato, ma lui mi fece
sentire viva per la prima volta da molti, molti mesi... mi
fece sentire nuovamente donna... e bella... in tempi come
quelli non avrebbe dovuto avere importanza naturalmente,
ma per me ne ebbe. Credo che m'innamorai di lui
quel primo pomeriggio.
E suo marito? Non lo amava?
Riport gli occhi su di me quasi come se avesse
dimenticato la mia presenza. Franois? Ci eravamo
sposati quando io avevo quindici anni e lui venti. Prima
del matrimonio, l'avevo visto solo una volta o due. I
matrimoni combinati erano abituali nelle famiglie come
le nostre. Gli volevo bene e lo rispettavo. Era buono e il
nostro matrimonio, come tanti altri, mi sembrava soddisfacente,
ma non sapevo niente dell'amore finch non
incontrai Jacques. Riesci a capirlo questo, Emma, o sei
troppo giovane? Mi colse alla sprovvista. Fu come una
rivelazione. Diventai un'altra.
Lo vedeva spesso?
No, non spesso, ma lui e Franois erano molto
amici, e a volte lui veniva a casa con mio marito e
chiacchieravamo tutti e tre fino a notte inoltrata. Lui ci
insegn di nuovo a ridere, ma all'occorrenza sapeva
anche essere serio, ed era intelligente, pieno di idee.
Soltanto vederlo e stargli vicina era la felicit per me.
Alz gli occhi, con uno sguardo quasi implorante.
Continui.
Poi la situazione precipit. Lucien scapp da Ginevra
e riusc a rintracciarci. Franois si arrabbi, e fece di
tutto per tenerlo fuori dalle loro cospirazioni. Jacques
non venne pi a casa nostra. Poi ci fu l'attentato contro
Bonaparte, in seguito al quale Jacques fu catturato insieme
a Pierre e a un altro.
Pierre fu catturato?
S, il suo nome di battaglia era Volpe, ma io sapevo
che faceva parte della banda. Era venuto a trovarmi
qualche volta. Franois era furioso; gli aveva proibito di
venire, ma sai com' Pierre. Ha sempre fatto di testa sua,
ed era geloso di Franois e della sua influenza sugli altri.
Fu allora che, presero suo marito e lo fucilarono?
S. Arrestarono anche me e Lucien, ma io fui rilasciata
nel giro di pochi giorni. Tornai nella nostra casetta.
Jacques era l, nascosto nel fienile. Sapevo che lui e
Pierre erano fuggiti dal carcere, ma era stata un'impresa
disperata. C'era stata una sparatoria e lui era rimasto
ferito... gravemente, alla gamba. Non poteva camminare
pi di pochi passi. Pierre aveva proseguito senza di lui.
E lei lo nascose?
Per un mese. All'inizio stava molto male, ma dopo...
com' strano che tanta felicit possa nascere da
tanta disperazione. Quando mio marito era stato cos
brutalmente fucilato, mi era sembrato che la mia vita
fosse finita. Ero preoccupata per Lucien, non Vedevo
alcuna via d'uscita dalle nostre sofferenze, eppure vivemmo
quelle poche settimane, Jacques ed io, in Un'estasi
di gioia, talmente fragile che la pi piccola cosa
avrebbe potuto distruggerla. Sapevamo che doveva finire
presto, sapevamo che lui doveva partire. Lui mi supplic
di lasciare la Francia, ma come potevo farlo? C'era
Lucien, ma c'erano anche altri motivi. La mia presenza
gli sarebbe stata d'intralcio, avrebbe inevitabilmente
portato alla sua cattura e morte. Per un giorno... due
giorni... fu in collera con me. Se ne and via di casa e io
ero talmente infelice che credetti di morire, ma poi torn...
Ho creduto che il vostro amore avesse terminato il
suo corso. Ora so di essermi sbagliata... bisbigliai.
Come fai a saperlo?
Ho visto il libro che lei gli regal. Lo conserva
ancora.
Non me l'ha mai detto.
Non voleva che lo sapessi neanch'io. Lui disprezza
quello che chiama sentimentalismo.
Ma non ha dimenticato disse Martine piano, e vidi
la luce nei suoi occhi.
Lui sa che Louis  suo figlio?
Come hai fatto a indovinarlo?
Fu quando li vidi insieme a St. Rmy.
Non gliel'ho mai detto. Lui vorrebbe portarsi il
bambino via con s, e io non potrei sopportare di lasciarlo
andare. Lui  tutto quello che ho.
Mio padre le ha chiesto di andare via con lui?
Non hai motivo di essere gelosa, Emma. Non andr.
Sette anni fa... s... se avessimo avuto anche la
minima probabilit di farcela, sarei andata anche in capo
al mondo con lui, ma ora no. Lui  cambiato, e anch'io.
Io sono la moglie di Henri de Labran a cui devo moltissimo.
Non lo tradir. Sorrise. Tu conosci Jacques,
Emma. Non si d mai per vinto. Mandami un solo rigo e
ti verr a prendere mi ha detto, ma io non lo far. Tutto
ci che desidero e che chiedo nelle mie preghiere,  di
saperlo sano e salvo, lontano dalla Francia.
Monsieur de Labran sa di mio padre?
Non so quanto lui intuisca del passato. Non ne ha
mai parlato. Era tutto finito prima che io lo conoscessi.
Ma ora, dopo quanto Nicole ha detto, non lo so... si 
chiuso in se stesso. Se lui credesse che Jacques  il mio
amante, lo ammazzerebbe, ma perch dovrebbe credere
qualcosa che non  vero?
Non lo ?
Martine sedeva immobile, con gli occhi chini sulle
mani intrecciate. Soltanto una volta. Non sono stata
capace di dirgli di no. Un giorno lo capirai, Emma.
Poteva darsi, ma non potei fare a meno di ricordare il
modo in cui Henri li aveva guardati ballare insieme, gli
occhi negli occhi, al ricevimento del conte di Rennes; ed
ebbi paura, una paura terribile.
Martine si volt verso di me. So che non sei riuscita
a convincerlo ad andarsene.
No. Non se ne andr finch non avr portato a
termine la sua missione.
Non dirmi niente. Meno ne so e meglio . Ma sar
presto?
Prestissimo.
Iddio sia lodato. Si alz. Ora sar meglio tornarcene
a letto. Mi pos una mano sulla spalla. Grazie per
avermi ascoltata. Poi scomparve in silenzio su per le
scale, e io la seguii.
Giacqui nel mio letto senza pi provare n odio n
gelosia; svuotata di tutto, all'infuori di una grande stanchezza.
Per Martine, l'amore era stato fonte di sofferenza,
ma anche di grande felicit, mentre io ero dilaniata
fra Lucien e mio padre, e da qualsiasi parte mi voltassi
non riuscivo a trovare pace.


Capitolo quattordicesimo.

Distesa insonne nel buio, ora dopo ora, quella notte,
cominciai a pensare che il sonno mi avesse abbandonata
per sempre; e quando infine riuscii ad appisolarmi,
mi svegliai col cuore in gola, sicura di aver sentito
sbattere una porta da qualche parte. Il vento sembrava
leggermente diminuito e il caldo era soffocante. Mi alzai
e socchiusi cautamente una persiana. Fuori l'oscurit
cominciava a diradarsi, ma il cielo era ancora plumbeo.
Qualcuno era uscito di casa e attraversava furtivamente
il prato in direzione degli uliveti. Non riuscivo a distinguere
chi fosse: il lungo mantello scuro e il cappello a
larghe tese lo nascondevano completamente.
Non so quale impulso mi spinse a seguirlo. Credo che
sentissi confusamente di dover raggiungere mio padre
per raccontargli quello che era successo e metterlo in
guardia contro Lucien, bench in qualsiasi altro momento
mi sarei resa conto dell'assurdit di un'idea del genere.
Mi vestii in fretta e furia e mi legai un fazzoletto in testa.
Scesi le scale e uscii dalla porta del giardino, attenta a
non far rumore col chiavistello per non svegliare i domestici.
Fuori, il vento mi assal e mi ricacci indietro, ma
abbassai la testa e proseguii a fatica, preferendo affrontare
la violenza degli elementi che non la tensione dentro
casa. Chiunque fosse stato a uscire prima di me era gi
scomparso, ma attraversai il giardino e imboccai il sentiero
fra gli ulivi, traendo quasi diletto dalla lotta contro il
mistral. Raggiunti gli edifici di pietra dove erano i frantoi,
dovetti fermarmi per riprendere fiato.
Mi appoggiai ansimando dietro un angolo e durante
una tregua del vento mi sembr di sentire dei movimenti
all'interno. Una voce grid qualcosa, ci fu uno scalpiccio,
poi silenzio. Fui colta da un irragionevole terrore, e
dovetti aggrapparmi al muro per non cadere. In quel
preciso istante sentii cigolare una porta. Qualcuno doveva
essere uscito dal frantoio, ma io ero dalla parte opposta
e non riuscivo a vedere niente. Sentii un rumore di
passi. Mi appiattii contro il muro per il caso che la
persona, chiunque fosse, dovesse venire dalla mia parte,
ma nessuno venne. Aspettai a lungo prima di avanzare
cauta lungo il muro, e allora udii uno strano fruscio,
come se un oggetto pesante venisse trascinato lungo il
pavimento, seguito da un lamento soffocato come di un
animale in preda ad atroci sofferenze. Ebbi l'impulso di
fuggire, di chiudere le orecchie a quel suono, poi mi feci
forza. Forse era Peppi, o uno degli altri cani. Qualsiasi
cosa fosse, non potevo ignorarlo. Trassi un profondo
respiro e socchiusi la porta. Era molto buio e mi ci volle
un istante prima di riuscire a distinguere la figura di un
uomo distesa a pochi passi dalla soglia. Stava cercando di
sollevarsi, aggrappandosi alle sbarre di legno del frantoio,
ma mentre guardavo, le sue mani scivolarono ed
egli ricadde pesantemente a terra. Era talmente orribile
che avrei voluto scappare, ma sapevo di non poterlo fare.
Avevo il dovere di aiutare quel poveretto, chiunque
fosse. Spalancai la porta. La grigia luce dell'alba illumin
la scena. L'uomo gemette di nuovo e si gir sul fianco. Lo
vidi chiaramente in faccia. Era mio padre.
Per un attimo mi si annebbi la vista, poi m'inginocchiai
accanto a lui, e tentai disperatamente di sollevarlo.
Pap, che c'? Cos' successo?
Martine... borbott con voce impastata. Sei Martine?
Apr gli occhi. Mi fissarono con sguardo vacuo,
poi molto lentamente egli parve riconoscermi. Di' a
Martine... che sono venuto... diglielo, Emma...
Sei ferito? Qualcuno ti ha aggredito?
L'avevo sempre detto che sarei finito male... Ebbe
un accenno del suo vecchio sorriso e ne ebbi il cuore
straziato.
Chi  stato, pap? Chi  stato a ridurti cos?
Lucien...  Lucien che... Il suo corpo ebbe un
sussulto e la testa ricadde indietro. Un filo di sangue gli
usc dall'angolo della bocca.
Non riuscivo a vedere nessuna ferita. Gli slacciai
febbrilmente il collo della camicia. Gli accarezzai la
guancia, chiamandolo per nome, supplicandolo di parlarmi.
Era tale la mia angoscia che non mi avvidi che
qualcuno era entrato, finch non sentii la voce di Lucien.
Ti ho vista uscire. Che fai qui Emma?
Alzai gli occhi sul suo viso e mi sembr di rivivere il
mio incubo. Seppi che era stato lui con la stessa certezza
che se l'avessi visto col pugnale insanguinato in mano.
L'hai ucciso tu gridai. L'hai assassinato.
No, non sono stato io. Lucien si avvicin. Fammi
vedere. Potrebbe essere meno grave di quello che pensi.
Stai lontano. Non lo toccare. Sei stato tu... l'ha detto
lui... ha pronunciato il tuo nome. Non riuscivo a controllarmi.
Gridavo in preda a isteria, e Lucien mi afferr
per le spalle, scrollandomi con violenza.
Smettila, mi senti, smettila!
Lo choc mi ridusse al silenzio, ed egli s'inginocchi
accanto a mio padre infilandogli una mano sotto la camicia.
Dopo un momento alz gli occhi. Credo che sia
morto.
La ferita era talmente piccola, c'era cos poco sangue,
che non sembrava possibile che avesse potuto ucciderlo,
ma era stata inferta da qualcuno che sapeva esattamente
dove colpire. Se avessi avuto qualcosa a portata di mano,
credo che l'avrei scagliata contro Lucien. Ma non avevo
niente, solo parole vuote.
Come hai potuto farlo? Lui si fidava di te, e tu l'hai
ucciso.
Lucien mi ignor. Si alz in piedi. Puoi rimanere qui
con lui? Io vado a cercare aiuto.
La porta si apr e si richiuse. Rimasi inginocchiata
nella penombra, impietrita, con la testa di mio padre in
grembo. Capivo fin troppo chiaramente quello che era
successo, e mi sentii come annientata. Doveva esserci
stata una lite fra Henri e Martine. Lei doveva aver
mandato un messaggio a mio padre, forse attraverso
Joseph, non lo sapevo. Sapevo solo che la odiavo perch
mi aveva mentito, approfittando della mia compassione.
Lui era venuto, fedele alla sua promessa, e Lucien l'aveva
ucciso. Oltre a questo non riuscivo ad andare. La
scena seguitava a girarmi per la testa con terribile monotonia
finch mi sembr di perdere la ragione.
Ero talmente inebetita dal dolore che mi ricordo
delle ore successive come avvolte da un pietoso manto di
nebbia. Lucien torn col suo patrigno. Venne anche
Joseph con alcuni degli altri domestici. Henri de Labran
abbass gli occhi sul corpo di mio padre.
Conosco quest'uomo. Si chiamava Jacques Dupont.
S, ma non era il suo vero nome. Era lui l'inglese
disse Lucien. Non serve a niente continuare a nasconderlo,
pensai ottusamente.
Henri gli diede un'occhiata penetrante. Come fai a
saperlo?
Ormai  morto. Che importanza ha?
 vero. Henry non mostrava alcuno stupore.
Sembrava che l'avesse previsto. Cos...  finita. Sar
meglio mandare a chiamare il capo della polizia. Fece
un cenno ai domestici. Essi sollevarono il corpo di mio
padre e s'incamminarono lungo il viottolo.
Nessuno mi aveva domandato perch ero l e li seguii
ciecamente. Avevano quello che volevano. Lui era morto,
e Armand, insieme agli altri giovani rinchiusi nel
castello di Tarascona, sarebbe stato rimesso in libert. A
un certo punto inciampai; Lucien allung una mano per
prendermi il braccio, ma lo spinsi via da me.
Non ti avvicinare. Non mi toccare.
Un colpo terribile e inaspettato ha spesso l'effetto di
rendere irreale tutto quello che ci circonda.  troppo
incredibile perch si riesca ad accettarlo. Da un momento
all'altro ci si aspetta di svegliarci, come da un brutto
sogno. Vissi le ore successive come in un incubo, riuscendo
a ragionare appena quel tanto da capire che
dovevo ancora recitare la mia parte. Ero ancora Emma
Louise Rainier, che nell'assassinio di una spia inglese
non avrebbe visto altro che la fine di un pericolo. Charles
Guitry arriv, con Georges Montaud alle calcagna.
Implacabile, mi sottopose a un fuoco di fila di domande.
Per quale motivo  uscita di casa cos di buonora,
Mademoiselle?
Non riuscivo a dormire e faceva molto caldo. Avevo
bisogno di un po' d'aria.
Ah , il nostro mistral. Le non ci  abituata, ciononostante
 uscita e si  diretta verso il frantoio.
S.
E l ha trovato l'inglese. Moribondo o gi morto?
Moribondo. Mi ha parlato.
Ah, s? Cos'ha detto?
Vidi la trappola in cui stavo per cadere. Dissi in
fretta: Non ricordo. Ero spaventata.
Come faceva a sapere chi era?
Non lo sapevo, ma avevo sentito parlare dell'inglese
e quell'uomo era uno straniero...
Uno straniero che lei non aveva mai visto prima?
No.
Eppure  uscita per incontrarlo.
No, no, non  vero. Perch dice questo?
Per lui era l per incontrare qualcuno, non  cos?
Chi era?
Come posso saperlo?
Ne  proprio sicura? Era Monsieur de Fontenay?
No.
O Madame de Labran?
No.
Ma qui Henri intervenne. Questa  una domanda
offensiva. Lei non ha il diritto di fare insinuazioni contro
mia moglie.
Le mie scuse, Monsieur, ma io devo scoprire la
verit.
E avanti cos, una domanda dopo l'altra finch mi
sentii girare la testa, e l'ira e la disperazione ebbero la
meglio. L'uomo a cui dava la caccia  morto proruppi
amaramente. Non le basta?
No, Mademoiselle, non mi basta affatto. Avrei
molto preferito prenderlo vivo. La sua morte potrebbe
essere stata una vendetta personale, ma ci sono ancora
quelli che lavorano con lui. Dobbiamo prendere anche
loro.
Lei pensa che l'inglese li avrebbe traditi?
Perch no? Li trad un'altra volta.
 una menzogna, e lei lo sa benissimo! Ero fuori di
me, e forse in quel momento avrei gridato tutta la verit
se Lucien non fosse intervenuto.
Evidentemente lei dimentica, Monsieur Guitry, che
la mia fidanzata ha subito un grave choc.
Non ne dubito affatto. Il capo della polizia mi
guard con un sorrisetto che mi fece rabbrividire. Mi
domandai fino a che punto avesse intuito la verit sul mio
conto.
Interrog tutti i domestici, ma nessuno pu essere
pi tonto di un contadino provenzale che non vuole
parlare, ed essi erano ferocemente leali al loro padrone.
Non ne ricav niente.
Martine era mortalmente pallida, ma Guitry non
riusc a far breccia nel suo adamantino orgoglio e Henri
de Labran la appoggi incondizionatamente. Nessuno
avrebbe potuto sospettare che il morto disteso nella
stanza accanto fosse stato il suo amante, il padre di suo
figlio. La vidi tremare una sola volta, e fu alla fine,
quando Guitiy si disponeva ad andarsene.
Far venire il carro della polizia disse. I miei
uomini porteranno via il cadavere.
No dichiar inaspettatamente Henri de Labran.
No, qualsiasi cosa abbia fatto l'inglese, l'ha fatto per il
bene del suo paese, ed egli  un uomo, non un animale. 
morto sulla mia terra e qui rimarr, fin quando non
avremo mandato a chiamare il curato e potremo dargli
una degna sepoltura.
Vidi Martine lanciare uno sguardo riconoscente al
marito. Le sfugg un singhiozzo soffocato. Mormor
qualcosa e usc rapidamente dalla stanza.
A quanto pare Madame  sconvolta disse Guitry
col suo sorriso amaro eppure in fondo quell'uomo  un
eretico e un nemico.
Nemico o no, un omicidio praticamente sulla porta
di casa non  un'esperienza piacevole fu la gelida risposta
di Henri. C' qualcos'altro che desidera sapere,
Monsieur?
Chiaramente Guitry non era soddisfatto, ma per il
momento non poteva fare di pi. Si conged a malincuore.
Era finita, almeno per il momento, ed ero libera di
appartarmi un po', ma le quattro pareti della mia stanza
parvero chiudersi su di me, come una prigione. Il mistral
imperversava ancora. Nell'aria incombeva un'afa pesante
e temporalesca che mi gravava addosso come una
coperta soffocante. I miei pensieri giravano in tondo
come un topo in trappola. Mio padre era morto e Lucien
l'aveva ucciso. Le uniche due persone che avessi mai
amato, e le avevo perse entrambe. Non mi restava pi
niente. Non m'interessavano pi i complotti, Bonaparte
e l'Inghilterra. Tutto ci che mi importava mi era franato
attorno. Credo che in quelle ore fui come pazza. Villeroy
mi era diventata odiosa. Il mio unico pensiero era di
andarmene.
Devi cercare di mangiare qualcosa mi aveva detto
Martine con dolcezza quando Guitry se n'era andato, ma
io avevo scosso la testa. Il pensiero del cibo mi dava il
voltastomaco. Quando, pi tardi, scesi dabbasso in punta
di piedi, capii che erano tutti in sala da pranzo. Le stalle
erano deserte. I domestici, scossi e turbati, si erano riuniti
in cucina a mangiare e commentare l'accaduto. Sellai
io stessa Beauregard senza avere la pi pallida idea di
dove intendessi andare, sapendo solo che dovevo allontanarmi
di l. Credo che il pony imbocc il solito sentiero
quasi per istinto. A un certo punto mi guardai attorno:
mi resi conto che stavamo salendo verso le colline e
lasciai che il pony facesse di testa sua. Quando raggiungemmo
il posto delle pietre, il temporale che da tempo
minacciava scoppi. Un lampo accecante squarci il cielo buio ed echeggi un tuono. Beauregard si ferm,
tremando dalla testa ai piedi. Smontai e, trattandolo con
dolce fermezza, lo indussi a proseguire. Accanto al piccolo
padiglione era al riparo. Lo legai l e proseguii da sola.
Era una follia arrampicarsi su per quei dirupi con un
tempo simile, ma qualcosa mi spingeva a salire e in un
certo senso il temporale faceva parte del mio stato d'animo.
Se un fulmine mi avesse colpita o se fossi scivolata
sulle rocce, sfracellandomi laggi in basso, non me ne
sarebbe importato niente, e stranamente era proprio la
mia disperazione a darmi la forza di proseguire. Per
qualche miracolo non sbagliai strada n misi mai un
piede in fallo. Salii sempre pi in alto finch non raggiunsi
il castello; infilai di corsa la sbrecciata scala di pietra.
La stanza dove avevo rivisto mio padre la prima volta era
vuota. Se n'erano andati, come Lucien aveva detto; tutto
ci che restava erano le cassette dove essi sedevano, una
bottiglia vuota sul tavolo e, in un angolo, il pagliericcio
strappato.
Non mi fermai. C'erano altri gradini e seguitai a
salire. Il temporale infuriava ancora. Sbucai fuori sullo
spalto merlato dell'antica torre, dal parapetto basso.
Potevo vedere, al di l delle colline, la grande pianura
aperta della Camargue. Un lampo squarci il cielo e
scese come una palla di fuoco. Da qualche parte, in
quelle terre deserte, gli alberi secchi come paglia s'incendiarono.
La furia del cielo non addolcito dalla pioggia
aveva un che di selvaggio e di magnifico che mi terrorizzava,
e insieme mi esaltava. Volevo scomparire in esso. Il
desiderio divent ferma decisione. Cominciai a cercare
un appiglio per salire. Il vento mi frustava i capelli.
Quando fossi stata in cima al parapetto, avrei lasciato che
il vento mi portasse con s. Presi il primo vertiginoso
passo. Ebbi la fugace visione di un nero e frastagliato
precipizio che si spalancava centinaia di metri sotto, poi
due braccia mi afferrarono per la vita e mi riportarono a
terra. Lottai selvaggiamente per liberarmi, ma Lucien
era pi forte di me.
Assassino! urlai mentre mi dibattevo. Vuoi uccidere
anche me come hai ucciso lui?
Uno scoppio di tuono copr la sua risposta, ma intanto
egli mi aveva caricata in spalla. Incurante della mia
resistenza, dei miei calci e pugni, mi trasport gi per le
scale e dentro la stanza. Mi scaravent gi sul pagliericcio
e mi guard furioso.
E ora disse forse ascolterai la voce della ragione.
Lasciami in pace. Perch mi hai seguita? Tentai di
rialzarmi. Non mi puoi fermare. Posso disporre come
voglio della mia vita.
Niente affatto. Tuo padre ti ha affidata a me, che
Dio mi assista. Perci farai quello che ti dico io.
Quando te l'ha detto? lo investii. Prima che tu lo
assassinassi?
Una volta per tutte, io non l'ho assassinato e non so
chi  stato. Ne sono addolorato, pi addolorato di quanto
tu non pensi. Ma  successo, e noi dobbiamo continuare
a vivere.
Tu sei libero di farlo, ma io faccio quello che voglio.
Balzai in piedi e corsi verso le scale. La pioggia era
arrivata finalmente. Un diluvio accecante scendeva dal
cielo. Lucien mi afferr e mi ributt indietro. Mi lasciai
nuovamente cadere sul pagliericcio. Tu non capisci gli
gridai con amaro risentimento. Come potresti? Che te
ne importa di quello che provo?
Dio santissimo! Osi chiedermi questo. Sei cieca nei
confronti di tutti? Non ti rendi conto di quello che mi hai
fatto?
Lo fissai, e dopo un momento egli si lasci cadere
sulla paglia accanto a me. Ascoltami, Emma disse con
maggior dolcezza. Mi sono innamorato di te a Parigi.
Lo sa Iddio perch. Non fui io a volerlo. Tu eri inglese,
eri diversa da tutte le ragazze che conoscevo, e io non
avevo niente da offrire a una donna. Non avevo nessuna
speranza di creare una vita decente n a me n a nessun
altro, e capii fin da allora che eri morbosamente attaccata
a tuo padre.
Ne parli come se fosse una malattia dissi scontrosamente.
No, non una malattia. Mi dispiaceva, ma lo capivo,
e cos, come uno stupido, spinto da amore e da piet ti
portai qui.
Perch mi stai dicendo questo?
Perch voglio farti capire. Credevo che anche tu mi
amassi, a volte mi sembrava che fossimo cos vicini, ma
c'era sempre lui, fra noi, come un muro di vetro. Non
appena lo ritrovasti, ogni altra cosa pass in secondo
piano. Quando fui tanto pazzo da chiederti di sposarmi,
mi guardasti come se io neanche esistessi; e ora che 
morto, vuoi morire anche tu.
Sei cos insensibile. Lui mi amava. Per tutta la mia
vita lui  stato tutto per me, e ora  morto, cos inutilmente,
cos crudelmente. Finalmente lo stato d'insensibilit
stava passando e il dolore si fece intollerabile. Le lacrime
che non avevo pianto mi bruciavano nella gola.
Credi ancora che sia stato io a ucciderlo?
Non lo so risposi incerta. Non lo so.
La vita  per i vivi, avrebbe detto tuo padre. Io ti
amo, Emma, ti amo tanto. Perch non lo vuoi credere?
Un tempo lo credevo dissi con tristezza ma erano
menzogne, tutte menzogne, e ora non ha pi importanza.
Niente ha importanza.
Per un attimo mi guard e c'era ira nei suoi occhi
scuri; poi mi attir a s. Cominci a baciarmi, dapprima
con dolcezza, poi sempre pi appassionatamente. Lottai
selvaggiamente per sottrarmi al suo abbraccio, cercando
di voltare la faccia altrove, picchiandolo con pugni chiusi,
ma fu il mio corpo a tradirmi. Mio malgrado gli rispondeva,
invocando i suoi baci. Mi spinse gi sulla paglia e
tutti i miei sensi si ridestarono. Dopo un po' egli si tir
indietro, ed era il Lucien che avevo visto per la prima
volta nella stanzetta in cima alla torre con mio padre,
forte e sicuro di s.
Ho finito di comportarmi da sciocco disse. Mi
sono trattenuto troppo a lungo. Premette le labbra
contro l'incavo della mia gola.
No mormorai no, Lucien, ti prego.
Sollev la testa. S, Emma, s. Tu mi ami, lo so che
mi ami. Non aver paura del nostro amore. Stringimi le
braccia al collo. Baciami.
Un'incredibile debolezza si era impadronita di me.
Per un attimo prima di annegare nei suoi baci, ricordai
quello che Martine aveva detto, di come la felicit possa
nascere dalla disperazione. Lei l'aveva conosciuta con
mio padre, cos come io la conoscevo ora con Lucien.
Forse questo era l'unico modo in cui avrei potuto spezzare
le mie catene e conquistare la libert, anche se ci
arrivavo attraverso il lutto e il dolore.
Dopo un tempo apparentemente lunghissimo Lucien
si mosse e si sedette sul pagliericcio. Mi tocc la
guancia con dolcezza. Perch piangi, Emma?
Distolsi la faccia inondata di lacrime. Non potevo n
volevo fermarle. Esse mi davano sollievo e lenivano il
mio dolore. Saggiamente Lucien non disse niente; dopo
un po' si alz e and a una delle piccole finestre.
Ascolta disse. Il vento  calato e ha smesso di
piovere. Mi tese la mano. Vieni a vedere.
Quando lo raggiunsi, mi cinse le spalle con un braccio.
Il cielo era di un tenero azzurro. Potevamo vedere
ogni roccia, ogni albero, da l fino alla Camargue; poi
vedemmo i fenicotteri levarsi in volo, i lunghi colli distesi,
le zampe ciondolanti, le piume rosate che formavano una
striscia di colore attraverso l'orizzonte.
Sai come li chiamano qui? mi domand Les
fleurs qui volent, i fiori che volano. Mi sorrise. Ho
dovuto farlo. Dovevo costringerti a prendere coscienza
di te stessa. Mi hai perdonato?
Non c' niente da perdonare. Abbassai gli occhi
allo strapiombo roccioso, rabbrividendo. Come avevo
potuto volermi buttare in quell'abisso? Se non fosse
stato per te, ora sarei laggi.
No, non credo. Lo spirito di tuo padre avrebbe
finito per vincere. Lui amava troppo la vita per buttarla
via.
Lucien, chi  stato a ucciderlo?
Il suo volto era duro. Non ne sono sicuro. Posso solo
tirare a indovinare. Qualcuno gli ha mandato un messaggio,
sapendo che sarebbe venuto, e poi l'ha aspettato.
Lui credeva che fosse Martine.
L'avevo intuito.
Tu sapevi di loro due?
Ho capito qualcosa molto tempo fa, ma non  stata
mia madre a mandare quel messaggio.
 stato il tuo patrigno?
Spero di no. Mi auguro di no, per il bene di lei.
Ho creduto che fossi stato tu, per via di quello che
Nicole aveva detto di tua madre, e perch in cuor tuo lo
ritenevi ancora colpevole della morte di tuo padre...
E cos l'avrei assassinato. Emma, amor mio, hai una
pessima opinione di me. Credi che non sia in grado di
capire quando un uomo mente spudoratamente? Se tuo
padre avesse tradito i suoi compagni, se avesse ceduto
sotto la tortura, l'avrebbe ammesso e mi avrebbe sfidato
ad agire di conseguenza. Lui era fatto cos. Non si sarebbe
mai abbassato a cercare scampo in una menzogna.
Compresi allora che avevo giudicato male Lucien fin
dall'inizio; mio padre lo aveva capito meglio di me e gli
aveva concesso la sua fiducia. Ora capivo perch fosse
morto col nome di Lucien sulle labbra.
Cosa succeder adesso?
Andremo avanti col nostro piano.
E Pierre?
Il viso di Lucien s'indur. Pierre far quello che dico
io.
Scendemmo insieme il sentiero roccioso. I cavalli,
bagnati e innervositi dal temporale, furono felici di vederci.
Sulla via del ritorno incontrammo il curato che
arrancava lungo la strada nella sua logora sottana nera,
il grosso bastone di frassino in mano. Pos una mano
sulla briglia del cavallo di Lucien quando ci affiancammo
a lui.
Il suo patrigno mi ha chiamato a Villeroy gli disse.
 tutto finito?
No, non ancora. C' sempre domani.
Allora la lotta continua.
Certo.
Bene. Non ne ero sicuro.
Lucien mi guard e sorrise. Poi si chin verso il
piccolo prete. Padre, crede che potrebbe sposarci?
Il curato apparve sbalordito. Vi sembrano tempi da
pensare al matrimonio?
Lucien rise. Tutti i momenti sono buoni, e Emma
Louise e io siamo stanchi di aspettare.
Il curato mi diede un'occhiata penetrante. Miei cari
figlioli, la nostra fede cattolica ci dice che il sacramento
del matrimonio  lo scambio di voti fra un uomo e una
donna. Il prete  soltanto un testimone del loro reciproco
impegno. Spero che avr il piacere di fare da testimone al
vostro matrimonio, anche se Mademoiselle Emma 
un'eretica. Agit la mano in segno di saluto prima di
riprendere il suo cammino.
Lui sa chi sono esclamai.
L'ha sempre saputo rispose Lucien. Ci penser
lui a fare in modo che tuo padre non venga sotterrato
come un delinquente comune. Lo far portare in chiesa.
Lo vuoi vedere?
No. Lo voglio ricordare vivo, non morto.
Bene. La sua mano si chiuse sulla mia, e riprendemmo
la nostra strada insieme.


Capitolo quindicesimo.

Tornammo a Villeroy nel tardo pomeriggio: il cielo
era color madreperla e l'aria era talmente dolce che
non si sarebbe mai creduto vi fosse stato un temporale, se
non per il fango in cui affondavano gli zoccoli dei nostri
cavalli, i rami divelti dagli alberi e i fiori schiacciati a
terra.
Il dolore non mi abbandonava. Soffrivo al pensiero
che non avrei mai pi rivisto mio padre, che non sarei
mai pi stata in ansia per lui; mai pi avremmo riso
insieme, mai pi avrei udito la sua voce, tenera e beffarda.
Ma il peggio era passato. Ero tornata in me, e il
merito era in gran parte di Lucien. Egli mi aveva resa
consapevole, mi aveva trasformata in una persona autonoma
col diritto di vivere la sua vita. Il Lucien che avevo
conosciuto a Parigi era completamente diverso dall'uomo
che ora conoscevo e amavo. Avevo temuto il confronto
con mio padre, ma egli aveva superato la prova e
ne era uscito indenne. Avevo dimenticato una sola cosa.
Lucien aveva preso il posto di mio padre, e l'elemento di
pericolo che era stato parte di Jack Tremayne, ora faceva
parte di lui. Me ne sarei dovuta accorgere fin troppo
presto.
Per fortuna al nostro rientro, non incontrammo nessuno
in cortile. Salii in camera, mi tolsi l'abito infangato,
mi lavai la faccia e m'infilai un vestito di mussola pulito.
Non era ancora l'ora di cena e dopo un po' scesi gi.
Martine era sola in salotto, china sul suo ricamo. Alz la
testa quando entrai e incontrai i suoi occhi. Il mio cuore
trabocc. Attraversai la stanza di corsa e caddi in ginocchio
accanto a lei. Le sue braccia mi cinsero. Avevamo
entrambe sofferto la stessa amara perdita e non c'era
bisogno di parole. Credo che non fossimo mai state tanto
vicine come in quel momento. Dopo un po' essa disse
con dolcezza: Sono felice che Lucien ti abbia trovata.
Come ha fatto a sapere dov'ero?
Joseph ha detto che Beauregard non era in stalla.
Credo che Lucien abbia capito al volo dov'eri andata.
Volevo morire, ma lui me l'ha impedito.
Mi sollev il mento costringendomi a guardarla. Va
tutto bene fra di voi?
Io lo amo, Martine.
Sapevo quello che lui provava per te. Credo di
averlo capito fin dal primo giorno che ti port qui.  dei
tuoi sentimenti che non sono mai stata sicura, Emma.
Ora puoi esserne sicura.
Jacques ed io, e ora tu e Lucien. Mi sembra cos
strano. Vorrei tanto sapere come tutto questo andr a
finire.
Ascolta, Martine, Lucien non voleva che tu lo sapessi,
ma non posso pi tenerlo nascosto. Tu lo sai, vero,
che fin dall'inizio era lui, non Pierre e non mio padre, il
capo dei ribelli?
Lo sapevo, ma facevo di tutto per ignorarlo. Dovevo
pensare a Henri. All'inizio era giocoforza. Dovevamo
sopravvivere. Ma Lucien  figlio di Franois de Fontenay,
e in questi ultimi anni era come una persona incatenata.
Sapevo che prima o poi avrebbe spezzato le catene.
Quando Pierre decise di tornare, colse l'occasione:
avrebbe avuto un luogotenente in grado di eseguire i
piani che lui progettava.
E Pierre era stato geloso della sua posizione di capo,
esattamente com'era stato geloso di mio padre. Com'ero
stata cieca. Adesso capivo tutto. Ero orgogliosa di Lucien,
ma al tempo stesso avevo paura per lui.
Tutto dipende da domani dissi. Se riescono...
Shhh. Martine si port l'indice alle labbra. Fai
attenzione. Qualcuno potrebbe sentire.
Ma chi? Non c' nessuno.
Non lo so. Si pass una mano sul viso con gesto
stanco. Forse  perch oggi sono cos... cos distraite...
ma tutto mi fa paura. Cosa sa Nicole?
Nicole? ripetei stupefatta. Niente. Cosa vuoi che
sappia?
Ne sei sicura? Georges Montaud  stato qui tutto il
pomeriggio. Hanno parlato a lungo insieme. Perch? A
lei non importa niente di lui.
Forse  per via di Armand. Avr voluto sapere
quando lo rilasceranno.
Martine scosse il capo. Non  cos semplice. Guitry
non  tipo da lasciare le cose a mezzo. Jacques  morto,
ma questo non gli basta. Non avr pace finch non avr
presi tutti quanti, dal primo all'ultimo; dar fuoco alle
grotte per snidarli, se necessario, pur di poter riferire al
suo capo di aver fatto piazza pulita. Soltanto allora il suo
precedente insuccesso sar cancellato e la sua ambizione
ricever il premio che brama.
La fissai, colpita dall'amarezza nella sua voce. Come
lo sai?
Conosco Guitry. Era furioso stamattina perch l'ultimo
indizio gli sfugge ancora. Sospetta di Lucien, ma
non ha le prove. Gli piacerebbe fargli quello che ha fatto
a Franois. Si chin verso di me, sussurrando: Emma,
qualsiasi cosa accada, porta Lucien con te in Inghilterra.
Costringilo a partire, se non vuole. Soltanto allora lo
sapr al sicuro. Poi Henri de Labran entr e Martine si
tir indietro, dicendo in tono leggero: Vai su a dare la
buonanotte a Louis, Emma.  tutto il giorno che chiede
di te.
Henri fu buono. Mi venne vicino, prendendomi la
mano e chiedendo come mi sentissi.
Grazie risposi. Mi sono ripresa. Non appena
potei, scappai di sopra nella stanza di Louis e vi trovai
Lucien, seduto sul letto. Il bambino mi sorrise vedendomi
entrare.
Lucien mi stava raccontando dell'Inghilterra. Dice
che anche l allevano tori, pi grandi e pi grossi dei
nostri, per non li fanno combattere, li mangiano. Il suo
viso disgustato ci fece sorridere entrambi, poi di colpo
Louis si tir su a sedere, guardandomi con aria di rimprovero.
Dove sei stata, Emma?  stata una giornata
cos brutta. C'era un uomo in una delle stanze al pian
terreno. Credo che fosse morto. Mi hanno detto che
dormiva e hanno cercato di tenermi lontano, ma io l'ho
visto. Era l'uomo che mi aveva dato il pugnale, un uomo
simpatico, mi faceva ridere.
Un triste piccolo epitaffio da parte del figlio che egli
non aveva mai saputo di avere. La commozione mi
imped di parlare, e Lucien rispose in mia vece.
 stata una disgrazia, Louis. Cerca di non pensarci
pi. Gli arruff i capelli. Ora dormi, o maman sar in
collera con Emma Louise e con me per averti tenuto
sveglio.
Mi chinai a baciarlo e uscii con Lucien. In corridoio
mi aggrappai a lui, colta da un improvviso accesso di
pianto.
Rinuncia al piano. Ti prego, Lucien.  troppo pericoloso.
Ho parlato con tua madre. Guitry sa troppe
cose.
Mi circond con le braccia, stringendomi a s e confortandomi.
Non sa niente d'importante e prima che ci
riesca, sar gi tutto finito. Avremo catturato il nostro
uomo. Sorrise. Con una preda come il generale Bonaparte
sotto braccio, pensa a quello che potr esigere per
la Francia dal tuo governo britannico.
La sua battuta riusc a farmi sorridere attraverso le
lacrime, ma non riuscivo a condividere la sua sicurezza.
Non avevo pi nessuna fiducia in quello che stavano
tentando di fare, ma sapevo che sarebbe stato impossibile
fermarlo. Lucien rideva del pericolo esattamente come
mio padre.
Egli mi spinse i capelli dalla fronte, guardandomi
profondamente negli occhi. Ti amo, Emma, non te ne
scordare mai.
Mai, mai pi. I suoi baci mi diedero coraggio.
Dominai la mia paura. Mi costrinsi a credere che tutto
sarebbe andato bene.
La mattina dopo lo guardai allontanarsi a cavallo
verso le vigne come al solito. Louis gli aveva chiesto di
portarlo con s come aveva fatto altre volte. Non oggi
aveva risposto lui allegramente un'altra volta, e soltanto
io sapevo che non ci sarebbe pi stata un'altra
volta, che su nelle colline Pierre e gli altri lo stavano
aspettando. Quando mi voltai per rientrare in casa,
m'imbattei in Nicole che usciva, vestita per andare a
cavallo.
Vado a Tarascona a vedere Armand disse, infilandosi
disinvolta i guanti e prendendo le redini che lo
stalliere le porgeva.
Te lo lasceranno vedere?
Certo. Me l'ha promesso Monsieur Guitry.
La guardai uscire dal cortile con un sinistro presentimento.
Nicole, cos riservata, che non voleva Lucien ma
che mi odiava per averglielo portato via, Nicole, il cui
vero amore era il fratello gemello: quanto sapeva? I suoi
occhi neri non avevano mai tradito niente.
Fu una giornata identica alle altre. In apparenza era
tutto normale. Trascorsi la mattinata con Louis e leggemmo
insieme un raccontino in inglese. Avevamo insegnato
a Peppi a dare la zampa. Ridemmo delle sue
prodezze e io pensai: questa  l'ultima volta che giocheremo
insieme, l'ultima volta che scender in cucina a
prendere il latte per Louis e il caff per me; e avrei voluto
poter portare con me quel mio piccolo fratellastro a
Trevira e raccontargli del padre che io avevo amato e che
lui non avrebbe mai conosciuto.
Era tutto fissato. Quella sera pi tardi sarei sgusciata
fuori di casa. Avrei trovato Mouton ad attendermi ed
egli mi avrebbe accompagnata attraverso le paludi fin
oltre Les Saintes Maries, l dove la Sea Witch aspettava.
Era strano, ma non riuscivo quasi neanche a ricordare
il viso di Victor... Mi chiesi cosa sarebbe successo se il
veliero non ci fosse stato.
Dopo colazione portai Louis in paese e lo lasciai col
curato, ma non entrai in chiesa. Lo spirito di mio padre
era volato altrove; la bara davanti all'altare non aveva
niente a che fare con lui, n volevo restare a vederlo
seppellire.
Fui irrequieta tutto il pomeriggio; non riuscivo a
trovare un'occupazione. Sarebbe stato pi facile se avessi
potuto andare con Lucien. Avrei preferito il pericolo a
quell'eterna attesa. Era gi pomeriggio inoltrato quando
Nicole torn. Sembrava stranamente eccitata quando
entr nella stanza dove sedevo con Martine, col lavoro in
grembo e le mani inoperose. Gett i guanti e il frustino
sul tavolo.
Armand sar rilasciato al pi presto annunci.
Che bella notizia, ma ne sei sicura, mia cara?
domand Martine.
S. Me l'ha detto il capo della polizia in persona.
Com' che ha cambiato idea? Quando tuo padre gli
ha parlato ieri, non ha voluto dargli nessuna garanzia.
Pap non sa tutto. Le cose sono cambiate da ieri.
Guitry non mi ha detto niente, naturalmente, ma sono
riuscita a far parlare Georges.  soddisfatto come un
gatto che ha mangiato un canarino, lo sono tutti.
Nicole, non essere cos irritante disse Martine con
durezza. Raccontaci cos' successo.
E va bene. Si appollai sul bordo del tavolo, facendo
dondolare un piedino e guardandoci col suo sorrisetto
misterioso. Quei traditori su nelle colline hanno
fatto il passo pi lungo della gamba. Credono che Bonaparte
intenda fare una visita clandestina a Marsiglia
partendo da St. Remy, e cos hanno predisposto un piano
per assassinarlo...
Assassinarlo? Ma com' possibile?
Non capisco perch ti sorprendi tanto. Non  la
prima volta che commettono un omicidio, e comunque
non importa dal momento che il loro piano non riuscir.
Ero atterrita. Come avevano fatto a scoprirlo? Chi
aveva rivelato ogni particolare? Cosa intende fare
Monsieur Guitry? domandai, tentando di apparire solo
casualmente interessata.
 un'idea ingegnosissima. Tutto andr secondo il
loro piano. Vedranno avvicinarsi gli uomini a cavallo e
crederanno che sia Bonaparte, ma quando scenderanno
dalle colline la situazione si rovescer di colpo. Jean sar
l coi suoi soldati da una parte, e Guitry coi suoi poliziotti
dall'altra. E quelli rimarranno imprigionati come topi in
trappola.
E quando succeder tutto questo?
Georges si  ammutolito di colpo e non ha pi
voluto dir niente disse Nicole con rammarico. Probabilmente
avr pensato di aver parlato troppo. Ma sono
convinta che sar stanotte. Grazie al cielo, fra poco sar
tutto finito e Armand sar di nuovo a casa.
L'espressione trionfante di Nicole mi raggel. Eravamo
stati imprudenti, Lucien ed io, e Nicole aveva
tratto le conseguenze logiche e ci aveva venduti per
amore del fratello? Non volevo crederci, ma vero o falso
che fosse, non avevo il tempo di stare l ad arrovellarmi.
In qualche modo bisognava avvertirli, ma come? Non
ero neanche sicura del luogo stabilito per l'agguato.
Riflettei affannosamente mentre Martine faceva altre
domande e Nicole rispondeva con la stessa irritante indifferenza.
Alla fine and di sopra a cambiarsi, e nel
passarmi accanto, si ferm un istante e si chin verso di
me bisbigliando: Che peccato che Lucien non sia qui,
Emma Louise. La notizia l'avrebbe molto interessato.
Non sei d'accordo?
Seppi allora che in un modo o in un altro aveva
indovinato la verit, e che questa era la sua vendetta. La
odiai per aver condannato Lucien a morte.
Rimasta sola con Martine, dissi in tono disperato:
Devono sapere quello che  successo. Qualcuno li deve
avvertire.
Cosa possiamo fare? Non abbiamo nessuno a cui
affidare un messaggio. Joseph  andato con Lucien.
C' il curato. Forse lui potr fare qualcosa, oppure
Mouton. Pu darsi che non sia ancora partito.
Vorrei che Henri fosse qui. Lui saprebbe cosa fare.
Me lo domandai. Henri de Labran avrebbe rischiato
la propria pelle e quella dell'adorato figlio per Lucien,
che non gli aveva causato altro che guai?
E se non riuscissimo a trovare nessuno dei due?
riprese Martine.
Allora andr io.
Non puoi, Emma.  lontano e non conosci la strada.
La trover. La disperazione mi inaspriva la voce.
Ma non capisci? Devo tentare. Si tratta della vita di
Lucien. Di Pierre, di Marius, di tutti loro. Se li prendono,
li fucileranno. L'hai detto tu stessa.  l'occasione che
Guitry aspettava.
Non ero pi sicura di niente; sapevo solo che non
potevo pi starmene li senza far niente, e che dovevo
allontanarmi non vista. Fu Martine a occuparsi di far
sellare Beauregarde a portarlo di nascosto fino all'uliveto,
mentre io salivo in camera per infilarmi i calzoni e la
giacca che Armand mi aveva regalato quel giorno quasi
per scherzo. Molto probabilmente avrei dovuto cavalcare
in fretta e a lungo. Ringraziai il cielo del severo
addestramento di mio padre e delle lunghe ore trascorse
in sella a Trevira.
Come funziona stranamente il cervello in momenti
come quelli. Non potevo portarmi via niente, ma quando
feci per uscire dalla stanza, tornai indietro a prendere la
moneta d'argento che Lucien mi aveva buttato quel
giorno a Trevira, e nell'aprire il cassetto, vidi la collana di
rubini. Ora sapevo che Lucien l'aveva intesa come un
pegno fra noi due. La tolsi dall'astuccio di velluto e me
l'infilai nella tasca dei calzoni. Ero pronta.
Martine era pi previdente di me. Mi aspettava sul
viottolo reggendo la briglia del pony, e nella fondina
della sella aveva infilato una delle pistole di suo marito.
Non ho mai usato una pistola in vita mia disse,
mentre io la estraevo e la soppesavo con fare incerto.
Io s, ma molto tempo fa.
Pu esserti utile, se non altro come minaccia. 
brutta la strada da qui a Marsiglia.
Eravamo diventate molto intime nelle ultime ore.
Era duro separarci, sapendo che forse non ci saremmo
mai pi riviste. Martine si protese verso di me e mi baci
sulla guancia.
Montai in sella e la guardai tornare verso casa. Non
era passato molto tempo da quando l'avevo vista correre
gi per quello stesso viottolo e buttarsi fra le braccia di
mio padre, provandone un'amara gelosia. Lei sopportava
la solitudine e il dolore con una dignit che le invidiavo.
Per un attimo il dolore torn a straziarmi, poi lo vinsi
e mi diressi verso il villaggio.
Il curato non era in casa.  stato chiamato al capezzale
di un ammalato disse la sua governante, guardando
i miei calzoni con aria di disapprovazione. Non sar di
ritorno fino a domani.
Sapevo quello che significava. Il curato aveva raggiunto
i ribelli su nelle colline. Nonostante la sua invalidit,
non sopportava l'idea di essere lasciato in disparte.
Proseguii al trotto verso la Camargue.
La piccola capanna di Mouton era chiusa e sbarrata.
Dentro, un cane abbai furiosamente: ne dedussi che
Mouton non era l attorno, a sorvegliare le mandrie dei
tori, poich il grosso cane bianco lo accompagnava sempre,
nelle paludi. Non potevo perdere tempo a cercarlo:
ogni minuto era prezioso. Adesso non mi restava scelta.
Dovevo cavarmela da me.
Avevo visto la mappa sul tavolo e il luogo che Lucien
aveva contrassegnato, ma non ci avevo fatto molta attenzione.
Sapevo solo di dover proseguire la strada di montagna
fin dove girava a sud in direzione di Marsiglia. Mi ci
vollero quasi quattro ore per arrivare fin l. Ore in cui
dovetti chiedere indicazioni, e ciononostante sbagliai
strada e fui costretta a tornare sui miei passi. Ore in cui
m'inerpicai per ripidi sentieri e incitai Beauregard a
varcare piccoli torrenti pericolosamente ingrossati dalla
pioggia del giorno prima. Ero tormentata dall'angoscia
di non arrivare in tempo, o di arrivare e non trovarli.
Avevo cos poche probabilit di farcela; pi volte fui sul
punto di tornare indietro, ma il pensiero di Lucien, assassinato
com'era stato assassinato mio padre, mi dava
coraggio e mi spingeva a proseguire. In un villaggio, un
grosso contadino m'indic la strada per Marsiglia.
Non ci arriver prima di notte disse poi, sempre in
dialetto provenzale. Le conviene pernottare in una locanda.
Scossi il capo ed egli aggiunse a mo' di avvertimento:
Quasi nessuno si azzarda a girare di notte per le
strade. Troppo pericoloso. Tenga un occhio sulla borsa e
una mano sulla pistola, o i suoi amici la ritroveranno
spennata come un pollo e legata in un fosso!
Non era una prospettiva allegra, ma lo ringraziai e
ripresi il cammino. Dopo un po', fitti boschi si levarono ai
due lati e la strada si biforc. Non avevo idea da quale
parte andare. Mio padre avrebbe gettato una moneta per
aria e lasciato decidere al caso; decisi di fare altrettanto.
Testa, avrei girato a sinistra; croce, a destra. Venne fuori
croce e, mentre proseguivo al trotto, il caso, la sorte, il
destino, chiamatelo come volete, mi venne in aiuto. Non
avevo fatto molta strada quando una figura sbuc dai
cespugli lungo il bordo della via e mi ferm.
Sei in giro tardi, giovanotto mi apostrof. Dove
sei diretto?
Era buio ormai e la luna non era ancora sorta, ma fui
quasi sicura che quell'uomo fosse Jean de Rennes.
Intravvidi l'uniforme nascosta sotto il lungo mantello nero
e il cuore mi balz in gola al pensiero che potesse riconoscermi.
Contraffeci la voce, augurandomi che non riuscisse
a vedermi in faccia sotto il mio cappello a cencio.
Ha ragione, Monsieur, ho fatto tardi, e se mi tiene
qui a chiacchierare far pi tardi ancora. Mio padre mi
mener.
Sei stato a trovare la tua bella, eh, ragazzo? Suvvia
allora, corri a casa. Assest una manata sulla groppa di
Bauregard e il pony balz in avanti, facendomi quasi
perdere l'equilibrio. Lo sentii ridere mentre mi raddrizzavo,
ma non me la presi. L'incontro aveva dato un
indizio. Se c'erano dei soldati nascosti in attesa, allora
questo doveva essere il luogo. Lucien e i suoi compagni
dovevano essere occultati da qualche parte nelle colline
sovrastanti, ignari di quello che li aspettava.
Davanti a me la strada descriveva una serie di curve.
Aspettai di averne superata una, poi cominciai a cercare
un sentiero sulla mia destra. Affidandomi al caso, lasciai
la strada e m'inoltrai nel bosco. Il sentiero saliva ripido e
sassoso, fra alberi e cespugli i cui rami mi sfioravano. Poi,
senz'alcun preavviso, m'imbattei in loro. Dovevano essere
sparpagliati lungo il fianco della collina. Intrawidi i
cavalli, i volti anneriti degli uomini che mi fissavano, il
lampo dei loro occhi. In silenzio venni sollevata dal pony
e messa a terra. I suoni erano attutiti, le voci soffocate.
Fui spinta in avanti. Poi mi trovai al cospetto di Pierre.
Lo riconobbi nonostante il travestimento.
Mi sollev il cappello e vidi la sua espressione sbalordita.
Poi fece un fischio. Emma, per Dio!  molto
carina vestita da ragazzo, devo dire.
Dov' Lucien?
Perch, mia cara? Non pu stare neanche un giorno
lontana da lui?
Non ho cavalcato venti leghe per sentire le sue
Spiritosaggini ribattei furiosa.
Qualcuno si stava facendo largo fra gli uomini. Che
c'? Cosa succede?
Lucien, grazie a Dio sei qui. Mi devi ascoltare.
Mi prese il braccio e mi trasse in disparte. In nome
del cielo, Emma, che ci fai qui? Credevo che fosse tutto
stabilito.
Non sai quello che  successo. Guitry sa tutto.
Come ha fatto? Non  possibile.
Col fiato mozzo gli raccontai tutto quello che sapevo
mentre Lucien ascoltava accigliato.
Maledizione! Chi pu averci traditi?
Dietro di lui potevo vedere il volto scuro di Pierre.
Nessuno di noi, questo  poco ma sicuro disse asciutto.
Forse la tua graziosa piccola Nicole ha origliato alle
porte.
Per chi mi prendi? Non pu aver saputo niente da
noi. Lucien fece una pausa, socchiudendo gli occhi.
Dobbiamo annullare immediatamente il colpo.
Perch? Guitry e i suoi uomini hanno semplicemente
tirato a indovinare. Altrimenti Georges non avrebbe
spifferato tutto quanto. Puoi starne certo.
Jean de Rennes  qui insistei. Mi ha fermato
lungo la strada, non lontano da qui.
Jean? Ne sei sicura, Emma?
Potrebbe essersi sbagliata.  notte fonda, e al buio i
soldati sono tutti uguali disse Pierre con disinvoltura.
Probabilmente sar stato un giovanotto qualsiasi che
s'intratteneva con la sua fidanzata.
Era Jean ripetei cocciuta.
Se lui  qui, Guitry non pu essere lontano. Ci
hanno messo nel sacco.
Che ti prende, Lucien? Hai paura?
Va' al diavolo! Non hai il diritto di parlarmi cos.
Dopo tutto  il tuo primo combattimento seguit
Pierre, beffardo. Lascia fare a me.
No. Ci sono troppe vite in gioco. Non ho intenzione
di buttarle via per niente.
Per un attimo i loro occhi s'incontrarono, in uno
scontro fra due volont, poi, con mia sorpresa, Pierre
cedette. Si strinse nelle spalle. Fai pure come vuoi, ma
gli uomini sono sparpagliati lungo tutto il crinale.
Fanne montare a cavallo pi che puoi. Spiega loro il
perch, ma fallo in silenzio. Ripiegheremo attraverso le
colline. Io scendo gi fino alla strada per avvisare gli
altri.
Nel trambusto che segu credo che fui momentaneamente
dimenticata. Lucien era gi in sella. Qualcuno
port Beauregard e mi aiut a montare. Poi, improvvisamente,
il silenzio della notte fu rotto dal grido di una
civetta, chiaro, struggente, ripetuto tre volte.
Mio Dio,  troppo tardi.  il segnale. Li hanno visti
arrivare e credono che sia Bonaparte. Porta gli uomini
sulle colline, Pierre. Tu vai con loro, Emma. Io cercher
di fermare gli altri.
Ma nel buio e nella confusione, solo met degli uomini
aveva capito quello che stava succedendo. Alcuni
esitarono, ma molti si lanciarono dietro a Lucien, sebbene
egli gridasse loro di tornare indietro, e io li seguii. Non
c'era tempo per aver paura, n per pensare: sapevo solo
che non dovevo perdere di vista Lucien.
Quando arrivai gi sulla strada, stava gi infuriando
la battaglia. La luna era sorta e alla sua tenue luce vidi gli
uomini circondare una carrozza, ma non era Bonaparte
l'uomo dalla divisa verde scura che era salito a cassetta,
ma Charles Guitry in persona. Lucien stava gridando ai
suoi compagni di scappare come meglio potevano. Ero
terrorizzata, e al tempo stesso furiosa. Estrassi la pistola
dalla fondina senza chiedermi se avrei saputo usarla. Poi
una figura si profil all'improvviso accanto a me e una
mano mi afferr il braccio.
Butta gi quell'arma, piccolo idiota!
Era Jean. Avevo perso il cappello e i capelli mi
scendevano sul viso. D giovane mi osserv meglio, poi
scoppi a ridere. Santo cielo,  Emma! Tentai di
sfuggirgli ma le sue dita mi stringevano il braccio come
una morsa. E scatenata, per giunta. L'avevo sempre
pensato che lei non era quell'acqua cheta che sembrava.
Dovevo fermarlo in qualche modo. Brandii la pistola
con tutta la mia forza. Lo colpii sulla tempia, facendolo
indietreggiare. Maledetta piccola carogna! esclam, e
si protese in avanti. Ancora un attimo e mi avrebbe tirata
gi di sella, ma qualcuno afferr le redini del mio cavallo
e mi trascin via con s.
Era Mouton. Non dovrebbe essere qui, Mademoiselle.
Lasciami stare. Non me ne vado.
Monsieur le Marquis mi ha ordinato di portarla via
di qui.
Mi voltai a guardare indietro, disperata. Alcuni degli
uomini stavano gi fuggendo al galoppo. Vidi Lucien
voltarsi per seguirli, poi risuon uno sparo. Il suo cavallo
incespic ed egli fu sbalzato di sella e cadde pesantemente
a terra. I soldati lo circondarono.
Guitry era in piedi sulla carrozza. Grid: Prendete
quella ragazza e Mouton non attese oltre.
Lo ammazzeranno. Devo tornare indietro gli gridai,
ma egli stringeva saldamente le mie redini e galoppavamo
come forsennati fianco a fianco. Prima che i
soldati si fossero fatti largo per lanciarsi al nostro inseguimento,
avevamo gi un buon vantaggio su di loro, ma
Mouton non intendeva correre rischi.
Potrebbero ancora cercare di raggiungerci disse
ansimando. Lei  una preda ambita, Mademoiselle.
Abbiamo un vantaggio per. Quegli sciocchi non conoscono
le colline come le conosco io.
Seguitai a supplicarlo. Mouton torna indietro. Potresti
riuscire ad aiutarlo. Io posso proseguire da sola.
Posso raggiungere la nave per conto mio.
No. Lui non lo vorrebbe, e per di pi ho promesso a
Monsieur Jacques che qualsiasi cosa fosse successo, l'avrei
messa a bordo di quella nave per l'Inghilterra. Su,
andiamo. Sar una faticaccia, ma ce la faremo.
Abbandon la strada e s'inoltr nel bosco, lasciandosi
guidare unicamente dall'istinto. Fu un viaggio d'incubo e a
volte me lo sogno ancora. Avevo le ossa rotte e
indolenzite, ma la cosa di gran lunga peggiore era il
pensiero di Lucien. Era ferito? Era morto? Cosa gli avrebbero
fatto se l'avessero preso prigioniero? Di una cosa
ero sicura: dopo quello che era accaduto, non poteva
aspettarsi nessuna clemenza da Napoleone Bonaparte.
Alle prime luci dell'alba, stavamo attraversando una
landa deserta, talmente selvaggia che sembrava una valle
dell'inferno. Una vasta pianura di pietre grigie, interrotta
solo da qualche solitaria tamerice piegata e contorta dal
mistral.
Cos' questo posto? domandai con voce stanca.
Lo chiamano il Crau e dobbiamo attraversarlo in
fretta. Siamo allo scoperto, e se dovessero vederci...
Chi pu averci seguiti fin qui?
Non lo so, Mademoiselle, ma qualcuno ci ha traditi.
Non sappiamo fino a che punto la polizia  al corrente dei
nostri piani. La prudenza non  mai troppa.
Ormai ero talmente esausta che dovevo mettercela
tutta per rimanere in sella. A un certo punto mi piegai
avanti e dovetti aggrapparmi alla criniera di Beauregard
per non cadere. Mouton mi guard preoccupato.
Stai tranquillo dissi, stringendo i denti. Non sverr.
Quando arrivammo in Camargue, il cielo si era tinto
di rosa e oro. Tutt'attorno a noi le canne che circondavano
le paludi bisbigliavano nella brezza. Nel tentativo di
farmi coraggio, Mouton cominci a raccontarmi degli
animali che vivevano negli acquitrini insieme ai tori e ai
cavalli. C'erano serpenti, disse, grossi come il braccio di
un uomo, tassi, lepri e volpi. A volte quando il cibo
scarseggiava, i mandriani li prendevano con le tagliole e
li arrostivano. La loro carne ha un sapore forte, Mademoiselle,
ma va gi bene quando si ha fame e aiuta a
mantenersi in forze.
Seguit a parlare. Io ascoltavo a malapena. Ormai il
sole era alto e picchiava implacabile. Stavamo costeggiando
la grande laguna. Le pozze paludose mi facevano
sentire ancora di pi la sete. Avrei dato qualsiasi cosa per
fermarmi e tuffare la faccia nell'acqua salmastra, ma
Mouton era inflessibile. Beauregard avanzava coraggiosamente,
il manto scuro di sudore. Cominciai a pensare
che il nostro viaggio non avrebbe mai avuto fine.
Avremmo seguitato a cavalcare in eterno attraverso
quelle distese salate, febbricitanti e disperati. Alla fine,
quando ero quasi al limite delle mie forze, le immense
mura nere di una chiesa si levarono come una tetra
fortezza fra le bianche capanne, e Mouton si fece il segno
della croce,
La chiesa di Les Saintes Maries disse. Se ce la
caviamo, accender un cero davanti all'altare. Coraggio,
Mademoiselle, siamo quasi arrivati.
Dopo neanche mezz'ora i cavalli avanzavano a fatica
nella sabbia morbida. Eravamo in mezzo alle dune; davanti
a noi s'intravvedeva lo scintillio del mare che lambiva
dolcemente la riva. Nessuna traccia di barche o di
navi. La spiaggia si stendeva vuota e immensa sotto il
sole. Ormai ero stordita dalla fame e dalla stanchezza. 
ridicolo, pensai, tutta questa fatica per arrivare fin qui, e
non  servito a niente. Come in un sogno, lasciai che
Beauregard mi portasse attraverso le dune quando a un
tratto un uomo si erse fra me e il mare. Alz minacciosamente
la mano e vidi la pistola. Per un folle momento
pensai: Sono arrivati qui prima di noi. Siamo perduti.
Mouton e io, perduti come Lucien.
Poi l'uomo parl. Ah, eccovi finalmente. Vi stavamo
aspettando disse in un pessimo francese. Ma dove
sono gli altri?
Incredibilmente era Victor, pi inglese che mai nonostante
i rozzi panni e il berretto da marinaio. I miei
capelli erano intrisi di sudore, i miei calzoni incrostati di
polvere e fango. Vidi un'espressione di stupore dipingersi
sul suo volto prima di lasciarmi scivolare gi di sella;
sentii che mi si piegavano le ginocchia. Victor mi afferr
prima che cadessi e mi adagi dolcemente sulla sabbia.
Emma, mia cara, cosa ti  successo? La sua sollecitudine
era commovente, ma ero troppo sfinita per poterla
apprezzare. Dov' tuo padre?
Non verr. Poi, con mia vergogna, il dolore e la
stanchezza mi sopraffecero. La testa mi girava, un groppo
mi chiudeva la gola. Nascosi il viso fra le mani e sentii
la mano di Victor sulla mia spalla. Mentre mi riprendevo
lentamente dal malessere, lo sentii parlare a bassa voce
con Mouton. Poi torn ad occuparsi di me, aiutandomi
ad alzarmi e parlandomi con dolcezza.
Non ti devi pi preoccupare, mia cara.  tutto
finito. Sei al sicuro adesso. Ora ti porto a bordo.
No, no. Cercai di resistergli mentre mi trasportava
quasi di peso attraverso la spiaggia fino alla piccola
insenatura dov'era nascosta la scialuppa. Dobbiamo
aspettare, Victor. Dobbiamo aspettare, Lucien.
Lucien?
Non capisci. Sarebbe dovuto venire con noi... al
posto di mio padre.
S, s, lo so, ma una cosa per volta. Un altro uomo
aspettava nella scialuppa. Insieme mi ci sollevarono di
peso. Dissi disperatamente: Mouton, ascolta. Aspetteremo.
Li costringer ad aspettare. Diglielo.
Mouton annu, ma i due avevano spinto la barca in
acqua e stavano remando con lunghi colpi regolari. Vidi
Mouton profilato contro il sole accecante. Agit la mano
e torn indietro verso i cavalli.
La Sea Witch disponeva di una sola cabina che
Victor mi mise a disposizione. Temo di non avere
niente di adatto da farti indossare disse mentre mi ci
accompagnava. Sorrisi alla disapprovazione che aveva
per il mio abbigliamento maschile. Non importa. Forse
 quasi meglio che io sia vestita cos.
I membri del mio equipaggio sono persone civili e
educate ribatt lui freddamente. Sei esausta, mia cara.
Dovresti riposarti un po'.
Mi lasci, e cominciai a lavarmi e ripulirmi meglio
che potevo. La cabina era minuscola, ma gli articoli da
toilette di Victor erano disposti con ordine meticoloso, la
sua veste da camera era appesa a un gancio sulla porta.
Anche a bordo di un veliero e in mezzo a una guerra,
Victor era sempre lo stesso. Stavo cercando di togliermi i
nodi dai capelli con la sua spazzola d'argento, quando
sentii bussare alla porta. Andai ad aprire e fissai incredula
il volto scuro e rugoso che mi apparve, illuminato da
un sorriso. La sua vista mi riportava a Trevira.
Oh, Silas, come sono felice di vederti!
Anch'io di vedere lei signorina Emma. Sapesse
com' stato nervoso il comandante in questi ultimi giorni.
Mi tocc la mano nel porgermi il vassoio. Mi 
dispiaciuto del padrone, signorina. Ci  dispiaciuto a
tutti. Ne abbiamo viste di belle con lui.
Silas era stato con mio padre da tanto tempo, nella
buona e nella cattiva sorte. La sua presenza mi riport
tutto quanto alla mente con tanta violenza che la vista mi
si annebbi e dovetti posare il vassoio, accecata dalle
lacrime. Fu solo dopo qualche istante che riuscii a vedere
quello che Silas mi aveva portato: t inglese con sottili
fettine di pane e burro, e biscotti allo zenzero. Non
avrebbe potuto esserci niente di pi zitellesco n di pi
tipico di Victor. In qualsiasi altro momento forse avrei
riso, ma non allora. Gli ero troppo riconoscente.
Non potevo rimanere in cabina a riposarmi. L'ansia e
l'inquietudine mi riportarono sul ponte non appena ebbi
bevuto il t. Victor stava parlando con un uomo dell'equipaggio.
Dopo un istante mi raggiunse al parapetto.
Mia cara Emma, non so dirti quanto sono addolorato
della morte di tuo padre. Non sono riuscito a capire
bene quel giovanotto sulla spiaggia. Cos' successo esattamente?
 stato assassinato.
Assassinato? esclam inorridito. Da chi?
Era lui la spia inglese, Victor. Minacciavano di
uccidere sei uomini al posto suo, perci qualcuno ha
ucciso prima lui.
Maledette canaglie! Ma cos'altro ci si pu aspettare
in un paese simile? Lo sapevo che non ci sarebbe dovuto
tornare. Gliel'ho detto e ripetuto, ma quando mai mi ha
dato retta?  stata una follia.
Pu darsi, ma  stato anche un tentativo coraggioso.
Se fosse riuscito, forse avrebbe salvato l'Europa.
Mia cara, so quello che provi ma devi cercare di non
pensarci pi. La sua mano si chiuse sulla mia. Adesso
ci sono io ad aver cura di te.
Tirai via la mano. Victor, quanto puoi aspettare
prima di salpare?
Non molto. Finiremo per dare nell'occhio. Prima ci
allontaniamo da queste acque, meglio .
Puoi aspettare qualche ora?
Perch?
Perch c' una probabilit su mille che Lucien riesca
a scappare, e in questo caso, credo che verr qui.
Chi  Lucien?
Lucien de Fontenay. Non ricordi? L'hai incontrato
a Parigi. Ci vogliamo sposare.
Sposare un francese? Ma siamo in guerra con questo
maledetto paese. Non starai parlando sul serio, Emma.
E invece s. Lo guardai dritto negli occhi. Siamo
fidanzati.
Sono cose che capitano, e tu sei sempre stata troppo
impulsiva disse, indulgente. Non credere che ti biasimi,
mia cara, ma in un momento come questo non posso
mettere a repentaglio la tua vita e quella dell'equipaggio
per un'infatuazione.
Non  un'infatuazione. In qualche modo glielo
dovevo far capire.  la cosa pi importante del mondo...
Distolsi lo sguardo.
Mi fiss per un lungo momento. Io ti consco,
Emma. Stai cercando di scandalizzarmi, ma non ti credo.
Le mie mani si strinsero sul parapetto. Io lo amo,
Victor, lo amo tanto...
Aspetter finch il vento non si sar rinforzato, poi
dobbiamo salpare disse freddamente. Con o senza
Lucien.
Sapevo di averlo ferito e mi dispiaceva, ma dovevo
fargli capire quello che Lucien significava per me ed era
l'unico modo. Rimasi l sul ponte a fissare la riva vuota e
dorata sotto il sole fino a sentirmi bruciare gli occhi e
dolere la testa, ma non vidi anima viva. Victor m'incit a
scendere sotto coperta a riposare, ma mi rifiutai. Poi
Silas mi port una sedia e mangiai meccanicamente il
cibo che mi porgeva. Verso le cinque sentii levarsi il
vento e sul ponte cominci un'attivit frenetica. Gli uomini
alzarono le vele, che si gonfiarono nel cielo come
bianche ali di uccelli marini. L'ncora usc dall'acqua
limpida, grondando alghe verdi. Mi spostai dal lato opposto
del ponte per non dovere pi vedere quella spiaggia
deserta. I membri della ciurma gridavano fra loro,
ridendo e schiamazzando, felici di riprendere la navigazione.
Presto, troppo presto, sarei stata di ritorno a Trevira.
Come sarebbe stata tragicamente vuota senza mio padre,
senza il gaio Jack Tremayne che una mattina d'aprile
aveva detto: Gli uomini muoiono di quando in quando
e i vermi li mangiano, ma non per amore, e poi aveva
smentito quelle parole. Se non avesse creduto che Martine
aveva bisogno di lui, non sarebbe mai sceso dalle
colline, andando incontro alla morte. E ora Lucien era
andato con lui e non rimaneva niente, niente. Il dolore
crebbe finch non riuscii pi a sopportarlo. Appoggiai la
testa sulle mani intrecciate e mi sentii soffocare dai singhiozzi.
Improvvisamente un braccio mi circond la vita
e una guancia si pos sulla mia. Mi sottrassi furiosa.
Smettila, Victor, ti prego.
Non sono Victor.
Era talmente incredibile che non osai voltarmi per
paura che non fosse vero, ma era proprio Lucien, l
accanto a me. Lo fissai attraverso un velo di lacrime.
L'acqua di mare gli gocciolava dai capelli e dalla camicia
zuppa, formando piccole pozze attorno ai suoi piedi
nudi. Perdeva sangue da un lungo taglio alla guancia.
Allung una mano e mi tocc il viso.
Stai piangendo, Emma. Perch? Perch sono io e
non tuo padre?
Oh, Lucien, credevo... Gli afferrai la mano come
per assicurarmi che fosse una persona in carne e ossa
prima di stringermi a lui. Mi accarezz i capelli.
Con la faccia nascosta contro la sua camicia bagnata,
domandai: Come hai fatto ad arrivare fin qui?.
A nuoto, e temo di avere rovinato l'immacolato
ponte di Victor, oltre che infradiciare te.
Non ci pensare. Come hai fatto a scappare?
Sono stato fortunato. Mi hanno creduto morto, e
cos approfittando di un momento di disattenzione, sono
riuscito a sgattaiolare via. Anche altri dei nostri sono
scappati. Uno aveva un cavallo.  stato un viaggio d'inferno.
Credevo che non sarei arrivato fin qua.
Vidi quant'era esausto e gli accarezzai teneramente
la guancia. Ti devi togliere questi abiti bagnati...
Fra un momento. Mi allontan da s, guardandomi
negli occhi. Emma, prima voglio che tu sappia una
cosa. Io non sto abbandonando la Francia. La lotta
continuer.
Lo so. C'era stato mio padre, e ora ci sarebbe stato
Lucien. Era il mio destino e io lo accettavo. Gli posai una
mano sul braccio. Lucien, chi  stato a tradirvi?  stata
Nicole?
No. Sorrise ironico. Non credo che le sarebbe
dispiaciuto scambiarmi con Armand, ma non credo che
abbia mai saputo bene quello che intendevamo fare.
Fece una pausa.  stato Pierre.
Pierre? Ma come? Perch?
Non  facile dirtelo. Dopo tutto,  mio zio.
Fu lui a tradire tuo padre?
S. Credo che and esattamente come disse tuo
padre, che lo costrinsero a parlare con la tortura, ma
Pierre non riusc mai a dimenticare quello che aveva
fatto, e odiava tuo padre perch lo sapeva ma non faceva
niente contro di lui. Fu l'unico sbaglio di tuo padre. Ha
dimenticato che ci sono uomini che non riescono a sopportare
la generosit altrui. Se ne sentono umiliati. E
cos, spinto da amarezza e gelosia, Pierre lo uccise.
Per un attimo mi sembr di vedere la scena: il frantoio
buio, la figura in agguato e mio padre che scendeva
incontro al suo amore. Quando hai capito che  stato
Pierre?
Ieri sera mentre aspettavamo sulle colline. Ha detto
qualcosa a proposito della morte di tuo padre, qualcosa
che non poteva sapere, ma l per l non ci ho voluto
credere. Poi sei arrivata tu, e a un tratto ne sono stato
sicuro.
Tua madre lo sa?
Credo che se lo immagini. Lei lo conosceva meglio
di chiunque altro, ma al tempo stesso non riusciva a
dimenticare che Pierre era anche il fratello piccolo a cui
aveva voluto bene. Anche ora posso solo indovinare
quello che ha fatto. Credo che non vedesse nessuna via
d'uscita per s, se non quella di attribuirsi l'omicidio e
rimettersi a Bonaparte. Cos ha mandato una lettera
anonima rivelando il nostro piano, pensando di potersene
tirare fuori all'ultimo momento. Onestamente non
credo che volesse farci ammazzare tutti quanti, ma le
cose sono successe pi rapidamente di quanto non avesse
previsto.
 riuscito a scappare?
Non lo so, ma i Pierre di questo mondo in genere se
la cavano sempre.  per questo che devo continuare a
combattere contro di loro, se il tuo governo inglese me lo
permetter. Ho qualcosa qui di cui mi saranno grati
aggiunse, battendosi un colpetto sulla tasca, se il mare
non li ha rovinati. I documenti di cui tuo padre s'impadron
la sera della festa del conte di Rennes.
Ma prima andremo a Trevira... ti piacer, Lucien.
Credi?
Sar come Fontenay e improvvisamente, nonostante
il dolore e la stanchezza, una grande gioia m'invase.
Non so di cosa vivremo ma ho ancora la tua moneta,
e ho questi... Mi tolsi di tasca i rubini.
Lucien sorrise. Bravissima. Li possiamo vendere.
Neanche per idea. Voglio indossarli in veste di
Marquise de Fontenay; ma potremo sempre impegnarli.
Mio padre mi disse una volta che io ero un pessimo
partito, con soltanto una vecchia casa cadente, pochi
ettari di palude e qualche azione di una miniera di stagno
per dote.
 molto di pi di quanto io possa pretendere
rispose Lucien guardando mestamente la propria persona.
Siamo due stupidi vero? Uno spaventapasseri...
E un sudicio contadinello...
Con due occhi meravigliosi. Mi attir a s. I suoi
baci avevano il sapore del mare. Poi mi tirai indietro.
Lucien, non sar meglio dire a Victor che sei qui?
Lo sa. Mi ha tirato lui fuori dall'acqua.
Povero Victor.
Povero caro Victor convenne Lucien. Come mi deve detestare. Rabbrivid mentre mi prendeva sottobraccio.
Credi che mi ributter a mare se prendo in prestito una delle sue camicie?
...
.
...
FINE.